venerdì 10 aprile 2015

Celentano: «Governo, a che serve il progresso se poi ti uccidono?»

Corriere della sera

La riflessione sulla sparatoria al Palazzo di Giustizia di Milano. Con un punto interrogativo: «Ma perché (riferito all’assassino, ndr) l’avete fatto entrare?!?»

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Adriano Celentano scrive al governo attraverso il suo blog e prende spunto dalla strage di giovedì mattina nel Palazzo di Giustizia di Milano.

«Ciao GOVERNO, scusa se ti rompo — è l’incipit della lettera —, è che non so con chi parlare, forse non te l’hanno detto: ma ieri un signore è entrato nel tribunale di Milano e ha ucciso tre persone, più due feriti di cui uno in modo grave». Il «molleggiato» prosegue con «Ma perché l’avete fatto entrare?!? È pericoloso lasciare la porta aperta senza che ci sia, non dico una guardia, sarebbe troppo, ma almeno un portinaio che ricordi a tutti quelli armati che possono sì entrare, ma senza uccidere. E invece guarda cos’è successo».

E aggiunge: «Tu non hai idea di come io mi senta in questo momento. È come se improvvisamente fossi inghiottito da un desolante «STATO» di abbandono e non so più chi sei, cosa fai e perché sei lì dove sei ADESSO. Non pretendo che tu mi difenda, in fondo non sono che un cittadino, lo so, ma almeno avvisami quando inviti qualcuno che vuole uccidere la gente». «Forse lo sbaglio — conclude il cantautore — è di esserti concentrato troppo sulla velocità per risolvere una crisi impossibile e non aver, invece, subito pensato a un centro di accoglienza per gli ASSASSINI che ormai si confondono coi cittadini. A cosa serve il progresso se poi ti uccidono?»
10 aprile 2015 | 12:16


Contributi

Slender Man 10 aprile 2015 | 12:48
Celentano ? Un'altra delle eccellenze itaGliane !



Lettore_5223172 10 aprile 2015 | 12:46
canta Adrià canta.....e basta......



preferito 10 aprile 2015 | 12:45
cosa serve un impianto sofisticato per la musica se poi sento le canzoni di Celentano ?

QuidsIn 10 aprile 2015 | 12:45
«Governo, a che serve un'azienda se poi la taglieggi?»



Lettore_6012533 10 aprile 2015 | 12:43
e perché il Molleggiato lo chiede al governo? Manco la Bibbia sa qual è la risposta. Non capisco perché si dia così importanza a Celentano oltre a certe canzoni leggendarie, come pensatore lasciamo stare eh.



umbi75 10 aprile 2015 | 12:42
Caro Celentano,abbiamo la stessa eta´e ´per questo penso che posso darti del TU,ma se non vuoi,dimmelo e ti daro´del LEI.Ti ho sempre ammirato e ti ammiro come cantante,ma quando cominci ad esternare le tue ¨filosofiche¨riflessioni...beh,lasciamo perdere...

preferito 10 aprile 2015 | 12:40
che noioso quest'uomo. domande prive di senso, fate per far credere di cercare chissà quale verità. cosa c'entra il progresso con gli assassini ? una cosa non nega l'altra. la domanda è sciocca, non c'è risposta e sembra ci sia del mistero, ma non è così. è come chiedere "sei sicuro che 2+2 faccia 4 ? e ci filosofeggiamo per 20 anni..... il vuoto assoluto



CHIPIETRO 10 aprile 2015 | 12:38
è ora di finirla con i sermoni pubblicitari !



Lettore_2557207 10 aprile 2015 | 12:36
Le esternazioni di Celentano hanno veramente stufato

Twitter ancora contro Isis: bloccati 10 mila account jihadisti. In un giorno

Corriere della sera

Sarebbe la più grande azione messa in campo da Twitter contro Isis che, secondo alcuni esperti, ha circa 90.000 account appartenenti a simpatizzanti o affiliati

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Twitter ha annunciato di aver bloccato in un solo giorno, il 2 aprile, circa 10.000 account presumibilmente legati all’estremismo di matrice jihadista, dopo aver riscontrato la pubblicazione messaggi con «minacce violente». La notizia sarebbe stata diffusa dal New York Times. Il quotidiano newyorkese precisa però che non è possibile verificare la notizia in forma indipendente, in quanto i dati del social network non sono pubblici, ma se confermata, sarebbe la più grande azione messa in campo da Twitter contro Isis che, secondo alcuni esperti, sarebbe direttamente collegabile a 90.000 account appartenenti a simpatizzanti o affiliati.
Altri 2 mila profili chiusi nell’ultimo mese
Il provvedimento arriva dopo le forti critiche rivolte al social network, accusato di aver permesso allo Stato islamico di sfruttare il web per diffondere video e messaggi di propaganda. Finora Twitter aveva comunicato di aver bloccato circa 2.000 account negli ultimi mesi. Il funzionario che ha fornito le nuove cifre ha chiesto l’anonimato per ragioni di sicurezza, e ha spiegato che l’azione è anche una conseguenza della pressione di attivisti, gruppi di hacker e «guardiani» della Rete, che nei mesi scorsi hanno chiesto con forza un intervento per fermare la diffusione della propaganda jihadista in internet.

10 aprile 2015 | 08:31

Assurdo vedere una scena del genere". E la foto fa il giro del mondo: ecco perché

Il Giorno

Un post di un ragazzo brasiliano diventa virale in poche ore. Ma cosa c'è di così speciale?

La foto diventata virale su Facebook
Lo sdegno sbattuto su Facebook, con allegata la foto (che vedete qui sotto) di una scena ritenuta riprovevole. “Non ho pregiudizi, penso che ciascuno possa fare quello che vuole della propria vita. Ma credo che sia assurdo essere costretti ad assistere a una scena del genere”. Questo post di un signore brasiliano, Nelson Felippe, è stato visto centomila volte in meno di 24 ore. Effetto virale: pioggia di condivisioni, valanga di 'mi piace' e l'attenzione dei media di mezzo mondo. Tutti ne parlano e riportano l'episodio. Ma perché questa immagine e queste parole hanno fatto così scalpore? Perché sono uno schiaffo ai pregiudizi. E anche un consiglio a chi naviga sul Web: leggete fino alla fine, non fermatevi al 'titolo' o alle prime tre righe. La notizia, a volte, sta in fondo.

In effetti, basta scorrere l'intero post per capire che il messaggio non è quello che sembra. Ma perché, poi, sembra? Perché l'occhio cattura prima quello che già si aspetta. Il cervello si convince, non ha dubbi. Finché non deve arrendersi all'evidenza. E allora il signor Felippe un primo obiettivo l'ha già raggiunto: ha fatto riflettere.

Il post inizia così:  “Non ho pregiudizi, penso che ciascuno possa fare quello che vuole della propria vita. Ma credo che sia assurdo essere costretti ad assistere a una scena del genere. Ciò che fa uno in privato sono affari suoi, ma sì, quello che accade in pubblico riguarda anche me. E mi rifiuto di vedere una scena come questa e considerarla normale”.

Bene, a questo punto si può anche smettere di leggere. Sembra tutto chiaro, no? “Stanno sfidando le convenzioni sociali e questo può essere pericoloso. E se accadesse una tragedia o peggio, se qualcuno morisse...Di chi sarebbe la colpa?”.

Ok, il concetto è chiaro, ma adesso non esageriamo. “Cosa accadrebbe a un bambino che vede questa scena tutti i giorni?”. Già, cosa gli accadrebbe? “Penserebbe che è normale attendere la metropolitana sulla linea gialla. Quindi, non fate come il ragazzo là in fondo, seguite l'esempio delle ragazze: state dietro la linea gialla e attraversatela solo dopo che il vagone si è fermato e ha aperto le porte”.

Il Falco e il Colombo

La Stampa
massimo gramellini

Un paranoide condannato per bancarotta fraudolenta compie una strage a palazzo di Giustizia, ammazzando tra gli altri anche un giudice, e immancabilmente salta su qualcuno a denunciare il clima ostile creatosi intorno alla magistratura. Come se ad armare la mano omicida fosse stata la polemica politica sulla responsabilità civile e le ferie dei giudici. Come se quel magistrato fosse stato ucciso in quanto simbolo dell’indipendenza delle toghe e non in quanto bersaglio di una resa dei conti maturata nella testa di un uomo ossessivamente ripiegato sui fattacci suoi. (A cui nessuno aveva pensato di togliere il porto d’armi dopo la condanna: è questo, oltre alle difese colabrodo del tribunale, il vero mistero e il vero scandalo).

Poiché la lista dei morti è completata da un avvocato e da un socio dell’assassino, se ne deve forse dedurre che anche le categorie degli avvocati e dei soci avrebbero diritto di lamentare un atteggiamento persecutorio nei loro confronti? Gherardo Colombo ha sicuramente parlato sotto l’impulso del dolore personale: quel giudice era un ex collega e un amico. E prima di svalutare il lavoro dei magistrati bisogna sempre ricordarsi, come ha fatto Mattarella, che operano in prima linea sulla carne viva del Paese.

Ma certe manipolazioni emotive della realtà alimentano il mostro nazionale del vittimismo. Mentre Colombo commentava un fatto di cronaca nera per sottolineare il disagio della magistratura, altri trasformavano il truffatore omicida in un prodotto della crisi economica. E così si perdeva di vista che a uccidere e a morire non erano stati dei simboli, ma degli esseri umani. 

Il porno ti spia, la lista dei siti “hot” che visiti potrebbe essere pubblicata online

La Stampa
federico guerrini

Un ingegnere informatico: ogni browser, quando si naviga in Internet, lascia un’impronta particolare. Se si visitano pagine su YouPorn o PornHub si è tutt’altro che anonimi

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Non ci vuole molto a spargere allarmismo in Rete. La maggior parte degli utenti ha ancora un’idea molto vaga di come funzionino le cose online, e basta poco per seminare il panico. È facile immaginare la reazione affannata dei tanti amanti del porno online (30 milioni solo negli Usa, secondo il Wall Street Journal), alla notizia che tutte le loro preferenze amatorie potrebbero finire un giorno online, con tanto di nome e cognome. 

È quanto sostiene un ingegnere informatico di San Francisco, Brett Thomas, il cui post intitolato “Online Porn Could Be the Next Big Privacy Scandal” ha fatto molto discutere .L’argomento di Thomas è il seguente: ogni browser, quando si naviga in Internet, lascia un’impronta particolare, dato dal modello, dalla sua configurazione, dai plugin installati, dal luogo da cui ci si collega e da vari altri elementi che, tutti assieme, contribuiscono a distinguerlo dagli altri. Quindi, anche se si visita un sito come YouPorn o PornHub usando la “navigazione in incognito”, si è tutt’altro che anonimi. 

Combinando ciò con le informazioni che si possono raccogliere attraverso i pulsanti social (come il “mi piace” di Facebook), i widget per la condivisione - “add this” è uno dei più famosi – i banner pubblicitari e altri elementi che fanno da contorno al video che si sta guardando, si può arrivare ad avere un’idea abbastanza precisa dell’identità dello spettatore. E, col tempo, arrivare a identificarlo con precisione anagrafica. 

Di per sé, e per chi si occupa di questi temi, nulla di nuovo. Che ogni browser lasci un’impronta univoca e che esistano altri sistemi di tracciamento, è cosa nota da tempo. Il merito (o la colpa) di Thomas, se vogliamo, è quello di aver reso comprensibile la situazione a tutti, e toccando un ambito particolarmente sensibile. Un po’ com’è accaduto con la recente – strepitosa – intervista del comico John Olivier a Edward Snowden: finché si parla di sorveglianza elettronica in generale e di Nsa, si corre il rischio che la gente si addormenti, o di parlarsi addosso. Ma volgarizza la cosa, mostrando come il governo Usa intercetti e forse conservi immagini delle parti intime dei navigatori, ed ecco che la gente resta a bocca aperta (e si indigna pure). 

Quanto al problema sollevato da Thomas, si tratta di un problema senza dubbio reale. Non è tanto dai siti porno che bisogna guardarsi, però, per proteggere la propria privacy, quanto dagli inserzionisti pubblicitari che cercano di tracciare la cronologia di navigazione (il maggiore network di banner, DoubleClick, appartiene a Google) e magari da qualche hacker burlone, che potrebbe essere tentato di rubare i numeri di carta di credito di guarda siti a luci rosse a pagamento, e metterli online come sberleffo. 

Fermo restando che è impossibile evitare del tutto il monitoraggio, si può prendere qualche precauzione. Usare ad esempio un browser dedicato, solo per le attività più piccanti, in modo che non contenga la cronologia degli altri siti visitati, cancellare i cookie (rimedio peraltro sempre meno efficace), usare estensioni come Ghostery che bloccano gran parte dei sistemi di tracciamento. E diffidare, in questo ha ragione Thomas, delle seduzioni della navigazione in incognito, che in incognito assolutamente non è, e che può suscitare un falso senso di sicurezza che può essere addirittura controproducente.

Ecco chi ha tradito Anna Frank: 70 anni dopo spunta la verità

Il Mattino

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A 70 anni dalla morte di Anna Frank ecco spuntare la rivelazione su chi la tradì. Fu la sorella della sua protrettrice, così come scritto sul libro pubblicato questa settimana da due giornalisti fiamminghi Jeroen de Bruyn e Joop Van Wijk.

Secondo quanto rivelato fu Nelly Voskuijl, sorella di Elizabeth ‘Bep’ Voskuikl, a svelare il nascondiglio di Amsterdam, un deposito al numero 263 di Prinsengrancht, colei che aiutò la famiglia della ragazza ad evitare la cattura.

I due reporter hanno scoperto che la Voskuijl cominciò di sua spontanea volontà a collaborare con la Gestapo, dopo l’invasione tedesca, basandosi sulla testimonianza della terza sorella di Nelly, Diny Voskuijl, e di Bertus Hulsman, fidanzato di Eliizabeth.

Nelly lavorava per il papà di Anna, Otto Frank, come dattilografa. Unico sopravvissuto della famiglia portò alla luce il diario di Anna, scritto nei due anni passati nascosta, dal 1942 al 4 agosto 1944.

giovedì 9 aprile 2015 - 19:03   Ultimo agg.: 20:07