lunedì 24 ottobre 2016

L’uomo che ha creato le catene da neve che si mettono da sole

La Stampa
gaetano lo presti

Un valdostano fotografo di F1 e MotoGP


Giorgio Neyroz col RimChain brevettato nel 2013

Nella vita del valdostano Giorgio Augusto Neyroz le ruote hanno avuto grande importanza. Almeno dal 1998, quando, grazie ai buoni uffici di Cesare Fiorio, mitico direttore sportivo della Ferrari, cominciò a fotografare le gare di Formula Uno. «Aveva una casa a Cervinia, la località di cui sono originario, così mi fece ospitare dal Team Ferrari - racconta Neyroz -. Per due anni ho fotografato la Formula Uno, mettendo a frutto una passione che mi aveva già permesso di pubblicare foto di bob e skateboard su riviste specializzate».

Dalle quattro, Giorgio passò presto alle due ruote, fotografando per tre anni, nei deserti egiziani, il Rally dei Faraoni. Finché nel 2002 è passato alla MotoGp. «Nel 2003 ho fatto tutta la stagione. Avevo iniziato come freelance, ma, visti i risultati, alla sesta gara l’organizzazione mi ha chiesto se volevo lavorare per loro. Così da 14 anni sono fotografo ufficiale del MotoGp per la Dorna, la società spagnola organizzatrice».

Oltre ad essere state pubblicate sulle maggiori testate giornalistiche nazionali e internazionali, le sue foto della MotoGp sono state oggetto di tre mostre fotografiche in Valle, l’ultima delle quali, nel 2015, nella Saletta d’arte del Comune di Aosta per l’Unione Stampa Sportiva Italiana. «La foto a cui sono legato è quella che documenta la caduta di Valentino Rossi al Sachsenring, in Germania, nel 2007. E’ caduto proprio davanti a me, per cui l’ho portato al box col mio scooter di servizio».

L’idea
Quando torna in Valle (dove ha uno studio al Villair di Quart) le ruote con cui Giorgio ha a che fare girano, inevitabilmente, molto più lentamente. Fino a bloccarsi, come succede d’inverno, quando nevica. Specie se si devono raggiungere località di montagna come Cervinia, dove la sua famiglia dal 1948 gestisce lo storico Hotel Edelweiss. «Da giovane ero io che montavo le catene alle ruote dei clienti dell’albergo, per cui da allora penso ad una soluzione. Così è nato il cerchio-catena o RimChain che ho brevettato nel 2013. Un sistema veloce, semplice ed economico a prova di imbranato».

Il prototipo, che si può vedere in un video dimostrativo su YouTube, è basato su delle catene da neve (sette per una ruota d’auto, più per camion e bus) che, normalmente nascoste nel cerchione, all’occorrenza (in caso di neve, ma, anche di ghiaccio), grazie a delle molle, si possono tirare fuori e agganciare dalla parte opposta (eventualmente incrociandole). «Si possono montare sulle ruote di trazione, ed è previsto che sui cerchi in lega siano utilizzate fuse nel cerchione - precisa Neyroz –.
Il bello è che così le catene sono disponibili sempre, estate e inverno. Nel brevetto presentato sono d’acciaio, ma il peso potrà scendere se si utilizzeranno quelle plastiche che sono più dure dell’acciaio. Adesso bisognerà trovare dei produttori di cerchi o ruote automobilistiche che possano produrre e commercializzare il brevetto».