martedì 25 agosto 2015

24 anni fa nasceva Linux, il sistema operativo open source

Corriere della sera

di Vincenzo Scagliarini
È la base di Android e fa girare i server di Google, Facebook e Amazon

Lo usiamo anche senza saperlo

Serve solo un po’ di pazienza. E un minimo di dimestichezza. Installare Linux oggi è un’operazione per chiunque. È il sistema operativo libero e gratuito (la definizione corretta è open source) più famoso. E una alternativa a Windows o Mac Os X. In più c’è un vantaggio: sta a noi scegliere la distribuzione più vicina alle nostre competenze e ai nostri gusti. Le più semplici e famose sono Ubuntu, Fedora e Suse. Hanno un ambiente grafico familiare. E funziona tutto, audio, scanner e stampanti comprese. Ma non c’è solo questo: molte persone lo usano senza saperlo. Perché anche Android, il più diffuso sistema operativo per smartphone, è basato su Linux. Come anche i server di Google, Amazon e Facebook.

Ma la maturità di oggi è stata conquistata con anni di lavoro (molte volte gratuito) di milioni di sviluppatori che hanno dato il loro contributo alle varie parti del progetto, dai componenti fondamentali ai software. Tutto è iniziato ventiquattro anni fa, il 25 agosto 1991, quando un giovane studente finlandese, Linus Torvalds comunicò: «Sto creando un sistema operativo (gratuito)». Nel 2003 la rivista Wired US lo chiamerà «Il leader del mondo libero».

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Le umili origini

Negli anni Settanta il sistema operativo per definizione era Unix, creato da Ken Tompson e Dennis Ritchie (autore anche del linguaggio di programmazione C). Poi, nel decennio successivo, nacquero moltissimi altri progetti: Gnu del paladino del software libero Richard Stallman, Bsd dell’Università di Berkley e Minix (Mini-Unix). Torvalds volle riunire il meglio di questi mondi.

Il messaggio che abbiamo anticipato fu pubblicato sul newsgroup (all’epoca era il sistema di comunicazione online più diffuso) di Minix. Poco dopo moltissimi appassionati iniziarono a scaricare il lavoro dello studente finlandese e a contribuire alla sua evoluzione. Torvalds mise a disposizione il kernel (il componente fondamentale) e un anno dopo arriverà il primo sistema completo, l’Mcc Interim Linux del Manchester Computing Center. Nel gergo Linux è la prima distribuzione o, in modo più familiare, la prima "distro".

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La comunità cresce

Tra il 1992 e il 1994 Linux si “veste”: nasce il primo ambiente grafico “X Windows System”, che permetterà di usare le finestre.Nel frattempo sono nate le distribuzioni più famose (ed esistenti ancora esistenti): Slackware, pensata per gli sviluppatori; RedHat, quella per le imprese e Debian, famosa per la sua robustezza (è la base di Ubuntu). A marzo del 94 Linux raggiunge la prima versione stabile, la 1.0. A meno di tre anni dalla nascita erano state già scritte 176.250 righe di codice.

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Nasce il pinguino Tux, la mascotte

L’interesse cresce e ora serve una mascotte. È il 1996 e, nella mailing list degli sviluppatori, iniziano a chiedersi quale figura utilizzare: alcuni propongono parodie dei loghi di sistemi operativi più famosi. Altre proposte riguardano animali “nobili”, come squali o aquile. Poi intervenne Torvalds che, quasi per caso, scrisse di trovare più affettuoso un pinguino. E così la decisione è presa.Nasce Tux: è seduto, ha una faccia sorridente e una pancia rotonda. Ci sono molte leggende sul perché è stato scelto questo nome. La più accreditata riguarda la fusione delle lettere dei due padri (quello di Linux e del sistema operativo dal quale deriva) e cioè: (T)orvalds (U)ni(X).

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Il primo ambiente grafico

Nel 1996 nasce anche Kde (Kool Desktop Environment). Linux non ha più solo gestori di finestre, ma un ambiente grafico completo. Quattro anni dopo, nel 2000, con la versione 2.0, Kde avrà una sua versione di Office, un’interfaccia per navigare i file e una serie di strumenti di Rete. In questo perido nasce anche Gnome, un altro ambiente grafico di grande successo.Nel frattempo il sistema operativo open source diventa sempre più utilizzato sui server: ha la robustezza di Unix e una vasta comunità di persone pronte a condividere le proprie conoscenze. E due colossi della Silicon Valley, Oracle e Sun, iniziano a supportarlo ufficialmente.

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Linux in prova, senza installazione

È con la nascita delle cosiddette “distribuzioni live” che anche gli utenti meno esperti imparano a conoscere Linux. La loro caratteristica è che non necessitano di installazione. Si masterizzano su un cd-rom partono all’avvio del sistema. La prima è stata Knoppix, lanciata il 30 settembre 2000.
Gli sviluppatori al lavoro sul kernel continuano a crescere, anche grazie alla costituzione della Linux Foundation, creata per dare risorse economiche alla comunità che scrive codice. E anche per difende i valori del sistema operativo: libertà, collaborazione e condivisione delle conoscenze. Il 4 gennaio 2001 esce la versione 2.4. Linux guadagna così il supporto delle periferiche usb, del plug and play (le periferiche installate si configureranno in automatico). Ma non è un sistema operativo che piace a tutti. Nel 2001 Steve Ballmer, allora amministratore delegato di Microsoft dichiarò: “Linux è un cancro”.

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Ubuntu, miseria e nobiltà

Nell’ultimo decennio le distribuzioni di Linux si sono moltiplicate. Nel 2004 esce Ubuntu, tuttora la più diffusa. Nata con l’obiettivo di fornire un sistema operativo facile da usare e sul quale funziona tutto subito dopo l’installazione.A partire dal 2011 Canonical, la società che produce Ubuntu, decide di abbandonare l’ambiente grafico Gnome, utilizzato fino ad allora, e di produrre in casa Unity. Per molti è stato un tradimento della filosofia Linux. Negli anni quest’interfaccia è stata migliorata, ma conserva alcuni elementi controversi: durante le ricerche appaiono alcuni elementi sponsorizzati da Amazon.

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È la volta di Android

Poi nel novembre 2007 verrà pubblicata la prima versione del sistema operativo per smartphone Android, basato su Linux. Il robottino verde era stato acquistato da Google 2 anni prima (qui abbiamo raccontato la nascita).Bisogna precisare però che la politica di Mountain View non ha molto in comune con quella del Pinguino. Sui telefoni tutti i software sono controllati dal Play Store e ciò rende il sistema operativo vincolato a Google: e cioè non è davvero libero.

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La vittoria dell'open source

Con il suo lavoro Torvalds ha dimostrato che il software open source è più rapido da creare e può raggiungere una popolarità e una qualità superiori rispetto ai programmi a pagamento. Oggi circa settecento persone da tutto il mondo contribuiscono allo sviluppo di Linux, anche solo per passione.
Ma non è un processo anarchico, è basato su una gerarchia rigida. Ogni modifica viene approvata da Torvarlds, noto anche come “Il decisore” (The Decider). Il papà finlandese ha una pancia rotonda (proprio come Tux) e lavora da casa. Uno dei suoi computer è montato su un tapis roulant. In questo modo può fare movimento durante le lunghe sessioni di revisione del codice. E se qualcosa non va, la sua rabbia diventa leggendaria: «Chiudi quella c***o di bocca e sistema quel c***o di codice», scrisse nel 2013 a uno sviluppatore. La comunità ormai ci è abituata e «ecco il solito Linus», commenta di fronte a una delle sue esplosioni.

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Ritirate anche in Italia le barrette al cioccolato a rischio salmonella

Corriere della sera

La Dr. Schär ritira dal commercio alcuni lotti del prodotto «Twin Bar» gluten free. Misura a scopo cautelativo

Il tipo di barretta ritirata dal commercio

Anche in Italia sono state ritirate dal commercio le barrette al cioccolato della marca Dr. Schär a rischio salmonella. Il prodotto, non molto diffuso in Italia, si chiama “Twin Bar” (Ean Code 8008698010235) ed è marchiato come gluten free, uno di quelli indicati per i celiaci.
I lotti ritirati
La Dr. Schär - comunica una nota - è stata infatti informata dal produttore che fornisce la barretta la cioccolato a varie aziende in Europa, Italia inclusa, della possibilità che la stessa contenga tracce di salmonella. Il consumo viene quindi vivamente sconsigliato. I lotti - date di scadenza sono: 21.05.16; 22.05.16; 26.05.16; 07.07.16; 08.07.16; 09.07.16. Lotti e date di scadenze successive non sono implicate. Al momento non risultano casi confermati con sintomatologie inerenti . È della settimana scorsa l’allarme salmonella partito dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav) svizzero.

Il consumo di alimenti contenenti salmonella può provocare malessere, dissenteria, vomito e febbre. Questi sintomi possono presentarsi in forma più acuta nei bambini, in anziani e in persone con sistema immunitario debole.

25 agosto 2015 (modifica il 25 agosto 2015 | 11:14)

Caleb, l’uomo che non prova emozioni. Affetto da sindrome rara

Corriere della sera

di Emanuela Di Pasqua

Il giorno della nascita di suo figlio non ha provato nulla e altrettanto piatti e noiosi sono stati il suo matrimonio, il primo bacio, i suoi compleanni: si chiama alexitimia



«Spesso si sentono neo-genitori raccontare di come siano stati sopraffatti da un senso di gioia e tenerezza nel momento in cui hanno visto per la prima volta i loro figli. Io non ho provato nulla di tutto ciò». Queste potrebbero sembrare le parole di un padre cinico o di un uomo affetto da patologie psichiatriche. In realtà Caleb (che ha chiesto nella sua intervista alla Bbc di non pubblicare il suo cognome) non è né l'uno né l'altro; l'uomo infatti soffre di alexitimia (o alessitimia: letteralmente “non avere le parole per le emozioni”), una sindrome il cui sintomo principale si potrebbe sinteticamente descrivere come “cecità emotiva”.
Una rara sindrome
Quando, nel 1972, per la prima volta venne descritto questo disturbo, i ricercatori pensarono che il problema centrale dell'alexitimia fosse di natura prettamente linguistica. Il concetto base era: queste persone provano le stesse emozioni di chiunque altro, ma non riescono a trasformarle in parole. Si ipotizzava che il disturbo venisse provocato dall'interruzione delle comunicazioni tra i due emisferi cerebrali. Questo blocco impediva di trasferire i segnali provenienti dalle aree del cervello deputate all'elaborazione emotiva (predominanti nell'emisfero destro) con quelle che gestiscono il linguaggio, nell'emisfero sinistro. A riprova di questa teoria venne osservato che i pazienti ai quali veniva curata chirurgicamente l'epilessia (con la resezione fisica dei collegamenti tra i due emisferi) nonostante la diminuzione degli attacchi, mostravano una marcata incapacità di descrivere i propri sentimenti.
Diversi tipi di alexitimia
Ai giorni nostri è appurato che esistono parecchi di tipi di alexitimia: vi sono casi nei quali il problema è quello di non riuscire a esprimere ciò che si prova e altri (come quello di Caleb) nei quali non si ha la consapevolezza di quel che si sente. L'alexitimia appare collegata a molte altre malattie come la schizofrenia, i disordini alimentari e soprattutto l'autismo. Caleb è esente da queste patologie e, oltre ad autodefinirsi “un disconnesso consapevole”, sottolinea che «più sono forti le emozioni che dovrei provare e più andrebbero a influenzare il mio pensiero. In realtà rimango sempre molto lucido e analitico». L'uomo ha descritto anche quello che ritiene essere un piccolo vantaggio della sua condizione, sostenendo di avere un approccio facile con le procedure mediche poiché non avverte paura, tristezza o ansia, già sapendo che non avrà nessuna memoria emotiva associata a ciò a cui si sottopone. Purtroppo questo vale anche per tutte quelle situazioni positive delle quali ognuno di noi vorrebbe conservare imperitura memoria.
Cortocircuito cerebrale
Tra chi soffre di alexitimia sono molto diffusi i disturbi somatici, come il dolore cronico e il colon irritabile. Questa particolare incidenza deriverebbe da una sorta di cortocircuito cerebrale. In buona sostanza, riuscire a percepire consapevolmente le emozioni favorisce una diminuzione della sensazione fisica a essa collegata. Per esempio in una persona che prova rabbia o paura l'averne chiara comprensione andrebbe a rallentare il battito cardiaco o a diminuire la produzione di adrenalina. Ma senza questo procedimento di presa di coscienza dei propri sentimenti, nulla allevierà le sensazioni fisiche che anzi si amplificheranno. Recenti studi hanno per esempio dimostrato che chi soffre di alexitimia ha spesso una percezione eccessiva delle sensazioni corporee.
Meno emozioni più sensazioni fisiche
Le sensazioni fisiche dominano la vita di Caleb poiché, sebbene non avverta sentimenti come la malinconia o la tristezza dovuta alla lontananza dalla sua famiglia, quando non è con la moglie e il figlio prova fisicamente una sorta di pressione e di stress. Caleb si è rivolto a un terapista cognitivo-comportamentale con lo scopo di imparare ad analizzare le proprie sensazioni fisiche e ad associarle alle emozioni provate dalle altre persone. Parlando della sua vita coniugale, l'uomo sottolinea la grande comprensione ricevuta costantemente dalla moglie che lui ritiene di contraccambiare con una stabilità che un marito emozionalmente normodotato non le potrebbe offrire. «E' difficile da credere, ma è possibile che una persona non possieda le emozioni e l'immaginazione che sono una parte fondamentale di ciò che ci rende umani - ha dichiarato Caleb alla BBC - senza essere un arido o uno psicopatico».

25 agosto 2015 (modifica il 25 agosto 2015 | 09:37)