lunedì 31 ottobre 2016

Profughi, Novara dice no e il centro Cri di Settimo va in tilt

La Stampa
massimo numa

In queste ore, deve fare i conti con più di 700 arrivi



E così, alla fine, la tempesta perfetta è arrivata anche in Piemonte. Ogni giorno c’è una media di arrivi di 250 immigrati, e il centro Cri di Settimo, in queste ore, deve fare i conti con più di 700 arrivi. In teoria gli immigrati dovrebbero essere immediatamente trasferiti nelle strutture d’accoglienza delle 8 province. Invece la quota di Novara, circa 350 persone, è ferma da oltre 24 ore. La provincia al confine con Milano non sarebbe più in grado di accogliere altri profughi ma questo ha creato un punto di non ritorno per la macchina dei soccorsi umanitari. 

Colpa del sindaco leghista? Per ora è solo un’ipotesi che ci sia una volontà politica-amministrativa di volere intenzionalmente creare una situazione di caos. Se lo stop non si sbloccherà in tempi rapidissimi, il centro Cri di Settimo, l’unico hub del Piemonte, non sarà più in grado di svolgere la propria funzione, con un enorme disagi sia per i richiedenti asilo che per gli operatori, sotto pressione da giorni. Nessun commento dall’interno del centro, in un frenetico andirivieni di bus in partenza e in arrivo. 

È chiaro che i disagi e il livello di assistenza rischiano di abbassarsi in modo grave. Sino a poche ore va, con il sostanziale equilibrio di arrivi-partenze, il sistema aveva tenuto con una certa sicurezza. E’ bastato il caso Novara per mandare in tilt la macchina dell’accoglienza, complessa e incapace di sostenere altre ondate di arrivi. 

LA REAZIONE DEL SINDACO DI NOVARA
«Non sono informato sull’ipotesi di questi 350 nuovi arrivi – spiega il sindaco Canelli -. Di sicuro però la città di Novara ha già fatto abbondantemente la sua parte. Ospitiamo più di 500 persone, in percentuale il doppio rispetto a Milano. Forse il Viminale e la prefettura stanno valutando di distribuirli in altri comuni della provincia».