lunedì 10 ottobre 2016

Grecia: muore Pattakos, ultimo dei colonnelli del golpe

repubblica.it

Aveva 103 anni, condannato a morte, la pena era stata commutata in ergastolo. Ma dal '90 aveva ottenuto la libertà per motivi di salute

Grecia: muore Pattakos, ultimo dei colonnelli del golpe
Stylianos Pattakos (ap)

ATENE - È morto all'età di 103 anni Stylianos Pattakos, l'ultimo sopravvissuto del 'triumviratò che, con il colpo di Stato, portò nel 1967 al potere il regime militare dei 'colonnellì in Grecia. L'agenzia di stampa Ana riferisce che Pattakos è morto in seguito a un ictus. L'ex colonnello era generale di brigata e comandante delle forze armate ad Atene quando prese parte al colpo di Stato guidato dal colonnello George Papadopoulos. Divenne ministro dell'Interno e coprì anche il ruolo di primo vice primo premier. Nel 1975 fu condannato a morte per il suo ruolo nel golpe, ma la sentenza fu commutata all'ergastolo. Venne poi rilasciato nel 1990 per motivi di salute.

La storia del golpe. Tra il 21 aprile 1967 e il 24 luglio 1974, la Grecia fu governata da una serie di governi militari anticomunisti saliti al potere con un colpo di Stato guidato dai colonnelli Georgios Papadopoulos, Nikolaos Makarezos e Ioannis Ladas. Leader della giunta furono Georgios Papadopoulos e, dal 25 novembre 1973, Dimitrios Ioannidis. Il colpo di Stato. Nella notte fra il 20 ed il 21 aprile 1967 venne dato a tutti gli appartenenti al gruppo dei golpisti il segnale per agire. Le unità mobili della polizia militare arrestarono più di 10.000 persone. Dirigenti politici, incluso il primo ministro Panagiotis Kanellopoulos, figure di rilievo ed anche semplici cittadini che avessero mostrato simpatie per la sinistra, furono arrestati o messi nella condizione di non poter comunicare.

I rapporti con la destra italiana. Durante il periodo della dittatura il governo greco ebbe stretti rapporti di collaborazione e sostegno con diverse formazioni della destra italiana, sia parlamentari, come il Movimento Sociale Italiano, che extraparlamentari, come Ordine Nuovo (il Centro Studi, non il Movimento Politico) e Avanguardia Nazionale, e con alcuni ambienti eversivi del Sid, i servizi segreti italiani di allora. Giovani neofascisti italiani spesso si recavano in Grecia per studiare, così come i rampolli della nomenklatura greca approdavano nelle università italiane.

I diritti civili calpestati. Durante il periodo in cui rimase al potere, la giunta militare soppresse le normali libertà civili. I partiti politici vennero sciolti e vennero istituiti tribunali militari speciali. Molte migliaia di cittadini accusati di essere comunisti, e di oppositori politici furono imprigionati o esiliati in lontane isole dell'arcipelago greco.

Le torture. Amnesty International inviò, segretamente, osservatori in Grecia e rilevò che la tortura era una pratica usata comunemente sia dalla polizia ordinaria che dalla polizia militare. Un osservatore statunitense, membro di Amnesty, scrisse nel dicembre 1969 che un conteggio per difetto di coloro che erano stati sottoposti a torture "assommava almeno a duemila individui".