lunedì 17 ottobre 2016

Roma, la Porta Magica di Piazza Vittorio

La Stampa
flaminia giurato (nexta)

E' conosciuta anche come Porta Alchemica l'ingresso del laboratorio esoterico del marchese che ricercava la pietra filosofale


La Porta Alchemica di Piazza Vittorio

Abitanti e turisti sanno bene che Piazza Vittorio Emanuele è una delle piazze non solo più vaste ma anche più animate di Roma. Situata nel Quartiere Esquilino e racchiusa da grandi palazzi e contornata da una serie ininterrotta di arcate dove si susseguono una miriade di negozi, per lo più gestiti dai membri della numerosa comunità cinese. Al centro della Piazza c’è un giardino alla cui estremità settentrionale svettano le rovine del ninfeo di Alessandro Severo, risalenti al III secolo.

Durante l’età imperiale molti romani ricchi possedevano tenute appena fuori città che disponevano anche di condutture idriche. La tradizione di edificare grandi ville nel quartiere riprese anche nel periodo rinascimentale. Nella metà del Seicento il marchese di Pietraforte, Massimiliano Palombara, era proprietario della villa omonima. Il marchese era appassionato di scienze esoteriche ed egli stesso faceva esperimenti e finanziava un certo numero di alchimisti incontrandoli spesso nella villa, che era provvista di una piccola dependance separata usata come laboratorio.

Leggenda narra che un giovane medico ed alchimista milanese di nome Giuseppe Borri si unì al circolo della villa e, finanziato dal marchese, condusse diversi esperimenti per trovare la pietra filosofale che gli avrebbe permesso di trasformare la materia in oro. Ma quando l’Inquisizione papale si mise sulle sue tracce dovette partire improvvisamente lasciando un certo numero di pergamene con le complesse formule che nessuno era in grado di decifrare. Fu cosi che Massimiliano Palombara le fece incidere sulla porta d’accesso del suo laboratorio.

Quando Roma divenne la Capitale d’Italia Villa Palombara fu demolita per i lavori di costruzione del nuovo rione Esquilino. L’unica parte che si salvò fu proprio il portale d’accesso del laboratorio, oggi conosciuto come Porta Magica di Piazza Vittorio. Si presenta come un piccolo portale murato contornato da uno stipite di pietra bianca dove si vedono ancora i simboli alchemici. La porta è affiancata da due bizzarre statue che rappresentano una divinità egizia chiamata Des, venerata a Roma durante l’età imperiale. Le statue, però, non facevano parte della collezione del marchese Palombara, ma furono aggiunte successivamente.