venerdì 28 agosto 2015

E' morto Paul Royle, eroe della “Grande fuga”

La Stampa

Aveva 101 anni. Era uno dei prigionieri di guerra evasi dal campo nazista in Polonia. La loro storia fu raccontata nel film del 1963 con Steve McQueen


Paul Royle, uno degli ultimi sopravvissuti alla famosa fuga da un campo di sterminio nazista

È morto a 101 anni Paul Royle, uno degli ultimi sopravvissuti alla famosa fuga da un campo di sterminio nazista, nota come The Great Escape, immortalata nel film del 1963 con Steve McQueen. Royle, uno dei prigionieri di guerra evasi da un campo di concentramento nazista in Polonia, è morto domenica scorsa in un ospedale di Perth dopo una frattura a un’anca seguita a una caduta. Ne ha dato l’annuncio la famiglia.

Settantasei aviatori fuggirono dal campo di Stalag Luft III in una fredda notte di marzo del 1944, dopo aver scavato un tunnel profondo 10 metri sotto il campo. Solo tre dei prigionieri alleati riuscirono a dileguarsi ma gli altri furono presto catturati e 50 furono fucilati su ordine di Hitler.
L’allora tenente della Raf Paul Royle fu uno degli scampati all’esecuzione. Riportato al campo di concentramento, conobbe il pilota e scrittore australiano Paul Brickhill, il cui libro The Great Escape raccontò la vicenda.

L’unico sopravvissuto vivente rimane il 94/enne britannico Dick Churchill. Intervistato nel 2014 nel 70/mo anniversario della grande fuga, Royle aveva detto di ricordarsi con grande precisione quando era emerso dal tunnel davanti ad un panorama coperto di neve. «Fu una sensazione incredibile. Tutto quello che vedevamo erano grandi mucchi di neve e pini. C’era neve dappertutto e faceva un gran freddo».

Uscito dal tunnel Royle attese il suo compagno e i due camminarono tutta la notte prima di trovare un posto per nascondersi e dormire durante il giorno. Ma la libertà però durò poco, i due furono catturati poche ore dopo in un piccolo villaggio e rinchiusi nel locale carcere prima di essere riportati al campo. Quanto al film sulla vicenda, a Royle l’interpretazione hollywoodiana non era piaciuta affatto, «perché non cerano motociclette, e gli americani non c’erano», aveva detto nell’intervista, riferendosi al drammatico tentativo di McQueen di superare in velocità i tedeschi in motocicletta. 
Royle trascorse altri cinque anni come prigioniero di guerra prima di tornare in Australia, dove lavorò in miniera.

Il sindaco segue in streaming la conferenza di Palazzo Chigi

Corriere della sera

di Ernesto Menicucci

Ignazio Marino, in vacanza nell’East Coast, non sembra preoccupato del nuovo ciclone che si è abbattuto sulla capitale. «Con Gabrielli ottimo rapporto».

Ignazio Marino

Dicono che negli States, quando di là erano le nove e mezza circa e in Italia Angelino Alfano aveva appena detto che «non ci sono gli estremi per commissariare il Comune di Roma», Ignazio Marino, che ha seguito la conferenza stampa di Palazzo Chigi in streaming, abbia esultato: «È quello che abbiamo sempre detto. Ora possiamo cominciare a lavorare». E le polemiche sul mancato ritorno, sui giorni alle Bahamas, sulle ferie caraibiche? Come sempre, quando finisce in un ciclone, il sindaco reagisce con un’alzata di spalle: «Da chirurgo passavo 12 ore in sala operatoria, non mi spavento mica», la frase ricorrente.
La tutela
Neppure la «tutela» politica che il governo gli ha messo sopra la testa lo ha sconvolto: «Con questo prefetto c’è un ottimo rapporto. Con Cantone siamo stati noi a fare un protocollo sugli appalti. E Silvia è stata in giunta con noi fino a un mese fa», il pensiero. E poco importa se il ruolo di Gabrielli somiglia a quello di un «sindaco ombra», se la Scozzese sia andata via sbattendo la porta, se il ruolo di Cantone è lo stesso già sperimentato con l’Expo.
Soddisfazione
Marino è fatto così, chi lo conosce lo sa bene: la realtà è quella che appare davanti ai suoi occhi, e c’è sempre un modo per raccontarla. Il sindaco, allora, si dice «soddisfatto per le decisioni del governo». Intanto perché «si è tolta l’ipotesi dello scioglimento e si è chiarito che le infiltrazioni mafiose che hanno inquinato l’amministrazione durante la consiliatura di Alemanno hanno incontrato un muro di discontinuità con la mia giunta». E poi perché «si dà finalmente il via alle misure per il Giubileo a cui la mia amministrazione lavora già da mesi». Con Gabrielli «c’è una collaborazione seria e leale», le parole di De Vincenti «mi hanno fatto piacere», quelle di Alfano «spazzano via chiacchiericci e rumor». Tutto va bene, anzi tutto è andato sempre bene: «Siamo stati due anni a snidare e colpire il male, perché il bene della città è la nostra stella polare. La mia amministrazione è determinata, in stretta collaborazione col presidente del Consiglio Renzi e con il governo, a realizzare tutto ciò che servirà alla buona riuscita del Giubileo».
Le vacanze
Una nota lunga, verbosa, dettata al telefono ai suoi «comunicatori» dopo le telefonate con lo stesso Gabrielli, con Alfano, col vice Marco Causi, con Alfonso Sabella, col commissario romano del Pd Matteo Orfini. Marino è su di giri, ride, scherza, rilancia: «Certo che ora sarà una corsa... Ma ce la faremo, vedrete». E le immersioni (per le quali va matto: lo dimostra la foto sul suo desktop, la stessa che gira da qualche giorno su alcuni quotidiani) ai Caraibi? Per Marino, quelli, sono «impegni familiari inderogabili». Perché, spiegano i collaboratori, «d’estate ha bisogno di staccare: prendersi un po’ di tempo, riflettere, scrivere». E stare con la famiglia. Con la moglie, la signora Rossana, quella che gli consigliò di non fare il sindaco, assurta agli onori delle cronache per la vicenda della Panda rossa che viaggiava senza pass per il centro storico.

E con la figlia, Stefania, che vive a Londra, dove Marino va appena può. Dicono che il sindaco abbia fatto il diavolo a quattro con la Questura per ottenere di andare in ferie senza scorta: «Altrimenti — dice chi gli è molto vicino — sarebbe stato un incubo: la spiaggia presidiata, i vicini di ombrelloni che si lamentano...». E così gli Usa. Prima New York, dove il 16 agosto ha visitato al Guggenheim una mostra sullo storytelling nell’arte. Poi i Caraibi, infine di nuovo la East Coast, quella prediletta da Marino, che ha lavorato a Philadelphia, università di Jefferson (ne conserva ancora la casella di posta elettronica, pur non avendo più incarichi ufficiali).
Il libro
Marino, Oltreoceano, si sveglia presto, legge le mail e i messaggi whatsapp che arrivano da Roma («in tempo reale», dicono i suoi), si mette al computer e scrive. Un libro di memorie, sui suoi due anni da primo cittadino. Pamphlet potenzialmente esplosivo, se dovesse usare gli appunti dei suoi quadernini colorati. Lì nasconde segreti, pizzini, piccoli verbali dei colloqui coi dirigenti del Pd che — in due anni — gli avranno pur chiesto qualcosa. Una guerra di messaggi in codice, di veleni. Nel Pd qualcuno giura: «Lui ha i quaderni, ma pure noi abbiamo qualche appunto...». Vai a capire cosa è vero. Al momento, comunque, il libro è solo nella testa di Ignazio. Al punto che la sua agente, Rosaria Carpinelli (la stessa, tra i tantissimi, di Gianrico Carofiglio: fu proprio Marino a presentargliela, quando i due erano senatori), dice: «L’ho letto anch’io sui giornali». Che il libro sia una boutade? Chissà. Le vacanze americane di Marino stanno per finire (dovrebbe rientrare il 2 settembre) ed è a quel punto che si faranno i conti.
28 agosto 2015 | 07:10

Alfano, superpoteri a Gabrielli: «Piano di risanamento in 8 punti»
Marino: collaborazione con Renzi

Corriere della sera
di Ernesto Menicucci e Redazione Roma online

Le decisione del Consiglio dei ministri. Varate misure per mettere in sicurezza il Comune di Roma dalle infiltrazioni mafiose. Trasferiti i dirigenti. Sciolto il decimo Municipio (Ostia)

Angelino Alfano e Claudio De Vincenti (Jpeg)

Niente scioglimento per mafia, ma una serie di atti per «mettere in sicurezza» il Campidoglio e il Giubileo. Sono le decisioni del Consiglio dei ministri, annunciate in conferenza stampa dal ministro degli Interni Angelino Alfano e dal sottosegretario Claudio De Vincenti: il premier Matteo Renzi non si è presentato all’incontro coi giornalisti, forse per evitare le inevitabili domande sulla posizione del sindaco Ignazio Marino e le polemiche sulle sue vacanze ai Caraibi.
«Ho chiesto lo scioglimento del Municipio di Ostia»
In conferenza stampa il sottosegretario De Vincenti ha spiegato: «Abbiamo esaminato il capitolo Roma ascoltando la relazione del ministro Alfano e abbiamo, inoltre, affrontato la questione del Giubileo». Il titolare del Viminale ha poi argomentato una delle decisioni prese per mettere in sicurezza la Capitale: «Ho chiesto lo scioglimento del municipio di Ostia. E intendo incaricare il prefetto di Roma, insieme con il sindaco, di indicare gli interventi da fare su alcuni dipartimenti, atti e procedimenti. Otto gli ambiti su cui lavorare: indirizzo su verde, immigrazione, campi nomadi, servizi e fornitura, albo ditte fiduciarie, monitoraggio centrale unica acquisti, più controlli interni, revisione contratti servizio specie con Ama». Per il X Municipio ci sarà una commissione composta dal prefetto Domenico Vulpiani, dal viceprefetto Rosalba Scialla e da Maurizio Alicandro.
«Il governo crede che Roma ce la farà»
De Vincenti poi è entrato nel merito del Giubileo: «Abbiamo varato una delibera che consente riduzione tempi a procedura ad evidenza pubblica. Nessuna deroga su procedure, solo la possibilità che le opere si facciano in tempo. Abbiamo adottato un modello simile ad Expo di Milano, con controllo dell’autorità anticorruzione. Soldi vengono da bilancio del Comune e della gestione commissariale sul debito. Governo ritiene che Roma ce la possa fare e ce la farà». De Vincenti prosegue: «Il presidente del consiglio ha firmato un decreto per affidare al prefetto di Roma il compito di effettuare raccordo operativo tra le varie istituzioni, Comune e Regione Lazio. Il primo con competenze su accoglienza e trasporti, la seconda sulla sanità». E Alfano, sul tema Anno Santo ha aggiunto che «noi siamo a buon punto grazie al Dipartimento di pubblica sicurezza, che pianifica e organizza con la consueta efficacia l’evento».
Trasferiti i dirigenti
Marino di fatto commissariato? De Vincenti spiega: «Il prefetto avrà lo stesso ruolo di quello del prefetto di Milano sull’Expo». Ancora il sottosegretario prosegue: «Ora tocca al Comune. Il successo del Giubileo è il successo dell’Italia». Alfano poi ha risposto alle domande dei cronisti: «Non esistono presupposti per un commissariamento ma un supporto del Viminale è necessario per invertire la rotta visto che la situazione amministrativa di Roma è da correggere». Quanto durerà la bonifica? «Non ho dato un cronoprogramma. Ma prima si fa e meglio è». E ha aggiunto: «Ho informato il Consiglio dei ministri di aver dato avvio a tutte procedure per l’applicazione del comma 5 dell’articolo articolo 143 del Testo unico sull’ordinamento degli Enti locali che riguarda la possibilità di applicare determinate misure, nei confronti di dirigenti e dipendenti comunali, qualora vi fossero gli elementi con un decreto ministeriale, quali la destinazione ad altro ufficio o ad altra mansione con contestuale avvio del procedimento disciplinare».
Casamonica, Alfano: «condivido le scelte di Gabrielli»
Angelino Alfano, è entrato anche nel merito del caos scoppiato dopoil funerale hollywoodiano di Vittorio Casamonica: «Sulla vicenda ho condiviso le scelte del prefetto Gabrielli e del Comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica». Inoltre, ha aggiunto Alfano, «stiamo verificando altri interventi, abbiamo per esempio sollecitato l’Enac» perché avvii la verifica dei requisiti per l’autorizzazione al volo e «un’eventuale revisione delle licenze già concesse». Le decisioni assunte dal Consiglio dei ministri «ci appaiono coerenti e in continuità con l’iniziativa di risanamento già avviata», ha commentato il vicesindaco di Roma Marco Causi. «Per quanto riguarda il X municipio, dove le infiltrazioni mafiose erano immediatamente apparse più gravi e la situazione più seriamente compromessa, l’amministrazione guidata da Ignazio Marino ha impegnato direttamente, dopo le dimissioni del presidente e del consiglio municipale, l’assessore Alfonso Sabella», ha precisato Causi sul caso Ostia.
Marino: «Stretta collaborazione con Renzi»
Decisioni «importanti, attese e positive»: così il sindaco di Roma Ignazio Marino commenta le misure di Alfano. « La mia amministrazione - ha aggiunto Marino - è determinata, in stretta collaborazione col presidente del consiglio Renzi e con il governo, a realizzare tutto ciò che servirà alla buona riuscita del Giubileo». «Per prima cosa si è tolta dal tavolo l’ipotesi dello scioglimento del Campidoglio e si è chiarito che le infiltrazioni mafiose che hanno inquinato l’amministrazione durante la consiliatura di Alemanno (portando agli arresti di diversi suoi collaboratori e alle accuse per mafia per l’ex sindaco) hanno incontrato un muro di discontinuità con la mia giunta», sottolinea il primo cittadino. Marino specifica come «il risanamento» avviato in stretta collaborazione col prefetto Franco Gabrielli proseguirà. Soddisfatto il sindaco anche delle misure per il Giubileo, su cui la «mia amministrazione lavora già da mesi» per «esaltare i contenuti spirituali che il Vescovo di Roma porterà all’attenzione del pianeta».
M5S: Renzi teme il voto. Salvini: Palle Capitali
Immediate le reazioni politiche alle misure del Consiglio dei Ministri. «Alfano ha sciolto il Municipio di Ostia, mentre Marino è ai Caraibi, e ha dato ampi poteri al prefetto, non eletto da nessuno. Sciogliere il comune di Roma subito, e andare a elezioni! E noi ci saremo. Il resto sono Palle Capitali». Così su Facebook il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. I parlamentari e consiglieri capitolini del Movimento 5 Stelle accusano : «Renzi salva Marino perché ha paura delle elezioni, si torni al voto». «Quanto deciso dal governo, vale a dire dal Pd, rappresenta un autentico colpo di mano, non solo nei confronti di una città oramai tenuta in ostaggio da un sindaco fantoccio, che nel giorno in cui si decidono le sorti della Capitale se ne sta in vacanza a scrivere memorie tra il Texas e i Caraibi, bensì un colpo di mano nei confronti della legge» aggiungono i grillini.
Monsignor Fisichella: «Siamo fiduciosi»
«Siamo fiduciosi» ha commentato monsignor Rino Fisichella, presidente del pontificio consiglio della Nuova evangelizzazione, incaricato da papa Francesco dell’organizzazione dell’Anno santo straordinario. «Credo che le sfide organizzative che sono oggettive richiedono una regia in grado di avere una operatività immediata pur nel rispetto della legge e delle regole». « Da questa prospettiva - ha aggiunto Fisichella - mi sembra che noi seguiamo con fiducia il lavoro che il Cdm ha approvato e sono certo che nelle prossime riunioni della commissioni bilaterale avremo modo di confrontarci direttamente sulle questioni che coinvolgono sia la Santa Sede, sia l’Italia».

27 agosto 2015 | 12:48

Ecco perché i fulmini colpiscono due volte nello stesso posto

La Stampa
vittorio sabadin

Due medici sfatano i falsi miti della scienza. Non è vero che usiamo solo il 10% del cervello e leggere con la luce fioca non rovina gli occhi



I politici sanno perfettamente che se si ripete una cosa abbastanza a lungo, la gente finirà per credere che sia vera. I falsi miti sono così numerosi che, se fossero sfatati tutti, non avremmo quasi più argomenti di conversazione a cena con gli amici. Ad esempio non potremmo più dire che quando Orson Welles fece credere alla radio nel 1938 che i marziani stavano sbarcando, migliaia di persone si riversarono impaurite nelle strade. Non è vero: ci fu solo qualche telefonata in più alla polizia. L’ondata di panico fu un’esagerazione dei giornali, che volevano demolire l’attendibilità della radio, un nuovo medium che stava togliendo loro pubblicità. 

Siamo convinti che i fulmini non colpiscano mai due volte nello stesso posto, ma solo sulla cima dell’Empire State Building ne cadono circa 100 l’anno. Pensiamo che la luna piena influenzi il comportamento delle persone rendendole più aggressive, ma non è vero. Molte credenze popolari sono del tutto innocue, ma altre possono diventare pericolose, soprattutto quando sono associate alla medicina. Rachel Vreeman e Aaron Carroll, docenti di pediatria all’Università dell’Indiana, hanno compilato per il British Medical Journal (e in seguito per il New York Times) un elenco di falsi miti cui – ahimè – credono anche molti medici, contribuendo così alla loro diffusione tra i pazienti. 

Convinzioni assurde
Si sente ad esempio spesso dire che bisognerebbe bere almeno otto bicchieri di acqua al giorno, un’affermazione di per sé del tutto assurda. Vreeman è convinta di averne scoperto l’origine. Nel 1945, una raccomandazione del Nutrition Council suggeriva di ingerire in 24 ore almeno 8 bicchieri di «liquidi», diventati nel tempo acqua. Il termine «liquidi» teneva invece conto anche di caffè, spremute, frutta, latte e nella maggior parte del cibo che ingeriamo. Il fabbisogno giornaliero di acqua pura, in condizioni normali, è largamente inferiore. Bevendo più di un litro e mezzo in un’ora si rischia anzi l’intossicazione da acqua, che in casi estremi può portare al coma e alla morte. 

Un altro mito da sfatare è che leggere con poca luce faccia perdere la vista. Per secoli la gente ha letto al lume di candela e i giornali, nell’800 delle lampade a gas, erano stampati in un corpo così piccolo che oggi, nell’epoca delle lampade alogene, sarebbe considerato inaccettabile. Leggere con poca luce costringe indubbiamente l’occhio a un maggiore sforzo e determina una perdita di acutezza visiva, ma questi disturbi scompaiono dopo un po’ di riposo e non lasciano traccia.

Origini misteriose
Quasi tutti sono convinti che un drastico taglio dei capelli li faccia crescere più folti, più sani e di colore più scuro. La credenza è così antica che già nel 1928 si misurò la crescita di capelli appena rasati confrontandola con quella di capelli non tagliati. Non c’era nessuna differenza. I capelli che ricrescono dalla radice sembrano più consistenti perché hanno una punta smussata, che si assottiglia solo dopo qualche tempo. E se appaiono più scuri è solo perché non sono ancora stati schiariti dall’esposizione al sole e agli agenti chimici contenuti negli shampoo. 

Vreeman e Carroll hanno indagato a lungo anche per scoprire chi abbia affermato per primo che l’uomo usa solo il 10% del proprio cervello. Si crede sia stato Einstein, ma non c’è nessuna prova: lui certamente lo usava tutto. Ogni esperimento condotto al riguardo ha comunque smentito questa credenza, nata forse per attribuire all’uomo poteri nascosti che solo alcuni individui come veggenti, telepatici e pranoterapeuti riuscirebbero a usare. Sarebbe bello, ma purtroppo ogni cellula del cervello umano è già impegnata, non sempre con risultati apprezzabili. 

Da sfatare anche il mito secondo il quale i capelli e le unghie crescono dopo la morte. In realtà è la pelle che si disidrata e si ritira, creando un macabro effetto ottico. C’è infine una credenza secondo cui i telefonini interagiscono con le apparecchiature mediche, falsandone i dati e compromettendone il funzionamento. Alcuni test, dicono Vreeman e Carroll, hanno dimostrato che non è vero. Altri che invece è vero, ma solo nel 4% dei casi e quando il telefono si trova a meno di un metro dall’apparecchio. Più che un altro mito sfatato, questo sembra un velato consiglio a spegnere comunque il telefonino prima di ogni esame medico. 

Google risponde alla Commissione Ue: le vostre accuse sono errate

La Stampa
beniamino pagliaro

Presentate oggi le risposte della società americana dopo i rilievi sul servizio Google Shopping



Google ritiene «errate da un punto di vista dei fatti, legale ed economico» le accuse della Commissione Ue sul servizio Google Shopping che sono oggetto di un’indagine dallo scorso aprile. La società americana ha presentato oggi la risposta ufficiale alla Commissione, elencando i motivi per cui la posizione del commissario Margrethe Vestager sarebbe errata.

«La comunicazione non è corretta perché non considera l’impatto di servizi di shopping online come Amazon ed eBay, che si sono ritagliati una fetta di traffico molto più grossa rispetto agli annunci di Google Shopping», ha detto Kent Walker, Senior Vice President e General Counsel di Google.

Lo Statement of Objection della Commissione ha messo sotto osservazione il servizio Google Shopping. Quando l’utente cerca un prodotto sul motore di ricerca, Google risponde mostrando i classici risultati delle pagine web e anche una finestra con i prodotti e i relativi prezzi dei vari rivenditori. In questo modo gli utenti possono scegliere il prodotto direttamente sulla piattaforma di shopping di Google, senza cliccare sul sito specializzato. Questo, secondo la Commissione, violerebbe le norme antitrust europee.

Tra gli elementi che Google cita nella risposta c’è anche un’evoluzione del mercato. «L’universo dei servizi di shopping online ha visto un significativo aumento di traffico proveniente da Google - ha affermato Walker -, una diversificazione degli attori, nuovi investimenti e più scelta per i consumatori. Nell’ultimo decennio Google ha indirizzato oltre 20 miliardi di clic gratuiti verso gli aggregatori di shopping, nei paesi interessati dalla comunicazione della Commissione, con un aumento del 227% del traffico organico (il traffico totale è aumentato ancora di più)».

Dylan, il Pit Bull che ha rischiato l’eutanasia, ora vive insieme al suo migliore amico: un gatto

La Stampa
cristina insalaco



Dylan è un Pit Bull femmina con una rara malattia alla pelle. A causa del suo muso color rosa, della sua salute precaria, e delle sue scarse aspettative di vita, il rifugio in Arizona nel quale viveva fino a qualche settimana fa, per lei aveva ipotizzato l’eutanasia. Ma Gemma Zanowski, un avvocato che gestisce l’associazione no profit «Tough Love Pit Bull Rescue», venuta a conoscenza della storia di Dylan da alcune sue foto pubblicate online, ha deciso di aiutarla salvandole la vita da una probabile condanna a morte. Come? Il quattro zampe è riuscito a volare fino a casa sua, a Washington, grazie ad una catena di solidarietà. 



Un amico di Gemma ha preso Dylan dal rifugio in Arizona, un altro amico l’ha portato a casa di Sara Dent. Un’avvocatessa anche lei, che ha tenuto il cane per qualche giorno nel suo cortile, in attesa che fossero pronti il passaporto e i documenti del quattro zampe per volare a Washington.



Una settimana dopo è arrivato il pilota volontario Luca Ansley, che ha trasportato in volo la privilegiata Dylan da Gemma Zanowski. «Quando il cane se n’è andato da casa mia, ho pianto come una bambina – racconta Sara Dent - per ragioni puramente egoistiche, lo ammetto. Perché sono certa che insieme alla mia collega avrà una vita fantastica».



Quando il pitbull è sbarcato a Washington, tra i tanti animali che vivono insieme all’avvocatessa, Dylan ha stretto una fortissima amicizia con il gatto Indie. Lui è sfortunato quasi come la sua amica. È un micio con una malattia che lo porta ad avere pochissimo pelo, e per questo è costretto ad indossare numerosi cappottini per proteggersi dal freddo. 



I due sono inseparabili: stanno insieme tutto il giorno e dormono sopra allo stesso cuscino. Dylan rimarrà a casa Zanowski fino a quando la sua pelle non sarà guarita, poi il quattro zampe sarà pronto per una nuova adozione. Mentre Gemma continuerà ad occuparsi degli cani in difficoltà: «Possiamo tutti fare qualcosa per risolvere i problemi del mondo – dice –basta un po’ d’amore». 

Lascia il cane solo sotto la pioggia, una coppia si ferma per coprirlo

La Stampa

Lasciato sotto una pioggia torrenziale, legato a un palo della luce, in attesa che il suo proprietario terminasse di fare acquisti in una famosa catena di negozi. Un cane lupo sarebbe rimasto in quelle condizioni per oltre venti minuti se non fosse intervenuta una coppia di persone. Il ragazzo, senza preoccuparsi di bagnarsi, si è tolto la giacca e, aiutato dalla ragazza, hanno messo al riparo il quattrozampe.



«Queste due persone gentili si sono altruisticamente fermate per aiutare il cane di uno sconosciuto a non rimanere sotto una pioggia torrenziale -. È davvero molto commovente assistere a gesti di bontà di questo tipo. Ci ha spinti a fare qualcosa per loro». Così scrive il personale del Gala Bingo che si trova di fronte al negozio e che ha immortalato la scena in un paio di scatti fotografici. Di fronte a tanto altruismo, il personale del Gala Bingo è uscito fuori e ha dato ai due ragazzi due ombrelli con cui ripararsi.



Dopo 20 minuti di lunga attesa, è finalmente u scito dal negozio il proprietario del cane che ha ringraziato i due ragazzi scusandosi per l’accaduto e sostenendo di non essersi accorto dell’acquazzone. Sul web ovviamente sono state tantissime le critiche piovute nei suoi confronti, soprattutto sottolineando i rischi di vedere il suo cane rapito così come purtroppo raccontano spesso le cronache locali.

Lo stupratore seriale: profugo che dice di chiamarsi Carl Marx

Claudio Cartaldo - Gio, 27/08/2015 - 14:21

Le sue vittime continuano a salire. Per ora sono tre le ragazze che lo hanno riconosciuto. Apirante profugo, ha cambiato identità tre volte



Come si chiami veramente, non lo sa nessuno. Non lo sanno le autorità, non lo sanno le prefetture e non ne ha la minima idea nemmeno Alfano. Ha cambiato identità più volte. L'unica cosa certa è che è un immigrato in attesa di ottenere lo status di rifugiato e che è uno stupratore seriale. Sono tre le sue vittime, tutte giovani ragazze. Anche minorenni.

Ha detto di chiamrsi Carl Marx. È sbarcato a Lampedusa a maggio di quest'anno, ha 22 anni e il governo Renzi lo ha ospitato in un albergo a Montegalda nel vicentino. In attesa di ottenere l'asilo che l'Italia - a quanto pare - sta consegnado a persone che non conosce per nulla, ha pensato di violentare le ragazze italiane. Tre per ora le denunce, ma potrebbero essere molte di più. La prima a presentarsi ai carabinieri è stata una ragazza 17enne. Ha raccontato di essere stata violentata lo scorso 30 luglio nel padovano.

Stava aspettando alcune amiche seduta su una panchina, "Carl Marx" - che alloggiava in un vicino albergo messo a disposizione per l'accoglienza dei profughi - le si è avvicinato e dopo le prime avances ha cominciato a palpeggiarla dappertutto. Solo dopo qualche momento la ragazza è riuscita a sfuggire alla morsa del "profugo", scappando. Subito dopo ha chiamato il padre che ha avvertito i carabinieri: hanno trovato l'immigrato in sella ad una bicicletta ed è stato arrestato.

Ma le sue violenze nonn si fermavano lì. Non appena le forze dell'ordine padovane hanno diramato le immagini del violentatore, altre ragazze si sono fatte coraggio e sono andate a denunciare altri stupri. Una ragazza maggiorenne vicentina si è presentata dai carabinieri, denunciando la seconda violenza del 22 enne del Mali che ha cambiato tre identità. (A quanto si apprende dai media locali, ora avrebbe un nome certo: Yaya Krubally. Oltre a Carl Marx, ha usato altre identità, spesso di altri profughi ospitati nelle strutture di accoglienza italiane).

Ma ieri è arrivato un altro allarme. Le ragazze stuprate dall'immigrato, infatti, sono al momento 3: una giovane di 15 anni ha raccontato che "Carl Marx" le si sarebbe avvicinata parlando in inglese. Poi avrebbe iniziato a palpeggiarla, tentando di baciarla e allungando le mani nelle parti intime. La giovane, impaurita, ha gridato e si è divincolata, scappando via.

Ora che Yaya Krubally è in galera, le ragazze e gli italiani aspettano delle risposte. Come è possibile che le prefetture non abbiano alcuna idea di chi sono i profughi che sono ospitati nelle strutture? Com'è possibile che abbiano la libertà di commettere violenze in giro per l'Italia, cambiando identità e nella totale impunità? "Cal Marx" da Vicenza si è mosso fino a Padova per compiere le sue violenze sessuali. E nessuno ne sapeva nulla.

"Uno delle migliaia di fantasmi senza volto né identità che girano liberamente nel Veneto ha colpito - ha detto Luca Zaia - Purtroppo eravamo stati facili profeti nel lanciare un forte e ripetuto segnale d’allarme rispetto alla possibilità che, nel caos che regna sovrano, si verificassero reati e atti rivoltanti come questo questo delinquente, i carabinieri l’hanno preso e ora non resta che buttare le chiavi, ma siamo di fronte alla prova inconfutabile, non la prima e, temo, purtroppo non l’ultima, del fallimento totale e colpevole di un meccanismo di identificazione che fa acqua da tutte le parti".

A dargli man forte il sindaco di Padova, Massimo Bitonci: "Castrazione chimica - ha scritto su Facebook - Si tratta di un fatto gravissimo che fa capire che in casi come questi dovrebbe essere introdotta in Italia come in alcuni paesi del Nord Europa la castrazione chimica per chi compie reati di tipo sessuale nei confronti di bambini o minori questa gente è pericolosa, come continuo a ripetere da tempo. Non possiamo continuare ad avere nelle nostre strade persone come queste che non sono perfettamente identificate e non hanno uno status di rifugiato politico".

Invece Alfano continua a tenerli lì, senza controlli. E a pagarne le conseguenze sono le ragazze italiane.

Il Papa scrive all’autrice dei libri gender

Corriere della sera

Le sue opere per bambini sono tra quelle censurate dal sindaco di Venezia. Gay pride, l’attacco dei giornali internazionali


VENEZIA Gli aveva scritto quand’è scoppiata la bufera sui libri «gender » a giugno ma mai, Francesca Pardi, si sarebbe aspettata una risposta di papa Francesco. Invece, il Santo padre ha letto la lettera dell’autrice finita nell’occhio del ciclone per il libro «Piccolo uovo », vincitore nel 2012 del Premio internazionale della letteratura per l’infanzia Anderson e scritto insieme ad Altan. Il volume è uno dei titoli che il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha messo al bando perché narra la storia di due pinguini maschi che adottano e crescono un piccolo rimasto orfano.

Il Papa, in una lettera firmata per suo conto da monsignor Peter B. Wells, a Pardi ha detto: «Auspico che tu vada avanti». Alla vista della lettera, la scrittrice, che con la sua compagna Maria Silvia Fiengo ha fondato la casa editrice per l’infanzia Lo Stampatello, si è sorpresa ed emozionata per le parole del Papa. «Mi ha auspicato ad andare avanti e mi ha impartito la benedizione », ha raccontato Pardi. L’augurio del Papa non farà probabilmente cambiare idea a Brugnaro che in questi giorni sta facendo «il giro del mondo» con i suoi tweet.

Digita e i giornali internazionali lo riprendono. Lo ha fatto ieri il «Time », che si è occupato delle parole del sindaco sul gay Pride a Venezia. «Quella è una buffonata, il massimo del kitsch. Vadano a farla a Milano oppure sotto casa sua», ha risposto Brugnaro in un’intervista. Apriti cielo. «Il sindaco bandisce il gay pride chiamando i partecipanti buffoni e definendo kitsch la manifestazione - scrive Tom Kington sul Time – il sindaco, che afferma di non essere omofobo e di avere amici gay ha passato il suo tempo da giugno ad accapigliarsi sull’omosessualità a Venezia».

Non è la prima volta. Si era occupato dei tweet del sindaco la settimana scorsa anche l’americano International Business Time, seguito a ruota dal «Guardian» che aveva puntato il dito sul fatto che «per Brugnaro lo spettacolo indecente delle grandi navi da crociera che passano a poche decine di metri dalla basilica di San Marco non è un problema, come non è kitsch una città frequentata da orde di turisti vestiti spesso come se fossero in spiaggia ».

Lui tira dritto. «Non c’è alcun atteggiamento contro la comunità omosessuale. #isolitiestremisti», ha scritto il sindaco sul social network coinvolgendo nel tweet Anna paola Concia e Vladimir Luxuria che ha ironizzato chiedendo provocatoriamente: «Non è che ora vieta anche il Carnevale a Venezia per eccesso di maschere e travestimenti?». E lui a sera: «Svolgere il gay-pride a Venezia!? Comunque vada sarà un successo perché per noi il Carnevale è sacro: siete tutti invitati».

28 agosto 2015

Trovano in spiaggia un messaggio in bottiglia gettato in mare 109 anni fa

Corriere della sera

Potrebbe essere il più antico mai rinvenuto: l’ha scoperto una coppia in vacanza



È rimasta in balia delle onde per 109 anni fino a quando una coppia di anziani in vacanza l’ha trovata sulla spiaggia di Amrum Island, una delle Isole Frisone sulla costa tedesca del Mare del Nord. La scoperta di Marianne Winkler, un’impiegata delle poste in pensione e del marito Horst, potrebbe entrare nel libro dei Guinness Record come il più antico messaggio in bottiglia affidato al mare.
La storia del messaggio
I due anziani stavano passeggiando quando hanno visto la bottiglia: seguendo le istruzioni scritte sopra, hanno rotto il vetro e letto la cartolina che c’era all’interno. Era della Marine Biological Association di Plymouth e la richiesta che riportava era quella di rispedirla al mittente: l’istituto di ricerca, infatti tra il 1904 e il 1905, aveva gettato in mare un migliaio di bottiglie, tra Regno Unito, Germania, Olanda, Danimarca e Norvegia, per studiare il flusso delle correnti e i movimenti dei pesci. Una volta compilata, Marianne e Horst, l’hanno dunque inviata per posta. Superata la sorpresa di vedersi recapitare una lettera indirizzata all’ex presidente dell’Mba, George Parker Bidder, ormai scomparso, l’istituto ha aperto la busta e trovato la cartolina che spiegava tutto. In accordo con quanto scritto, alla coppia che l’ha ritrovata, l’associazione ha consegnato uno scellino d’argento di ricompensa (acquistato su eBay perché la Gran Bretagna non ne produce più).
Ritrovamento da record
La maggior parte del contenuto delle bottiglie gettate in mare all’inizio del secolo era stato restituito all’Mba nel giro di quattro anni dall’esperimento da pescatori o da persone che avevano trovato i messaggi camminando sulla spiaggia. Altre si sono rotte o sono rimaste sepolte dalle correnti. Solo una è rimasta a ondeggiare per più di cento anni. L’associazione ha sottoposto ora il ritrovamento al libro dei Guinness Record perché si aggiudichi il primato di messaggio in bottiglia più antico del mondo. L’attuale record è di un messaggio risalente a 99 anni fa scoperto al largo delle isole Shetland nel 2013.

27 agosto 2015 (modifica il 27 agosto 2015 | 18:38)