domenica 9 ottobre 2016

Bombe atomiche, ogm e imprese spaziali: le sfide del futuro alla portata di tutti

La Stampa
piero bianucci

Nel 1981 debutta “Tuttoscienze”, settimanale divulgativo sulla ricerca e sulla natura


Il primo numero di Tuttoscienze era un foglio sfilabile da La Stampa del 28 ottobre 1981. In copertina c’era un articolo di Ennio Caretto su Roger Sperry, che aveva appena vinto il Nobel per la Medicina scoprendo la specializzazione degli emisferi cerebrali. Il titolo diceva: «Cervello ultima frontiera»: è stato così per 35 anni ed è ancora così. Per chi ha una certa età il titolo accanto fa tenerezza «Quale 2000 vi aspetta». Al 2000 mancavano vent’anni. Franco Pierini aveva intervistato Aurelio Peccei, il primo a lanciare l’allarme per l’esaurimento delle risorse del pianeta.

Sono i problemi che viviamo oggi. Caretto e Pierini, due giornalisti di lungo corso. Il terzo articolo era di uno scienziato, Tullio Regge, vincitore del Premio Einstein, famoso nel mondo per il «Regge calculus» con cui aveva riformulato la teoria della relatività generale. Ma anche brillante divulgatore: riempiva i Palasport commentando le immagini dei pianeti riprese da sonde spaziali.

Lo slogan del nuovo supplemento era «La scienza con il linguaggio del quotidiano». Impegno rispettato. L’idea di Tuttoscienze fu di Giorgio Fattori, direttore de La Stampa dal 1978 al 1986. Cosa rara, non veniva dalla politica ma dallo sport. Poi aveva diretto L’Europeo, settimanale di grande diffusione. Chiamò Pierini e chi scrive nella sua stanza e ci spiegò che quando L’Europeo parlava di imprese spaziali o di animali le copie salivano. «Facciamo un settimanale di scienza - disse - ma che si capisca».

La Stampa aveva una tradizione: la pagina della scienza a cui contribuiva Didimo, pseudonimo di Rinaldo De Benedetti. Per capire l’uomo, basta dire che, colpito dalle leggi razziali fasciste, fu assunto da Aldo Garzanti e pagato in nero per non lasciare tracce nei libri contabili. Fu Didimo a progettare la prima «garzantina» e a scrivere l’articolo che spiegava la bomba atomica all’indomani di Hiroshima.

Ma quella di Didimo su La Stampa era una pagina, ed era stata abbandonata. Fattori si inventò un supplemento di scienza quando la scienza era la cenerentola dei giornali (rappresentava l’1,6% del totale dell’informazione). E poi si inventò la settimanalizzazione dei quotidiani, perché a Tuttoscienze seguirono Tuttodove (turismo), Tuttocome (tempo libero), Tuttosoldi (economia). Le copie salirono. Con Fattori e il suo successore, Gaetano Scardocchia, raggiunsero la punta più alta, a ridosso del Corriere.

Ora che sapete chi fu Didimo, è il caso di dire che nella seconda pagina del primo Tuttoscienze c’era un suo articolo su quelle fibre ottiche che renderanno possibile Internet. E poi un articolo di Gianfranco Bologna, ora direttore scientifico del Wwf, e un articolo sul più grande radiotelescopio del mondo che avevo da poco visitato negli Stati Uniti.

Il resto è una storia di firme illustri (innumerevoli Premi Nobel), di iniziative collaterali (GiovedìScienza: conferenze-spettacolo al teatro Colosseo che entrano ora nel 31° anno; cd-rom didattici che con i loro guadagni permisero di creare il sito Internet del giornale; 39 volumi che raccolgono

Tuttoscienze dal 1981 al 2001), cronache degli eventi scientifici che hanno segnato il nostro tempo: gloria e drammi dello Shuttle, esplorazione del sistema solare, Cernobil e Fukushima, progressi nella lotta al cancro, ogm, telefonia mobile, decifrazione del genoma umano, conquiste delle neuroscienze, demografia, la scoperta della particella di Higgs, fino alle onde gravitazionali. E anche bufale smascherate: la «memoria dell’acqua» con cui Benveniste cerò di giustificare l’omeopatia, l’illusione della «fusione fredda».

Sempre con una stella polare: trasmettere al lettore il valore del metodo scientifico, cioè la «carta costituzionale» della razionalità, la cultura che può unire gli uomini di ogni credo. Vi siete mai domandati come mai i talk show siano pieni di opinionisti politici mentre non esistono opinionisti scientifici?