mercoledì 13 agosto 2014

WorldView3, va in orbita il satellite che renderà ultra precise le mappe di Google e Microsoft

La Stampa

E’ il primo tra quelli commerciali ad avere una risoluzione altissima, dell’ordine delle decine di centimetri, finora riservata alle applicazioni militari

rati
Potrà scovare giacimenti di petrolio, monitorare la salute delle foreste, ma anche rendere le mappe di Google e Microsoft, due dei principali clienti di Digital Globe, l’azienda che l’ha messo a punto, il doppio più precise e dettagliate. Il satellite WorldView3 , che sarà lanciato questa mattina dalla California (alle ore 11:29, Vandenberg Air Force Base), è il primo tra quelli commerciali ad avere una risoluzione altissima, dell’ordine delle decine di centimetri, finora riservata alle applicazioni militari.

«Per dare un’idea delle capacità del satellite - spiegano gli esperti della compagnia, di proprietà del gigante statunitense Lockheed Martin - WorldView3 avrà una risoluzione di 31 centimetri da una distanza di 617 chilometri. Se fosse piazzato sulla scritta Hollywood a Los Angeles sarebbe in grado di contare quante persone ci sono sul Golden Gate a San Francisco».

Il satellite, che ha una risoluzione doppia al suo predecessore, che è usato abitualmente da Google per le sue mappe, ha 16 bande spettrali, analizza cioè la luce riflessa dagli oggetti secondo 16 diverse lunghezze d’onda. «Questa capacità superspettrali - spiega Digital Globe - implicano che sarà in grado di distinguere tra una macchina rossa e una blu, mentre l’analisi nell’infrarosso vicino permette di distinguere tra una foglia d’acero e una di pino, anche attraverso nuvole e fumo».

Queste capacità, finora mostrata soltanto dai film di spionaggio, fanno invece molta gola anche alle aziende, al punto che sono state accelerate le procedure per il lancio di WorldView4, successore di quello che prenderà il volo alle 20 ora italiana dalla base aerea di Vanderbilt. il satellite dovrebbe raggiungere l’orbita definitiva, a 617 chilometri di altezza, in un giorno, mentre la piena operatività è prevista entro sei mesi. 

A determinare la possibilità di lanciare un occhio così preciso è la recente decisione del governo statunitense di rimuovere il limite dei 50 centimetri di risoluzione per i satelliti commerciali, che aveva limitato ad esempio le foto usate da Google Maps ad una risoluzione, pure non da buttar via, di circa 50 centimetri. «I nostri clienti avranno subito i vantaggi delle nuove regole - spiega Jeffrey Tarr, amministratore delegato di Digital Globe - e per la prima volta potremo rendere disponibili le nostre immagini migliori al pubblico». 

(Ansa)

Realtà virtuale, arriva anche Samsung

Corriere della sera

di Alessio Lana

Il caschetto di Project Moonlight è un supporto dove installare il proprio smartphone e renderlo così un visore in stile Oculus, azienda pioniera che collabora con i coreani

 

rati
La battaglia degli schermi del futuro si gioca tutto sul virtuale. È vero che i televisori di grandi dimensioni sono sempre più economici ma la crescente fruizione di contenuti sui dispositivi mobili sta portando i produttori a un bivio. Smartphone e tablet non possono crescere oltre i dieci-dodici pollici senza diventare scomodi da portare ma d’altra parte quelle dimensioni sono troppo piccole per giocare o vedere film. La soluzione quindi non è ingrandire lo schermo ma portarlo vicino agli occhi. È questo ciò che fanno i caschetti per la realtà virtuale come gli Oculus Rift o Porject Morpheus (qui la prova e il confronto tra i due), oppure gli occhiali come i Moverio di Epson: danno l’impressione di avere 200 pollici o più davanti agli occhi.


I caschi per la realtà virtuale I caschi per la realtà virtuale
I caschi per la realtà virtuale 
I caschi per la realtà virtuale 
I caschi per la realtà virtuale
Mancava solo Samsung
Nell’ultimo anno questi dispositivi hanno subito una forte accelerazione. Oltre allo schermo maggiorato, un sogno che le aziende hi-tech caldeggiano da sempre, offrono anche la realtà virtuale, facendoci immergere in un gioco come se fossimo noi i protagonisti, oppure la realtà aumentata, in cui si aggiungono elementi digitali a ciò che viene ripreso da una comune fotocamera. Visto che il terreno della contesa è soprattutto il mobile, non poteva certo mancare il re del settore, Samsung, di cui ora vediamo per la prima volta il suo Project Moonlight.

La foto, pubblicata da The Verge, mostra un dispositivo ancora ai primi passi ma dà l’idea di ciò che sarà, ovvero dei grandi occhiali in cui lo smartphone si inserisce davanti alle lenti. Così il visore ne sfrutta il display, l’hardware e la fotocamera per restituire la realtà virtuale di fronte ai nostri occhi. Una soluzione sicuramente più economica, visto che gli occhiali non hanno bisogno di un hardware proprio e che può aiutare il Moonlight, o Samsung Gear VR come viene chiamato, a trovare un suo spazio in un mercato sempre più affollato.
Compatibile con il Note 4 e l’S5
Va detto subito che dietro al progetto dei coreani c’è anche la presenza di Oculus stessa. Certo, la foto dice poco se non che la versione ritratta, ammesso che sia reale, è ancora in pieno sviluppo. Ce lo indica soprattutto la rotellina superiore per l’aggiustamento del fuoco, un elemento troppo analogico per un portento del genere. A giudicare dall’immagine poi, il visore sarà compatibile anche con il Game Pad dei coreani e non è chiaro se funzionerà solo con i loro dispositivi, in primis il Galaxy S5 e il nascente Note 4, o se estenderà la virtualità anche ai device di altri produttori.
Arriva a settembre
Insomma, su questo Moonlight vige l’incertezza ma per avere conferme non dovremo aspettare ancora molto. Secondo gli ultimi rumors infatti sarà svelato a ridosso dell’Ifa di Berlino, la fiera dell’elettronica che partirà il 5 settembre prossimo, più probabilmente il 3 settembre, durante il Galaxy Note 4 Unpacked, l’evento che svelerà il nuovo phablet coreano.

13 agosto 2014 | 14:46

Il pubblico artificiale di Twitter: 23 milioni gli utenti-robot

Corriere della sera

di Fabrizio Massaro

Circa l’8,5% dei 271 milioni di utenti attivi sono programmi che immettono i tweet di servizio come il meteo o i risultati degli eventi sportivi I programmi


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NEW YORK - Avete Twitter? Attenzione, diversi account che seguite non sono in realtà persone in carne ed ossa ma robot. Circa l’8,5% degli oltre 271 milioni di utenti attivi di Twitter sono rappresentati da macchine, da programmi che immettono automaticamente nel sistema i brevi messaggi da 140 caratteri che in ogni momento aiutano a capire di che cosa si sta parlando nel mondo. Lo ha ammesso ieri la stessa società fondata da Jack Dorsey e guidata da Dick Costolo in una comunicazione alla Sec relativa ai conti del secondo trimestre, con una precisazione che chiarisce le difficoltà di misurare in maniera precisa un fenomeno mondiale e complesso quale ė diventato Twitter.

La quota dell’8,5%, che corrisponde a circa 23 milioni di utenti-robot, comprende i messaggi automatici generati in ogni modo: in burocratese Twitter spiega che si tratta di «utenti attivi che hanno contattato automaticamente i nostri server per aggiornamenti regolari senza alcuna individuabile aggiuntiva azione generata dall’utente». Insomma ci finisce di tutto: spesso sono notizie di servizio, come il meteo o l’annuncio dei terremoti o i risultati degli eventi sportivi. Ma se in certi casi ė palese l’intervento di un computer nell’elaborazione del tweet, in altri lo è meno.

Per questo motivo il sito di microblogging continua a monitorare la qualità e la quantità dei suoi utenti attivi, che in un anno sono cresciuti del 24% a livello mondiale e hanno determinato nel secondo trimestre dell’anno ricavi pari a 312 milioni di dollari, più che raddoppiati (124%) rispetto allo stesso periodo del 2013. Secondo i dati comunicati a fine luglio il gruppo comunque ha chiuso ancora in perdita il trimestre per 144,6 milioni di dollari, anche se il margine operativo positivo per 54 milioni.

Attualmente secondo Twitter sono meno del 5% gli utenti falsi o spam (spazzatura), che periodicamente vengono cancellati. Più difficile per il gruppo californiano ė capire quante persone materialmente utilizzino Twitter, visto che una stessa persona può avere più account conteggiati tutti come singoli utenti mentre l’account di una società può essere utilizzato da più persone ma conteggiato come un solo utente.

Calcolare in maniera accurata l’estensione del fenomeno ė per Twitter una necessità sia per ragioni legali - essendo quotata a New York - sia perchė dal numero degli utenti attivi dipendono i ricavi pubblicitari, calcolati in base alle visioni della «timeline», cioė dei tweet delle persone che ogni utente segue. Il secondo trimestre ė stato per Twitter un grande successo di visioni della timeline grazie ai Mondiali di calcio in Brasile, che hanno pompato gli accessi da parte dei tifosi. Per attrarre maggiore pubblicità e continuare ad aumentare i ricavi ieri inoltre Twitter ha annunciato di aver cominciato a testare l’inserimento di pubblicità video nei tweet, che sarebbero più efficaci e attirerebbero maggiormente l’attenzione degli utenti.

Fabrizio Massaro
@FabrizioMassarO

Polaroid lancia Cube, la mini action-cam compatta ed economica

Il Messaggero

Piccola, compatta economica. Questo il profilo della Polaroid Cube, l'action-cam firmata da uno dei marchi storici della fotografia che offre una buona alternativa agli amanti delle riprese estreme. Nella stagione che ha sancito il boom delle mini camere dalla prospettiva in soggettiva, Polaroid mostra gli artigli con un dispositivo minimale presentato nell'ultimo Ces di Las Vegas e ora maturo per arrivare sul mercato con alcune migliorie rispetto al modello iniziale.
ratiCube colpisce anzitutto per le dimensioni ridotte: misura 35 millimetri per lato, integra un sensore da 6 Megapixel e un'ottica con un angolo di visione di 124 gradi, registra video in Full HD e lo slot microSD che supporta schede fino a 32GB. Interessante la calamita presente sul lato inferiore, sfruttabile per attaccare la camera ovunque e godere di punti di vista finora impossibili, anche in acqua poiché oltre a resistere agli urti Cube può scendere fino a due metri di profondità senza subire danni.

Da rivedere l'autonomia, che Polaroid definisce di 90 minuti, un tempo insufficiente per uscite ed escursioni di media-lunga durata. Ottimo invece il prezzo di 100 dollari, un inedito nel mercato delle action-cam, anche se resta da capire se dispone di uno stabilizzatore ottico per le immagini, elemento decisivo per ottenere buone riprese. Acquistabile sullo store Photojojo (consegne partiranno il 20 settembre e tra i paesi inclusi c'è anche l'Italia), Polaroid Cube prevede anche accessori come l'attacco per treppiede, un attacco per la bicicletta e una custodia impermeabile con ventosa per sfruttarla anche su superfici lisce (prezzi da 10 a 40 dollari).


Martedì 12 Agosto 2014 - 17:50
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13 Agosto - 10:46

Cane salva un bimbo in mare e muore annegato.

Il Mattino


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MACERATA - Birillo, meticcio di 8 anni, ha visto un bimbo in mare in difficoltà e ha iniziato ad abbaiare per attirare l’attenzione del suo padrone. Ma non ha aspettato, si è subito lanciato in mare per soccorrere il ragazzino. Nel frattempo anche il padrone si è precipitato in acqua e insieme ad un altro bagnante hanno raggiunto il ragazzino e lo hanno portato a riva. Il cane Birillo però non ce l’ha fatta a tornare a riva, ha bevuto molta acqua ed è morto. Lo racconta lo stesso proprietario in vacanza con la moglie a San Benedetto, dove avevano affittato una stanza in via Zara. Sono di Salerno e hanno passato qualche giorno di relax in Riviera.

Domenica sono andati al mare, nel tratto di spiaggia libera tra gli chalet il Pescatore e Sapore di mare, tratto sprovvisto del servizio di salvataggio. E qui che il cane Birillo di Claudio Coppola ha salvato la vita al piccolo Luca D, di 5 anni, figlio di una coppia bresciana in vacanza a San Benedetto. Il piccolo era con la nonna in spiaggia quando, preso dal panico mentre era in acqua, ha iniziato a sbracciarsi per chiedere aiuto. Il cane ha subito capito tutto e dopo aver abbaiato più volte si è lanciato in acqua seguito dal padrone e da un altra persona. Per il ragazzino solo tanto spavento, il cane invece ci ha lasciato la vita.

La mamma del piccolo Claudio arrivata subito sul posto voleva dare una ricompensa alla coppia di Salerno per ripagarla della perdita di Birillo ma i due hanno rifiutato ogni tipo di ricompensa, ma hanno accetato però di far pagare alla donna le spese per cremare il cane e per il trasferimento delle ceneri a Salerno. “Io e mia moglie - dice Coppola - siamo molti dispiaciuti per la morte del nostro cane. E ci dispiace anche il fatto che negli chalet di San Benedetto sia vietato l’ingresso ai cani”.

mercoledì 13 agosto 2014 - 10:12   Ultimo agg.: 11:59

Il perimetro della sovranità

Corriere della sera
di ANTONIO POLITO

Ciò che c’è da fare lo decidiamo noi. l’Italia ha l’obbligo di farcela da sola, altrimenti qualcuno lo farà al nostro posto


Questa è la quarta estate d’ansia per la nostra sovranità. Ed è la quarta di seguito in cui ci accorgiamo che il governo ha sbagliato i conti, che la ripresa era un miraggio, e che non cresceremo affatto. Nella prima estate c’era Berlusconi, nella seconda Monti, poi Letta, ora Renzi. Cambiano vorticosamente i premier ma i problemi restano uguali, come la crisi in cui è piombato il nostro Paese. E alla fine del tunnel c’è sempre l’identica alternativa: o ce la facciamo da soli, o qualcuno lo farà al posto nostro. Perché l’Italia è troppo grande, e troppo intrecciata è la sua sorte con quella dell’intera Europa, per poter fallire.

Il tema della sovranità è tutto qui: meglio farlo noi o lasciarcelo imporre da altri? E la risposta sembra scontata: meglio farlo noi. È per questo che abbiamo cambiato quattro governi in quattro anni. Ma arrivati al punto in cui siamo, al debito in cui siamo, alla recessione in cui siamo, il dubbio che serpeggia in Europa è: ce la faranno mai, da soli?

Per far da soli ci siamo sottoposti a grandi sacrifici, che hanno reso ben presto impopolare chiunque abbia governato. Ma se avessimo chiesto aiuto avremmo pagato un prezzo molto più alto: in tutti i Paesi che l’hanno fatto, perfino gli stipendi degli statali sono stati tagliati. Spagna e Portogallo si stanno sì riprendendo, ma a costo di uno choc sociale che chi governa l’Italia ha il dovere di evitare.

Perciò ha ragione Renzi, come altri premier prima di lui, quando dice con orgoglio che ciò che c’è da fare lo decidiamo noi. È esattamente questo il perimetro della nostra sovranità. Essa infatti ci conserva la libertà di decidere su tasse, spese, pensioni, mercato del lavoro. Ma è limitata da due colonne d’Ercole oltre le quali non possiamo più andare: da un lato ci sono i Trattati, da noi liberamente firmati, che ci dicono di quanto possiamo indebitarci ogni anno; dall’altro ci sono i mercati, che ci dicono quanto costa indebitarci ogni anno.

Dunque la nostra sovranità non è limitata da Bruxelles, ma dal nostro debito. Anzi, per essere più precisi, dal credito che ci danno i risparmiatori di tutto il mondo e chi ne gestisce i capitali. Siccome il nostro debito è immane, la nostra sovranità è già molto limitata. Ogni volta che ci servono soldi, ne perdiamo un pezzo. Meno ne chiediamo e più liberi siamo. Ma se non ricominciamo a produrre ricchezza, ne dovremo chiedere sempre di più. Per nostra fortuna stiamo vivendo un momento magico dei mercati. Nonostante le nubi nere che si aggirano per l’Europa, si mantengono calmi. Ma non c’è bisogno di essere un gufo per capire che questa bonaccia può finire da un momento all’altro.

Ecco dunque un’ottima ragione per correre, e sbrigarsi a fare ciò che va fatto. Questo non è un braccio di ferro con Juncker per avere uno sconticino, non è questione che si possa risolvere all’italiana, con un po’ di furbizia e qualche rodomontata. Se continuiamo ad aspettare passivamente una ripresa che poi resta zero, o sotto zero; se continuiamo ad eludere scelte difficili definendole inutili totem, non c’è alcuna speranza di reggere il nostro deficit sopra la linea di galleggiamento. In un mondo nel quale merci e capitali circolano liberamente e globalmente, è sovrano solo chi è forte. E noi stiamo diventando troppo deboli per vivere un’altra estate così.

13 agosto 2014 | 07:33

Ebola, diete e traffico: le parole più cercate su Google quest’estate

La Stampa

Attualità e cronaca dominano la classifica generale

rati
Tablet, smartphone, eReader, smartwatch. Sono ormai infinite le possibilità per rimanere sempre connessi alla Rete. E così, anche comodamente distesi sul lettino, sotto un caldo e atteso sole d’agosto, gli italiani si godono le meritate vacanze ma non rinunciano a cercare su Google, compagno di viaggio e dispensatore di consigli. Attualità e cronaca dominano la classifica generale delle parole emergenti estive e chi è già in vacanza o in procinto di partire, si lascia influenzare dalla paura di una pandemia. È infatti la diffusione del morbo dell’ebola, nonostante da più parti arrivino rassicurazioni, a destare preoccupazione e ad arrivare in cima alla classifica delle ricerche. 

Ma anche l’anniversario della scomparsa di Pantani o della strage di Bologna costituiscono uno spunto per informarsi, precedendo per volumi termini vacanzieri come la Cala degli Infreschi, proclamata la spiaggia più bella d’Italia. Cliccatissima anche la situazione autostradale, cruccio di tutti gli italiani pronti a mettersi al volante, sebbene nell’estate del 2014 non si caratterizzi per un traffico particolarmente intenso. A causa della crisi, del ridotto numero di giorni di ferie del costo dei carburanti, sono stati gli aeroporti quest’anno a far transitare il maggior numero di vacanzieri. 

Estate però è anche sinonimo di cura della persona e attenzione alla forma fisica. Calorie e diete popolano quindi le ricerche degli utenti, dimostrando anche in villeggiatura la voglia di mantenere la linea tanto agognata. Scopriamo così che quest’anno a incuriosire di più è la dieta australiana, anche conosciuta come Fodmap, che promette una pancia piatta in 6-8 settimane grazie a un regime alimentare povero di carboidrati. Sempre per tenere d’occhio le calorie, c’è chi si affretta a calcolare le calorie per gli alimenti più svariati, creando così una classifica che comprende cetriolo, cornetto integrale, seppie, mirtilli e pomodorini. Ma la dieta, si sa, non fa per tutti.

Chi vuole godersi il relax ed è un amante della buona tavola preferisce infatti scoprire le ricette per la panzanella, la sangria e la fregola sarda. Tutti piatti gustosi ma anche adatti al clima estivo. Parlando invece di look da spiaggia, gli italiani hanno navigato molto alla ricerca dell’outfit del momento assegnando il primo posto tra le ricerche all’originale e quanto mai singolare costume a sacchetto da uomo. Uno striminzito (e molto discutibile) micro-costume che alcuni già hanno definito come una delle cose più orrende mai ideate. Evidentemente però ha destato l’interesse degli internauti. Se non altro per scoprire di che cosa si tratti. Anche per l’emisfero più femminile Google è uno dei luoghi prediletti per trarre ispirazione in fatto di beauty. L’acconciatura rock, lo smalto celeste, l’ombretto lilla e gli attivatori di abbronzatura sono solo alcuni dei trend che hanno registrato un’impennata di ricerche nel corso dell’ultimo mese. 

(Adnkronos)

Malattia in vacanza all'estero partire con la tessera sanitaria e niente stangata

Il Mattino


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ROMA Per chi si trova nella spiacevole condizione di dover usufruire di cure mediche nei Paesi extra Ue c'è empre il rischio-stangata, ma chi si sposta all'interno dell Comunità, grazie al tesserino sanitario plstificato blu, può evitare brutte sorprese. Se si sta per partire è bene non dimenticarlo a casa.

Il retro di quello normalmente utilizzato come come codice fiscale, infatti, costituisce la Team o Tessera europea assistenza malattia che permetet di usufruire non solo delle cure mediche urgenti ma anche di quelle necessarie, oltre che negli Stati membri dell'Unione anche in Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera.

«Ci si può recare presso una struttura saniatria pubblica o convenzionata ed esibire la Team - spiega valeria Fava, dell'area salute di Cittadinanzattiva-Tribunale dei diritti del malato. Così si ha il diritto a ricevere le cure alle stesse condizioni degli assistiti del Paese in cui si è. Se si paga il ticket anche l'italiano pagherà il ticket. Sono escluse le cure ad alta specializzazione per le quali è necessaria l'autorizzazione preventiva da parte della propria Asl».

martedì 12 agosto 2014 - 23:26   Ultimo agg.: 23:43

Sostanza cancerogena nel Colgate? L'azienda: "E' falso"

Il Mattino

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LONDRA - Protegge dalla carie per tutto il giorno ma favorisce l'inosrgere di tumori. Così Bloomberg tuona sul noto dentifricio Colgate Total dopo che alcuni studi hanno dimostrato la presenza di una sostanza cancerogena nella pasta dentifricia.

Dal canto suo l'azienda smentisce sostenendo che il prodotto è stato approvato nel 1997 dalla Food and Drug Administration. La sostanza dannosa sarebbe il triclosan, usato per ridurre la contaminazione batterica che però porterebbe anche altre gravi conseguenze.

martedì 12 agosto 2014 - 20:16   Ultimo agg.: mercoledì 13 agosto 2014 02:13

La bimba e l'orango. Kyenge denuncia un tweet razzista

Luca Romano - Mar, 12/08/2014 - 16:51

Un tweet con scritto: "Basta con il razzismo - bambini bianchi e neri sono uguali". Ma vicino al messaggio un’immagine di una bimba insieme a un piccolo orango


Un tweet con scritto: "Basta con il razzismo - bambini bianchi e neri sono uguali". Ma vicino al messaggio un’immagine di bimba di pelle bianca sorridente con accanto un piccolo orango.



È il tweet di un utente che cita l’ex ministro Cècile Kyenge, la quale a sua volta l’ha rilanciato ai suoi follower per denunciarne il contenuto. "Giudicate voi! Le parole contribuiscono a creare Cultura! Questo post fa riflettere! Segnalato a chi di dovere", scrive l’ex ministro modenese.