lunedì 17 ottobre 2016

Cetrioli di metallo e altre 11 meraviglie nascoste di Salisburgo

La Stampa
marina palumbo

Tour guidato a piedi per il centro, in sotterranei segreti e stanze poco conosciute dove scoprire lo spirito e l’eredità culturale della città, tra danze macabre, numeri di Fibonacci e spiriti elevati di grandi artisti



C’è un percorso a Salisburgo che non in molti conoscono e, seppure vi sarà capitato di addentrarvi nella città vecchia e di incontrarne alcune tappe, potreste non saperne molto di più. E invece vale la pena di seguire il filo rosso di questo racconto per tappe, particolarmente se avete già esplorato il centro e cominciate a conoscerne la storia , da Mozart a Jedermann. La Salzburg Foundation, in collaborazione con La Foundation for Art and Culture Bonn, ha infatti chiesto a 12 artisti contemporanei famosi nel mondo di immergersi nell’anima e nello spirito di Salisburgo e tradurlo un’opera d’arte.

O meglio, in qualcosa che permettesse alla città e ai suoi abitanti, così come ai turisti, di coglierne l’essenza, la cultura, insieme al le riflessioni e agli insegnamenti di tutti coloro che nei secoli vi avevano vissuto, creando quel patrimonio culturale dell’umanità, quel lascito che la città ancora è. Un po’ come se potessimo, noi nati solo dopo generazioni di vite, conoscenze, fatiche dell’uomo, ergerci sulle spalle dei grandi che ci hanno preceduto e, forse, così facendo, rendere le nostre esistenze un po’ più elevate, un po’ più ispirate. E dunque, dal 2002 al 2011, di anno in anno Salisburgo ha visto apparire una nuova opera d’arte in spazi pubblici, visibili o meno visibili, del centro cittadino. 
Ecco la nostra guida per scoprire anche quelle più nascoste.



1 - Anselm Kiefer - “A.E.I.O.U.” 2002
Furtwanglerpark, di fronte alla Festival Hall



Per vedere “A.E.I.O.U.” dovete entrarci dentro: è una stanza apparentemente caduta dal cielo nella piazza, moderna in mezzo a palazzi antichi, un cubo bianco al cui interno tre impressionanti pareti dialogano l’una con l’altra. La parte più d’effetto è l’immenso scaffale contenente 60 libri in piombo tra i quali sembrano crescer gli sterpi. Sulla parete di fronte alla porta, troverete invece l’iscrizione che dà nome all’opera. La sequenza di vocali era un simbolo usato dall’imperatore Friedrich III e faceva riferimento al suo segreto piano imperialistico: “Austria Est Imperare Orbi universo” (spetta all’Austria regnare sul mondo). Sulla terza parete, trova posto un quadro di grande formato ispirato a un poema di Ingeborg Bachmann.

2 - Mario Merz - “Numbers in the wood” 2003
Mönchsberg, vicino al Museo di Arte Moderna



L’italiano Mario Merz ha scelto la montagna di Mönchsberg per la sua installazione. A forma di igloo, si trova parzialmente nascosta dagli alberi, vicino al belvedere che guarda sulla città. È costruita con 12 tubi di acciaio, alta 7 metri, e porta su di sè 21 numeri al neon che brillano su Salisburgo nella notte. Il titolo, “Numeri nel bosco” si riferisce alla serie numerica sviluppata dal matematico Fibonacci, una serie che rappresenta il tasso di propagazione delle forze fisiche. Merz immagina i numeri, che sembrano spuntare dagli archi d’acciaio come una evocazione della crescita di “foglie”, a rappresentare l’eterno processo dell’evoluzione.

3 - Marina Abramovich - “Spirito di Mozart” 2004
Staatsbrücke


Una enorme sedia alta 15 metri, circondata da altre otto che i passanti sono invitati ad usare. Le sedie sono un invito a sedersi quietamente e contemplare un punto della città che pulsa di attività. Marina Abramovich spiega: «Nel cuore di Salisburgo, frenetico di attività, volevo creare un luogo di contemplazione e dedicarlo allo spirito di Mozart. Lo spirito è qualcosa d’invisibile, ma se gli attribuisci una collocazione, l’invisibile diventa visibile. Chiunque si sieda e pensi abbastanza a lungo potrà entrare in connessione con forze invisibili».

4 - Markus Lüpertz - “Hommage to Mozart” 2005
Ursulineplatz, di fronte alla chiesa di St. Mark’s



Markus Lüpertz ha creato una figura alta 2 metri e 95, in bronzo, che combina elementi maschili e femminili, oltre ad alcuni distintivi di Mozart, come il codino. La statua è nuda, in una posa classica, proprio di fronte alla chiesa, quasi a sfidarla. L’opera tenta di evocare l’estro, la trasgressione e lo spirito contraddittorio che caratterizzarono la vita del genio.

5 - James Turell - “Sky-Space” 2006
Mönchsberg, vicino al Museo di Arte Moderna



L’artista americano James Turell ha creato uno “Sky-Space” a Mönchsberg, cioè uno spazio walk-in dalla forma di un cilindro a base ellittica, aperto al cielo sulla sommità. La luce diurna e i suoi cambiamenti al tramonto creano all’interno dei giochi d’illuminazione che diventano parte integrante dell’architettura, creando effetti visivi simili a quelli di un trompe l’oeil. L’idea è di creare un gioco d’interazioni tra natura, architettura e tecnologia.

6 - Stephan Balkenhol - “Sphaera”, “Woman on the Rock” 2007
Kapitelplatz e Toscaninihof



Se vi aggirate per il centro, l’enorme palla dorata non può esservi sfuggita. L’opera è alta nove metri e rappresenta una figura maschile in piedi sulla sfera con un’espressione neutra, come neutra è l’espressione della figura femminile incastonata nel muro del Toscaninihof. Tra le molte interpretazioni, quella più credibile e interessante sembra essere un riferimento all’”uomo qualunque”, quello “Jedermann” della rappresentazione in scena ogni anno dal 1920 al Festival di Salisburgo, a sua volta basata su tradizioni medievali e su un tema come la danse macabre molto presente anche nelle decorazioni delle chiese.

7 - Antony Cragg - Caldera 2008
Makartplatz



L’artista inglese Antony Cragg ha installato in Makartplatz una scultura alta cinque metri, le cui strutture ricordano visi umani con le storiche parrucche settecentesche dei tempi mozartiani. Girando loro attorno, la prospettiva dello spettatore cambia, mostrandogli offrendo l’impressione di un’interazione tra questi personaggi in bronzo, che come ad un ballo, si avvicinano, si bisbigliano all’orecchio, per poi procedere verso altri invitati. Il titolo, “Caldera”, con il suo riferimento a un vulcano, allude alla ricerca materica dell’artista, ma anche alla forma a conca di Salisburgo stessa.

8 - Christian Boltanski - “Vanitas” 2009
nella cripta della Cattedrale



Questa è probabilmente l’opera più nascosta di tutte, ma anche una delle più suggestive, con i suoi richiami al memento mori che permea le decorazioni della chiesa, tra ossa incrociate, teschi e figure ammantate dalla lunga falce.

Il cattolicesimo qui si esprime appieno nella sua tradizione medievale e rinascimentale, tesa a riportare alla vera fede le pecorelle smarrite dopo Lutero, oltrechè a ricordare ai potenti che il tempo si consuma e si estingue anche per loro, portandoli inevitabilmente davanti al giudizio eterno. Insomma, un modo dei principi arcivescovi che governarono Salisburgo per stabilire chiaramente le gerarchie di obbedienza.

L’opera è una “Danse Macabre” e sfrutta il tremolare delle fiammelle per creare un incredibile movimento di ombre inquietanti, mentre poco più in là, sulla parete ricurva, passa l’ombra dell’angelo della morte, accompagnato da una voce femminile che incessantemente scandisce l’ora.

9 - Jaume Plensa - “Awilda” 2010
nel cortile della vecchia Residence, dove oggi c’è L’Università



La splendida testa in marmo bianco spagnolo creata dall’artista catalano Jaume Plensa è alta cinque metri. Immobile nella sua serenità tra il via vai di studenti universitari, è insieme composta e imponente. È composta da 20 lastre separate che conferiscono un movimento naturale al volto, grazie all’oscillare delle lastre in un movimento a spirale. Il nome richiama la storia, o più probabilmente dovremmo dire leggenda, di una pirata scandinava.

10 - Erwin Wurm - “Gurken” 2011
Furtwanglerpark



Ingrandendo la sua scultura in bronzo di cinque cetrioli fino a raggiungere la dimensione umana e creando l’impressione che crescano direttamente dall’asfalto, l’austriaco Erwin Wurm punta a trasfondere in oggetti ordinari una supposta individualità. Insomma, sembrano un po’ umani, questi cetrioli, e offrono dei richiami anche all’opera di Balkenhol, in cui ugualmente in piedi sulla sfera si trova l’uomo, a rappresentazione forse, anche della sua solitudine. Su un altro livello di lettura, c’è un tratto ironico e parodistico che non può sfuggire all’osservatore, nello scegliere un prodotto così popolarmente comune sulle tavole austriache - nella sua versione sottaceto - ed elevarlo a simbolo umano.

11 - Manfred Wakolbinger - “Connection” 2011
lungo Rudolfskai



L’austriaco Wakobinger ha piazzato la sua opera sul lungofiume, tra le mura antiche e i ponti che portano al centro della città. Il movimento sinuoso del metallo è teso a emulare le movenze del fiume, con riferimento alla grande abbondanza d’acqua che caratterizza questa zona dell’austria. Le forme che ricordano uno strumento a fiato celebrano la tradizione musicale salisburghese.

12 -Brigitte Kowanz - “Beyond Recall” 2011
sullo Staatsbrücke, il ponte principale di Salisburgo



Di grande effetto, soprattutto al calar del sole, l’opera “Beyond Recall” dell’austriaca Brigitte Kowanz è posizionata ai quattro angoli del ponte principale. È costituita da cubi semitrasparenti specchianti con all’interno scritte al neon realizzate sulla base della calligrafia dell’artista: “Beyond Recall” (Oltre il Ricordo), “Envision” (Immaginare) e “Dedicated Secret” (Segreto Dedicato). I cubi contengono anche un testo, vero elemento fondante del lavoro, in memoria delle centinaia di prigionieri di guerra e lavoratori forzati che costruirono il ponte tra il 1941 e il 1945.