domenica 30 ottobre 2016

“La Rai battuta da Sky per la diretta sul terremoto”

La Stampa
domenico di sanzo

Interrogazione parlamentare di Michele Anzaldi, membro Pd in commissione di Vigilanza



Dov’è la Rai? Il deputato del Pd Michele Anzaldi, segretario della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, attacca di nuovo il servizio pubblico dal suo profilo twitter: «Terremoto: che succede in RAI? Su Sky da oltre 40 minuti immagini in diretta da località colpite ed in RAI solo cartine fisse dei luoghi!». E l’inviata di Rai News24 Angela Caponnetto conferma le difficoltà in diretta: «Stiamo lavorando da ore senza tregua e senza soddisfazioni: sistema elefantiaco». 

La lentezza dell’apparato-Rai sarebbe dovuta al mancato utilizzo di un semplice zainetto, in dotazione ai colleghi di Sky. Scrive la Caponnetto: «Sky ha un cameraman con uno zainetto senza giornalista. Noi un esercito senza telecamere». Intanto, in quei 40 minuti i telespettatori della all-news del servizio pubblico osservavano le cartine del Centro Italia. La discussione sotto il post di Anzaldi prosegue, con David che di mestiere fa l’operatore: «La Rai può, ma ancora per poco, seguire solo il codazzo politico programmato, ovviamente in appalto, Io faccio l’operatore ma la Rai ha paura che faccia causa da giornalista quindi di cosa si parla». 

Mentre Radio Torino si chiede: «Quello zainetto costa 3mila euro: Dall’Orto non li ha?». Il giornalista del Tg1 Luigi Monfredi è più aziendalista: «Quanti lamenti per la programmazione Rai, tutti ad applaudire Sky e nessuno a muovere il ditino sul Canale 48», che poi sarebbe il canale di Rai News 24. Ma nel mirino del pubblico su twitter non c’è solo il canale all news, ma anche le tre reti generaliste accusate di «Di non fare nessuno speciale sul Terremoto», e c’è chi rincara la dose: «Persino la D’Amico ne parla su SkySport. Il canone vi deve andare di traverso, mappine». 

Ad annunciare un’interrogazione parlamentare urgente sul caso è lo stesso Michele Anzaldi. E non è la prima volta che l’informazione pubblica viene criticata per i ritardi nella copertura di fatti di cronaca. Sempre Anzaldi, nel luglio scorso, aveva attaccato duramente i tg della Rai all’indomani del tragico scontro tra i due treni in Puglia, tra Andria e Corato, che è costato la vita a 23 persone. Il deputato del Pd aveva parlato di due ore di ritardo nel mandare in onda le immagini da parte della Rai, a fronte della velocità di Sky, twittando Vergogna Rai. 

«Su Twitter - spiega - la giornalista di Rainews Angela Caponnetto ha lanciato accuse molto gravi e circostanziate sulle falle organizzative della Rai nella copertura in tempo reale del terremoto, parlando tra l’altro di un “esercito senza telecamere”». «Ancora una volta la Rai è arrivata dopo Sky nella trasmissione in diretta delle immagini dai luoghi del sisma, sebbene i suoi giornalisti siano arrivati prima. È necessario che l’azienda chiarisca al più presto perché il servizio pubblico, con 13mila dipendenti e quasi due miliardi di euro di canone, non riesca a garantire un servizio di eccellenza nell’informazione in tempo reale».

«Secondo quanto riportato sulla stampa lo stesso direttore di Rainews, Antonio Di Bella, avrebbe chiesto spiegazioni ai vertici dell’azienda. L’ottimo lavoro dei giornalisti della all news del servizio pubblico sarebbe stato vanificato da disorganizzazione e mancato coordinamento. Il problema si ripete puntualmente ad ogni emergenza: pur essendo l’unica emittente ad avere redazioni in tutte le regioni d’Italia, con il numero più alto di tutti di giornalisti, la Rai non riesce mai ad essere prima nella trasmissione di immagini in diretta dai luoghi delle calamità. La Rai disporrebbe anche di apparecchiature per trasmissioni in tempo reale, i cosiddetti zainetti, ma non verrebbero usati.

È opportuno che l’azienda dia dei chiarimenti ai telespettatori, che pur pagando il canone sono costretti a cambiare canale e seguire le emittenti commerciali». «Il problema - prosegue Anzaldi - è che non si può andare in guerra senza armi. Non si può fare una corretta informazione senza strumenti di trasmissione efficaci e subito funzionanti. La Rai, in generale, si è smarrita. Tutte le reti avrebbero potuto ospitare delle edizioni flash dei telegiornali, anche collegandosi con RaiNews 24, per poi riprendere la normale programmazione. Invece niente. Sempre le reti - RaiUno, RaiDue e RaiTre - avrebbero potuto mandare delle scritte in sovraimpressione con aggiornamenti continui sul sisma. Questa sarebbe stata una nuova televisione. E invece niente».