domenica 21 giugno 2015

Quaranta anni fa il sequestro di Cristina Mazzotti


I clandestini contano più degli italiani

- Dom, 21/06/2015 - 12:07
 

L'Istat ci dice che ci sono 12 milioni di italiani poveri. Eppure il nostro Paese continua ad accogliere tutti

 Se da un lato l'Italia pretende il coinvolgimento dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite per condividere la responsabilità dell'accoglienza dei clandestini che ci stanno invadendo al punto da diventare l'emergenza nazionale e la priorità del governo e, dall'altro, ripetiamo ai massimi livelli che continueremo comunque ad accoglierli, i conti non tornano. Escludendo che chi ci governa siano degli stupidi o degli ingenui, la conclusione è che sono obbligati ad attuare una strategia imposta da chi veramente comanda e detiene il potere.

Non c'è nessuno Stato al mondo che antepone le rivendicazioni dei clandestini rispetto alle legittime necessità dei propri cittadini, a maggior ragione quando l'Istat ci dice che ci sono 12 milioni di italiani poveri. Eppure siamo certi che agli alti livelli del potere, sia esso il capo dello Stato Mattarella o Papa Francesco, nulla accade per caso.È significativo che alle manifestazioni che si sono svolte ieri contemporaneamente a Roma, l'una a favore della famiglia naturale, l'altra a favore dell'accoglienza dei clandestini nella «Giornata mondiale del rifugiato», le istituzioni erano presenti solo alla manifestazione pro-clandestini.

Persino la Chiesa si è divisa, è mancato l'avallo della Conferenza Episcopale Italiana e non c'è stato un messaggio «ad hoc» di Papa Francesco al «Family Day». All'opposto il Papa, all'udienza generale di mercoledì scorso in Piazza San Pietro, aveva evocato anticipatamente la Giornata mondiale del rifugiato, arrivando al punto da considerare «peccato» il non accogliere i clandestini e chiedendo ai fedeli di pregare per il perdono delle istituzioni e i singoli che commettono questo peccato.

Chi sono i compagni del Papa nella crociata pro-clandestini lo si è visto alla manifestazione di ieri dal titolo «Fermiamo le stragi subito», organizzata dalle solite associazioni catto-comuniste: Caritas, Acli, Arci, Libera, Emergency, Medici senza frontiere e Amnesty. Presenti i segretari generali della Cgil Susanna Camusso e della Uil Carmelo Barbagallo. A Firenze c'era la «presidentessa» della Camera Laura Boldrini al convegno dal titolo che sa di sonora presa in giro degli italiani «Casa dolce casa», insieme a Carlotta Sami, portavoce dell'Organizzazione Mondiale per i Rifugiati per il Sud Europa. A Milano la Cariras Ambrosiana ha addirittura dedicato eventi per un'intera settimana al tema di migranti e rifugiati.

Com'è possibile che continuiamo a subire dei danni economici, sociali e valoriali, quasi si trattasse di una calamità naturale, come se avessimo perso la capacità d'intendere e di volere? Chi sono i poteri forti a cui si sottomettono Mattarella, Renzi, la Boldrini, la Camusso ed anche Papa Francesco? È la Cupola della finanza speculativa globalizzata? È la Massoneria? Nel 1925 il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi (1894-1972), fondatore dell'Unione Paneuropea da cui è nata l'Unione Europea, nel suo libro Praktischer Idealismus («Idealismo pratico»), scrisse che gli abitanti dei futuri «Stati Uniti d'Europa non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale (...) È necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall'elite al potere.

L'uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità».Il premio europeo Coudenhove-Kalergi, che viene assegnato ogni due anni, è stato attribuito Angela Merkel nel 2010, al presidente del Consiglio dell'Unione Europea Herman Van Rompuy nel 2012, all'attuale presidente della Commisione Europea Jean-Claude Juncker nel 2014. In Italia il cardinale Angelo Scola teorizza da anni la bontà del "meticciato culturale", concetto caro all'ex ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge. Ebbene a noi italiani che non ci rassegniamo ad avere culle vuote e frontiere spalancate, che non rinunciamo alle nostre radici, fede, identità, valori e civiltà, non ci rimane che rimboccarci le maniche per riscattarci da questa diabolica strategia di annientamento etnico e culturale e salvaguardare il nostro diritto ad essere pienamente noi stessi a casa nostra.

Furia Parietti-Ferilli contro Aldo Grasso

Addio, mia pessima Italia. Porto l'azienda in Austria"

Fermano un clandestino Questore punisce i poliziotti

Quei profughi "griffati" che se la spassano in hotel

 
 I turisti di Rimini: "Altro che disperati, chi è ospitato qui ha tablet e abiti di marca"
 
 Rimini - La donna della spiaggia ha un identità. Trovata il 29 aprile sul bagnasciuga di Bellaria, i familiari l'hanno riconosciuta per un orecchino: 57 anni, di Cesena, morta per annegamento, ipotesi più probabile il suicidio, la sua azienda era fallita. 
 

Rimini non è la città del benessere assicurato. Il mese scorso i turisti sono stati 900mila, un quinto in più di maggio 2014. Ma sarà la paura di una crisi visibile dai tanti alberghi abbandonati tra i lungomare e la ferrovia, sarà per la storia di quella donna disperata, nella zona di Miramare la presenza dei profughi ospiti all'hotel Evelyn crea disturbo. «Più che altro perché sono pieni di tablet e telefonini, vestono Adidas, ma chi di noi ha il tablet e le scarpe firmate?», ironizza vispa la tabaccaia all'angolo tra via degli Oliveti e viale della Maddalena. Una ragazza con il palmare sotto il braccio precisa: «Il mio è aziendale eh! se lo perdo me lo scalano dallo stipendio.

La prossima vita rinasco profuga! Come facciamo a sapere che sono tutti profughi veri?». Le risposte alle domande di asilo potrebbero arrivare non prima dell'inverno. Per ora gli ospiti riminesi sono 314, presto, forse, 400. A sentire qualche storie di loro, i 55 dell'hotel Evelyn tre stelle (vengono da Nigeria, Senegal, Costa d'Avorio) c'è solo da ringraziare di essere nati in Italia. Colis della Nigeria racconta nella hall delle persecuzioni dei musulmani contro i cristiani nel nord del suo Paese: «I miei genitori sono stati uccisi. Ho scelto l'Italia perché è il posto più accogliente di tutti».

All'Evelyn per ora sta succedendo un miracolo: i 28 musulmani sono entrati nel Ramadan, e i cristiani per solidarietà hanno accettato di spostare la cena dalle 19.30 alle 21. Sono arrivati sabato scorso. L'albergo, abbandonato da tempo, è stato affittato da una società che conduce l'attività insieme alla cooperativa Cad, che sta andando fortissimo in Emilia Romagna sul fronte profughi. La giornata degli ospiti dell'Evelyn per ora è tutta tra la hall, giri in bicicletta e relax in spiaggia. Il sogno di Nicolas, l'interprete del Burkina Faso, è organizzare partitelle di calcio con gli italiani.

Il problema è che Rimini è una città dove le incongruenze, i paradossi, stanno diventando pericolosi: nell'ultimo bando per l'assegnazione delle case popolari 19 alloggi (il 70%) sono andati agli extracomunitari, 8 agli italiani. La barista del Caffè accanto al tabaccaio fa il cenno della mano a dita unite: «Qui la gente vuole che se ne vadano via». «Li vedessimo in difficoltà, chi non li aiuterebbe - si sfogano due turiste romane all'hotel Impero - ma vederli sulle panchine con le cuffie colorate e sapere che per loro si spendono 35 euro al giorno quando ci sono pensionati che vivono con 500 euro al mese fa accapponare la pelle».

Siamo all'inizio, oltre che della stagione balneare, di quella dell'abusivismo sfrenato in spiaggia. Allo stabilimento 128 l'avvocato bagnino Veiner Nanni una volta ha contato 107 venditori in 29 metri. Ormai sono migliaia, e per la polizia «è impossibile contenerli», spiega il segretario provinciale del Sap di Rimini, Tiziano Scarpellini. Mancano mezzi, uomini, fondi. Ci sono difficoltà relative ai rimpatri. Risultato: molto lavoro finisce per essere svolto a vuoto.

19 Giugno 1965: è rivolta ad Algeri abbattuto il regime di Ben Bella

Corriere della sera

dal Corriere della Sera del 20 giugno 1965
, ricerca fotografica Leda Balzarotti e Barbara Miccolupi


 Un fulmineo colpo di Stato, attuato con eccezionale rapidità e perfetta organizzazione dai comandanti dell’esercito, ha rovesciato il governo del presidente Ahmed Ben Bella, che e è stato tratto in arresto. La cittadinanza di Algeri è stata colta di sorpresa dagli avvenimenti. Alle 9 di mattina la radio ha improvvisamente preannunciato un comunicato di eccezionale importanza, che peraltro è stato trasmesso soltanto a mezzogiorno. Gli avvenimenti che hanno dato avvio al colpo di Stato sono iniziati alle 3.30 di stamani. A quell’ora, secondo alcuni testimoni, un reparto del FLN (esercito di liberazione nazionale) si è presentato all’ingresso di villa Joly, residenza del presidente Ben Bella. I soldati, con l’elmetto e in assetto da combattimento, hanno rapidamente disarmato gli agenti di polizia agli ingressi del giardino e dell’edificio.

Sono state sentite nell’oscurità vivaci discussioni, mentre si avvertivano anche rumori di vetri infranti. Poi la luce si è accesa improvvisamente all’ultimo piano e alla finestra della camera da letto di Ben Bella. Quattro carri armati si sono disposti anche intorno al palazzo del governo, con i cannoni puntati verso l’edificio. A villa Joly uno dei carri armati puntava il cannone in direzione dell’ingresso, mentre un secondo carro armato teneva sotto la sua mira il viale che costeggia la villa. Militari armati erano disposti anche dinanzi a numerose ville e residenze private, mentre l’aeroporto di Algeri veniva occupato dalle truppe, così come l’edificio della radiotelevisione algerina, presidiato da militari armati di mitra e in assetto da combattimento disposti a ogni piano.


 Per alcune ore — mentre Algeri restava praticamente isolata dal resto del mondo per l’interruzione delle linee telefoniche e telegrafiche e dei servizi radiotelevisivi — un’atmosfera d’incertezza alimentava le più disparate notizie.
 Finalmente a mezzogiorno radio Algeri, dopo avere annunciato la destituzione del Presidente Ben Bella e la costituzione di un Consiglio rivoluzionario che ha assunto tutti i poteri, ha trasmesso un comunicato del consiglio della rivoluzione, firmato dal colonnello Houari Boumedienne, che dice: «Dopo tre anni di sovranità nazionale il Paese si trova a dover affrontare gli intrighi tramati nell’ombra e il confronto delle tendenze e del clans, risuscitati per le necessità del governo: dividere per regnare. I calcoli sordidi, il narcisismo politico e l’amore morboso per il potere trovano la loro migliore illustrazione nella liquidazione sistematica dei quadri del Paese e nel criminale tentativo di screditare i Moujahidin e i resistenti.

L’esercito nazionale popolare, degno erede del glorioso esercito di Liberazione, non si lascerà mai dividere dal popolo nel quale ha preso la propria forza e ragion d’essere. Gli uomini che oggi hanno deciso di rispondere all’appello angoscioso del popolo algerino si prefiggono lo scopo di far recuperare a esso la sua libertà e la sua dignità beffeggiata». E prosegue diecndo «La cattiva gestione del patrimonio nazionale, la dilapidazione dei fondi pubblici, l’instabilità, la demagogia, l’anarchia e l’improvvisazione si sono posti come procedimenti di governo, mediante la minaccia, il ricatto, la violazione delle libertà individuali e l’incertezza del domani: con questi mezzi alcuni sono stati ridotti al silenzio, altri alla rassegnazione».

Benché nulla si sappia di preciso sulle cause immediate del colpo di Stato occorre ricordare che Ben Bella si é sempre trovato a dover combattere contro diversi avversari, primi tra tutti i bellicosi berberi della Cabilia, che l’hanno accusato di avere tradito la causa dell’Algeria, gettandosi anima e corpo a sinistra, tra le braccia dei comunisti. Inoltre egli doveva ovviare ai gravi disagi derivati al Paese da una situazione economica sempre più pesante. Fino a ieri, il maggior appoggio a Ben Bella era venuto proprio da Boumedienne, il comandante in capo delle forze armate algerine che oggi accusa l’ex presidente di «alto tradimento».


 I primi commenti al colpo di Stati sono contraddittori: gli osservatori parigini sono portati a ritenere che l’estromissione di Ben Bella a opera del colonnello Boumedienne e dei militari, possa condurre l’Algeria sulla via di un regime ancora più autoritario. Altri osservatori rilevano con particolare insistenza il fatto che il colpo di Stato sia stato effettuato alla vigilia della conferenza afro-asiatica e stamane un aereo con a bordo una parte dei membri della delegazione cinese diretti ad Algeri ha invertito la rotta rientrando al Cairo, tra loro tre vice-ministri degli Esteri, e per domani era atteso lo stesso Primo ministro cinese Ciu Enlai.

 

Fonti diplomatiche di Madrid hanno riferito invece di avere informazioni secondo cui il colpo di Stato sarebbe stato compiuto da elementi di destra delle forze armate e che sia stato architettato a Madrid, dove si trovava uno dei più accaniti avversari dell’ex presidente, e precisamente Mohamed Khider, che viveva segretamente nella capitale spagnola da mesi. «Non abbiamo ancora particolari» ha dichiarato un diplomatico spagnolo «ma sembra certo che il nuovo governo algerino rappresenti una decisa sterzata a destra». Si sottolinea infine che l’arrestato Ben Bella rischia la condanna a morte. Nel suo comunicato Radio Algeri ha tra l’altro affermato che «Ben Bella avrà il destino di tutti i despoti». In passato, le persone che in Algeria sono state definite tali, hanno quasi tutte finito i loro giorni di fronte al plotone d’esecuzione.


Il magico potere dell’occulto

La Stampa
di Claudia Carucci

 Da Gustavo Rol alla lettura dei tarocchi: viaggio nei misteri dell’esoterismo

Alzi la mano chi non ha mai consultato un oroscopo in vita sua. E su, confessate di quella volta in treno quando, conversando col vicino di posto, avete scoperto che di mestiere faceva il chiromante e allora gli avete subito teso la mano sinistra col palmo voltato all’insù chiedendogli qualche ragguaglio sul destino di una certa storia d’amore!

Per tanta gente, è difficile ammettere che quel misterioso mondo, sganciato da una realtà facilmente tangibile, parallelo alla scienza ufficiale e da essa quasi mai accreditato, porta di fatto con sé un fascino straordinario, è incredibilmente attraente e mette in moto nell’animo umano un anelito di vicinanza all’ultraterreno, una speranza di solidarietà da parte di forze misteriose e imperscrutabili, la sensazione di essere per un momento in confidenza con i poteri celesti. “Io so di essere mortale, la creatura di un giorno. Ma se osservo le orbite circolari degli astri, io non tocco più la terra con i piedi.

Io sono vicino a Giove e mi nutro a piacere con ambrosia, la bevanda degli Dei”, scriveva non a caso il geografo e astronomo greco Claudio Tolomeo nel II secolo nel suo Almagesto, considerato, con i suoi quattro volumi, una vera e propria «Bibbia astrologica». Che ci si senta estranei o affini a questa sfera, che si guardi a questo universo con disincanto o con ammirazione e rispetto, un fatto è certo: quello che chiamiamo «esoterismo» è un mondo ricchissimo, complicato, in cui convergono discipline dalle origini molto antiche, spesso collegate alle culture e alle religioni dei luoghi in cui sono nate.

TORINO: CITTA’ AL VERTICE DI DUE TRIANGOLI MAGICI

Il nostro viaggio alla scoperta del mondo dell’esoterismo, così come si presenta al giorno d’oggi, si è svolto a Torino, la città più magica d’Italia. Questa sua reputazione si deve a svariati motivi. Leggende narrano per esempio che essa fu fondata dagli Egizi i quali scelsero l’incrocio tra i due fiumi che la attraversano ossia il Po e la Dora, per innalzare un centro di culto al dio Api raffigurato con sembianze di Toro.

Gli studiosi di esoterismo collocano Torino al vertice di un triangolo magico di cui fanno parte anche Praga e Lione. Vi è poi un secondo triangolo, questa volta legato alla magia nera, nel quale Torino si unisce ad altre due metropoli straniere, San Francisco e Londra.

Alcuni luoghi del capoluogo piemontese sono considerati speciali per la loro energia. In piazza Statuto, accanto alla fontana con il monumento ai caduti del Frejus, vi sarebbe il punto in assoluto più negativo della città. E lo sguardo della statua posta davanti alla chiesa della Gran Madre di Dio si dice sia indirizzato verso il luogo esatto dove vennero occultati i documenti per ritrovare il Santo Graal. Infine, pare che nel terreno sotto Palazzo Madama si trovino ancora intatte le Grotte Alchemiche dove nel Medio Evo si svolgevano riti misteriosi e agghiaccianti.

GUSTAVO ROL: QUELLE NOTTI DI PRODIGI CON VIP E STAR

Quale miglior luogo dunque, se non proprio Torino, avrebbe potuto dare i natali a un personaggio inesplicabile, magnetico eppure inquietante nella sua unicità come Gustavo Rol. E’ morto nel 1994 all’età di 95 anni e nel corso della vita ha conquistato con le sue prodigiose attività medianiche schiere di persone: gente comune, ma soprattutto elitès dell’aristocrazia. Aveva studiato Giurisprudenza e a vent’anni aveva cominciato a viaggiare. Fu a Marsiglia che fece l’incontro decisivo: conobbe un ragazzo polacco che gli mostrò alcuni trucchi con le carte. Rol si incuriosì e al giovane diede in cambio un consiglio, quello di convertirsi e iniziare a credere in Dio. Questi lo ascoltò, si recò a Lourdes e si fece prete.

Gustavo Rol iniziò invece a coltivare i poteri sovrannaturali che aveva sentito di possedere; capacità che sembravano non avere limiti e che andavano dalla smaterializzazione degli oggetti, all’attraversamento delle superfici solide, dalla chiaroveggenza alla trasformazione del proprio corpo, dalla telepatia alla capacità di dipingere a distanza. Gli ospiti selezionati che venivano invitati nell’abitazione di quello che chiamavano «il maestro» assistevano ad avvenimenti incredibili che descrivevano poi come veri e propri fenomeni paranormali. Dagli Anni 30 in poi Rol fu accolto nei circoli più esclusivi dell’aristocrazia e si circondò di amicizie illustri fra politici, personaggi della cultura e dello spettacolo. Conobbe Mussolini e all’estero venne osservato con grande interesse dai politici di quegli anni tra i quali perfino Hitler e De Gaulle che ebbe a dire di lui: «Quell’uomo legge nel pensiero e non possiamo rischiare che i segreti di Stato vengano a conoscenza di estranei».

La casa di Rol era frequentata da nomi importanti dell’imprenditoria torinese, tra cui Cesare Romiti e Giovanni Agnelli; della politica nazionale tra cui Saragat e Einaudi, ma soprattutto da personaggi della scena cinematografica e teatrale: Strehler, De Sica, Mastroianni. E ancora Adriana Asti (si diceva che una volta Rol, dalla platea, le avesse trasmesso per via telepatica alcune battute della pièce pirandelliana che stava interpretando in un teatro di Roma); Valentina Cortese (che raccontava di aver partecipato a una seduta a casa di Rol durante la quale si manifestò lo spirito di Eleonora Duse), Franco Zeffirelli (che un giorno espresse al sensitivo il suo grande rimpianto per Luchino Visconti appena scomparso e pochi attimi dopo si trovò in tasca una lettera appena scritta e firmata dall’amico regista).

Di certo, il personaggio che fu più legato a Rol, alla sua casa, alle sue serate e ai suoi prodigi fu Federico Fellini. Per «il maestro» aveva una vera e propria ammirazione e lo consultava spesso prima di iniziare le riprese di un film. Anche Rol era affezionato al grande cineasta, a lui e alla moglie Giulietta Masina. I particolari di questa amicizia, delle altre e delle forti emozioni, miste a sconcerto e paura che Rol provocava in tutti i presenti nelle lunghe notti di esperimenti, ce li ha raccontati una donna che ha vissuto accanto al sensitivo fin da quando era bambina e che sulla sua storia ha scritto 6 libri di cui due tradotti in francese.

Si chiama Maria Luisa Giordano e ha conosciuto quello che lei definisce «l’illuminato», perché era un suo vicino di casa. Da grande divenne la sua autista e partecipò a decine delle sue sedute. La signora Giordano ebbe modo di sperimentare i suoi straordinari poteri, quelli che la scienza ufficiale non ha mai legittimato classificandoli altresì come raffinate tecniche di prestidigitazione e giochi di illusionismo che nulla avevano a che vedere con il paranormale.
Nell’appartamento di Maria Luisa Giordano incontriamo anche il marito Luigi che per 15 anni è stato il medico curante di Gustavo Rol. Tanti ricordi e, appesi ai muri, i quadri dipinti dal «maestro» con la forza del pensiero.

GLI OGGETTI DI ROL: CANI AUTOMA, BAMBOLE CHE RESPIRANO

Gustavo Rol non si circondava soltanto di amici devoti, personaggi influenti e stelle dello spettacolo. Era attratto da oggetti curiosi, originali e fuori dal comune. Possedeva una collezione di importanti cimeli napoleonici fra i quali una carrozza dorata dell’Imperatore che il sensitivo donò poi all’Ordine Mauriziano e che oggi è esposta nella palazzina di caccia della famiglia Savoia a Stupinigi. Aveva quadri e arredi di pregio nella sua dimora in via Silvio Pellico a Torino. E comprava in giro per il mondo, giocattoli surreali e complicati marchingegni. Una sua passione erano gli «automi», pupazzi dall’aspetto umano o animale con movimenti propri, come fossero esseri viventi. La signora Giovanna Demeglio è la proprietaria di un negozio di antiquariato a Torino nel quale sono confluiti molti di questi strani oggetti appartenuti a Gustavo Rol. Non ci sono arrivati per caso. Giovanna era un’altra cara amica del sensitivo ed è stato proprio lui a regalarglieli in ricordo di un rapporto di grande affetto.  

 ASTROLOGI: QUELLI VERI SANNO TUTTO DI TE AL PRIMO SGUARDO

Dell’Astrologia e delle sue alterne fortune abbiamo già detto, ma vale la pena approfondire. E’ la disciplina che studia il rapporto tra Cielo e Terra, tra individuo e combinazioni planetarie presenti alla sua nascita e nel corso della vita. I primi astrologi/astronomi erano sacerdoti babilonesi che scrutavano il Cielo per individuare il destino del sovrano e del suo popolo. Al British Museum di Londra sono conservate tavolette previsionali che riportano indicazioni legate alle strategie belliche («Se Marte è rosso il re parte per la guerra»).

L’Astrologia giunse in Grecia, nell’isola di Kos, attraverso il sacerdote Beroso. Poi arrivò a Roma, dove gli astrologi erano chiamati Caldei. Alcuni imperatori divennero fini conoscitori del cielo, lo testimonia Marguérite Yourcenar nel suo «Memorie di Adriano». L’Astrologia fu sempre «chiacchierata», criticata e anche combattuta. Cicerone per esempio ironizzava: «Ma allora tutti coloro che perirono nella battaglia di Canne avevano lo stesso oroscopo?».

Il periodo di splendore dell’Astrologia si ebbe, come già sottolineato, nel Rinascimento, quando alcuni Papi usavano far scegliere data e ora della loro incoronazione agli astrologi di loro fiducia. Scienziati come Galileo, Keplero, Copernico, Tycho Brahe furono astrologi di primissimo livello. Lo stesso Newton venne definito dai suoi biografi «l’ultimo mago». E anche Jung fu studioso ed estimatore delle letture celesti.

A Torino si tiene ogni anno, il Convegno Nazionale degli Astrologi. Esperti provenienti da tutta Italia che portano il loro sapere e si confrontano su un tema preciso scegliendo un argomento da sviluppare intorno a quel filo conduttore. A organizzare l’incontro è la professoressa Grazia Mirti, ex insegnante al liceo e da 30 anni affermata e stimata astrologa di fama internazionale. A Torino ha anche aperto una scuola di Astrologia e ogni anno, oltre al Convegno organizza un viaggio di Turismo&Astrologia che abbina la vacanza a mattinate e pomeriggi di lezione sulla materia esoterica (quest’anno il gruppo soggiornerà a Santa Teresa di Gallura) .

Grazia Mirti è stata tra i fondatori dell’Albo Professionale degli Astrologi che fa capo al CIDA e ha sede a Milano. E’ anche direttore responsabile di «Linguaggio Astrale», la rivista trimestrale che ne costituisce l’organo di stampa. L’Albo è privato e non riconosciuto, l’iscrizione viene accettata solo dopo il superamento di un esame scritto e orale.

Entrare nella casa di Grazia Mirti, passando fra le maestose e profumatissime piante di verbena e di lavanda della sua terrazza, è come estraniarsi dalla realtà del mondo esterno. Si avvertono pace e benevolenza. E si resta sorpresi dal suo modo di osservati con attenzione e dolcezza, guardandoti dritto in faccia e radiografandoti in un attimo, senza aver avuto alcun indizio: «Mmm.. occhi particolari, sguardo intenso – ti dice - Lei è di sicuro ascendente Scorpione».  

 I DRAMMI DI FRIDA KAHLO NEI TRANSITI PLANETARI  

 Il Congresso Nazionale degli Astrologi di questo 6 giugno aveva come tema centrale i «transiti planetari». Ciascun relatore aveva scelto un soggetto - un personaggio, un evento, o anche una città - per dimostrare quando e in che modo le influenze dei pianeti avevano condizionato la sua nascita e la sua esistenza. Affascinante l’analisi della tormentata storia di Frida Kahlo, pittrice e attivista politica Messicana dei primi del 900, segnata dalla sofferenza fisica e dalle passioni amorose. L’Astrologa toscana Anna Gattai ne ha illustrato i vari momenti utilizzando una tecnica di lettura chiamata Firdaria, termine che significa «periodo planetario». Un sistema che ebbe origine fra i Persiani e che si diffuse, con la traduzione in latino degli scritti arabi dell’astrologo Abu’ Mashar, in buona parte dell’Occidente nel Medio Evo.

In base allo studio di Anna Gattai, Frida Kahlo ha avuto un’esistenza breve (morì a 47 anni) ma compiutamente realizzata come hanno rivelato proprio i suoi «Cronocratori». In un disegno struggente realizzato dalla pittrice subito dopo il tragico incidente stradale in cui riportò la frattura del bacino per via della quale dovette subire 32 interventi chirurgici, sono chiarissimi i transiti planetari responsabili dell’evento. Quel giorno ad esempio Saturno passava nella terza casa che indica «movimento e mezzi di trasporto». Il governatore del periodo era il pianeta Mercurio in dodicesima casa e nella figura della natività corrispondente a «isolamento e ospedalizzazione».   

DIMMI COME SCRIVI E TI DIRÓ CHI SEI: LA GRAFOLOGIA

Una materia che ha effettivi agganci con l’esoterismo è la Grafologia ossia lo studio della personalità attraverso lo stile della scrittura. Il primo testo ufficiale di Grafologia è del 1622, opera di un professore dell’Università di Bologna, Camillo Baldi, medico, filosofo e botanico. Ma in realtà l’interesse per la scrittura come «immagine dell’uomo» ha origini più remote perché già Aristotele nel quarto secolo avanti Cristo osservò una corrispondenza tra il modo di scrivere e l’indole delle persone. Shakespeare e Goethe subirono il fascino di questa disciplina e Edgar Allan Poe e George Sand la praticarono in maniera approfondita.

Il termine Grafologia si deve ad un abate francese Jean Hyppolite Michon. Il suo lavoro è sfociato, attorno al 1870, nella fondazione della Societé Francaise de Graphologie (struttura a tutt’oggi esistente a Parigi e punto di riferimento per i professionisti del settore). E il legame tra scrittura e tecniche divinatorie nasce proprio da un testo scritto da Michon in collaborazione con Adolphe Desbarolles, viaggiatore e chiromante (sposò una zingara che gli insegnò l’arte della lettura della mano). Il libro si intitola «Les Mystères de l’Ecriture» e celebra la correlazione tra i due sistemi di interpretazione del carattere donando alla Grafologia una nuova aura di «scienza occulta e arte divinatoria».

Questo ampliamento di prospettiva per la scienza del tratto ci è stato spiegato dalla signora Marisa Paschero, grafologa torinese, persona dai modi eleganti e pacati, dotta e precisissima nell’applicazione del suo sapere tanto da meritare un premio speciale proprio in occasione del XV Convegno degli Astrologi per il quale ha presentato uno studio sull’influenza dei «transiti planetari» nella vita di Antoine de Saint-Exupery.

E’ la stessa signora Paschero a raccontarci come il patrimonio e il prestigio della Grafologia sia stato alimentato nel tempo da scrittori come Max Pulver che agli inizi del 900, per primo, collegò l’analisi della scrittura alla Psicologia del profondo di matrice Junghiana. Fu lui a elaborare la tecnica del «Simbolismo dello Spazio» che associa le direzioni dei quattro punti cardinali al loro significato di archetipi universali. Una sorta di «bussola» per i grafologi.

Anche in Italia ci fu chi contribuì allo studio e alla divulgazione di questa disciplina, fra questi padre Girolamo Moretti che morì nel 1963 e alla cui lavoro si ispira l’attività dell’Istituto di Urbino che porta il suo nome.Per diventare grafologi di professione esistono scuole qualificate in varie città d’Italia e i corsi durano solitamente tre anni.  

Anche nella signora Paschero, seduta alla scrivania incorniciata da un bovindo con vetri colorati oltre i quali scroscia una rumorosa grandinata, cogliamo una sensibilità e un istinto fuori dal comune. Osserva la mano dell’ospite che segna un indirizzo e un numero di telefono su un foglio bianco e sorridente dice: «Mercurio e Venere dominanti». 

I TESTI DELL’OCCULTO: GRANDI AUTORI E LIBRERIE STORICHE

Quando si parla di esoterismo a Torino non si può non citare l’antichissima Libreria Arethusa che per mezzo secolo ha rappresentato il principale punto di riferimento per professionisti, studiosi e cultori di tematiche divinatorie, filosofie orientali, astrologia e medicina alternativa.

Nacque alla fine degli Anni 40 con sede al numero 2 di via Po; le diede vita la giovane, allora ventisettenne, Carla Casalegno che la gestì per cinquant’anni. Oggi quella donna è una gentilissima signora molto anziana, disponibile al dialogo per chi vuole andare a trovarla nella sua casa nascosta nei boschi della collina torinese. La sua libreria è stata ceduta nel 2004 al nuovo titolare Edoardo Maria Sinatra e si è trasferita in via Giolitti 18.

E’ invece giovanissima un’altra libreria specializzata in argomenti legati all’occulto. E’ nata nel 2011, si chiama La Fenice e si trova in via Porta Palatina, una stradina pedonale piccola e suggestiva nel cuore del centro storico torinese a due passi dal Duomo. La gestiscono Roberto Briatta e Giuseppe Brodetto che oltre a vendere libri organizzano incontri culturali con illustri autori. Alla Fenice sono transitati personaggi come Igor Sibaldi, autore di opere su Sacre Scritture e Sciamanesimo, traduttore di Vangeli del greco antico ed esperto di una disciplina a dir poco seducente: l’Angelologia.

Anche Antonio Bertoli ha tenuto seminari presso questa libreria. Traduttore ufficiale di Alejandro Jodoroswsky, ha regalato ai presenti aneddoti e particolari sulle opere dell’autore tra le quali ricordiamo «La danza della realtà» e «La via dei tarocchi». Anche Gregg Braden è stato ospite al numero 2 di via Porta Palatina e così Massimo Centini e il compianto collega della Stampa, Renzo Rossotti.

Roberto Briatta ci racconta di quegli incontri, di nuove curiose discipline e del potere del pendolino. 

L’ ALBO DEGLI ASTROLOGI E LA «ASTROVIBRATION»

Come già accennato, esiste un’associazione cui fanno capo i professionisti delle specialità esoteriche. Si chiama Cida, Centro Italiano Discipline Astrologiche e ha più di 4000 iscritti fra italiani e stranieri. L’organismo lavora per la diffusione degli aspetti più seri e culturali dell’astrologia e, attraverso convegni e congressi internazionali, sviluppa un interscambio sistematico con altre scienze come psicologia, arte e medicina. Organizza inoltre corsi triennali che danno accesso all’esame per entrare a far parte di un albo professionale.

Il Cida fu fondato nel 1970 da Federico Capone e oggi è guidato dalla figlia Chiara che dirige una casa editrice specializzata in materie arcane ed esercita una tecnica nuovissima chiamata «Astro-vibration» della quale ci ha svelato i segreti.

I-CHING E LE RUNE, SAGGEZZA DA ORIENTE E NORD EUROPA 

Due tecniche oracolari particolarissime sono l’I-Ching, di origine taoista ovvero cinese, basato sull’equilibrio universale tra Yin e Yang, e le Rune nate nel Nord Europa fra Germania e Scandinavia e consistenti in semplici, bellissime pietre lisce con lettere di un alfabeto sacro incise su ognuna di esse. 

I-CHING

Nell’I-Ching, o Libro dei Mutamenti l’interazione e la fusione dello Yin con lo Yang dà luogo a otto energie di mutamento, otto modi diversi che la coscienza dell’intero creato ha per manifestare i cambiamenti che ha bisogno di realizzare su questo piano materiale. La nascita dell’I-Ching vero e proprio avviene nel 1152 A.C.. Il Re Wen decise di ideare un metodo di divinazione e di conoscenza basato sull’antica saggezza del Tao, in modo da trasformare così il Cielo nel suo più fidato consigliere. Nel 551 A.C., quando l’arte dell’I-Ching si era ampiamente diffusa in tutta la Cina e fra tutte le classi sociali, per mano di Confucio venne reinterpretato sotto una chiave metaforica per aiutare i governanti dell’epoca a prendere le giuste decisioni politiche, sociali ma anche strategiche e di guerra, e riuscire così a condurre le loro nazione verso la pace e la prosperità. L’I-Ching si esegue con il lancio di tre monete oppure tramite la selezione casuale di 50 steli di millefoglie, per ottenere dopo alcuni calcoli un esagramma, cioè una combinazione di due trigrammi sovrapposti tra loro. 

RUNE

Esistono diversi alfabeti antichi di tipo runico in Europa, incisi in modo lineare e segmentario su pietra, legno o metallo. Questi alfabeti venivano usati a scopi sacri, cerimoniali e oracolari nei paesi germanico-scandinavi. Facevano parte della cultura vichinga e dei miti di Odino, del Valhalla (residenza di coloro che erano morti eroicamente) e delle Valchirie (divinità femminili al servizio del dio Odino). Erano conosciuti col termine , che significa “lettera”, “iscrizione” o “alfabeto”. Spesso si trovavano scolpite su lapidi funerarie di persone importanti come capi villaggio o sacerdoti, nonché su dolmen, menhir e altari rupestri a scopo sacro. Runa infatti nella lingua di quei luoghi significa “segreto”, “sussurro” o “parola magica”, ed un loro uso a scopi non cerimoniali era proibito. Il Futhark antico, per nascondere o cancellare la propria cultura magica e sacra e per non rischiare la persecuzione, si trasformò poi in nuovi e diversi alfabeti regionali, generando due nuovi Futhark, il vichingo e l’anglosassone, di 16 e 33 lettere.

Enrico Gelain, giovane padovano, studioso di architettura e di psicologia junghiana, ha scelto di specializzarsi in discipline simboliche ed oracolari focalizzandosi il suo sapere sulle dinamiche che accomunano tutta l’umanità attraverso gli archetipi. Dal 2010 vive in Sardegna dove mette all’opera la sua specializzazione in I-Ching e Rune all’interno dell’associazione Uomo-Natura-Energia di Palau. E’ anche guida archeologica per l’accompagnamento di gruppi turistici nei luoghi «di energia» sparsi in tutta l’isola. 

TAROCCHI: LA CARTA DELLA MORTE É CATTIVO PRESAGIO?

L’origine embrionale dei tarocchi si fa risalire al tempo degli egizi con Ermete Trismegisto, un essere divino leggendario figurato come Thot, dio della scrittura e della conoscenza, e indicato come Hermes dai greci. La conoscenza di queste carte venne ereditata dai Templari durante le crociate in Terra Santa e portata in Francia attraverso il porto di Marsiglia. Proprio a Marsiglia è nato il primo mazzo di tarocchi veri e propri con simbologie che si rifanno alla cultura egizia ed ebraica.

Il primo mazzo completo come lo conosciamo oggi, risale invece al 1300 e venne dipinto da Jaquemin Gringonneur per Carlo VI re di Francia. Il gioco delle carte divenne presto una moda nelle corti dei regnanti europei, particolarmente in Italia. Vennero dunque create pregevoli versioni artistiche del mazzo: la più celebre e antica è quella per la famiglia dei Visconti di Milano, rifinita con pitture in oro. Nel 1909 esce il secondo più famoso modello esoterico e oracolare di tarocchi, quello di Waite Raider Smith.

Il mazzo dei Tarocchi completo è formato da 22 carte contrassegnate da un numero e da un nome, gli Arcani Maggiori e da altre 56, gli Arcani Minori che invece sono divisi in 4 semi: Coppe, Bastoni, Spade e Pentacoli (o Denari). Il mazzo Grimaud dei tarocchi di Marsiglia è quello che più di qualunque altro riassume graficamente tutta la simbologia occulta del tarocco, dove non un solo particolare è casuale.

Arianna Mendo, torinese di nascita, sarda di adozione, è tra i professionisti di lettura di tarocchi più accreditati in Italia. Svolge questa attività da 15 anni ed è stata consulente di programmi televisivi di informazione come «Voyager», «Sereno Variabile» e «La Porta sull’Infinito». Ha già pubblicato due libri a sua firma, «Astrologia e Meditazione» e «Tra Cielo e Terra, i luoghi sacri dell’energia». Con una dimostrazione pratica ci spiega cosa vede il cartomante nelle figure del mazzo. E quanto sia meglio, talvolta, cercare di addolcire la pillola. 

CREDERE O NO AGLI OROSCOPI PUBBLICATI SUI GIORNALI?

Quante volte abbiamo dato una rapida scorsa ai pronostici per il nostro segno zodiacale pubblicati sui giornali. Ma come vengono compilati questi oroscopi? Sono frutto di uno studio accurato, oppure un prodotto superficiale fatto per accontentare i «creduloni»? Lo abbiamo chiesto a Simonetta Chierici, in arte Tea, che proprio per il settimanale della Stampa TorinoSette, studia movimenti stellari e destini astrologici.  

UN PO’ DI STORIA: SEGRETI ESOTERICI NELLE MANI DEI CAPI TRIBÚ  

 Il termine «esoterico», entrato nell’uso comune nel XIX secolo per indicare la magia, la cabala e tutte le credenze e le pratiche di natura irrazionale, deriva dal greco e include le parole «interiore» e «naturale». Ma già nel 1756 lo studioso Formet, nell’Enciclopedia curata da Diderot, definisce «esoterica» la dottrina segreta dei filosofi dell’antichità.  Gli inizi dell’esoterismo non sono databili con precisione poiché di fatto è sempre esistito, se pensiamo che perfino fra i primitivi, le rivelazioni importanti, quelle che avevano il sapore di precognizioni o presagi, venivano offerte agli interessati in modo segreto, nascosto, magari in un bosco o comunque in un luogo isolato, affinché il mistero che avvolgeva tali notizie non fosse incrinato nella sua sacralità. Detenere il potere della scienza occulta era privilegio di sacerdoti e capi tribù che esercitavano in segretezza i loro riti senza renderne partecipi i profani se non dopo un lungo percorso di studio e di crescita spirituale.  

MAGIA E NEGROMANZIA IN EGITTO E MESOPOTAMIA

La cultura mistica dell’antico Egitto e della Mesopotamia seguì le stesse regole. Queste civiltà furono culle ideali per l’invenzione e lo sviluppo di teorie e tecniche legate alla magia, all’astrologia, alla teurgia e alla negromanzia. Altissimo era il livello di conoscenza della matematica e dell’astronomia fra gli egiziani, ma questi saperi erano prerogativa di ristretti gruppi di sacerdoti, nozioni riservate a pochi eletti che operavano in luoghi chiusi e ai quali ci si poteva avvicinare solo tramite iniziazione. 

Embrioni di associazioni segrete, insomma, con ferrei ordinamenti gerarchici ai vertici dei quali spesso vi era lo stesso Faraone. E proprio all’interno di queste sette venivano tramandate agli adepti le basi dell’alchimia, della medicina, e dell’astrologia. Era Thot, lo scriba degli dei, a trasferire la conoscenza dall’alto alle elites in terra. Ai testi e ai miti egizi si sono ispirati Pitagora, Platone, gli alchimisti delle epoche succesive, le società massoniche ancora oggi esistenti e le tendenze contemporanee della new age. 

DALLA «CACCIA ALLE STREGHE» AL RINASCIMENTO

Considerato quindi da sempre, sinonimo di occulto e riservato, il mondo dell’esoterismo ha conosciuto alterne fortune nel corso della storia: ci furono epoche di oscurantismo e dura repressione come nel XV secolo con la famosa «caccia alle streghe» nell’Occidente cristiano dove coloro che praticavano rituali divinatori venivano ritenuti sospetti e pericolosi dalle autorità civili e religiose e quindi condannati a morte e arsi sui roghi.

Fasi di grande tolleranza e addirittura di fioritura si ebbero invece nel Rinascimento. In questo periodo crebbe fra i Cristiani l’interesse per la Cabala (diversa da quella di tradizione ebraica), dottrina impegnata a cercare una corrispondenza tra verità e segni mistici e che affronta la divinazione del futuro attraverso numeri, lettere figure e sogni.

Nel XV secolo questa era perfino ritenuta in sintonia con e la religione praticata. Il più famoso studioso ed esponente di tale disciplina fu il celebre Pico della Mirandola, umanista e filosofo che ne parlò nel suo «Conclusiones Philosphicae, Cabalisticae et Teologicae». Lo studioso venne accusato di eresia e dovette fuggire in Francia dove venne però arrestato. Fu grazie all’assoluzione di Papa Alessandro VI che poté tornare libero, ma morì poco dopo a soli 31 anni. 

LA TRASFORMAZIONE DELLA MASSONERIA  

 Durante il secolo dei Lumi l’esoterismo conosce una fase particolarissima. La classe dirigente è incline all’apostasia ossia all’abbandono totale della propria religione e si trova quindi in bilico tra il non credere a nulla e credere a tutto. Il disincanto degli illuministi finisce così per sfociare in forme rituali con l’affermazione di società segrete e pratiche magiche e iniziatiche. E’ in quest’epoca che la Massoneria si allontana dalle sue umili origini e tende verso le classi più elevate. Intellettuali, gruppi di potenti ed elites diffondono il loro nuovo pensiero. Il desiderio di essere messi a parte dei segreti dei potenti per entrare nelle loro grazie offre linfa a questi nuovi ambienti per perseverare e crescere nelle loro pratiche nascoste.

Durante l’Illuminismo è invece l’Astrologia vera e propria a subire una sorta di eclissi come molte altre discipline affini legate al passato. Riappare nell’800, in Francia e in Inghilterra. Era rimasta in vita grazie agli Almanacchi popolari i cui primi esemplari risalivano all’epoca di Nostradamus. E’ proprio nel XIX secolo che si diffonde l’Astrologia «genetliaca» basata sulla data e l’ora di nascita ma con una struttura molto rigida, diversa da quella applicata poi nel secolo successivo quando questa tecnica venne affiancata alla psicologia junghiana e divenne una forma di consulenza per aiutare i singoli a conoscere il loro personale cammino stellare.