mercoledì 12 ottobre 2016

Per sfondare sul mercato cinese Apple potrebbe montare la doppia Sim sul prossimo iPhone

La Stampa

L’azienda di Cupertino ha inoltrato due richieste di brevetto per una tecnologia che consente di utilizzare due schede sullo stesso smartphone, come fanno già alcuni concorrenti, da Samsung a Huawei



Apple punterebbe sulla dual sim per i nuovi iPhone per riguadagnare quote di mercato in Cina. Il gruppo della Mela ha infatti inoltrato due richieste, ancora in attesa di approvazione, all’Ufficio statale per la proprietà intellettuale cinese, a febbraio e marzo scorso, per brevettare la tecnologia dual sim sui nuovi iPhone ed entrare in competizione diretta con i concorrenti Samsung e Huawei che già dispongono di questa tecnologia sui loro smartphone.

La decisione di Apple potrà aiutare l’azienda di Cupertino nella crescente competizione sul mercato cinese, che oggi conta 710 milioni di utenti di internet, in grandissima parte connessi alla rete attraverso i dispositivi mobili, «anche se occorrerà tempo per applicare le nuove funzioni agli smartphone», ha sottolineato al quotidiano China Daily Nicole Peng, direttore per la Ricerca del gruppo di consulenza di Shanghai Canalis. Nonostante i dati di bilancio, che nel secondo trimestre 2016 hanno visto le vendite in Cina diminuire di un terzo (-33%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, gli iPhone 7 e 7 Plus hanno registrato il tutto esaurito al 16 settembre scorso, data del debutto in Cina.

Il gruppo californiano punta a capitalizzare anche il momento attuale, segnato dal clamoroso stop definitivo alla produzione dei Galaxy Note 7 annunciato da Samsung, dopo i vari casi di autocombustione delle batterie, che avevano spinto l’azienda sudcoreana a chiedere ai clienti di spegnere l’apparecchio e riportarlo ai punti vendita in cambio di un rimborso completo o di una sostituzione con altri prodotti Samsung.

Apple, intanto, sta investendo molto in Cina, con l’apertura del primo centro per la ricerca e lo sviluppo a Pechino e con l’ingresso nel settore del ride-sharing: a maggio scorso, il gruppo fondato da Steve Jobs aveva investito un miliardo di dollari in Didi Chuxing, il maggiore operatore del settore in Cina, che ad agosto ha anche rilevato le attività di Uber China, fino a quel momento la principale rivale sul territorio cinese. Pochi giorni dopo, era giunto a Pechino il Ceo di Apple, Tim Cook, che aveva incontrato il vice primo ministro Wang Yang. Cook aveva fatto visita a uno degli Apple Store della capitale cinese, utilizzando per i propri spostamenti a Pechino le auto del servizio Didi.