venerdì 14 ottobre 2016

Quando Dario Fo difendeva ​gli assassini del rogo di Primavalle

Giuseppe De Lorenzo - Gio, 13/10/2016 - 13:50

Dall'attacco al commissario Calabresi alla difesa degli assassini (rossi) dei fratelli Mattei, arsi vivi a Primavalle. Ecco le battaglie politiche di Dario Fo



Dario Fo non fu soltanto un artista. Fu un Nobel nello schierarsi politicamente, sempre all'estremo. E infatti passò dalla Repubblica di Salò al Soccorso Militante Rosso. Il passo non è breve, ma lui lo fece. L'importante infatti era piacere, salire sul carro giusto. Tanto che quando divenne un idolo della sinistra (estrema) appoggiò campagne politiche che definire erronee sarebbe troppo delicato.

Le battaglie politiche di Dario Fo

Il 16 aprile1973 i militanti di Potere Operaio incendiarono la casa di Mario Mattei, esponente del Msi, e uccisero i figli Virgilio e Stefano di 22 e 8 anni. Franca Rame e Dario Fo si schierarono in difesa di Achille Lollo, condannato a 18 anni di reclusione per incendio doloso e omicidio colposo come autore di quello che passerà alla cronache come il rogo di Primavalle. Come scrive oggi Aldo Cazzullo sul Corriere, Fo spalleggiò non "una vittima della repressione", ma "il carnefice dei fratelli Mattei arsi vivi a Primavalle".

Per Achille Lollo, Franca Rame organizzò una raccolta fondi "per farlo sentire meno solo". “Ho provato dolore e umiliazione – scrisse la moglie di Fo - nel vedere gente che mente, senza rispetto dei propri morti”, affermando che a provocare la morte dei due bambini di Primavalle fossero stati gli stessi "fascisti". Al suo fianco c'era sempre il marito drammaturgo e premio Nobel: insieme fecero parte dell'associazione Soccorso Militante Rosso creata appositamente per sostenere i compagni accusati di omicidio e altri reati.

Ecco la lettera che la Rame, con l'appoggio di Fo, scrisse a Lollo: "Caro Achille, ti ho spedito un telegramma non appena saputo del tuo arresto, ma oggi ho saputo che i telegrammi in partenza da Milano hanno anche 15 giorni di ritardo. Arriverà che sarai già uscito. Ieri e oggi i giornali parlano di te dando ottime notizie. Caduta l'imputazione di strage. Bene! Sono contenta. Quello in cui spero tanto è che al giudice Sica capiti quello che è capitato anche a Provenzale. Così, dopo aver provato sulla propria pelle quello che vuol dire la prossima volta staranno attenti (a loro o ad un loro figlio).

Comunque credo che tu sia un pò contento. Anche il fatto ridicolo degli esplosivi seguirà l'altro, anche perchè di esplosivi non ne avevi. Io non ti conosco, ma come molti sono stata in grande angoscia per te. Ho provato dolore ed umiliazione nel vedere gente che mente, senza rispetto nemmeno dei propri morti. Dolore di saperti protagonista di quel dramma scritto da un pessimo autore. Ti ho inserito nel Soccorso rosso militante. Riceverai denaro dai compagni, e lettere, così ti sentirai meno solo. Comunicami immediatamente la tua scarcerazione, che avverrà prestissimo. Se puoi scrivi. Un fortissimo abbraccio."