domenica 16 ottobre 2016

Latte, in arrivo le etichette Ue per difendere il "made in Italy"

repubblica.it

Verso il "silenzio assenso" della Commissione sull'indicazione dei luoghi di lavorazione del latte, le nuove diciture potrebbero debuttare con il 2017. Coldiretti: "Salvi 120mila posti di lavoro per 28 miliardi di fatturato"
Latte, in arrivo le etichette Ue per difendere il "made in Italy"

La Coldiretti apre il forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione a Cernobbio e annuncia uno "storico" via libera europeo alla richiesta italiana di indicare obbligatoriamente l'origine del latte e dei prodotti affini, a cominciare dai formaggi. "Sono scaduti senza obiezioni alle ore 24 del 13 ottobre i tre mesi dalla notifica previsti dal regolamento 1169/2011 quale termine per rispondere agli Stati membri che ritengono necessario adottare una nuova normativa in materia di informazioni sugli alimenti", afferma l'associazione. Fonti vicine al dossier intercorso tra Roma e Bruxelles fanno notare che il termine ultimo dovrebbe a dire il vero scadere alla prossima mezzanotte, ma si attende in ogni caso il "silenzio assenso" in sede europea.

Ecco dunque che vengono già esposte in riva al lago di Como e in anteprima le confezioni di latte, burro e mozzarella "con le nuove etichette per aiutare i consumatori a scegliere".

La Coldiretti ricorda nella sua nota che il provvedimento "era stato annunciato dal premier Matteo Renzi e dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina in occasione della Giornata nazionale del latte Italiano a Milano, organizzata proprio dalla maggiore organizzazione degli imprenditori agricoli in Europa". In quell'occasione, Martina aveva parlato dell'invio della richiesta in sede Ue come di "una tappa storica per il mondo dei produttori e degli allevatori" un passaggio "necessario per garantire sempre di più e sempre meglio i nostri allevatori in questo momento molto difficile per la crisi del latte che sta vivendo tutta l'Europa".

L'associazione ricorda come verrà indicata l'origien del latte in etichetta:
  1. "paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte";
  2. "paese di condizionamento: nome della nazione nella quale il latte è stato condizionato";
  3. "paese di trasformazione: nome della nazione nella quale il latte è stato trasformato".
"Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato e trasformato nello stesso paese, l'indicazione di origine può essere assolta - precisa la Coldiretti - con la sola dicitura: "Origine del latte: nome del paese"". Diversamente, se le diverse fasi di produzione avvengono in luoghi differenti, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata possono essere utilizzate le seguenti diciture: "miscela di latte di Paesi UE" per l'operazione di mungitura, "latte

condizionato in Paesi UE" per l'operazione di condizionamento, "latte trasformato in Paesi UE" per l'operazione di trasformazione. Infine se le operazioni avvengono nel territorio di più paesi situati al di fuori dell'Unione Europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata possono essere utilizzate le seguenti diciture: "miscela di latte di Paesi non UE" per l'operazione di mungitura, "latte condizionato in Paesi non UE" per l'operazione di condizionamento, "latte trasformato in Paesi non UE" per l'operazione di trasformazione.

L'associazione ricorda che proprio le esigenze di trasparenza degli italiani sono cresciute notevolmente: una consultazione pubblica online del Ministero delle Politiche agricole ha chiarito che, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che l'etichetta riporti il Paese d'origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione. I consumi sono d'altra parte importanti, con una media di 48 chili di latte alimentare a persona e il settimo posto su scala mondiale per i formaggi con 20,7 chilogrammi per persona all'anno dietro ai francesi con 25,9 chilogrammi a testa, ma anche a islandesi, finlandesi, tedeschi, estoni e svizzeri.

"Il provvedimento", conclude la Coldiretti, "salva 120mila posti di lavoro nell'attività di allevamento da latte che generano lungo la filiera un fatturato di 28 miliardi che è la voce più importante dell'agroalimentare italiano dal punto di vista economico, ma anche da quello dell'immagine del Made in Italy. La scelta di trasparenza fatta in Italia - conclude la Coldiretti - è importante per essere piu' forti anche nella lotta all'agropirateria internazionale sui mercati esteri dove i formaggi Made in Italy hanno fatturato ben 2,3 miliardi (+5%) nel 2015". Quanto ai prossimi passaggi tecnici, l'entrata in vigore e fissata 60 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e quindi "auspicabilmente dal primo gennaio 2017 come è stato previsto per un testo analogo in Francia".