giovedì 13 ottobre 2016

Sono gli sceneggiatori di Pixar a scrivere le battute per Google Assistant

La Stampa
lorenzo longhitano

Per rinforzare il lato umano della sua intelligenza artificiale Google ha chiesto aiuto agli autori dello studio di animazione e del giornale satirico The Onion: forniranno humour e personalità agli algoritmi della casa di Mountain View



Come si fa a rendere più umana un’intelligenza artificiale? Una buona idea potrebbe essere quella di renderla più spiritosa. È la risposta che si è data Google durante lo sviluppo di Assistant, l’algoritmo avanzato di assistenza vocale e testuale che la casa di Mountain View includerà presto all’interno di tutti i suoi prodotti e servizi. Come riporta il Wall Street Journal , per dare personalità al suo software il gigante statunitense delle ricerche si sarebbe avvalso della consulenza di veri e propri esperti del settore: un team composto da sceneggiatori dello studio di animazione Pixar e da autori provenienti dal giornale satirico online The Onion.

La tendenza a formare legami emotivi anche con oggetti inanimati è una caratteristica tipica della specie umana: ci basta ravvisare tratti psicologici anche solo accennati affinché la nostra percezione di un semplice elettrodomestico o di uno smartphone cambi radicalmente. Google Assistant del resto non è neppure il primo software sul quale viene sperimentato un approccio del genere: da questo punto di vista la pioniera è stata Siri, l’assistente vocale di Apple, che ha riscosso parte del suo successo presso il pubblico proprio grazie alla sua capacità di uscire dagli schemi con occasionali barzellette e risposte sagaci, piazzate in risposta ai comandi giusti.

Col tempo Google vuole portare questo approccio al livello successivo, anche se non è ancora chiaro quanto i membri del team siano riusciti a influenzare Assistant finora. Una cosa è sicura: gli scrittori interni a Pixar sanno notoriamente il fatto loro su come suscitare empatia nei confronti di oggetti inanimati — dai veicoli di Cars ai robot di Wall-E — mentre all’Onion sono specializzati in un umorismo ad ampio spettro, che parte dalle battute fulminanti per finire con assurdità e nonsense. Nel software insomma non finiranno soltanto semplici barzellette.