mercoledì 19 ottobre 2016

Lo scavo del Frejus nelle immagini dell’epoca

La Stampa

Telt ha acquisito una serie di incisioni e stampe: l’epopea del Tunnel diventa un piccolo museo


Un’illustrazione d’epoca: gli attrezzi con cui si scavò il tunnel a fine 800

17 settembre 1871: nella sera si accendono a Torino migliaia di «nuovissime lampadine elettriche» trasformando simbolicamente corso Vittorio Emanuele nel traforo del Frejus: i festeggiamenti impazzano per quattro giorni. Dalle prime mine fatte scoppiare da Vittorio Emanuele II al passaggio della Valigia delle Indie il primo treno che attraverserà il traforo, sono passati appena 14 anni di lavoro: durissimo, innovativo, entusiasmante. Nasce così la «grande opera» che, col Canale di Suez , cambierà la fisionomia economica e sociale dell’Europa e del Mediterraneo. Si apre una nuova via diretta per le persone e le merci che porta dall’ Inghilterra all’Italia e poi sino all’Oriente: con il traforo tutta l’Europa si affaccia alla contemporaneità. Il traforo del Frejus è un’opera che ha tanti padri illustri, ma è figlio soprattutto della politica pragmatica e visionaria di Cavour.

Il discorso di Cavour
Ecco il suo discorso al parlamento, il 27 giugno 1857: «Signori, le grandi imprese non si compiono, le grandi difficoltà non si vincono se a chi è dato di condurre questa opera a buon fine non abbia una fede viva, assoluta nella sua riuscita. Noi avevamo la scelta della via, abbiamo scelto quella dell’arditezza, non possiamo rimanere a metà (…) io nutro ferma fiducia che voi coronerete la vostra opera con la più grande delle imprese moderne deliberando il perforamento del Moncenisio».

Come il battello a vapore
Al traforo , il più lungo del mondo per quei tempi, lavorarono più di 4.000 persone e ne morirono 48, il loro sacrificio è ricordato da un grande monumento a Torino: una piramide di massi di pietra sormontata dal Genio del Progresso ad ali spiegate. E’ lo stesso Progresso celebrato nel 1881 dai tableau vivant del ballo Excelsior, nel quale insieme a telegrafo, lampadina elettrica e battello a vapore, compaiono il taglio del Canale di Suez e il Traforo del Frejus. La stampa mondiale raccontò con entusiasmo passo passo l’epopea del traforo: ne riamane l’eco ancora nei ritagli di stampa di quei tempi. Tanta storia è passata attraverso queste montagne, una storia che continua ancora oggi con la stessa visione: aprire la montagna al futuro di tutto il Continente. Ne è testimone il tunnel che sta nascendo 800 metri più in basso, per far viaggiare i treni alla quota di pianura.

La collezione di Telt
Telt, (Tunnel euralpin Lyon-Turin), promotore pubblico responsabile della realizzazione e della gestione della sezione transfrontaliera della futura linea ferroviaria) ha acquisito una collezione di incisioni della seconda metà XIX Secolo che ricostruiscono la storia e la realizzazione del Traforo del Frejus. Questo insieme di 60 stampe, tra xilografie, litografie e fotografie originali, pubblicate sui giornali italiani, francesi e britannici dell’epoca, è stato salvato dalla dispersione ed esposto in una sala museo nella sede di via Borsellino (Torino) che costituirà il nucleo di uno spazio aperto a un pubblico di appassionati e di studiosi.

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La collezione conta 59 incisioni originali, compresa una fotografia e un grande panorama eseguito in litografia a più colori (giallino, seppia e azzurro) della lunghezza di 4 metri e mezzo circa, raffigurante il percorso della strada ferrata da Bussoleno a Modane. Le incisioni sono state impresse a Torino, Firenze, Milano, Parigi e Londra tra il 1861 ed il 1873. Alla raccolta è stata abbinata Litografia originale a più colori “Chemins de fer Paris - Lyon – Mediterrané” eseguita a Torino nel 1891 da A. Layolo, presso i fratelli Pozzo. È un raro manifesto che pubblicizza la linea ferroviaria Torino, Genova, Roma, Pisa e Napoli con titolo e orari ferroviari.

Le sezioni tematiche
Quattro le sezioni tematiche: La ferrovia Fell, scavo e costruzione, la ferrovia in funzione, inaugurazione e celebrazioni. A queste opere si aggiunge una serie di documenti originali dell’epoca e di libri che ricostruiscono i principali passaggi politici e il contesto dell’opera, alcuni ereditati da Alpetunnel. La collezione è stata valorizzata da un video che ricostruisce, dando vita alle immagini storiche, l’epopea di una delle prime vie ferroviarie per l’Europa, un’autentica sfida ingegneristica per la sua epoca.