venerdì 21 ottobre 2016

De Magistris va al corteo, poi chiede il rimborso spese al Comune: 100 euro per lottare con i napoletani

Il Mattino
di Paolo Barbuto



Il 23 settembre è stato un giorno importante per il popolo in lotta contro il commissariamento di Bagnoli. Cinquecento napoletani in piazza a Roma per un sit-in di protesta contro il Governo. Anzi cinquecentoquattro perché al fianco del popolo della protesta c'era anche il sindaco De Magistris accompagnato da due assessori e da un addetto stampa.

Solo che c'è un piccolo dettaglio da conoscere: mentre i cinquecento napoletani si sono pagati il bus per andare a protestare a Roma e hanno chiesto permessi al lavoro, il sindaco, per stare al fianco del suo popolo che protestava, s'è fatto rimborsare le spese. E pure il vicesindaco Del Giudice, l'assessore Piscopo e l'addetto stampa Annunziata. Rimborsi da cento euro a testa per dare forza alla protesta anti-Bagnoli. La notizia è stata riportata questa mattina dal quotidiano Metropolis.

Insomma, il sindaco-Masaniello scende in piazza, ma solo se poi gli rimborsano le spese.
Dal primo cittadino non è arrivata una risposta formale.  E' stato solo diramato un comunicato firmato «delegazione ufficiale del Comune di Napoli alla manifestazione popolare del 23 settembre». Si tratta di una decina di righe vergate con veemenza per smontare ogni tentativo di polemica, che riportiamo integralmente: «La partecipazione del Sindaco, insieme ad alcuni assessori alla manifestazione per Bagnoli svoltasi a Roma lo scorso 23 settembre, è motivata dal fatto che si è voluto dare un valore “istituzionale” oltre che “politico” a quell’ evento popolare e cittadino, in difesa delle prerogative costituzionali della Città di Napoli,

perché è precisa volontà dell’Amministrazione ritenere le manifestazioni popolari, per temi così importanti, vicende che caratterizzano la vita istituzionale della città. Si ricorda inoltre che al termine della manifestazione del 23 settembre fu consegnato, come già deciso prima delle partenza, a Palazzo Chigi, da parte dei napoletani accompagnati dall’Assessore Piscopo, il documento ufficiale dei cittadini per Bagnoli». Fin qui nessun dubbio, anzi, pieno accordo: la Giunta crede nelle manifestazioni popolari e si schiera al fianco dei cittadini. Onore e merito a chi la pensa in questa maniera.

Poi il comunicato prosegue: «Ci sforziamo di renderci conto che per alcuni gli incontri istituzionali non sono quelli in cui partecipa anche il popolo... A questo punto offriamo un supporto anche noi per creare una nuova storia che non esiste. Perchè la stessa domanda non viene posta con riferimento ad altri incontri istituzionali, come quello svoltosi 10 giorni dopo quando il Sindaco si è recato, con delegazione, ad un incontro a Palazzo Chigi dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio De Vincenti? Il Sindaco quando si reca a Roma per incontri istituzionali si fa rimborsare il biglietto di seconda classe. Questa è un’altra interessante notizia...».

Ecco, è proprio quest’ultima porzione del comunicato che merita un approfondimento. Che il sindaco viaggi in seconda classe l'abbiamo scritto in passato e lo sottolineiamo con enfasi ancora oggi. Riteniamo inoltre più che corretto che per un incontro a palazzo Chigi con il Sottosegretario venga chiesto il rimborso delle spese di viaggio. Ma siamo certi che scendere in piazza per difendere gli ideali dei concittadini che protestano, sia una «missione ufficiale» per la quale va chiesto il rimborso spese? Un biglietto di seconda classe per Roma costa al massimo 44 euro, la battaglia per un ideale non dovrebbe avere un prezzo, almeno non un prezzo così basso.

Giovedì 20 Ottobre 2016, 16:46 - Ultimo aggiornamento: 20-10-2016 20:46