venerdì 28 ottobre 2016

Museo della Zecca, tornano alla luce 20 mila opere dai sotterranei

Corriere della sera
di Virginia Piccolillo

Pezzo forte della mostra le cere di Benedetto Pistrucci. Un incisore romano, autore, del modello della sterlina d’oro con S.Giorgio e il drago, ancora oggi in uso presso la Zecca reale britannica . Tra le opere in mostra anche le macchine industriali d’antiquariato

1

Uno «scrigno delle meraviglie» che era nascosto in polverosi sotterranei è tornato alla luce. Oltre 20.000 opere tra monete, medaglie, punzoni, modelli in cera e macchine industriali d’epoca che raccontano duecento anni della nostra storia, sono da ora in mostra al nuovo museo dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Ad inaugurarlo, con una visita privata, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, con il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan e il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini.

La collezione
Pezzo forte della mostra le cere di Benedetto Pistrucci. Un incisore romano, autore, del modello della sterlina d’oro con S.Giorgio e il drago, ancora oggi in uso presso la Zecca reale britannica . Tra le opere in mostra anche le macchine industriali d’antiquariato. Incluso il bilanciere pontificio di Clemente XII. «Questo spazio, un anno fa, era parte di un’eredità polverosa con casse piene di materiale prezioso e macchinari industriali d’epoca accatastati – ha sottolineato l’Amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli -

Un patrimonio abbandonato per un malinteso senso del risparmio, per una mancanza di sensibilità nella cura della memoria o, peggio, per una semplice disattenzione. Oggi il Museo della Zecca di Roma è uno spazio reale e aperto al pubblico. Grazie al percorso espositivo realizzato dalla professoressa Silvana Balbi de Caro e dall’architetto Giovanni Bulian sarà possibile apprezzare un pezzo della storia artistica del nostro paese che finora sembrava comprensibile solo agli esperti di settore e ai collezionisti».