domenica 23 ottobre 2016

Referendum, respinto il ricorso sul quesito

La Stampa

Il Tar del Lazio dichiara inammissibile la richiesta di M5s e SI. Insorge il fronte del No



Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso del Movimento 5 Stelle e di Sinistra Italia sul quesito referendario per «difetto assoluto di giurisdizione». Secondo i giudici amministrativi «sia le ordinanze dell’Ufficio Centrale per il Referendum che hanno predisposto il quesito, sia il decreto del Presidente della Repubblica che lo recepisce sono espressione di un ruolo di garanzia, e nella loro assoluta neutralità sono sottratti al sindacato giurisdizionale».

Il fronte del No: “Un raggiro”
Di «truffa» e «raggiro» del governo ai danni dei cittadini italiani parlano, quasi in coro, le opposizioni. Al Comitato Basta un Sì risponde direttamente Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. «Il Tar non ha dato alcun giudizio sul quesito, non ha detto che il quesito è “neutrale”». Dunque, «la sostanza del testo ingannevole rimane», affermano i senatori firmatari del ricorso Loredana De Petris, capogruppo di Sinistra italiana, e Vito Crimi, M5S: «I magistrati del Tar non hanno dichiarato che il quesito referendario è corretto, ma solo che loro non possono farci nulla».

La sentenza del Tar del Lazio «conferma che il quesito referendario è una truffa finalizzata a raggirare gli elettori», spiega ancora De Petris. Sulla stessa linea l’esponente di Sinistra Italiana, Alfredo D’Attorre, che parla di «pacco del governo Renzi. Il pronunciamento del Tar non entra nel merito della congruità del quesito referendario». La Lega si dice «interessata al No della gente» alla riforma e «non alla guerra di carte bollate».

Il fronte del Sì: “Prevalso il buon senso”
Sul fronte opposto, la maggioranza rivendica la bontà del quesito e invita a guardare al merito della riforma. «È prevalsa la ragionevolezza», è il commento di Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente Liberal Pd. «Leggo che qualcuno tra i ricorrenti M5S e SI non si arrende», spiega Marina Sereni, deputata del Partito Democratico. «In attesa di capire quale potrebbe essere la prossima mossa giudiziaria - prosegue - mi rammarico del fatto che ci sia chi pensi, a corto di qualsiasi argomento, di fare politica usando i giudici, dimenticando che il 4 dicembre gli elettori dovranno pronunciarsi sul merito della riforma costituzionale». Alla vicepresidente della Camera risponde però Pierluigi Mantini ex deputato e professore universitario di diritto amministrativo per il quale il pronunciamento del Tar del Lazio esclude, di fatto, altri ricorsi.