venerdì 14 ottobre 2016

Riconoscimento facciale, creato software russo che 'legge' il 73% delle fotografie

repubblica.it
di CLAUDIO CUCCIATTI

Può essere usato per condividere immagini di persone che partecipano ai grandi eventi, ma la sua applicazione divide. Dalla sicurezza alla privacy, si rischiano invasioni di campo dannose

Riconoscimento facciale, creato software russo che 'legge' il 73% delle fotografie

Godetevi il concerto senza fotografare il palco alle vostre spalle. A immortalarvi durante un grande evento ci penserà un algoritmo russo capace di riconoscere il 73 per cento delle persone in un milione di scatti. Un risultato migliore di quello ottenuto dal team Alphabet Inc. di Google. Una volta scattate, le foto verranno inviate al vostro smartphone. Il software russo è stato messo a punto dalla NTechLab, fondata da Artem Kukharenko e Alexander Kabakov.

Il riconoscimento facciale scatena ogni volta che fa progressi interesse ma anche molte critiche. La sicurezza nazionale e la violazione della vita privata da una parte, l'individuazione di criminali o terroristi dall'altra: sono molti gli usi distorti che se ne potrebbero fare e i settori che ne potrebbero beneficiare. In marzo, ad esempio, il Garante della privacy ha bloccato questo sistema proposto per schedare chi chiede dei finanziamenti, spiegando che "non può ritenersi necessario e proporzionato un uso generalizzato e incontrollato dei dati biometrici dei clienti che, tra l'altro, si possono prestare a utilizzi impropri e possibili abusi".

I due giovani programmatori hanno difeso la propria creatura sottolineando come il software vada ad agire in zone dove la privacy viene violata ogni giorno: "Non esiste vita privata - dicono - ogni governo può controllare, tramite il vostro smartphone, cosa state facendo, dove state andando, ciò che state acquistando e con chi state parlando". Al momento la NTechLab ha venti dipendenti e tira avanti attraverso l'autofinanziamento, in attesa di investitori. Già dai tempi dell'università Kukharenko lavorava all'algoritmo, anche se in origine era nata una app per riconoscere le razze canine. "Dopo soli due mesi - racconta - mi sono accorto delle enormi potenzialità di questa nuova tecnologia e dei molti campi in cui può essere applicata. Fotografare le persone che si divertono ad un festival musicale è solo l'inizio".