sabato 15 ottobre 2016

La banda di hacker legata a Bogachev il calvo ripuliva conti correnti italiani

La Stampa

I soldi riciclati attraverso l’acquisto di preziosi e articoli tecnologici. Il materiale veniva poi spedito attraverso dei corrieri nei Paesi dell’Est



Bogachev il calvo, l’hacker che è riuscito a sfuggire all’Fbi nell’operazione «Game Over Zeus» e su cui pende ancora una taglia da 3 milioni di dollari, aveva dei discepoli in Italia. Una banda di truffatori informatici da anni ripuliva conti correnti on line e trasformava il denaro in oggetti preziosi e oggetti tecnologici che poi spediva in Russia e Ucraina in valige di viaggiatori attraverso una rete di trasportatori appositamente assoldata.

La banda è stata sgominata dalla Polizia postale di Bologna e di Roma. Un uomo è stato arrestato e altri cinque denunciati con le accuse di frode informatica e riciclaggio internazionale. La mente era un hacker russo, che si occupava di pulire il denaro. Le indagini sono partite nel 2014 quando una ditta di trasporti bolognese ha scoperto che qualcuno aveva fatto sparire dal suo conto corrente mezzo milione di euro. Attraverso le tracce informatiche, gli investigatori sono riusciti a risalire alla banda di hasker e al loro complesso sistema di riciclaggio.

Il primo passo era la sottrazione di denaro. Questa avveniva attraverso classici sistemi di hackeraggio informatico e clonazione di carte. Il secondo passo era trasformare il denaro in oggetti commerciabili. A questo scopo la banda aveva assoldato una schiera di inconsapevoli italiani agganciati su portali on line con la promessa di un posto da magazziniere per fantomatiche società estere. Gli italiani, in realtà, servivano come hub per l’invio di oggetti acquistati sulla rete dalla banda.

I pacchetti venivano intercettati e finivano nelle valige di viaggiatori che, sui pullman, raggiungevano le principali città dell’Est. Così si ripuliva il denaro. Si contano almeno 360 episodi. Tra gli oggetti più costosi acquistati, orologi comprati in gioiellerie del Nord da 80 a 120.000 euro di valore. In quest’ultimo caso, l’oggetto è stato recuperato.