venerdì 14 ottobre 2016

Vent'anni di generici, mancato boom "ma 4 miliardi di risparmi"

repubblica.it
di MICHELE BOCCI

Gli Italiani spendono continuano a preferire i medicinali di marca, per i quali spendono un miliardo all'anno di tasca propria. L'incontro di Assogenerici per il ventennale di questi prodotti: "Il nostro lavoro ha comunque permesso di abbassare i prezzi dei farmaci"

Vent'anni di generici, mancato boom "ma 4 miliardi di risparmi"

Un successo o un’occasione non sfruttata fino in fondo? Oggi i farmaci generici compiono vent’anni. La prima molecola senza brand venne messo in commercio nel 1996 e l’associazione dei produttori, Assogenerici, prova a tracciare un bilancio. Intanto un dato positivo, grazie a questi medicinali senza brand la spesa farmaceutica dal 2000 ad oggi è stata più bassa di 4 miliardi. E’ però vero che in Italia questi prodotti non hanno sfondato completamente, soprattutto rispetto ad altri Paesi. A fronte di un mercato in farmacia che vede ormai oltre il 75% dei medicinali in vendita a brevetto scaduto, infatti, solo il 35% dei cittadini scelgono il generico, gli altri preferiscono continuare ad acquistare il brand.

Questo si traduce per loro in una spesa, visto che il sistema sanitario rimborsa i medicinali fino al costo del generico. Chi sceglie il prodotto di marca, di solito un po’ più caro, deve pagare la differenza. Si tratta di pochi euro a confezione, anche solo 1 o 2 ma alla fine dell’anno il conto generale racconta di un esborso dei cittadini di quasi un miliardo di euro (980 milioni secondo i dati di Ims Health). Le cifre raccontano dunque di un boom mancato. Ci sono poi i soliti sbilanciamenti tra le regioni "Fra la Campania e la Lombardia - scrive Ims Health - nonostante le differenze di Pil pro capite c'è un 50% di differenza nell'utilizzo dei generici, più diffusi nella seconda regione".

Ciò non toglie che l’ingresso sul mercato dei cosiddetti equivalenti abbia prodotto un calo dei prezzi, molto importante soprattutto per lo Stato, che appunto non paga il costo superiore del farmaco di marca per il quale è scaduto il brevetto. In Italia, dice sempre Ims Health nella ricerca fatta per l’assemblea di Assogenerici, dal 2010 al 2015 il prezzo medio dei farmaci con obbligo di prescrizione in farmacia è diminuito di circa il 15% (da 11 euro a 9,5 a confezione).

“Se nel nostro Paese si è riusciti nel tempo a sostenere la spesa farmaceutica e permettere l’adozione progressiva dell’innovazione – commenta Enrique Häusermann, presidente di Assogenerici – lo si deve alla presenza di un settore, quello dei medicinali equivalenti e biosimilari, dinamico e competitivo.

In questo delicato momento economico e istituzionale, il nostro impegno è di essere sempre al fianco del nostro Servizio sanitario nazionale, come un’importante risorsa nell’impegno complessivo per la sua sostenibilità”. Nomisma ha realizzato un rapporto sui generici per l’associazione dei produttori. “Il panorama industriale di questi prodotti è ancora robusto: le imprese sono in crescita negli ultimi 5 anni in termini di ricavi (+42%), valore aggiunto (+28,4%), numero di dipendenti (+12,6%), retribuzioni (+26%) e investimenti materiali e immateriali (+5,6% e +65.8%), con performance nettamente superiori rispetto alla media dell’industria farmaceutica”.