mercoledì 26 ottobre 2016

Taverna carrabile

La Stampa
massimo gramellini

La cittadina senatrice Paola Taverna ha accompagnato il figlio in Campidoglio per un laboratorio scolastico, riuscendo miracolosamente a parcheggiare l’auto sulla cima dell’incantevole colle in virtù di un atto psicomagico altrimenti noto come «esibizione del tesserino parlamentare». L’ostentazione del privilegio di Casta da parte di una delle sue più implacabili fustigatrici ha irritato i genitori degli altri ragazzini, che hanno goduto di un privilegio altrettanto apprezzabile ma curiosamente poco apprezzato, quello di potersi inerpicare sui centoventiquattro gradini che portano al Campidoglio, così ammirandone da vicino le bellezze, dopo avere incastrato la macchina nel primo buco disponibile, posizionato a non meno di tre chilometri dal traguardo.

Il pregiudizio di queste persone nei confronti della cittadina senatrice lascia esterrefatti. Ma qualcuno arriva davvero a immaginare che l’anima popolare dei Cinquestelle, la cui campagna contro i vaccini rivelò solo in parte la sua vasta preparazione scientifica e culturale, possa avere agito come una marchesa del Grillo qualsiasi: «Io so io e c’ho il pass, e voi attaccatevi alle strisce blu»? La verità è che, dopo avere rivelato prima delle elezioni per il sindaco di Roma che era in atto un complotto per fare vincere il suo movimento - e adesso sappiamo quanto avesse ragione -, la cittadina Taverna è impegnata con tutte le forze a dimostrare come in realtà il complotto sia cominciato molto prima: almeno dal giorno della sua nomina a senatrice.