venerdì 11 settembre 2015

Apple Pencil, ovvero la coerenza ai tempi dell’iPad Pro

La Stampa
bruno ruffilli

Con l’introduzione dello stilo da usare insieme al tablet, per molti fan della Mela, Tim Cook avrebbe tradito i principi di Steve Jobs. Ma non è detto che il fondatore oggi non avrebbe approvato la scelta



La coerenza è una virtù difficile da definire. Si può essere coerenti con se stessi e tradire le proprie scelte, ma anche il contrario: pur di essere fedeli alle proprie idee, si può finire per dimenticare la propria vera natura. Questo è ciò che avrebbero voluto i fan di Apple, almeno quelli che rimproverano a Tim Cook di aver presentato ieri l’Apple Pencil. Diverse volte, infatti, Steve Jobs aveva sottolineato come uno dei vantaggi dell’iPhone fosse proprio di non aver bisogno di uno stilo. “Il dito è il miglior puntatore possibile”, aveva detto, e in un’altra occasione aveva spiegato che “Se hai bisogno di uno stilo hai già sbagliato”.

Così lo stilo dell’iPad Pro ha scatenato molte proteste, con l’inevitabile accusa alla nuova Apple di aver tradito le idee del suo fondatore. Era successo lo stesso, tre anni fa, con la presentazione dell’iPad mini, quando in tanti ricordarono come Jobs considerasse i 9,7 pollici dell’iPad standard il limite minimo di dimensioni dello schermo, sotto il quale sarebbe stato necessario “limarsi le dita” per poter interagire con icone e comandi.

Ma se fosse stato vivo non è detto che Steve Jobs non avrebbe cambiato idea, perché dall’introduzione dell’iPhone a oggi molte cose sono cambiate, dentro e fuori Apple. E d’altra parte, per Jobs la coerenza era un concetto profondo ma malleabile: chi scrive lo sentì giurare che mai l’iPod avrebbe avuto una radio Fm integrata, per vederla poi presentata come una delle caratteristiche più evolute del nuovo modello di lettore musicale Apple appena l’anno dopo.

Così Jobs avrebbe intanto sottolineato una differenza linguistica: l’Apple Pencil intanto non è un pennino, ma appunto una matita. E una matita ha un uso diverso dalla penna: serve per annotare, per disegnare, non per scrivere. Infatti non c’è (ancora?) sull’iPad Pro un sistema di traduzione della scrittura a mano, come ad esempio esiste sul Samsung Galaxy Note, uno dei più popolari dispositivi portatili con stilo. Ma soprattutto, con l’Apple Pencil non si interagisce col sistema operativo.

Come ha spiegato Jonathan Ive nel video introduttivo col solito suadente accento inglese, “il tocco è naturalmente il primo modo per interagire con l’iPad”. La matita è un optional, da usare solo con certi programmi e per certi usi, per il resto il nuovo mega-tablet di Apple funziona come i modelli minori.
Questo è il punto, e su questo Apple è coerente: nel 2007, al lancio dell’iPhone, Microsoft stava cercando ancora di spingere i primi computer ibridi con Windows Xp in versione touch, mentre Palm e altri invadevano il mercato degli assistenti digitali con apparecchi muniti di stilo.

Tutti usavano il touch resistivo, che era meno preciso e richiedeva una pressione maggiore, e tutti funzionavano con interfacce che non erano pensate per essere utilizzate con un dito: icone microscopiche, scritte invisibili, link difficili da centrare. Lo stilo era il modo per risolvere il peccato originale di un sistema operativo concepito per funzionare con mouse e tastiera. Gli stili per iPad esistono da parecchio tempo, con prezzi che vanno da pochi euro a qualche decina, ma nessuno offre questo livello di precisione e di versatilità: il risultato è dovuto anche al fatto che il display adotta una versione migliorata della tecnologia multitouch.

E la matita elettronica di Apple, con i suoi sensori, aggiunge una modalità d’uso ulteriore, che copre le necessità di alcune nicchie: creativi e artisti, che oggi comprano costose tavolette grafiche, oppure medici e professionisti che hanno bisogno di interagire con i documenti in maniera semplice e veloce, per commentarli e condividerli con altri. E magari anche le scuole, per quanto al momento non si siano visti software specifici dedicati alla didattica. Gli altri non hanno bisogno di Apple Pencil.