venerdì 25 luglio 2014

L'iPhone 6 funzionerà anche da carta di credito. «Trattative in corso tra Apple e Visa»

Il Mattino

di Alessia Strinati

a.it
ROMA - L'iPhone 6 pagherà anche il conto. Se è vero che ormai la tecnologia è arrivata a servire in tutto i suoi utenti, una maggiore conferma arriva dalla Apple che con il suo nuovo smartphone, la cui presentazione è prevista a settembre, garantirà anche la possibilità di un servizio di pagamento elettronico. L'indiscrezione è riportata dal sito “The Information” secondo sui la Apple sarebbe in trattative con Visa per la creazione di un borsellino elettronico entro il prossimo autunno.

Il sistema consentirebbe di usare lo smartphone come una carta di credito, sulla scia di Wallet: il servizio di pagamento telematico creato da Google nel 2011 negli Stati Uniti. In questo modo il melafonino potrà essere utilizzato dai propri utenti a 360 gradi e, soprattutto, in totale sicurezza. Il nuovo iPhone 6 sembra potrà offrire un nuovo componente hardware per il salvataggio, in maniera ancora più sicura, dei dati legati alle modalità di pagamento. L'e-wallet di Apple potrebbe funzionare con la tecnologia Nfc, già impiegata in sistemi di questo tipo, arrivando anche a sfruttare la connessione Bluetooth e WiFi.

Tutte le informazioni relative a dati sensibili, inoltre, saranno conservate su un chip dedicato e protetto all'interno dell'iPhone. A questo quadro, poi, si aggiungerebbe il Touch Id introdotto già su iPhone 5S, probabilmente il più avanzato e affidabile sistema di firma biometrica oggi disponibile su dispositivi di largo consumo. Si tratta solo di rumors, e nessuna conferma è ancora arrivata dall'azienda di Cupertino, certo un tale sistema potrebbe significare una rivoluzione nel settore della telefonia mobile. Riusciranno le concorrenti ad essere all'altezza?

venerdì 25 luglio 2014 - 08:33   Ultimo agg.: 08:34

Meta. Incredibile Equitalia, a un 27enne cartella esattoriale da due centesimi

Il Mattino

di Ciriaco M. Viggiano


META. Quando ha letto l’ammontare della somma indicata sulla cartella esattoriale, non credeva ai propri occhi: due centesimi di euro. A titolo di mora e per non si sa quale mancato pagamento. Protagonista della vicenda un 27enne marittimo di Meta, secondo Equitalia debitore di quella «ingente somma» nei confronti dello Stato.

a.itA pagare è stata la madre, precipitatasi allo sportello dell’Agenzia delle entrate di Castellammare con il treno delle 7 da Meta. Ma il largo anticipo non è servito a evitare la fila: alle 8.30, orario di apertura degli sportelli, in fila c’erano già trenta persone in attesa di rateizzare i propri debiti con il fisco o di ricevere informazioni dal personale. Solo alle 11, dopo quasi quattro ore di strazio, la donna è riuscita a versare i due centesimi per poi fare ritorno a casa e consegnare al figlio la ricevuta di pagamento.

«La cosa bella è che nessuno è stato in grado di spiegare l’origine di quel debito», racconta il giovane dopo aver postato la foto della ricevuta su Facebook. L’immagine ha fatto immediatamente il giro del social network scatenando il divertimento di parenti e amici.


venerdì 25 luglio 2014 - 10:40   Ultimo agg.: 11:17

La fedeltà di Herman all’amico morto diventa virale su Facebook: “Adottatelo!”

La Stampa

FULVIO CERUTTI (AGB)

In una foto l’amicizia fra due cani, uno dei quali ucciso da un’auto


a.it
Rimane fermo, con le sue quattrozampe a proteggere l’amico morto. Il suo sguardo scruta chi lo guarda. Sono due occhi tristi che sembrano voler chiedere aiuto e, allo stesso tempo, non volersi staccare di un centimetro dalla sua compagna di vita. L’immagine di questo cane che rimane vicino a un altro quattrozampe morto sull’asfalto ha fatto il giro di Facebook.
A scattare la foto è stato Michael Mason, un uomo che si è fermato lungo una strada di Atlanta quando ha visto uno Staffordshire Bull Terrier immobile sul corpo di una cagnolina investita da un’automobile.

Mason ha deciso di pubblicare l’immagine su Facebook per chiedere una mano ai suoi amici. Uno scatto diventato virale quando l’attrice Kylie Szymanski l’ha condivisa sul suo profilo Facebook. «Non c’è nessuno nella zona di Atlanta che voglia un “nuovo miglior amico”? - ha scritto l’11enne attrice ai suoi fan -. Questo povero ragazzo ha perso il suo miglior amico e gli è rimasto accanto sin quando non l’hanno dovuto portare via. Ora è solo, spaventato e triste in un canile. Per favore, fatemi sapere se qualcuno può aiutarlo o conosce qualcuno che lo possa aiutare».

Herman, questo il nome del cane, viene descritto dai volontari del Fulton County Animal Services come un animale socievole e adorabile. Nel frattempo Mason ha già detto che, se la moglie sarà d’accordo, vorrebbe adottare Herman. E, d’altronde, di fronte a un tale gesto di fedeltà sarebbe difficile dire di no.

twitter@fulviocerutti

Chiama il mio fidanzato», e Siri risponde: «Quale dei due?». L'iPhone inguaia la ragazza infedele

Il Mattino


a.it
Siri è un noto software che grazie al riconoscimento vocale aiuta in molte situazioni, ma in una relazione sentimentale sembra essere di ostacolo. Su Reddit infatti un utente ha raccontato che per Siri la sua ragazza ha due fidanzati.

La ragazza aveva bisogno di mostrare qualcosa al suo attuale fidanzato, ma quando si è trattato di telefonargli, Siri ha risposto 'Quale fidanzato?' includendo nella relazione l'ex della giovane, registrato ancora come boyfriend. Una situazione imbarazzante si è creata in quel momento. Impossibile a questo punto chiedere al software di cancellare l'intruso.

Oltre il 4G: con l’LTE Advanced i dati viaggiano su cellulare dieci volte più veloci dell’Adsl

La Stampa

luca indemini

Presentata oggi a Torino da Telecom l’ultima evoluzione della rete mobile : sarà in funzione entro fine anno


a.it
Vedere video in altissima definizione, con una qualità di immagini fino a 4K, senza i fastidiosi problemi di rebuffering; scaricare filmati e immagini a una velocità doppia rispetto a quella massima attualmente disponibile sulle reti mobili italiane; ottenere performance elevate, anche con più terminali collegati alla stessa cella; e poter avere anche all’interno di case e uffici di prestazioni decisamente superiori rispetto a quelle offerte dalla connessione 3G.

Sono questi i principali vantaggi offerti dalla tecnologia LTE Advanced, che permette una velocità di trasmissione dati fino a 180 Megabit al secondo in download, da oggi disponibile in via sperimentale sulla rete 4G di TIM. Primo player europeo a presentare l’evoluzione dell’ultrabroadband mobile, Telecom Italia ha puntato sulla “carrier aggregation”, soluzione tecnologica in grado di combinare due bande di frequenza diverse, in questo caso 1800 MHz e 2600 MHz, e di ottimizzarle, per offrire una navigazione veloce, fluida e stabile. “Si tratta di un punto di partenza e non di arrivo – ha sottolineato Roberto Opilio, Direttore Technology di Telecom Italia –. Sfruttando questa tecnologia si potrà arrivare a 300 Mbit/s e oltre”.

La presentazione è avvenuta nel punto vendita TIM di Torino centro (in via Roma 18), dove fino al 31 luglio sarà possibile toccare con mano le potenzialità offerte dall’evoluzione della rete 4G, grazie alle postazioni appositamente allestite. Qui i prototipi delle nuove chiavette LTE permetteranno di confrontare le prestazioni tra la tecnologia Base e quella Advanced: dalla visione in streaming di film in HD attraverso TIMVision, all’accesso ai contenuti on demand, alla navigazione con prestazioni assai superiori a quelle a cui siamo abituati.

Il chip installato nei prototipi si adatta tanto alle chiavette per la navigazione, quanto a smartphone e tablet; per il lancio sul mercato, previsto per fine anno, mancano solo i dispositivi di nuova generazione. Grazie alle partnership strette con Huawei, Ericsson e Qualcomm Technologies Inc., Telecom Italia sta portando la tecnologia LTE Advanced su più stazioni radio-base in Italia. Attualmente la copertura è pari 55,7% del territorio nazionale e riguarda un totale di 812 comuni; numeri destinati a crescere: entro fine anno, quando la nuova tecnologia debutterà sul mercato, si prevede una copertura del 60%, con quasi 1000 comuni coinvolti.

“Per la presentazione abbiamo scelto Torino perché qui Telecom ha i suoi laboratori di ricerca e sviluppo e perché qui abbiamo presentato quasi tutti i prodotti innovativi in ambito mobile: dal 3G nel 1999 alla LTE nel 2009 – sottolinea Opilio –. E abbiamo preferito un negozio ai nostri laboratori, perché si tratta di una tecnologia già disponibile e funzionante”.

Multa al gelataio che regala un cono ma gli abusivi vendono indisturbati

Matteo Basile - Ven, 25/07/2014 - 08:27

Finanzieri implacabili con l'esercente a pochi passi da vu cumprà. La Provincia: invece c'è chi non paga tasse e danneggia l'economia


a.it
Lungomare di Varazze, provincia di Savona. La stagione turistica fino a questo momento, complice il maltempo, non è stata un granché ma un po' di struscio c'è. Turisti e residenti passeggiano, venditori abusivi mostrano la loro merce indisturbati. Una ragazza entra in una gelateria e saluta il proprietario, suo amico di vecchia di data.

Chiacchierano un po', poi lui le offre un gelato. Lei insiste per pagare ma l'esercente non sente ragioni. Figurarsi se fa pagare un cono a un'amica! Lei esce con in mano il suo gelato ma dopo pochi passi due signori distinti le si avvicinano e con fare serio le chiedono: Scusi, ha lo scontrino?». «Me l'ha offerto il proprietario, è un mio amico», ha replicato lei ma non è servito a nulla. Pochi istanti e i due agenti della guardia di finanza stilano un bel verbale per l'esercente reo di non aver fatto lo scontrino per il gelato non pagato. In quanto regalato.

Paradossale? Piaccia o no, fanno 300 e rotti euro di multa. Il tutto mentre a pochi metri di distanza venditori ambulanti abusivi stavano lavorando indisturbati. Loro che lo scontrino fiscale non sanno nemmeno cosa sia, così come permessi, tasse e autorizzazioni varie. «Ho provato a farlo notare ai finanzieri ma non sembravano interessati», ha raccontato la donna. Lui che comunque non attacca i finanzieri, consapevole che la legge non ammette ignoranza. «Purtroppo la legge prevede di battere lo scontrino anche se si tratta di un omaggio - ha ammesso .

Ma a testimonianza della mia buona fede ci sono le oltre 300 ricevute che avevo già battuto nelle ore precedenti. La mia è stata una svista». Che pagherà a caro prezzo. Più di 300 euro per un cono gelato del valore di due euro oltre all'ignominia di passare per evasore fiscale. «Gli agenti fanno il loro lavoro ed è giusto che lo facciano ma com'è possibile che venga multato un gelataio per uno scontrino mentre i venditori ambulanti abusivi possano fare quel che vogliono senza essere nemmeno disturbati?», tuona Angelo Vaccarezza, presidente della Provincia di Savona. «Dimentichiamoci dell'ambulante che arriva in spiaggia con il sacco, ora girano con i tablet, mostrano il loro “catalogo” ai turisti e poi fanno le consegnane», spiega Vaccarezza.

«Tra l'altro quando organizziamo pattuglioni ad hoc contro il fenomeno dell'abusivismo capita che i turisti si schierino dalla loro parte e contro le forze dell'ordine. È assurdo, oltre a non pagare le tasse e a vendere merce scadente, alimentano un mercato parallelo che finanzia organizzazioni illecite che danneggiano l'economia». «Facciamo quello che possiamo con le risorse che abbiamo e nonostante i tagli del governo. Cercheremo di aumentare i presidi», promette il sindaco Alessandro Bozzano.

Buon compleanno TomTom: dieci anni sulla buona strada

Tony Damascelli - Ven, 25/07/2014 - 08:33

Il navigatore ci ha cambiato la vita: ora è possibile raggiungere ogni meta. Ma agli esordi accadeva spesso che un'automobilista finisse a "quel paese"


a.it
Cresciuti per un secolo con lo zio Tom e la sua capanna, eccoci a raccontare il compleanno, anni dieci, del TomTom che non ha nessuna parentela con il racconto antischiavista di cui sopra ma ha cambiato la nostra vita di guidatori schiavi.
Finiti i tempi in cui fermavano l'automobile, abbassando (con la manovella) il finestrino per domandare al passante: «Scusi, mi può indicare via Roma?». Innanzitutto non ci sono più né le manovelle, né i passanti di una volta, in quanto questi ultimi nulla sanno di strade, viali, piazze e stazioni ferroviarie, parlano un'altra lingua, non madre nostra, oppure, se indigeni, hanno perso di vista la segnaletica e le targhe stradali.

Dunque grazie ai satelliti siamo di nuovo in grado di andare dovunque, seguendo quel cartello tipico di certi paesi: «tutte le direzioni» che non so bene che cosa significhi ma porta dove ti deve portare.
Con il Tomtom ogni meta è raggiungibile e raggiunta, i luoghi più nascosti, i borghi più lontani dal mondo, basta ascoltare la voce proveniente dallo strumento: di solito trattasi di una donna, garbata a differenza di chi vi stia di fianco, prego voltare a destra, prego proseguire diritto. In verità l'evoluzione tecnologica ha rimediato ad errori ed orrori dei primi anni di nascita dell'aggeggio.

Non furono rari i casi nei quali il TomTom ci mandasse non a quel paese ma non sapevamo nemmeno in quale paese, ti ritrovavi per una selva oscura che la diritta via era smarrita, pensando così alla sfortuna dell'Alighieri Dante, privo di navigatore satellitare, sostituito nel procedere, al tempo della Commedia Divina, da Virgilio, non ancora portale internet, ma poeta nato a Mantova e perito, sicuramente per mancanza di indicazioni stradali, a Brindisi. Smarriti anche noi, mandavano insulti alla signora e signorina che non poteva udire le contumelie, inutile il ricorso al passante di cui sopra. Vennero giorni e tecnologie migliori.

Il TomTom ha dunque trasformato la nostra esistenza, da romei in esploratori, è la nostra bussola parlante, non si limita al nord, al sud, all'ovest o all'est, ci dice addirittura dove si trovi la più vicina pompa di carburante, dove l'ospedale, dove l'arrivo e poi segnala i tutor, gli autovelox, ci guida a rispettare norme, velocità e a fare marameo alla polstrada.

Ormai non c'è autovettura e pure motociclo che non siano dotati dell'arnese, piccolo ma efficace, pronto, ehm non sempre, a rispondere alle esigenze. Si imposta la città, quindi la strada, quindi il numero civico è la caccia al tesoro è finita. Ci sono anche i bastardi dentro che violano non il codice stradale ma le indicazioni del navigatore, cambiano strada a tradimento, svoltano a destra invece che a sinistra, provano a verificare se la signora o signorina si è accorta dell'imbroglio e così è, perché ci invita, sempre con garbo, a fare un'inversione e tornare al via, come nel gioco dell'oca.

Ma c'è poco da scherzare, l'aggeggio è serio, costicchia, è a colori, funge anche da viva voce per telefono, insomma è una badante che a una certa ora viene spenta e non chiede né vitto, né alloggio, né liquidazione. A pensar bene siamo noi i suoi badanti, è lui il nostro padrone, in sua assenza non sappiamo più da che parte andare, come dicevano Totò e Peppino a Milano. Siamo tonttont ma non lo diciamo a nessuno, nemmeno alla signora o signorina.

Lo smartphone ai bimbi? Solo se pensato per loro

Giovanni Masini - Gio, 24/07/2014 - 17:46

Realizzato da tre aziende italiane, il nuovo telefonino "bPhone U10" garantisce facilità d'uso per i più piccoli ma anche sicurezza ai loro genitori


a.it
Un cellulare per bambini? A qualcuno potrebbe suonare strano, ma il telefono per piccoli e piccolissimi è già una realtà. Si chiama bPhone U10 e nasce come un dispositivo che nasce dalla collaborazione tra le tre aziende italiane DatamaticSpa, GioMax Corporation e 21am. Si tratta di un telefono semplicissimo, realizzato intorno a poche, essenziali, funzioni di base. Pochi tasti e icone improntate alla massima semplicità: tutto è pensato per venire incontro al modo di pensare e alle esigenze dei bambini. Sono memorizzati solo i numeri delle tre persone più importanti, oltre a quello nazionale per le emergenze; la batteria è dotata di un’autonomia di una settimana e il telefono è realizzato con una scocca resistente agli urti.

Nel bPhone U10 è stato inserito anche un sistema di localizzazione che unisce il GPS a una tecnologia che sfrutta le celle della rete telefonica mobile, così che i genitori possano localizzare i propri bambini in qualsiasi momento. Sebbene sia stato pensato soprattutto per i piccoli, il telefono potrà essere utilizzato anche dagli anziani meno familiari con la tecnologia digitale. Disponibile da agosto in due colori, sarà in vendita a partire da 59,99 euro. “Quello che rende unico il nostro prodotto - spiega al Giornale.it Adam James Cavallari, amministratore delegato di 21am – è il fatto di essere stato progettato da persone che si sono messe nei panni dei bambini. Io stesso chiedevo sempre consigli ai miei nipotini, in fase di progettazione.”

“In molti ci hanno accusati di aver realizzato un prodotto tecnologicamente superato, ma in realtà c’è una fetta di mercato – genitori che non hanno buone conoscenze tecnologiche, o con scarse disponibilità economiche – che vuole precisamente questo: un prodotto veramente utile, ma semplificato all’osso. Niente app, solo sms: chi non sa usare gli sms?"

Il bPhone U10, però, non è certo il primo cellulare progettato interamente per bambini. Già da qualche anno, infatti, il mercato di tablet e smartphone per i più piccoli è in costante espansione. Grandi nomi come Clementoni e Oregon Scientific, come anche realtà più piccole: prodotti per bambini a partire dai tre anni, pensati come giocattoli ma al tempo stesso anche in grado di offrire garanzie di sicurezza ai genitori, informati in tempo reale su attività e spostamenti dei figli.

I comunisti, la morale e la prostituzione minorile.

Guido Prussia


a.it
I comunisti, la morale e la prostituzione minorile.
Tutto si può’ riassumere in un episodio della mia vita.
Aereo che va verso Cuba, all’interno una massa di sinistroidi  arrapati per l’avvicinarsi dell’arrivo nell’isola dove il sogno comunista si e’ fatto realtà’. Mi domando: Ma come sarà’ questo sogno comunista che si e’ fatto reale? La risposta arriva il giorno dopo sulla spiaggia. Gli stessi sinistroidi arrapati che erano con me sull’aereo avevano finalmente una faccia meno arrapata e più’ soddisfatta.

Ed era vero,il sogno comunista diventato realtà’ aveva permesso a questi militanti di poter finalmente scopare delle meravigliose ragazzine cubane in cambio di pochi dollari. Fu una rivelazione. Non e’ vero che il comunismo non e’ servito a nulla. Milioni di uomini vivono ancora oggi, non nella nostalgia dei discorsi di Berlinguer, ma nella nostalgia dell’impero Comunista che anziché moltiplicare pane e pesci (miracolo troppo populista) ha trasformato milioni di calze di nylon in milioni di trombate.

Aereo abbattuto: sicuri che siano stati i filorussi?

Marcello Foa


a.it
Sono in vacanza e ho poco accesso a internet. La vicenda dell’aereo abbattuto sui cieli dell’Ucraina è molto importante e foriera di sviluppi geostrategici fondamentali. Sono colpito ma non sorpreso dal comportamento dei media occidentali e del presidente Obama che hanno puntato il dito contro i filorussi. Sin dai primi momenti dopo l’abbattimento dell’aereo ho visto molti indizi di spin, naturalmente invisibili al grande pubblico. Io non so quale sia la verità, ma non è ragionevole nè equo in questo momento accusare i filorussi.

Il Sussidiario mi ha intervistato su questo tema, ripropongo qui il testo dell’intervista, rinnovando l’invito alla cautela.

Ci sono diversi elementi che sembrano far pendere la responsabilità di quanto accaduto verso i ribelli filorussi, lei che idea si è fatto?
Al momento mi limito a leggere e studiare tutte queste ricostruzioni con molta cautela. In prima ragione perché seguendo eventi internazionali da lungo tempo sono consapevole che ci sono in casi analoghi dei cambiamenti improvvisi e la probabilità che la verità non salti fuori in prima battuta è molto alta.

La seconda ragione?
La seconda ragione è che abbiamo una memoria recente di due episodi in cui il cattivo di turno alla fine non è risultato tale.

A quali episodi si riferisce?
Mi riferisco alle accuse contro quegli stati cosiddetti canaglia che poi si sono rivelate non veritiere. E cioè l’Iraq di Saddam Hussein con le sue armi di distruzione di massa mai trovate, e le accuse alla Siria di Assad di aver compiuto stragi con armi chimiche, quando poi si è saputo che a farle sono stati i ribelli islamici dell’Isis. I lettori più attenti si ricorderanno come un anno fa per queste accuse si è arrivati a un soffio dalla guerra contro la Siria.
Però l’ipotesi dell’errore sembra alquanto ragionevole, non crede? In fondo le guerre sono costellate di terribili errori di cui pagano le conseguenze i civili.
Delle ricostruzioni che ho letto al momento non mi convince nessuna. C’è chi dice che è colpa dei russi, chi dei ribelli, c’è chi dice che in realtà il Boeing era stato seguito da jet militari ucraini e che sono stati loro a far fuoco. E’ vero che i ribelli hanno armi molto dotate, ma hanno missili, e questo è provato, che raggiungono al massimo i 4mila metri di altitudine e per centrare un aereo a 10mila metri bisogna avere armi più sofisticate.

Siamo davanti a un bel mistero, su questo non c’è dubbio…
Una risposta adesso vale l’altra. La mia sensazione è che siamo davanti a un autentico war game. Ai tempi della guerra fredda di avvenimenti analoghi ce ne sono stati molti, la gran parte dei quali ancora oggi nascosta all’opinione pubblica. Potremmo perfino supporre un avvenimento procurato allo scopo di ribaltare la guerra sul terreno. Personalmente, al momento non sposo le ricostruzioni che in queste ore prevalgono in maniera netta sui media occidentali, che cioè siano stati i filorussi.
C’è poi la gravissima responsabilità, non chiarita, di cosa ci facesse una aereo civile in una zona di guerra. Il buon senso dice che in quella zona non bisognerebbe volare. Ma vorrei portare l’attenzione su che cosa succedeva sul terreno fino a 48 ore prima.

Si spieghi.
La guerra in Ucraina ha avuto una vampata e poi non si è saputo più niente. Se andiamo a vedere invece cosa succedeva sul terreno fino a prima dell’incidente, veniamo a sapere che gli ucraini stavano subendo pesanti sconfitte. Questo è un elemento che va considerato, un episodio di questo genere scombussola completamente le carte in tavola. C’è un elemento però interessante delle ultime ore: Putin che dice di voler trattare con il presidente ucraino il fine duraturo delle ostilità. Che ne pensa? Putin, se è per quello, ha parlato anche con Obama. Un’eventualità del genere me la auguro ma non ci credo.

Perché?
La crisi ucraina non nasce tanto da una situazione di differenza etnica fra russi e ucraini, quanto da una rivoluzione avvenuta nel paese. Quando ci sono interessi così alti in gioco, l’esperienza insegna che più la partita è grande, più episodi di questo tipo portano solo all’allargamento del conflitto in atto. Se la Russia viene messa all’angolo dall’Occidente il rischio è una nuova guerra fredda, con conseguenze che non possiamo immaginare e questo da europeo mi preoccupa.