sabato 2 maggio 2015

Il padre del ragazzo No Expo: «Mattia? Un pirla, non un violento»

Corriere della sera
di Olivia Manola

Parla Vincenzo Sangermano, il papà del ventunenne che ha detto «è giusto spaccare tutto». «Se gli chiedete i motivi della manifestazione fa confusione. Ci vergogniamo»

Mattia Sangermano intevistato da TgCom24: «Giuste le violenze» Mattia Sangermano intevistato da TgCom24: «Giuste le violenze»

«Prenderlo a sberle come ha fatto la mamma di Baltimora? Devo essere onesto, 4 schiaffoni glieli avrei anche dati volentieri. Però mio figlio ha quasi 21 anni, che cosa avrei risolto così? Ci ho pensato ma mi sono trattenuto». Vincenzo Sangermano rivolge lo sguardo sconsolato al figlio Mattia, 21 anni tra pochi mesi. Mattia, Tia per gli amici, è il ragazzo che venerdì sera è rimbalzato da un tg all’altro per le sue frasi inneggianti alla violenza di manifestanti anti Expo che hanno devastato il cuore di Milano. Qui, nella tranquillità di Lacchiarella, paesino di ottomila anime tra le risaie, in cui vive la famiglia Sangermano, la guerriglia civile messa in scena dai black bloc sembra lontana anni luce.
Padre e figlio si affacciano dal cancello di una villetta
Padre e figlio si affacciano dal cancello di una villetta a schiera. Fiori ovunque, un rottweiler e un pinscher nano che corrono al portone. «Guardi che siamo una famiglia normale – puntualizza il padre, operaio in una ditta della zona -. Mio figlio non è uno sbandato. E’ semplicemente un pirla». Mattia studia al liceo economico-sociale Cairoli di Pavia. Dopo due bocciature sta cercando di recuperare. Non fa politica e non appartiene a nessun gruppo. «Bazzica i centri sociali perché ama il rap e il rock alternativo, ma se gli chiedete i motivi della manifestazione no Expo fa confusione. Si è infilato in una storia più grande di lui», dice il padre. La rabbia e il dispiacere per le frasi pronunciate dal figlio è palpabile. «E’ stato mio figlio minore, che ha 2 anni meno di Mattia, a mostrarmi l’intervista sul telefonino. Sono rimasto senza parole. L’ho subito cercato al cellulare. Quando è tornato a casa io e mia moglie lo abbiamo affrontato. Abbiamo litigato per ore. Ma ancora adesso non sa dare un vero perché a queste frasi assurde».
«Io sono totalmente favorevole ad Expo, è un’opportunità di lavoro»
«Una delle cose che mi fa arrabbiare di più, poi, è che io sono totalmente favorevole ad Expo, è un’opportunità di lavoro per tanti. Davvero non capisco», aggiunge Vincenzo. Mattia cerca di giustificarsi ma viene continuamente ripreso dal padre. «Forse non sono stato capito. Partecipare alla manifestazione mi ha caricato di emozioni, anche se ci sono capitato per caso. Io le rivoluzioni le ho lette soltanto sui libri di scuola e mi sembrava di farne parte in quel momento. Lottare per chi muore di fame nel mondo. Ma non fatto nulla, non ho rotto o danneggiato nulla», spiega il ragazzo. Il padre Vincenzo taglia corto: «Mattia ha detto che se avesse potuto avrebbe spaccato qualcosa anche lui. Non ci sono giustificazioni per la violenza. Io e mia moglie chiediamo scusa sinceramente. E ci vergognamo per lui. Mia moglie non esce di casa da ieri».

Ironie in rete contro il giovane NoExpo  
Ironie in rete contro il giovane NoExpo  
Ironie in rete contro il giovane NoExpo  
Ironie in rete contro il giovane NoExpo
«Ricevo telefonate di insulti. Che devo dire... capisco»
Lacchiarella è un piccolo centro e, se non bastassero le voci di paese, ci hanno pensato i social network a mettere alla gogna lo studente pubblicando on line indirizzo di casa e numero di telefono. «Continuiamo a ricevere telefonate anonime di insulti. Che posso dire? Io li capisco. Se non fosse stato mio figlio anch’io mi sarei chiesto che razza di testa avesse questo ragazzo. Adesso pensiamo di rivolgerci a uno specialista. Vogliamo capire dove abbiamo sbagliato come genitori».

2 maggio 2015 | 16:49

No Expo, Fedez: «Mai esaltato la violenza». E Maran lo invita a pulire

Corriere della sera


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«Quello che sta succedendo a Milano trascende qualsiasi giustificazione. Ieri era protesta legittima oggi è scempio. MAI esaltato la violenza!» ha twittato venerdì pomeriggio Fedez, commentando le devastazioni dei black bloc al corteo di Milano. Il rapper, idealmente vicino ai #NoExpo, si è però dissociato dagli scontri e dalla devastazione della città. Lo ha subito preso in parola l’assessore all’Ambiente, mobilità e arredo urbano del Comune Pierfrancesco Maran: «Caro Fedez secondo me sarebbe un bel gesto se domani venissi anche tu a #NessunoTocchiMilano», invitando così il cantante alla mobilitazione civica in programma domenica dopo i disordini al corteo no Expo.

1L'appoggio alla protesta
Fedez si era schierato, alla vigilia dell'inaugurazione di Expo, con i giovani che protestavano contro l'Esposizione: «I danni dei #NoExpo sono poca cosa in confronto alle infiltrazioni mafiose e le speculazioni economiche di EXPO. Indignati a giorni alterni!», aveva scritto su Twitter il rapper. Che poi aveva aggiunto: «Nessuna attività o negozio di privati CITTADINI è stata toccata dai #NoExpo a breve vi do una lista, che per i giornalisti è troppo faticoso». Una dichiarazione, che aveva sollevato svariate polemiche in rete.

1J-Ax: «La nostra è pacifica»
Anche J-Ax, che era sceso al fianco di Fedez dopo che il rapper era stato investito dalle critiche, è tornato a parlare della protesta, facendo una distinzione tra quella violenta e quella pacifica: «Oggi Milano sta sanguinando per colpa di qualche centinaio di utili idioti venuti da tutta Europa che aiuteranno, con la loro violenza, proprio quell'Expo che pretendono di protestare- scrive su Facebook- Ma la nostra protesta, quella di noi gente normale, rimane etica, pulita e non violenta. E continuerà».

Risentimento
Leggendo i commenti alle prese di posizione sue e del collega, Fedez nel pomeriggio di sabato ha postato su Facebook un commento risentito: «Quello che sta avvenendo nei confronti miei e di J-Ax è scandaloso. Far passare il ragionamento che chi esprime dissenso verso l’azione governativa è AUTOMATICAMENTE a favore dei Black Bloc non è solo stupido e repressivo ma anche disonesto e chi finge di non capirlo è in malafede. Non ci presteremo a essere i capri espiatori dei vostri fallimenti, se questo è il modo per metterci un bavaglio sappiate che non funziona».

Primo Maggio: «Vietato il bacio gay sul palco del Concertone»

Corriere della sera

Arcigay rivela: la Rai ha impedito che sei coppie, 4 omo e due etero, si baciassero come previsto». Viale Mazzini: non c’entriamo nulla

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ROMA - «Sei coppie, due formate da gay, due da lesbiche e due da eterosessuali, avrebbero dovuto salire sul palco del concerto del Primo Maggio assieme agli Stato sociale e baciarsi ma la Rai lo ha impedito»: è la denuncia del presidente di Arcigay, Flavio Romani, presente in piazza San Giovanni a Roma.
La denuncia
«Le coppie - riferisce Romani - erano già nel retropalco e avevano già firmato le liberatorie di rito quando l’organizzazione ha comunicato loro che la Rai non intendeva mandare in onda quel contenuto essendo la trasmissione ancora in fascia protetta. Una censura insensata, che tratta l’omosessualità come una cosa oscena, impresentabile. Un atteggiamento inaccettabile, che nella tv pubblica, quella pagata anche con le tasse delle persone gay e lesbiche, rende invisibile un pezzo di Paese, proprio sul palco del Primo Maggio dove la parola `diritti´ dovrebbe avere un significato particolare». «Chiediamo ai vertici delle sigle sindacali che organizzano la manifestazione - conclude Romani - di prendere le distanze pubblicamente dall’atto discriminatorio della Rai».
Gli organizzatori
«Nessuna censura nei confronti de Lo Stato Sociale. Semplicemente la parte relativa all’uscita sul palco delle sei coppie gay non era stata provata prima e quindi gli autori non se la sono sentita di mandarla in onda» ha commentato Massimo Bonelli, uno degli organizzatori del Concertone.
Viale Mazzini: non abbiamo deciso noi
«In merito a quanto afferma il presidente dell’Arcigay, Flavio Romani, su un presunto divieto da parte della Rai di far salire sul palco del Concerto del Primo Maggio alcune coppie omosessuali che si sarebbero dovute baciare durante l’esibizione del gruppo Lo Stato sociale, l’azienda precisa di non aver saputo nulla della questione e di non essere stata coinvolta in alcuna decisione in proposito da parte degli organizzatori dell’evento» ha precisato in serata la Rai.

1 maggio 2015 | 22:15

La rabbia della gente: "La guerriglia No Expo è colpa dei giudici"

Libero


C'è la rabbia della gente, tra le reazioni allo scempio che i No Expo hanno fatto questo pomeriggio a Milano. Auto incendiate, cassinetti rovesciati, negozi dati alle fiamme, vetrine sfondate. Danni per milioni di euro. E la polizia che resta a guardare gli antagonisti che sfasciano tutto, limitandosi a contenere l'avanzata dei vandali e impedendogli di accedere alla zona rossa del centro. Una strategia assai diversa da quella adottata quattordici anni fa a Genova in occasione del G8.
E la rabbia della gente esplode, pensando alle tante sentenze dei giudici contro la polizia (l'ultima quella sulla scuola Diaz) e l'introduzione del reato di tortura. "Attendere! Potrebbe scattare il reato di tortura!!!" scrive Vittorio. "Sono manifestanti pacifici. Perché fermarli? Sarebbe tortura" aggiunge Vittorio. Karl: "Fa bene a non intervenire...dopo certe sentenze!!!".

La polizia ormai è stata disarmata da certe sentenze,dai buonisti,dagli ipergarantisti sinistronzi,da certa stampa e non sentendosi tutelata,resta a guardare in attesa di ordini da parte di organismi superiori anch'essi congelati da certe sentenze". Angelo: "Perché tanta meraviglia? dopo la condanna come torturatori e un capo che invece di difenderli li sospende...dopo giudici che mandano sempre liberi i delinquenti che vengono catturati perché mai i poliziotti dovrebbero rischiare di essere condannati.. un piffero disse "non siamo a Beirut" beh siamo peggio....".

Maurizio: Quanti dei danneggiati di oggi hanno urlato contro la polizia cilena di Genova? Quanti hanno trattato il povero carabiniere Placanica come uno sfigato (loro, i ricconi radical-chic)? Quanti hanno votato per Heidi Giuliani, madre dell'eroe dei tempi moderni (emblema perfetto del gramo destino d'Italia)? Bene, spero che i danni riguardino solo LORO. La polizia non faccia NULLA, non meritano nulla". Giovanni: "non possono intervenire se no i giudici li condannano". Rul5646: 2Naturalmente GRANDE SCANDALO se la polizia si permettesse di intervenire.

Allora certa magistratura, certe esponentesse ed i BUONISTI in coro si indignerebbero infinitamente". E ancora: "E cosa potrebbero fare di più quei poveracci ? Quei bastardi delinquenti sono sacri ed intoccabili per taluni magistrati e per tanti esponenti della politica italiana. Questa è l' italia COMUNISTA!". Cheope: "La polizia aspetta......tanto sa che se anche li prendono , domani per ordine di qualche magistrato li mettono fuori. E intanto ci sono persone che hanno le auto incendiate, negozi sfasciati , e tanta paura. E tutto questo con l'expo non c'entra, è solo terrorismo".

Poi c'è chi se la prende con Alfano: A O Anna 17 scrive: "Ma quel cretino di Alfano dove sta? Ah si è dimesso? Che fortuna. No no non si è dimesso, ma che schifo e non si vergogna?".

No Expo, la reazione della gente contro i violenti di Milano: "Mille Diaz", "Dateli all'Isis"

Libero


No Expo, la reazione della gente contro i violenti di Milano: "Mille Diaz", "Dateli all'Isis"
Il bollettino del pomeriggio di guerriglia No Expo nel centro di Milano recita 11 feriti tra le forze dell'ordine, una decina di fermi tra i 500 manifestanti e Black bloc italiani e stranieri, due negozi bruciati, diverse auto incendiate, vetrine sfondate e tanta paura tra chi è sceso in strada pacificamente per la MayDay Parade e per contestare l'Esposizione inaugurata oggi a Rho. Protesta che è diventata quasi subito un pretesto per distruggere (LEGGI LA CRONACA). I manifestanti violenti, oltre a esprimere la propria soddisfazione, sostengono che tutto sia cominciato quando al lancio di alcuni petardi gli agenti hanno risposto con fumogeni. Scusa che non regge, perché la devastazione è andata avanti per un'ora abbondante, in modo organizzato e soprattutto premeditato.

I protagonisti, parte minoritaria rispetto al grosso del corteo, erano bardati di cappucci, caschi e passamontagna e armati di molotov e bastoni dello stesso tipo di quelli sequestrati dalla Digos nel blitz in Giambellino a inizio settimana. Il loro obiettivo, sostiene la Questura, era quello di provocare la reazione della polizia e costringerla a seguire i facinorosi lasciando campo libero ai compari di dirigersi verso Piazza Duomo e Castello Sforzesco. L'ordine agli agenti è stato però quello di presidiare l'area. Il costo è alto, ma, spiegano le autorità, poteva andare peggio. Il ministro degli Interni Angelino Alfano (a cui il leghista Matteo Salvini ha chiesto nuovamente di dimettersi), via Twitter si dice soddisfatto della gestione dei manifestanti e dopo aver limitato i danni promette pugno duro con i violenti:

La reazione della gente - Se le autorità, preparate al peggio (magari Genova 2001, come auspicava anche qualche violento oggi a Milano) hanno tirato un sospiro di sollievo, la reazione di molti italiani sui social network è di condanna totale ai violenti. Giornalisti e vip (anche i "pentiti" Fedez e J Ax) hanno accusato i black bloc di oscurare con le loro azioni gli argomenti "giusti" della protesta. La gente comune, in modo meno filosofico e forse più terra terra, chiede giustizia se non vendetta. Dura, senza sconti per chi ha quasi distrutto una città in quello che doveva essere un giorno di festa.

"Dateli all'Isis", "Mille Diaz" - Sia su Twitter sia su Facebook, i commenti di molti sono inviperiti. "Poveri figli di radical chic che li difendono", si legge tra le tante reazioni indignate, anche contro i giudici dalla mano morbida contro i fermati dei giorni scorsi. "Si sentono protetti e fanno quello che vogliono...", "Che schifo ma sono sempre gli stessi", "Possibile che il governo non prenda seri provvedimenti? Speriamo che questa volta gli arrestati li mandino in viaggio premio di solo andata in qualche campo del'ISIS, per una rapida rieducazione!".

E ancora, i toni si scaldano: "Mille Diaz a queste merde", "Delinquenti e poi voglio vedere chi ha ancora il coraggio di difendere questa feccia della società civile ed inveire contro la polizia", "Delinquenti... basta con antagonisti... antagonisti di chi ...cosa? Chiamateli con il loro nome...". "Finché la Polizia non può sparare che volete?". E poi un cartello, che forse sintetizza al meglio il sentimento condiviso di gran parte degli italiani, per una volta senza distinzioni tra destra e sinistra: "Se lanci mattoni sulle vetrine di negozi di gente che lavora sodo, bruci le automobili... non sei un rivoluzionario, sei un criminale".