lunedì 31 ottobre 2016

Il fratello ha la varicella, asilo nido in allarme per bambina: "Tenetela a casa". Caso nel Chianti

repubblica.it
MICHELE BOCCI

Succede in provincia di Firenze. La sorellina non è vaccinata: la scuola chiede alla famiglia di non esporre gli altri piccoli non ancora immunizzati

Il fratello ha la varicella, asilo nido in allarme per bambina: "Tenetela a casa". Caso nel Chianti

UNA piccola comunità, un bambino non vaccinato che prende la varicella e tante famiglie che si preoccupano per i loro figli e chiedono che la sorellina del malato non vada all'asilo nido. In uno dei comuni del Chianti il sindaco, l'ufficio di igiene e i pediatri stanno avendo diversi grattacapi per risolvere un caso nato dalla sempre più diffusa diffidenza verso lo strumento di prevenzione sanitaria.

A prendere la varicella è stato un bambino che frequenta la scuola materna. I suoi genitori non gli hanno fatto il vaccino quadrivalente (che si chiama Mprv perché copre da morbillo, parotite, rosolia e varicella), la cui prima dose si inietta intorno ai 14-15 mesi di età e per il quale viene fatto il richiamo a 5-6 anni. Il motivo di questa scelta sarebbe legato a reazioni verso il vaccino esavalente, che invece si fa nei primi mesi dopo la nascita, che quel bambino avrebbe avuto da piccolo. I suoi compagni di classe hanno tutti l'età per essere vaccinati (ma non è escluso che qualcun altro non sia coperto per scelta dei genitori) e quindi lì nessuno ha fatto questioni. Il problema è sorto nell'asilo nido dove va la sua sorellina.

Qui infatti ci sono alcuni alunni che la vaccinazione non l'hanno fatta perché sono ancora troppo piccoli. I genitori si sono preoccupati, temono che la malattia venga trasmessa ai propri figli. In certi casi, inoltre, qualcuno di questi bimbi più piccoli avrebbe anche dei fratelli o delle sorelle di pochi mesi, ai quali la malattia potrebbe passare in seconda battuta. Insomma, dalla scuola sono stati avvertiti il sindaco e i pediatri della zona, che a loro volta hanno interpellato l'ufficio di igiene dell'azienda sanitaria della Toscana centrale. La varicella, come tutte le malattie esantematiche, in certi casi, anche se rari, può portare a complicanze. Tra l'altro può essere pericolsa per le donne incinte, in particolare all'inizio e alla fine della gravidanza, ovviamente se non hanno avuto già la malattia, cosa che copre da successivi contagi.

Autorità sanitarie e Comune hanno pensato a cosa fare per convincere la famiglia a non mandare al nido la sorellina del malato nel periodo dell'incubazione della malattia, cioè un paio di settimane, così da escludere la possibilità di un contagio, sempre che anche lei sia stata colpita. Addirittura si è valutata l'ipotesi di fare un'ordinanza specifica (cosa resa possibile anche perché non si sta parlando di scuola dell'obbligo), poi si è optato per una linea morbida. Cioè si è pensato di parlare con la famiglia, spiegare la situazione e chiedere di evitare rischi di contagi tra i più piccoli.

Non è ancora chiaro cosa abbia deciso di fare la coppia. Nel frattempo altri genitori hanno contattato i loro pediatri. Qualcuno già ieri si è presentato in ambulatorio per anticipare la vaccinazione mprv dei figli. La prima ma in certi casi anche quella di richiamo. Del resto lo stesso ufficio di igiene avrebbe sollecitato, per i bambini vicini nell'età giusta, di anticipare di un po' il richiamo.

Proprio nel Chianti, a San Casciano, una bambina immunodepressa e quindi impossibilitata per un certo periodo a vaccinarsi, nei mesi scorsi era stata costretta a lasciare la scuola perché i genitori di alcuni dei suoi compagni avevano deciso di non fare i vaccini, cosa che l'avrebbe esposta a malattie che nel suo caso sarebbero state ancora più violente.