martedì 25 ottobre 2016

Cosa succede se Bob Dylan rifiuta il Nobel O non si presenta. I precedenti illustri

Corriere della sera
di Raffaella Cagnazzo

Il cantautore insignito del premio Nobel per la Letteratura non ha ringraziato né menzionato il riconoscimento ricevuto. In attesa della cerimonia a Stoccolma, il 10 dicembre, ecco cosa succede se il 'menestrello' decide di declinare o non ritirare il premio

Il riconoscimento a Bob Dylan

Sono passati ormai giorni da quel venerdì 13 ottobre in cui il Comitato per il Nobel ha annunciato di aver conferito il riconoscimento a Bob Dylan, «per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana» e il cantautore tace. Nessun ringraziamento ufficiale, nessuna risposta alle numerose telefonate dell'Accademia di Svezia, un cenno sul suo sito internet bobdylan.com scomparso e contatti non risolutivi di una risposta con il suo staff. Il 10 dicembre, data in cui si tiene la cerimonia di consegna degli attestati a Stoccolma, si avvicina velocemente e viene naturale chiedersi cosa succede se Dylan continua a non rispondere o garantire la propria presenza davanti a Re Carlo XVI Gustavo.

Il premio «sospeso»

Ancora non si sa se, nonostante il silenzio, Bob Dylan viaggerà fino a Stoccolma per ricevere dalle mani del Re il premio. Se non lo farà, il premio resterà comunque suo. La cerimonia si svolgerà comunque, ma verranno modificate le modalità: il protocollo prevede che per ogni vincitore del Nobel venga ricordata la carriera, poi venga fatto l'annuncio, quindi la consegna e, in ultimo, il 'laureato' tenga un breve discorso di ringraziamento. Se Dylan non ci sarà, lo spazio dedicato al premio Nobel per la Letteratura sarà ridotto. E se anche il cantautore dovesse decidere di rifiutare il riconoscimento, il Nobel per la Letteratura 2016 resterà comunque intitolato a lui.Una volta che è conferito , fa sapere ancora l'Accademia di Svezia, il premio è nominale. E l'assegnazione dell'anno non cambia. Come è già successo in passato.

Il rifiuto di Jean Paul Sartre

Il 'gran rifiuto' del premio Nobel per la Letteratura è quello di Jean Paul Sartre che nel 1964 scrisse una lettera all'Accademia svedese, giunta a destinazione però dopo l'annuncio ufficiale del premio, in cui spiegava: «Non desidero comparire nella lista dei possibili candidati e non posso né voglio né nel 1964 né dopo accettare questa onorificenza». Nel frattempo il Comitato aveva già assegnato allo scrittore e filosofo francese il Nobel perché «con la sua opera ricca di idee e piena di spirito di libertà e ricerca della verità» Sartre aveva «esercitato un'influenza di vasta portata». Lui ribadì il rifiuto con una seconda lettera, ma nell'elenco ufficiale dei vincitori del Nobel per la Letteratura per quell'anno appare ancora oggi il suo nome.

Il dissidente sovietico Alexandr Solgenitsyn

Quello del 1970 a Alexandr Solgenitsyn è un altro 'caso' del Nobel per la Letteratura. Lo scrittore russo, che per primo raccontò i gulag dell'Unione Sovietica, fu insignito del riconoscimento nel 1970, l'anno in cui pubblicò la sua opera «Arcipelago Gulag». Perseguitato nel suo Paese, rifiutò di viaggiare fino a Stoccolma per ritirare il premio per il timore che, per ritorsione, l'Urss non gli concedesse di rientrare in patria; e rifiutò anche la consegna del riconoscimento con una cerimonia all'interno dell'ambasciata svedese a Mosca. Privato della cittadinanza sovietica nel 1974 ed espulso dal suo Paese, Solgenitsyn accettò quindi il premio.

Boris Pasternak declina l’invito

Qualche anno prima, nel 1958, un altro dissidente sovietico declinò il premio Nobel per la Letteratura assegnatogli. Ma fu una decisione a cui Boris Pasternak fu costretto. Lo scrittore fu insignito del riconoscimento per gli incredibili meriti nel campo della poesia moderna e per il contributo alla tradizione del grande romanzo russo. «Immensamente riconoscente, toccato, orgoglioso e imbarazzato», Pasternak fu costretto dalle autorità russe a declinare l'invito a Stoccolma sotto le pressanti minacce da parte del Kgb: se avesse ritirato il premio, Pasternak non sarebbe stato riammesso in patria e le sue proprietà confiscate. Il riconoscimento verrà poi ritirato nel 1989, l'anno della caduta del muro di Berlino, dal figlio Evgenij, a Stoccolma.

Il no di Erik Axel Karlfeldt

Erik Axel Karlfeldt fu insignito del premio Nobel per la Letteratura nel 1918. Poeta molto noto in patria, era membro dell'Accademia Svedese, del Nobel Institute of the Academy e del Nobel Committee. Dal 1912 fu eletto segretario permanente dell'Accademia. E proprio per la sua carica e il suo impegno nell'istituzione che assegna i riconoscimenti per la Letteratura rifiutò - per correttezza - quello assegnato a lui. Il premio gli fu comunque assegnato subito dopo la sua morte, nel 1931, «per la poetica delle sue opere».