lunedì 17 ottobre 2016

Erasmus, 5 consigli prima di partire

La Stampa
a.l.

Cosa mettere in valigia: le indicazioni pratiche

Valigia pronta per partire

Studenti fuorisede non si nasce, si diventa. E quando si decide di partire per l’estero con un progetto Erasmus, ci si sente spesso come il più precoce dei novellini. Andare fuori e vivere per un periodo di tempo in un Paese che non si conosce può essere una sfida sensibile per il nostro senso di comune adattamento. Nuovi amici, nuovi abitudini e soprattutto nuove immense sfide. Eppure la vita è un’avventura certo. Ed esperienze di questo tipo possono essere davvero formative. Anche senza la giusta preparazione. Quale esploratore impavido però affronterebbe l’Everest senza aver letto nemmeno qualche riga dalla sua guida? Appunto, nessuno. Ecco quindi 5 consigli di tipo pratico e intellettuale per chi sta per partire in Erasmus.

Tecnologia
Cosa portare che non può essere comprato all’arrivo e che è invece indispensabile? Sicuramente strumenti tecnologici come videocamera e fotocamera. Poi ovviamente il pc, utile per connettersi al mondo che lasciate e con il quale muoversi meglio attraverso il mondo nuovo che incontrerete. Più facile di così!
Abbigliamento
Vanno portati con sé i capisaldi dell’armadio. Ovvero quegli indumenti che per motivi economici o di affezione personale, difficilmente possono essere rimpiazzati. Per esempio il giaccone pesante o l’accappatoio da bagno. Mai dimenticarlo.
La propria musica
Quando percorrerete la nuova strada verso casa, in una diversa città, magari di notte, ci sarà bisogno della vostra playlist preferita. Non c’è dubbio. Quindi portate con voi la colonna sonora del cuore ovunque andrete presto.
Cibo
Capitolo molto importante ci rendiamo conto. Ma nessun bagaglio avrà lo spazio e la capacità di conservazione necessaria a ospitare tutta la vostra dispensa italiana. E poi è anche bello scoprire la gastronomia locale. Quindi portate con voi solo gli indispensabili: ovvero la moka e il parmigiano.
Orientamento linguistico
Un prontuario con i termini di base è consigliato per facilitare il primo approccio con la patria d’adozione. Meglio evitare le tipiche scene mute di fronte al barista perché non vi ricordate come si dice latte o brioche.