martedì 11 ottobre 2016

Pagamenti doppi e addebiti fantasma. Le trappole del canone Rai in bolletta

La Stampa
sandra riccio

C’è tempo fino al 31 ottobre per saldare il conto senza sovrattassa: ecco come evitare errori



Pagamenti doppi, mancati addebiti, esenzioni del tutto ignorate. Il canone Rai, che dal 1° luglio è nella bolletta della luce, ha portato con sé una lunga lista di grane. Le associazioni a tutela dei consumatori sono bersagliate da richieste di aiuto. I casi più frequenti riguardano i doppi pagamenti, per esempio a carico della moglie o del marito. Anche gli errori sulle seconde case non sono pochi. C’è pure chi non ha ricevuto alcun addebito del canone nella bolletta elettrica dell’abitazione in cui risiede e si è invece visto conteggiare l’importo su tutte le seconde case.

C’è poi chi, e anche qui i casi non sono pochi, non ha pagato niente semplicemente perché non ha mai ricevuto l’addebito in bolletta. Qualcun altro invece, pur non avendo la Tv e avendo opportunamente dichiarato di non averla, si è ritrovato i 70 euro in fattura. Ricordiamo che il canone Rai va pagato una volta soltanto per ogni famiglia anagrafica, solo nel luogo di residenza e ammonta a 100 euro totali. Paga l’intestatario dell’utenza della luce su cui l’importo viene addebitato a rate di 10 euro al mese. Quest’anno però, che è stato l’anno del debutto, si è partiti con un primo maxi-versamento di 70 euro tutto a luglio (a qualcuno è arrivato ad agosto visto che la bolletta, in genere, è bimestrale).

Che si fa nel caso di brutte sorprese? Occorre armarsi di molta pazienza perché molti punti sono ancora fumosi. Intanto meglio segnarsi le nuove scadenze. Per esempio, il vecchio abbonato Rai, che ogni anno pagava regolarmente il suo canone con il vecchio e pratico bollettino postale e che a luglio non si è trovato l’addebito in fattura, dovrà pagare con il modulo F24 entro il 31 ottobre di quest’anno, in un’unica soluzione (100 euro). Chi non paga entro questo termine potrebbe rischiare una sovrattassa se non addirittura la sanzione. «Non c’è ancora chiarezza su questo punto – dicono dall’Unione nazionale consumatori -. Noi tuttavia suggeriamo di pagare entro fine mese e chiederemo che non vengano applicati sovrapprezzi e, nel caso, ne contesteremo la legittimità». Cosa si fa con i doppi addebiti? Nel caso di marito e moglie, la strada è quella di compilare il modulo fornito dall’Agenzia delle entrate (sul suo sito) per chiedere il rimborso.

Il codice 4 (ce ne sono 6 in tutto) riguarda i due componenti della stessa famiglia anagrafica che hanno ricevuto due volte l’addebito. E’ importante sapere che questa domanda vale anche come dichiarazione sostitutiva, vale a dire come dichiarazione sostitutiva di presenza di un’altra utenza elettrica per l’addebito. Il caso della seconda casa invece è parecchio contorto. Non esiste una voce apposita nel modulo dell’Agenzia. Occorre mettersi in regola con le utenze elettriche (probabilmente nella seconda casa la luce era intestata alla moglie in modalità di residente, pur non essendo qui residente).

Che fare se, nonostante l’invio secondo i termini previsti (16 maggio 2016) di richiesta di esenzione ci si ritrova comunque con l’addebito in bolletta? L’iter più semplice è quello della richiesta di rimborso. Si può presentare tramite raccomandata all’Agenzia delle Entrate. Il modulo da compilare è disponibile sul sito dell’Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it). In alternativa si può ricorrere all’applicazione web disponibile sul sito dell’Agenzia (la ricevuta verrà rilasciata per via telematica) oppure agli intermediari abilitati (Caf, commercialisti etc.).

I rimborsi verranno accreditati direttamente in bolletta. Sui tempi però non ci sono certezze. 
Sono invece stati anticipati quelli per la richiesta di esenzione che deve presentare chi non ha la Tv. Per il canone dell’anno prossimo occorrerà inviarla già entro il 31 gennaio 2017. La richiesta vale un anno, poi bisogna ricominciare tutto da capo.