giovedì 13 ottobre 2016

In Lombardia 100 mila poveri in più. Allarme per 60 mila bambini che non hanno abbastanza cibo

La Stampa
simone gorla

Sono i dati del Banco Alimentare. A Milano la situazione più grave con 13 mila ragazzi che hanno bisogno di un aiuto per non saltare il pasto. Dal 2008 minori bisognosi raddoppiati



Nella regione più ricca d’Italia ci sono 100 mila poveri in più, e oltre 60 mila bambini non hanno abbastanza da mangiare. Nel 2015 in Lombardia gli indigenti nel 2015 sono stati 670 mila, uno su quattro residente a Milano. Proprio nella città considerata la capitale dell’economia italiana, al centro dell’area che da sola rappresenta un quarto dell’export e della manifattura nazionali, ci sono 13 mila minorenni a rischio malnutrizione.

A dirlo sono le stime del Banco alimentare lombardo, che in dodici mesi ha fornito pasti a 210 mila persone bisognose, una su quattro residente a Milano. Nell’anno dell’Expo incentrata sui temi legati all’alimentazione, l’associazione che dal 1989 recupera le eccedenze dalla filiera agroalimentare, per ridistribuirle gratis a famiglie povere, ha dovuto fare gli straordinari. È stato «un anno drammatico sia per gli effetti ancora forti della crisi del lavoro e della disoccupazione, sia per l’esplodere del fenomeno dei profughi», sottolinea il presidente del Banco alimentare Roberto Vassena nel bilancio sociale.

Emergenza minori: 60 mila bambini non hanno abbastanza da mangiare
In Lombardia un povero su tre è minorenne: sono 60 mila i bambini che non hanno abbastanza cibo, un terzo di loro ha meno di 5 anni. Il problema è grave soprattuto a Milano, dove 13 mila ragazzi hanno bisogno di un aiuto per non saltare i pasti. «Dal 2008 i minori che patiscono la fame sono raddoppiati. L’incidenza della povertà assoluta sulle famiglie con più figli a carico è aumentata del 250 per cento», avverte Vassena. Chi sono i bambini poveri in Lombardia? Molti vivono in famiglie numerose, spesso sono stranieri. Ma fanno fatica anche i figli di genitori separati e di madri single, e i bimbi con papà e mamma disoccupati. E l’allarme tocca anche i figli di coppie giovani con un lavoro precario.

Milano al centro dell’emergenza, la contromisure del Comune
I numeri non lasciano dubbi, Milano è la città dove c’è il maggior numero di indigenti: oltre 91 mila. Per l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino si tratta di «dati che ci preoccupano e che sottolineano come sia necessario intervenire anche a livello nazionale». L’amministrazione milanese negli ultimi cinque anni ha investito 154 milioni di euro in misure di sostegno al reddito, quasi 27 milioni nel 2016. «Secondo i dati dell’Istituto di ricerca sociale, Milano è diventata in questi anni la città che investe più risorse in misure di questo tipo – rivendica Majorino – ma non si possono lasciare i Comuni e il Terzo Settore ad arginare un bisogno crescente».

Buoni acquisto e reddito di maternità
Da Palazzo Marino si prova a tamponare l’emergenza con iniziative come i buoni acquisto destinati a 300 famiglie in grave disagio economico, con reddito inferiore a 6 mila euro. Riceveranno un ticket da 260 euro, da utilizzare per l’acquisto di beni di prima necessità in una rete di negozi convenzionati. Avviata anche la sperimentazione sul reddito di maternità comunale, un provvedimento annunciato dal sindaco Giuseppe Sala già in campagna elettorale. I primi beneficiari saranno individuati entro la fine di ottobre, tra chi ha già fatto richiesta dell’assegno di maternità dello Stato e ha un reddito inferiore ai 17 mila euro. I neo-genitori che lo chiederanno entro sei mesi dalla nascita, riceveranno un contributo una tantum di 300 euro in buoni acquisto da spendere in città.