venerdì 9 novembre 2012

E l'ora di un'inchiesta sull'auto blu del pm

Sepe: i camorristi non possono entrare in chiesa neppure da morti

Corriere del Mezzogiorno

Il cardinale di Napoli invia un «ordine» ai suoi sacerdoti: «Se i criminali non si pentono non possono entrare in chiesa: a loro non possiamo dare alcun sacramento»


Ancora un'invettiva del cardinale Crescenzio Sepe contro i camorristi. «Chi semina morte raccoglierà solo morte. Se gli uomini dei clan non si pentono, così ho detto ai miei sacerdoti, non potranno entrare in chiesa neanche da morti».

Crescenzio Sepe Crescenzio Sepe
 
NIENTE SACRAMENTI - Un ulteriore affondo dell'arcivescovo che ha aggiunto: «I cammorristi sono anticivili, antiumani, e anticristiani. È per questo che ho detto che ai cammorristi non do i sacramenti! Niente battesimi, comunioni, nemmeno l'estrema unzione se non c'è stato precedentemente un pentimento»

L'ALTRA INVETTIVA - Non è la prima volta che il presule di Napoli tuona contro i clan e i loro affiliati. Già qualche giorno fa, in occasione della morte dell'innocente Lino Romano a Marianella, un quartiere a nord di Napoli, l'arcivescovo aveva scagliato il suo anatema «Chi sono questi camorristi, questi mafiosi? Sono dei seminatori di morte, ma chi semina morte raccoglierà morte e distruzione».


Redazione online 09 novembre 2012

Nuova Vespa 946, omaggio alla tradizione

Corriere della sera

Il nuovo modello prende spunto dal prototipo Mp6 disegnato da d'Ascanio. Consumi ridotti e carrozzeria in alluminio


MILANO- È la Vespa più moderna, ma anche quella dalle radici più antiche. La nuova «946» s'ispira al primo prototipo disegnato dalla matita di Corradino D'Ascanio, l'Mp6 realizzato nel primissimo dopoguerra.

 Vespa «946» Vespa «946» Vespa «946» Vespa «946» Vespa «946»

PROMETTE OLTRE 50 KM CON UN LITRO-Dopo aver mostrato lo scorso anno un concept, ora la Piaggio presenta all'Eicma di Milano (15-15 novembre) la versione definitiva. Che cambia nella denominazione: prima si chiamava «46», poi per evitare problemi legali con Valentino Rossi che da sempre corre con questo numero (in onore del papà Graziano), è stato aggiunto un «9» a indicare il secolo di nascita della Vespa. Nonostante qualche piccola modifica, lo stile reinterpreta in chiave moderna il patrimonio storico dello scooter di Pontedera. Molte parti della carrozzeria sono di alluminio per risparmiare chili preziosi. A spingerla sarà un monocilindrico di ultima generazione da 125cc che promette consumi ridottissimi- fino a 55 km con un litro- mentre il cambio è automatico.L'unica cosa che non è stato possibile mantenere è il faro sulla banana. C'è un limite anche ai ricordi.

D.S.9 novembre 2012 | 19:05

Bimbo di due anni catturato dall'aquila mentre gioca nel parco

Il Mattino


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Stava giocando tranquillamente nel parco in Farnborough, nell'Hampshire, in Inghilterra. Sotto gli occhi della madre Alfie Hall di due anni ha visto nel cielo un uccello. Lo stupore e la curiosità nel vedere una piccola aquila planare verso il parco, si è trasformata in pochi minuti in paura quando il volatile si è lanciato a tutta velocità proprio nella zona dove giocava Alfie, e poi in terrore puro, così come racconta il Daily Mail


L'aquila, infatti, ha puntato al bambino cercando di afferrarlo sul volto e sull'orecchio. A quel punto la madre di Alfie, Elysia, è corsa verso il bimbo, mentre il padre si è lanciato verso l'animale urlando. Il piccolo è stato portato subito in ospedale per ricucire il volto. Per puro caso non ha perso l'occhio.
«E' stato choccante - racconta Elysia - L'uccello così vicino sembrava così grande e potente. Quando mi sono chinata su Alfie c'era sangue ovunque, il suo volto era spaccato, l'orecchio ferito profondamente. I medici hanno detto che è solo per fortuna che non ha perso l'occhio». La cosa più sorprendente è che l'aquila non era selvatica, ma addestrata. La polizia ha individuato un teenage che la ha lasciata libera nel parco e lo ha arrestato, rilasciandolo solo dopo aver riconsegnato ai genitori.

Venerdì 09 Novembre 2012 - 16:44    Ultimo aggiornamento: 17:01

Il telefono più adatto alle spie? È il BlackBerry

Corriere della sera

A deciderlo la Federal Information Processing Standard americana: «Permette scambio riservato di dati»

(Fotoweb)(Fotoweb)

Ethan Hunt di Mission Impossible è avvisato. D'ora in avanti dovrà usare il BlackBerry per comunicare. La Federal Information Processing Standard ha infatti sentenziato: «Il sistema della società canadese è il più sicuro e quindi il più adatto ad essere usato per lo scambio e la condivisione di materiale riservato tra agenti americani». Niente spie con l'iPhone dunque.

I DATI SOVRASCRITTI - Un bel riconoscimento per Rim che ha da poco lanciato la piattaforma BlackBerry 10. Se infatti Android, IOS e Windows Phone non sono risultate all'altezza, Rim ha sempre fatto della sicurezza uno dei suoi punti di forza. Già sul BlackBerry 10 sulla memory card sopra i dati cancellati ne vengono sovrascritti di nuovi, in modo da eliminarli definitivamente. La decisione dell'agenzia federale statunitense arriva in un momento di grande difficoltà. Il 2 giugno scorso, la compagnia canadese ha confermato un ulteriore calo dei profitti. Oltre il trenta per cento in meno rispetto al trimestre precedente, passando dai 4,8 milioni di dollari di ricavi nel trimestre tra gennaio-marzo ai 2,8 milioni del trimestre successivo. Le perdite si aggirano intorno ai 518 milioni di dollari. In giugno è stato annunciato il taglio di cinquemila dipendenti. Inoltre la liquidità nelle casse è praticamente prosciugata. Secondo gli analisti, poche sarebbero anche le risorse per lanciare il nuovo sistema operativo BlackBerry 10 e i nuovi modelli di smartphone prima del 2013.


M.Ser.9 novembre 2012 | 15:00

A tavola: ecco i «terribili sei» del sale

Corriere della sera

Alimenti in cui i livelli di sale sono troppo alti: tra questi pane, pizza, pollo arrosto. La denuncia delle associazioni americane



MILANO – Mentre controlliamo di non mangiare troppe patatine in sacchetto, salatini e noccioline all’aperitivo, e stiamo attenti a non eccedere con la saliera sull’insalata, non sappiamo che il quantitativo di sale più pericoloso per la nostra dieta arriva da alimenti comuni, pietanze presenti nei nostri piatti ogni giorno. In particolare, sarebbero sei gli incriminati più pericolosi e quasi tutti non dipendono dalla nostra preparazione casalinga. La lista è stata pubblicata negli Stati Uniti da due delle associazioni più impegnate a combattere l’uso del sale superfluo, la American Heart Association e la American Stroke Association, e a promuovere uno stile di alimentazione sano proprio per preservare dai rischi associati all’alto consumo di sodio: ipertensione, problemi di cuore, ictus.

I MAGNIFICI SEI – Nella top dei cibi troppo ricchi di sale ci sono molti alimenti processati industrialmente, o comunemente acquistati nei negozi e nei supermercati, e nonostante la ricerca sia americana, la lista comprende cibi comunemente consumati in Italia e capisaldi della dieta mediterranea. Eccoli i "magnifici sei": il primo è il pane con tutti i suoi derivati prodotti da forno. Una fetta, sostengono i ricercatori, potrebbe già contenere il 15 per cento del quantitativo di sale raccomandato al giorno.

Il secondo sono gli affettati e la carne cotta e tagliata a fette (come il classico tacchino o il roastbeef), acquistata già pronta. Il terzo è la pizza: con due fette (le slice all’americana maniera, più ampie rispetto alle nostre) si arriverebbe già al limite del consumo di sale quotidiano. Il quarto è il pollo arrosto confezionato, acquistato nei supermercati: come nel caso della pizza, si parla di una media tra i vari prodotti da banco analizzati dai ricercatori. Il quinto è tutta la famiglia delle zuppe pronte in scatola. Il sesto e ultimo sono i panini farciti: uniscono insieme il pane e gli affettati, e magari le salse (ketchup, mostarda, maionese) dove il sale regna sovrano.

TUTTI A RISCHIO - Dunque l’eccesso di sale, contrariamente a quanto pensato, ha poco a che fare con il nostro uso smodato della saliera per condire le pietanze. E anzi, le pietanze salate colpiscono senza che i consumatori ne siano troppo coscienti un po’ tutti: sia chi mangia abitualmente a casa e cucina piatti freschi (e magari acquista il pane al panificio, o una pizza da asporto), che chi è obbligato ogni giorno a frequentare bar e mense.

Una percentuale non irrisoria della nostra dieta: gli stessi ricercatori americani dichiarano che il 75 per cento del sale mangiato in un giorno proviene proprio da pietanze processate industrialmente o consumate alla tavola calda o al ristorante. E i medici avvertono: i livelli di sale consumato non dovrebbero mai superare i 1.500 milligrammi al giorno, gli americani per esempio ne consumano in media oltre il doppio. Per abbassare i livelli di sodio nella dieta quotidiana, valgono alcuni consigli semplici: cercare di mangiare molta verdura, consumare pochi alimenti preconfezionati, controllare il contenuto di sodio sulle loro etichette, lavare i cibi in scatola prima di consumarli, ma anche, se possibile, sostituire il sale da tavola con le spezie per aromatizzare i piatti.


Eva Perasso
9 novembre 2012 | 13:04

Gomme usate contro gli uragani

La Stampa

L’idea di uno scienziato britannico che piace a Bill Gates
federico guerrini


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Il Guardian l’ha chiamato “l’uomo che vorrebbe fermare gli uragani con delle gomme d’auto usate”. In realtà Stephen Salter non è quel pazzo visionario che il titolo, peraltro corretto, del quotidiano britannico sembrerebbe tratteggiare. Professore emerito di ingegneria all’Università di Edimburgo, è uno dei più stimati scienziati marini del Regno.  Ma la sua idea, che ha affascinato e convinto miliardari come Bill Gates e Nathan Myhrvold, è certo, a prima vista, bizzarra: disseminare migliaia di gomme usate sulla superficie dell’Oceano con cui far galleggiare dei giganteschi tubi di plastica, una specie di imbuti capaci di arrivare fino a 100 metri di profondità, con cui rimescolare le correnti e raffreddare la temperatura dell’acqua. 

“Basterebbe piazzare “fra 150 e 450” di queste strutture semoventi” - dotate di apparati per trasmettere segnali radar in modo da comunicare la propria posizione ed evitare il rischio di collisioni - sostiene Salter, per abbassare di un paio di gradi la temperatura e togliere così nutrimento agli uragani che si formano quando il calore della superficie marina supera i 26,5 gradi. Il progetto prende il nome di Salter Sink, in onore del suo inventore, e la sua prima genesi risale al 2007, quando fu presentato al governo americano subito dopo il disastro dell’uragano Katrina.  La società di Seattle Intellectual Ventures gestita da Myhrvold e finanziata da Gates si innamorò del progetto, acquistando il relativo brevetto e definendolo “semplice e grandioso allo stesso tempo”. 

Sulla carta, l’idea di usare dei giganteschi sifoni per raffreddare l’acqua e calmare la furia degli elementi potrebbe anche funzionare, ma gli stessi responsabili di Intellectual Ventures ammettono che, prima averne la certezza occorrono ulteriori ricerche da parte di esperti nel campo dei cambiamenti climatici e dell’oceanografia.  Gli oceani sono un ecosistema enormemente complesso e c’è il forte rischio, volendo risolvere un problema di crearne inavvertitamente degli altri, magari ancora più complessi da gestire. Resta il fatto però che quello degli uragani è un incubo che gli Stati Uniti e altri paesi della costa atlantica negli ultimi anni hanno dovuto fronteggiare sempre più spesso e che ha avuto dei costi umani e monetari spaventosi. Nessuna idea in quest’ottica sembra perciò troppo bizzarra. 

Jam, un esperimento di Google per suonare con gli amici dal browser

La Stampa

L’applicazione web interattiva permette di cimentarsi in una session musicale di gruppo



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Se il sogno nel cassetto è suonare in una band, Jam di Chrome è l’applicazione web interattiva che permette di farlo insieme agli amici, ovunque e in tempo reale sul browser Google Chrome.  Dilettanti o professionisti, tutti possono cimentarsi in una vera e propria session strumentale, grazie ai 19 strumenti a disposizione sul sito: chitarra classica, basso acustico, batteria o drum machine, che possono essere cambiati in qualsiasi momento.

Selezionando la modalità facile «easy», basta fare clic sulle singole corde, sui piatti della batteria e sui tasti del piano o utilizzare le quattro funzioni di riproduzione automatica lasciando che siano gli strumenti a compiere la maggior parte del lavoro.

Con la modalità avanzata «pro», si suonano gli strumenti direttamente con la tastiera del computer. Possono prendere parte alla sessione musicale fino a quattro amici, per avviare la Jam session è sufficiente cliccare sui bottoni di condivisione presenti sul sito. Jam con Chrome è un esperimento che utilizza le più recenti tecnologie web, come le funzionalità HTML5, Web Audio Api, Websockets, Canvas e Css3.




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Una jam session con gli amici su Chrome

Sul blog di Grillo insulti antisemiti contro Gad Lerner

Il Messaggero
di Claudia Guasco


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MILANO - Le ostilità si aprono ufficialmente alle tre del pomeriggio: «Grillo mi dedica nuovamente le sue attenzioni sul blog. Liberissimo, per carità. Gli chiederei solo di cancellare il commento verme ebreo», scrive Gad Lerner su Twitter. Un’ora dopo viene sancita la tregua: «Ringrazio Beppe Grillo per avere prontamente cancellato il commento antisemita dal suo blog», interviene il conduttore.

In mezzo, decine di messaggi sul blog del leader del Movimento 5 stelle riassunti sotto un unico titolo: «Gad Vermer». Dopo l’attacco sessista alla consigliera bolognese Federica Salsi, questa volta è una frase razzista a scatenare la bufera attorno a Grillo. I fedelissimi fanno scudo attorno al leader e rincarano la dose: «Quando ho visto il tweet (verme ebreo) mi sono precipitata sul blog per accertarmene.

Ho pensato che fosse già stato rimosso. Spero per Lerner che esistesse davvero». E ancora: «Ma quale verme ebreo? Le persone viscide e infime come Gad Lerner non credo abbiano una coscienza, figuriamoci un credo religioso». Lo scontro in rete esplode al culmine di due giorni di botta e risposta tra il giornalista e il politico. «Lerner fa parte dei pretoriani del sistema», ha attaccato Grillo, vietando ai suoi la partecipazione a programmi «da punto G». «Beppe Grillo non è più il vostro megafono, d’ora in poi dovete chiamarlo capo», ha ribattuto il conduttore de La7. E così di questo passo, in un crescendo culminato nella frase poi cancellata che ha rinfocolato le accuse di razzismo mosse nei confronti di Grillo per un video del 2006 in cui si scagliava contro i marocchini.

«Se i marocchini vengono qui rispettano le regole, se no fuori! Però vuoi dare una passatina a un marocchino che rompe? Lo prendi, lo carichi in macchina, senza che ti veda nessuno, lo porti un po’ in caserma e gli dai due schiaffetti». Anche questa volta c’è chi lo accusa e chi lo difende. Scrive un sostenitore: «Dovremmo fare una maglietta da indossare con le risposte alle seguenti domande: Grillo è fascista? No. Grillo è sessista? No, il punto G è l’ego di una persona. C’è democrazia nel movimento? Certo, almeno per le proposte di programma che sono la vera cosa importante, no per quanto riguarda la carriera personale. Quella è vietata».


Venerdì 09 Novembre 2012 - 09:17
Ultimo aggiornamento: 09:18

L'inventore dell'ovetto Kinder: "Cosa voglio fare da grande? Il bambino"

La Stampa

William Salice, 78 anni, è il creatore del celebre snack. I 400 mila euro che ha ricevuto di liquidazione dalla Ferrero li ha spesi per fondare un’associazione che culla i sogni dei ragazzi

filippo massara


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«Cosa voglio fare da grande? Il bambino». William Salice ha 78 anni ed è il creatore dell’ovetto Kinder. Entra alla Ferrero nel 1960 da venditore. Dirigente ci diventa col tempo, quando Michele Ferrero capisce che quel dipendente è diverso dagli altri. Ha creatività, sa quello che vogliono i bambini. Domani alle 12,30 riceverà alla sala Borsa di Novara un premio della consulta provinciale degli studenti per l’impegno con i giovani. «Tra me e loro non c’è alcuna differenza – dice -. La mia aspirazione è la stessa che i ragazzi vivono ogni giorno: sognare che il bello arrivi domani».

Da quando ha deciso di andare in pensione, non ha abbandonato questo pensiero. I 400 mila euro che ha ricevuto di liquidazione dalla Ferrero li ha spesi per fondare un’associazione che culla i sogni dei ragazzi. «Un giorno ho deciso di lasciare il lavoro – continua .

“Da gennaio non mi vedrete più qui” ho detto in azienda. Nessuno ci voleva credere, invece ho smesso sul serio». Era il 2007. Da allora e per un anno intero Salice ha girato le scuole d’Italia con la sua cagnolina per incontrare ragazzi e professori. «Ho conosciuto gli studenti attraverso i loro occhi – prosegue –. La mia idea su di loro non è cambiata: ognuno ha la propria aspirazione e vuole realizzarla». L’anno dopo è nata la fondazione Color your life, con sede a Loano. Organizza campus di due settimane in compagnia di esperti che aiutano i ragazzi a conoscere i propri talenti. Con la speranza di trasformarli in una professione.

«Per partecipare alle selezioni chiediamo agli studenti un’autopresentazione. Devono sviluppare un progetto sui temi che vorrebbero fare nella vita: fotografia, pubblicità, imprenditoria o altro» prosegue il fondatore. Vengono scelti i giovani più motivati per partecipare a lezioni e laboratori. «Senza cellulare, e da noi questa norma si rispetta per davvero» aggiunge. L’attività si rivolge anche ai docenti: «Molti insegnanti vivono il proprio mestiere come una missione. Abbiamo pensato ad un premio dedicato a loro, ai presidi e agli istituti che seguono i ragazzi nei nostri progetti».

Il giovane non viene formato? Allora è assunto a tempo indeterminato

La Stampa


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Un contratto di formazione si trasforma in un contratto a tempo indeterminato se è mancata totalmente la formazione. Lo ha affermato la Cassazione con la sentenza 18553/12. Un contratto di formazione lavoro viene “trasformato” dai giudici di merito in contratto di lavoro a tempo indeterminato per difetto di formazione con conseguente condanna del datore di lavoro al pagamento delle relative differenze retributive. È mancata la formazione. Alla base della decisione quindi i giudici ponevano la totale mancanza di formazione del lavoratore che, in base ad un orientamento della giurisprudenza di legittimità (sent. n. 2247/2006), porta alla trasformazione, fin dall’inizio, del rapporto in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Formazione non essenziale? Il datore di lavoro presenta ricorso per cassazione, sottolineando che «il contratto di formazione lavoro non mira tanto a fornire ai giovani una formazione, quanto a favorire la costituzione di rapporti di lavoro, come dimostrato anche dal d.lgs. n. 276/2003 dove è stato previsto, appunto, il contratto d’inserimento». Se manca totalmente la formazione il contratto è a tempo indeterminato. La decisione presa dai giudici di merito viene confermata dalla S.C., la quale afferma che la totale mancanza di formazione configura una gravità dell’inadempimento tale da far ritenere corretta (in diritto) la trasformazione del rapporto di lavoro. Ecco perché il ricorso viene rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

Twitter attaccato dagli hacker, password resettate: In Cina social network bloccati in occasione del congresso del Partito comunista

Il Mattino


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ROMA - Era già successo in passato, ma mai con tale virulenza: Twitter ha lanciato l'allarme hacker e ha resettato un numero indefinito di account, invitando i proprietari a modificare la password per evitare che i propri “cinguettii” vengano utilizzati per inviare spam e altre comunicazioni non desiderate . La procedura è la solita: la gestione del social network sta inviando una mail nella quale informa di aver bloccato l'account Twitter e sottopone l'utente a una serie di brevi passaggi per impostarne una nuova e più sicura.

La strana coincidenza. Molti esperti della Cina e giornalisti hanno denunciato attacchi informatici di una violenza senza precedenti alle loro comunicazioni su internet, in coincidenza con l'apertura del 18esimo Congresso del Partito comunista cinese, che ha dato il via ai suoi lavori ieri a Pechino. Lo riferisce il sito web The Next Web (Tnw), che cita tra le vittime Patrick Chovanec, un economista esperto di Cina che insegna all' Università Tsinghua di Pechino. Sotto attacco sembrano essere i siti di tutti i Virtual Private Network (Vpn) che vengono usati da milioni di cinesi e di stranieri che vivono in Cina per aggirare la «grande muraglia» della censura.

Senza Vpn - che permettono agli utenti di collegarsi direttamente a server che si trovano all'estero e non sono soggetti alla censura cinese - non è possibile accedere ai siti internazionali di comunicazione sociale, come Twitter e Facebook. Un portavoce di Witopia, un Vpn molto usato in Cina, ha dichiarato che il sito sta subendo in questi giorni «uno degli attacchi più violenti della sua storia». Decine di utenti di diversi Vpn in Cina hanno confermato all'ANSA di aver da qualche giorno serie difficoltà ad accedere ai Vpn che usano abitualmente.

Venerdì 09 Novembre 2012 - 11:17

Nestlé Usa ritira dal mercato confezioni di Nesquik: rischio salmonella»

Il Mattino


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NEW YORK - La filiale americana del gigante dell'alimentazione Nestlè ha deciso di ritirare delle confezioni di cacao solubile Nesquik prodotte all'inizio del mese scorso, a causa di un possibile rischio salmonella. Secondo quanto riferiscono fonti di stampa, nonostante non ci sia stato alcun caso di infezione da salmonella associato al Nesquik, la Nestlè Usa ha deciso di ritirare il prodotto venduto in tre tipi di confezioni diverse in seguito alla decisione di uno dei suoi fornitori di ingredienti, la Omaya Inc, di ritirare, a causa di un rischio di contaminazione da salmonella, una parte di carbonato di calcio usato per la preparazione del Nesquik.


Venerdì 09 Novembre 2012 - 11:20    Ultimo aggiornamento: 11:25

Orfana, Gary Cooper la adottò «Si presentò con 8 chili di caramelle»

Il Mattino
di Pasquale Sorrentino


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SALERNO - «Sono la figlioccia di Gary Cooper, mi ha adottato quando avevo 7 anni e mi venne a trovare in Italia per regalarmi otto chili di caramelle». È la testimonianza di Raffaella Gravina, la bambina adottata a distanza da Gary Cooper nel 1953. Nata a Mignano Montelungo, nel casertano oggi vive a Scafati. Raffaella rimase orfana di padre durante la seconda guerra mondiale e fu sostenuta a distanza dal divo di Hollywood all'interno di un programma portato avanti, dal 1947 al 1969, da Plan International, un’organizzazione nata per aiutare i bambini ridotti in miseria. Furono coinvolti molti divi come Raymond Burr, Peter Ustinov, Sandra Dee, Harry Belafonte ed Helen Bonfils che sostenevano a distanza gli orfani.

Plan torna in Italia per celebrare il suo ritorno e ripercorre i 75 anni della sua storia attraverso il racconto di chi è stato aiutato. Lo fa con l’iniziativa “Riconosciti in Plan”: gli italiani saranno chiamati a riconoscersi o a riconoscere parenti tramite le loro foto di allora. Ed ecco Raffaella Gravina: nata nel 1939, sposata, due figli ed è sempre stata una casalinga. Oggi ha 73 anni e Gary Cooper la adottò quando ne aveva 7. L'attore la sosteneva con 8mila lire al mese. La venne a trovare in Italia e le regalò un bracciale d'oro, una borsa di pelle, un abito per la madre, una ciotola di caramelle da 8 chili e un pigiama di raso giallo a fiori dipinti.

Raffaella l’ha conservato senza averlo mai indossato. «Era altissimo - ricorda - vuoi venire in America con me, mi chiese e gli risposi: no, qui ho la mia mamma. Lui mi disse: tutte le volte che daranno un mio film, tu dovrai andarlo a vedere. E al cassiere dovrai dire “Io sono la figlioccia di Gary Cooper”. Gary Cooper - racconta Raffaella Gravina - con quel gesto, ha cambiato la mia vita regalandomi l’opportunità di vivere dignitosamente».

Venerdì 09 Novembre 2012 - 11:16    Ultimo aggiornamento: 11:35

Le perversioni di Gheddafi: bambini di 13 anni violentati a sangue

Libero

Le amazzoni raccontano l'ossessione del Rais per il sesso, meglio se violento, con adolescenti sia femmine che maschi

La scelta veniva nelle scuole: una carezza sul capo faceva capire al preside chi doveva entrare nell'harem. Ma al Rais piacevano anche le europee: per questo durante i suoi viaggi all'estero chiedeva incontri femminili con la scusa di parlare del ruolo della donna in Libia


Cattura
Erano il simbolo della rivoluzione femminista voluta da Gheddafi in Libia, della liberazione della donna dall'antica condizione di sottomessa. Invece le "amazzoni" del Rais, quelle in divisa che lo scortavano nei suoi spostamenti e che aveva fatto addestrare nell'accademia militare femminile, erano tutt'altro. Erano schiave a sua disposizione per soddisfare la sua perversa, rapace, ossessessione per il sesso, meglio se violento. A rivelarlo l'inchiesta di una reporter di Le Monde, Annick Cojean, che dopo la diaspora della guerra civile in Libia le è andate a cercare. E quello che ha scoperto, e ha raccontato nel libro "Les proies. Dans le harem de Kadhafi" (Le prede. Nell'harem di Gheffafi) ha dell'agghiacciante: le costringeva a ogni pratica di rapporti sessuali, anche le più sadiche, da sole o in compagnia di altre disgraziate prede giovanissime, di tredici-quattordici anni, non importa se maschi o femmine.

Nel libro c'è la storia, anticipata da Isabella Bossi Fedrigotti su Sette, di Soraya (un nome di fantasia), una delle prime amazzoni rintracciate dalla Cojean, che ora, dopo aver resa nota la sua triste vicenda, è stata ripudiata dalla famiglia e vive nel terrore di venire uccisa. Eccola: Gheddafi amava visitare le scuole dove era accolto come un semidio, acclamato, ossequiato, riverito. L'alunna più bella veniva prescelta per consegnargli un mazzo di fiori, lui sorrideva e le carezzava la testa. Era il segnale che la voleva. Toccò all'alunna Soraya, 15 anni, e lei era strafelice. L'indomani una donna, la potente e temutissima Mabrouka, la prelevò dal negozio di parrucchiere dove il pomeriggio andava ad aiutare la madre e la portò nell'harem dove lei aveva il ruolo di istitutrice e carceriere.

A nulla valsero i tentativi della mamma di trattenere la figlia: fu violentata da Gheddafi letteralmente a sangue la sera stessa. Incominciò così la lunga serie di giorni terribili che Soraya visse fino a trent'anni. Spesso in viaggio con il Rais, travestita da soldatessa-guardia del corpo costretta a fumare, bere super alcolici, sniffare cocaina fino a rischiare di morire, sedurre qualche potente di turno, qualche dipolomatico affinché il dittatore potesse tenerli in mano con il ricatto e la minaccia.

Le altre amazzoni rintracciate dalla giornalista francesce confermano ogni dettaglio e le numerore testimonianze raccontano anche di come tra le vittime di Gheddafi ci fossero anche le mogli di alti dignitari, di ministri, di ambasciatori, di generali. E guai a quei mariti, padri, fratelli che osavano opporsi: venivano fatti fuori, alcuni anche fisicamente. Particolare valore aggiunto avevano naturalmente le donne straniere, specialmente europee. Non a caso durante le sue visite all'estero pretendeva che gli si organizzassero incontri con gruppi femminili. Ufficialmente per parlare del ruolo primario delle donne in Libia, ma le intenzioni era tutt'altre.

Salvò una famiglia in Abruzzo dopo incidente, immigrato arrestato per spaccio di droga

Corriere della sera

Dopo l'atto eroico, il Viminale gli aveva concesso un permesso di soggiorno di 6 mesi per motivi umanitari

Abderrahim AdoiouAbderrahim Adoiou

Lo hanno sorpreso a spacciare in strada durante normali controlli sul territorio; poi a casa sua hanno trovato 20 grammi di cocaina. Salito neanche un mese fa agli onori della cronaca per aver salvato una famiglia coinvolta in un incidente stradale, il marocchino Abderrahim Adoiou è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Avezzano. Il 23 ottobre il ministro dell'Interno Cancellieri, aveva disposto per lui, clandestino, il rilascio di un permesso di soggiorno di 6 mesi per motivi umanitari.

IL SALVATAGGIO - Il 13 ottobre scorso Adoiou aveva salvato una famiglia gettandosi in un canale nella piana della Marsica in cui era finita la loro auto. Su richiesta di un gran numero di persone, commosse per il suo atto di corraggio, aveva presentato domanda per regolarizzare la sua posizione. Il ministero ha prima revocato due decreti di espulsione nei suoi confronti disposti dal prefetto dell'Aquila, Francesco Alecci. Quindi ha concesso, attraverso la Questura dell'Aquila, un permesso di soggiorno provvisorio in attesa di quello effettivo di sei mesi, concesso per motivi umanitari dal ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri.

I PRECEDENTIARRESTI - Adoiou, clandestino, fu arrestato nel 2003 e restò in carcere fino al 2006; non ha potuto usufruire della sanatoria scaduta lo scorso 15 ottobre perché questa riguardava solo i clandestini con un lavoro, mentre lui risulta nullafacente.

Redazione Online9 novembre 2012 | 11:05

La Francia spara sulla Nutella? E noi ammazziamo il foie gras

Tony Damascelli - Ven, 09/11/2012 - 07:17

A Parigi, con la scusa dell'olio di palma, vogliono aumentare la tassazione sulla crema del 300 per cento. Ricordiamolo, quando ci mettiamo a tavola... 

Dai tempi di Bartali ai francesi ancor gli girano. Volete una conferma? Arriva la tassa, la tassissima su uno degli ingredienti della Nutella che diventa amara in un modo pazzesco Nutella in Francia.


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Loro, i francesi dico, la chiamano vezzosamente pate à tartiner la qualcosa non cambia la sostanza: Yves Daudigny, socialista e relatore della commissione affari sociali del Senato, ha individuato il diavolo: l'olio di palma che è uno dei componenti della Nutella suddetta nella misura del 25 per cento(al 55 zucchero bianco, al 13 nocciole, a seguire latte scremato in polvere, cacao magro, emulsionanti e aromi). L'olio di palma è nocivo alla salute, comporta deforestazioni che compromettono l'ecosistema, provoca disturbi e dipendenza. Invece di prendere il toro per le corna, dunque vietandone l'utilizzo, che hanno deciso a Parigi? Mettiamoci su' una bella tassa, moltiplicando quella attuale, un 300 per cento, cosi' per incominciare, passando dagli attuali 98,74 euro per tonnellata a 300 euro.

Così facendo lo Stato francese intende portare a casa e a cassa 40 milioni di euro in più, soltanto dalla cioccolata italiana, passando mascherati con l'olio di palma. La tassa, a differenza della Nutella, non potrà essere spalmata ma versata direttamente all'Erario dai produttori. La Ferrero resta con l'amaro in bocca, il mercato francese garantisce 1 miliardo di euro di vendite (su un totale mondiale di 7 miliardi!), la decisione della commissione potrebbe provocare un danno enorme per l'occupazione all'azienda di Alba che ha già dovuto fare i conti, nella scorsa primavera, con un'altra grana internazionale.

Lady Athena Hohenburg, una madre di San Diego in California, aveva denunciato la Ferrero perché non avrebbe detto tutta la verità sugli ingredienti della Nutella, grassa e nociva per colpa dei suoi grassi saturi (olio di palma, ci risiamo). I pupi di Athena si erano ingolfati di cioccolato spalmato e andavano gonfiandosi come palloni aerostatici. La vicenda si è conclusa con la multa alla Ferrero: deve risarcire di 4 dollari ogni californiano che si presenti con un barattolo di Nutella acquistato dall'agosto del 2009 al 23 febbraio del 2012 e, attenti, ogni americano che l'avesse acquistata nel periodo gennaio 2008 3 febbraio 2012. Segnalate code superiori a quelle delle ultime elezioni presidenziali.

Il colpo sul fegato, nel senso della decisione francese, conferma la guerriglia in atto tra Parigi e Roma, i princìpi salutistici del Senato francese trascurano, parbleu, cibi e alimenti del territorio nobile, non si ha traccia di campagne e tassazioni di uguale clamore nei confronti del foie gras e del vino, questi sono intoccabili, servono al Paese, sono icone, simboli, come la marsigliese. Nemmeno il burro viene menzionato, anche se ormai il latte è prodotto da mucche che pascolano non su prati verdi ma sono intasate di ormoni e affini e, si dice ma non si denuncia, abbiano, per questo, un arco di vita nettamente inferiore al passato.

La Ferrero reagisce, scrive un comunicato: «è un emendamento infondato e ingiusto, l'azienda da sempre è attentissima alla qualità dei suoi prodotti e delle sue materie prime, utilizza l'olio di palma perché le sue qualità intrinseche conferiscono alla Nutella le caratteristiche uniche di gusto, di consistenza e nutrizionali». I francesi attaccano e noi come possiamo difenderci? Beh, potremmo incominciare con le cipolle Roskof che vengono vendute come tartufi, o i burri o i foie gras o i vini di Borgogna. Una tassa speciale su tutto ciò che profumi di douce France e viene spacciato come unico, esclusivo. Si andrà ai rigori, come sempre.

Nozze gay, il patron de Le Figaro: "Così decadde la Grecia"

Sergio Rame - Gio, 08/11/2012 - 16:03

Parigi vara le nozze gay. E scoppia la polemica. Dassault denuncia: "Avremo un paese di gay. Tra dieci anni non ci sarà più nessuno"

 

In Francia è scoppiata una polemica accesa. Hanno fatto scandalo le parole dell’imprenditore aereonautico, nonchè proprietario del quotidiano conservatore Le Figaro, Serge Dassault, contro il progetto di legge che è stato varato ieri dal governo ed è il primo passo oggi nella legalizzazione delle nozze tra omosessuali.


Cattura
"Il matrimonio è contratto da due persone di sesso diverso o dello stesso sesso", si legge nel progetto di legge, che va a ritoccare il codice civile. A gennaio dovrà superare l’esame del parlamento, prima di entrare in vigore. Di questo passo le coppie gay potranno sposarsi in Francia sin dal 2013 come promesso dal presidente Francois Hollande durante la campagna elettorale. "Avremo un paese di gay. Tra dieci anni non ci sarà più nessuno, è una stupidaggine", ha dichiarato Dassault, 87enne senatore del partito Ump, intervenuto alla radio pubblica France Culture.

L’apertura d’Oltralpe alle unioni omosessuali arriva all’indomani del riconoscimento, in Spagna, da parte della Consulta, della legittimità della legge introdotta da Zapatero nel 2005. E proprio mentre, per scherzi di agenda, lo stato americano del Maryland ha approvato il matrimonio gay con un referendum. "Guardate la storia della Grecia, è una delle ragioni della sua decadenza all’epoca. Decadenza totale - ha commentato Dassault - è la fine della famiglia, è la fine dello sviluppo dei bambini, è la fine dell’educazione. È un pericolo enorme per tutta la nazione, enorme".

Il partito socialista, con un tweet del suo portavoce David Assouline, ha definito "vergognose" le dichiarazioni del patron de Le Figaro. La legalizzazione delle nozze gay è stata uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del presidente Francois Hollande. Il progetto di legge, che apre a tutte le coppie il matrimonio e l’adozione dei bambini, e che incontra anche l’opposizione della chiesa cattolica francese, dovrà essere esaminato dal Parlamento a gennaio 2013 prima di entrare in vigore.

A dividere l’opinione pubblica è soprattutto il diritto all’adozione. L’ultimo sondaggio Ifop per Le Monde conferma che la maggior parte dei francesi (65%) non ha nulla in contrario al fatto che coppie dello stesso sesso si sposino. La questione più delicata resta la conseguente adozione da parte delle coppie omosessuali, approvata per lo stesso studio dal 52% dei francesi. E che potrebbe riguardare tra i 24mila e i 40mila bambini che vivono con la madre o il padre ormai separati e conviventi con un partner dello stesso sesso.

Quei baby calciatori licenziati con una lettera

Corriere della sera

Ai bimbi di otto anni: «Non giocherete più»

Cristiano Ronaldo da bambino, prima di diventare stella del Real MaadridCristiano Ronaldo da bambino, prima di diventare stella del Real Maadrid

Quel giorno Paolino ha trovato una busta chiusa sul tavolo del salotto, indirizzata a lui. La prima lettera dei suoi otto anni di vita. «Con la presente - c'era scritto - ti ringrazio per aver fatto parte, nella stagione sportiva 2011-2012, della nostra società. Purtroppo siamo costretti a comunicarti che per la prossima stagione sportiva 2012-2013 non siamo in grado di darti la possibilità di continuare con noi la tua attività sportiva. Nell'augurarti le migliori fortune sportive colgo l'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti». Firmato Spartaco Ventura, presidente del calcio San Giovanni di Trieste: la squadra di Paolino, la sua passione, il suo sogno. Papà Daniele l'ha visto andare nella cameretta, dove i colori sono quelli della Juve e i poster quelli di Buffon: «È uscito dopo due ore - racconta il genitore -: "Non voglio più giocare a calcio, non voglio più fare niente", mi ha detto. Era stato scartato forse perché troppo basso per fare il portiere.

Mi chiedo: sarebbe questa la sua colpa? Quella di non essere abbastanza bravo al gioco del calcio? Io non lo portavo perché diventasse un Kakà, un Messi, un Ronaldo. No, solo per divertirsi e per stare con gli altri, per vivere lo spirito di gruppo, per imparare a essere leale». Con il baby portiere del San Giovanni, altri cinque «pulcini» hanno ricevuto lo stesso benservito. «Mio figlio ne ha fatto un dramma - assicura Cesare Lenzi -. Ho cercato di calmarlo, di dirgli che poteva comunque andare in un'altra società: niente. "Non voglio giocare contro i miei amici". Capito? Con il San Giovanni sì, da avversario no. Pian piano l'ho convinto a fare atletica, visto che è rimasto incantato dalle Olimpiadi».

La domanda è dunque quella: possibile che già a questa età, quando i bambini iniziano a tirare i primi calci al pallone, si facciano selezioni del genere, che ci sia un fuori squadra, un fuori rosa, un "libero di accasarsi altrove" come si conviene a un Del Piero, a un Seedorf o a un Julio Cesar con tanto di cordiali saluti, quando la stessa Federcalcio invita le società a non fare selezioni fino ai 12 anni? E la mission sociale? Abbiamo chiesto lumi al presidente del San Giovanni, quello Spartaco Ventura che ha spedito le missive: «La ragione non è tecnica, di bravura.

La mia scelta è stata dettata da un'esigenza: quella di ridurre il numero dei piccoli calciatori della società per il fatto che non eravamo più in grado di seguirli tutti. Mancavano gli allenatori e quindi bisognava asciugare la rosa. I nomi li ho scelti considerando quindi altri parametri. In ogni caso, dopo il 30 giugno di ogni anno, come i bambini e i genitori sono liberi di cambiare società, anche la società è libera di fare le sue scelte. Ricordo poi che, se al sottoscritto prende un colpo, non ne restano a casa 6 ma 200».

Parole non proprio riconcilianti, quelle di Ventura. «Invece di chiedere scusa, ferisce un'altra volta», si scalda papà Cesare. «Ho già mandato una lettera alla Federazione, ci sarebbero gli estremi per la procura federale», rilancia papà Daniele. E sono pietre anche dal fronte dell'analisi psicologica della vicenda. Con Vera Slepoj, già psicoterapeuta del Palermo Calcio, che dopo aver premesso come «a quell'età la competizione sia comunque legittima e anche il fallimento sportivo, che però dev'essere supportato da un allenatore in modo che si traduca in una risorsa», bacchetta le modalità di comunicazione:

«Mi sembra che questo presidente abbia preso troppo seriamente il proprio ruolo. La lettera è quasi quella di un datore di lavoro a un dipendente. Non è giusto chiudere un rapporto con un bimbo come se la sua fosse un'attività professionale. A quell'età il calcio è gioco, niente di più. Comunque, la forma sbagliata può essere sempre sanata dai genitori». Infatti il padre di Paolino ha già piazzato il suo piccolo fra i pali del San Luigi. Che ora aspetta al varco il San Giovanni di Spartaco.

Andrea Pasqualetto
9 novembre 2012 | 7:37

Nuovo arresto per la blogger Yoani Sánchez

Corriere della sera

La dissidente fermata per «disturbo dell'ordine pubblico». Rilasciata dopo alcune ore. L'annuncio su Twitter:«Sto bene»

Yoani Sanchez col marito Reinaldo EscobarYoani Sanchez col marito Reinaldo Escobar

«Torno a camminare per le strade dell'Avana dopo varie ore trascorse in arresto. Sto bene! Grazie per la solidarietà». È stata la stessa Yoni Sanchez, nella notte fra giovedì e venerdì, ad annunciare su Twitter di essere stata rilasciata dalla polizia dopo l’arresto avvenuto all’Avana con l’accusa di «disturbo all'ordine pubblico» e «indisciplina sociale» .

L'ARRESTO - La dissidente e blogger cubana era stata fermata mentre si stava recando ad un commissariato per avere informazioni su altri oppositori finiti in cella negli ultimi giorni. Secondo fonti dell'opposizione anti-castrista, tra mercoledì e giovedì, a Cuba sono state fermate “per ragioni politiche” una ventina di persone. Tra questi anche il noto dissidente, Guillermo Farinas.

I PRECEDENTI - Per la blogger si tratta dell’ennesimo fermo. L’ultimo risale al 5 ottobre quando Yoani era stata arrestata dalla polizia a Bayamo mentre, insieme al marito, il giornalista Reinaldo Escobar, e altri attivisti, stava andando in tribunale. Voleva coprire il processo al giovane attivista politico spagnolo Angel Carromero, accusato di omicidio dopo la morte in un incidente stradale dei dissidenti Oswaldo Paya e Harold Cepero. Anche in quel caso, dopo diverse ore trascorse in cella (circa 30) era stata rilasciata.

Redazione online9 novembre 2012 | 6:52