venerdì 28 ottobre 2016

Tremila euro di multa al sindaco perché ha potato le piante del suo comune

La Stampa

Sanzionato perché non formato per quel tipo di mansione. L’Anci scrive al ministro Costa


Massimo Caravaggio, sindaco di Gombito. Foto da www.ilnuovotorrazzo.it

Multato per aver potato delle piante, lavorando gratuitamente per quello stesso comune che è stato chiamato dagli elettori ad amministrare. «Pensavo che fare un’opera di volontariato per il mio paese fosse un gesto di generosità civica», dice con l’amaro in bocca Massimo Caravaggio, primo cittadino di Gombito, comune di 630 anime in provincia di Cremona. E invece è arrivata la burocrazia e una multa da tremila euro.

Il motivo? Il sindaco, che si è improvvisato giardiniere per il bene della collettività, non era formato per svolgere quella mansione. Tanto è bastato all’ispettorato del lavoro per sanzionare Caravaggio e l’assessore Primaldo Sali, a seguito di una segnalazione della minoranza, inviata anche all’Azienda provinciale per i servizi sanitari e al Parco Adda Sud, l’ente che gestisce l’area naturale in cui si trova il Comune di Gombito. Un episodio che è arrivato fino all’Associazione nazionale comuni italiani, che ha scritto una lettera al ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa, per esprimere preoccupazione per l’accaduto.

«Un sindaco - scrive l’Anci - soprattutto se di un piccolo Comune, è prima di tutto un volontario civico. Una persona che vive ogni giorno (gratuitamente o quasi) al servizio della propria comunità e ne assume le relative responsabilità con il solo scopo di renderla migliore, più vivibile, più accessibile e più efficiente. Un sindaco, di norma, non si tira indietro se bisogna salvaguardare la propria comunità e lo fa anche andando oltre e, rimboccandosi le maniche, compie azioni che non gli competono direttamente per il ruolo rivestito ma che riguardano il Comune, quale presidio pubblico fondamentale.

Questo avviene anche perché le risorse finanziarie sono notoriamente limitate e insufficienti, il personale è esiguo e i lavori da fare a dir poco molteplici». «Chiediamo - conclude l’Anci - un gesto responsabile di attenzione, di solidarietà, di intervento risolutivo verso il sindaco del Comune di Gombito e verso tutti quei sindaci che, come lui, non rinunciano a vivere quotidianamente la propria funzione quale Servizio alla Comunità che li ha eletti».

L’Anci ha inviato la stessa lettera al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, al direttore dell’Inail di Cremona e al prefetto Paola Picciafuochi.