lunedì 28 maggio 2012

Costo zero, vantaggio minimo

Corriere della sera

Arrivano i depositi di base: gratuiti per le fasce disagiate e i pensionati, a canone agevolato per gli altri

Dal primo giugno l’obbligo per tutti gli istituti di credito



E tre. Ci aveva provato il Consorzio PattiChiari dell’Abi nel 2005, con il Servizio bancario di base. Un mezzo flop, 100 mila conti aperti. Ci ha riprovato la Banca d’Italia di Mario Draghi nel 2009 con il Conto semplice. Non ha funzionato, lo hanno offerto 11 banche su 785. Ora che è diventato obbligatorio con il decreto Liberalizzazioni, dovrebbe finalmente partire davvero il conto base: le banche dovranno offrirlo gratis alle categorie sociali svantaggiate (con Isee, Indicatore della situazione economica, fino a 7.500 euro all’anno) e ai pensionati con rendita fino a 1.500 euro al mese (vedi grafico). Per gli altri consumatori, ci sarà una versione speciale, a canone agevolato.


Le due strade
La data di partenza prevista dalla legge è il primo giugno, venerdì prossimo, ma a venerdì scorso era tutto fermo. «Ancora non ci sono prodotti in circolazione. Come al solito le banche ritardano - commenta Anna Vizzari dell’Ufficio studi Altroconsumo -. Preoccupante, visto che dal primo luglio i pensionati che ricevono un assegno sopra i mille euro dovranno avere un conto per accreditarlo». Le banche rispondono che i nuovi conti base ci sono (le Poste, addirittura, ne avrebbero pronte quattro versioni), ma li stanno mettendo a punto (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi, Bpm, Mps). In ogni caso, venerdì i conti a costo zero partiranno e - pur con ridotta operatività e probabile omogeneità (difficile che siano tanto diversi da banca a banca) - sono una svolta. Sostituiranno gli altri conti «di base» o per i pensionati (non le carte-conto, come l’Inps-Poste) in circolazione. E potranno essere chiamati «conto di base» soltanto questi nuovi depositi. Lo dice la Convenzione firmata il 28 marzo tra Tesoro, Banca d’Italia, Abi, Poste e Aiip (l’Associazione degli istituti di pagamento e moneta elettronica), che ne precisa le caratteristiche. Vediamole. I conti base, regolamentati dal decreto Salva Italia 201/2011 e modificati con il decreto Liberalizzazioni 1/2012 dopo tira-e-molla con le riluttanti banche, saranno due, Conto A e Conto B (vedi tabella).



Il primo è quello di base «puro», cioè gratuito per chi ha un’Isee fino a 7.500 euro. Il secondo è quello gratuito (e più scarno) per i pensionati fino a 1.500 euro al mese. C’è poi una terza possibilità: il Conto A a pagamento. Il deposito di base «puro» può essere scelto, infatti, anche da chi non è nella fascia svantaggiata, a patto che paghi il bollo (34,20 euro) e un canone annuo minimo. Quanto? Non si sa, ma meno dei conti tradizionali. In Intesa Sanpaolo sarà meno del loro Conto Facile (94,8 euro all’anno), in Unicredit si parla di qualche euro al mese. È su questa «prezzatura» che le banche stanno lavorando. «Siamo quasi pronti, ogni banca sta facendo le proprie valutazioni - dice dalla sede di Bologna Massimo Macchitella, responsabile Marketing famiglie di Unicredit, oltre 7 milioni di clienti privati in Italia -. La concorrenza sarà sul Conto A, che avrà una funzione segnaletica elevata: potrà fare da traino ad altri conti». «Potremmo dare un maggior numero di operazioni gratuite di quelle previste», dice Banca Intesa, che ha raccolto solo qualche migliaio di correntisti con il Servizio bancario di base di PattiChiari («Era poco conosciuto e non c’era gran differenza con il conto ordinario»).


Le esclusioni
In ogni caso, non aspettatevi un deposito come tutti gli altri. Perché i tre conti base in arrivo, pensati per l’«inclusione finanziaria» (cioè per chi, il conto corrente, non l’ha) hanno due caratteristiche: rendimento zero e limitata operatività. Con tutti è infatti: a) impossibile andare in rosso; b) avere un conto titoli collegato; c) avere il libretto degli assegni. Che cosa si può fare allora? Incassare e prelevare. Il Conto A consente di ritirare soldi gratuitamente anche ai Bancomat di banche diverse dalla propria, ma non il Conto B, dove sono a pagamento anche tutti i bonifici effettuati. Operazione non prevista da entrambi è poi il trasferimento di denaro (per esempio, con MoneyGram o Western Union), fatto che escluderà gli immigrati.



Sono limitazioni che alle stesse banche non piacciono: vorrebbero includere più servizi, ma ci sono ancora forti dubbi interpretativi sul conto B, per i pensionati. Non è chiaro, infatti, se le operazioni non espressamente previste dalla Convenzione possano essere offerte, magari a pagamento, o no. Per esempio, i versamenti non sono inclusi, né i prelievi su altre banche: si potranno fare, pagando, o no? «Sarebbe più logico poter offrire tutte le operazioni, facendone pagare alcune», dice Macchitella. «Ci sono aspetti ancora in attesa di chiarimento da parte del ministero - dicono in Intesa Sanpaolo -. Ci si interroga sul perché un conto d’inclusione finanziaria escluda servizi agli immigrati e quello per i pensionati non consenta di pagare gratuitamente le tasse, o l’Imu». Giochi aperti, insomma.


Alessandra Puato
28 maggio 2012 | 17:45



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Cellulari, cambiare operatore conviene? E se sì, quanto si può risparmiare?

Corriere della sera



Passa a Tim. Passa a Vodafone. Passa a Tre. A Wind. A Postemobile, a Coop Voce, a Nòverca, a Erg Mobile. Passa. Passa. Passa. La pubblicità è martellante. Le offerte di solito sono (o per lo meno sembrano) allettanti. Si chiama “portabilità del numero”. Prendi la tua utenza di telefonia mobile e la porti a un altro operatore. Mantenendo lo stesso numero.

Gli italiani conoscono bene quello di cui stiamo parlando: secondo dati AgCom sono 9 milioni i passaggi a un altro operatore negli ultimi 12 mesi. Dal 2006 30 milioni in tutto.
Ma si risparmia davvero cambiando gestore? E quanto si risparmia? Proviamo a fare chiarezza sul fenomeno anticipando i numeri di un’indagine condotta dal sito SosTariffe.it, specializzato nella comparazione dei costi. Secondo la ricerca, nel primo anno successivo alla portabilità, l’utente risparmia in media fino a circa il 32% rispetto alla tariffazione di base.

Come è stata condotta l’indagine? Analizzando sia le tariffe per gli abbonamenti sia le ricaricabili, tanto su base mensile quanto su base annuale e prendendo come riferimento 6 fasce “ideali” di consumo telefonico, comprensive di chiamate, messaggi e traffico internet dal cellulare.



La ricerca stima che il risparmio per chi effettua la portabilità in media varia dagli 8 euro ai 23 euro circa al mese, che in termini percentuali si traduce in una variabilità dal -4% al -32% sulla tariffazione base che l’utente paga in assenza di promozioni. Analizzando gli abbonamenti, inoltre, emerge che il risparmio cresce al crescere della fascia di consumo. Insomma: più si fanno telefonate, sms, traffico dati e più si risparmia in portabilità. Se nelle fasce basse di consumo si risparmia attorno al 30% in quelle alte si può arrivare anche al 32%.



Le cose cambiano un po’ quando si usa una ricaricabile. In questo caso, infatti, al crescere dei consumi corrisponde una diminuzione della convenienza della portabilità del numero. Nelle ricaricabili, infatti, il risparmio massimo (almeno in termini percentuali) si ottiene nelle fasce basse di consumo, dove si può arrivare ad avere una diminuzione della tariffazione mensile pari al 30%. Nella fascia massima presa in esame, invece, il risparmio scende al 4,08%.


Queste le percentuali. Ma in euro, quanto valgono? SosTariffe.it ha calcolato che si può risparmiare fino a 279,48 euro l’anno per gli abbonamenti e 145,26 euro per le ricaricabili. Quanto al cambio di operatore in sé,  Giuliano Messina (amministratore e cofondatore di SosTariffe.it) ricorda che è «ottenibile seguendo una procedura per la portabilità del numero semplice e priva di costi aggiuntivi. Le nuove regole approvate dall’Agcom nel novembre 2011 prevedono che il tempo necessario per ottenere la portabilità sia di solo un giorno. Tutta la documentazione necessaria viene gestita esclusivamente dal nuovo operatore, cosa che rende così il processo veloce e senza complicazioni».


E la vostra esperienza con la portabilità del numero qual è? Se avete voglia, raccontatelo commentando qua sotto.


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Napolitano: «Apparati Stato ostacolarono la verità»

Corriere della sera

Così il Capo dello Stato sull'attentato bresciano del 28 maggio 1974


La folla in piazza dell Loggia a BrsciaLa folla in piazza dell Loggia a Brscia

BRESCIA - «Lo scorso 9 maggio, in occasione della celebrazione del 'Giorno della Memoria' ho però ricordato che il corso della giustizia deve, pur nei limiti in cui è rimasto possibile, continuare con ogni scrupolo e che, nel contempo va però fin da ora messo in luce quanto è emerso, dalle carte processuali e dalle inchieste parlamentari, sulla matrice di estrema destra neofascista di quell'azione criminale e sugli ostacoli che una parte degli apparati dello Stato frappose alla ricerca della verità».

Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al sindaco di Brescia, Adriano Paroli. In questo momento, prosegue il Capo dello Stato, «assume perciò un significato ancora maggiore l'ammirevole iniziativa delle amministrazioni comunale e provinciale e dell'associazione dei famigliari dei caduti di creare, scolpendo nella pietra i nomi delle vittime del terrorismo, un itinerario cittadino capace di ripercorrere eventi tragici della nostra storia repubblicana e di ricollegarli idealmente ai momenti fondativi della comunità nazionale. Con questi sentimenti, esprimo a lei, signor sindaco, e a tutti i famigliari delle vittime, la solidale vicinanza e la intensa partecipazione mie e della Nazione».




IL MINISTRO - A Brescia, per il 38esimo anniversario della strage, anche il ministro Cancellieri. «Siamo costernati di essere a Brescia oggi senza verità»: così ha detto il ministro dell'Interno ricordando la strage di Piazza della Loggia avvenuta esattamente 28 anni fa. «La verità - ha aggiunto - a un certo punto sembrava arrivare. Il messaggio che deve passare è che non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci. La verità arriverà. È un dovere e non possiamo trascurare nessun impegno per arrivare alla soluzione». Sulla possibilità di aprire gli archivi, il ministro ha sottolineato che «il vero dovere è la verità e il comportamento sarà coerente con quello annunciato». «Ritengo che queste stragi facciano parte della storia del nostro Paese. Siamo in un momento sicuramente difficile ma non possiamo paragonarlo agli anni della tensione». È quanto ha affermato a margine delle celebrazioni per il 28mo anniversario della strage di Piazza della Loggia a Brescia.

TENSIONE CON GLI STUDENTI - Non sono mancati poi alcuni momenti di tensione fra gli studenti dei collettivi e le forze dell'ordine. Alcuni manifestanti hanno raccontato di «essere stati manganellati a freddo» dalle forze dell'ordine in corso Matteotti in modo da rallentare il loro ingresso in piazza della Loggia dove ha reso omaggio alle vittime il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri e dove dal palco ha parlato, fra gli altri, il segretario della Cgil Susanna Camusso. «Dopo che ci siamo presi piazza della Loggia - ha detto uno dei manifestanti col megafono - ricompattiamoci e rendiamo omaggio ai nostri morti, nostri e non del ministro dell'Interno».

Almeno quattro poliziotti sono rimasti contusi negli scontri fra polizia e collettivo studentesco in occasione del trentottesimo anniversario della strage di piazza della Loggia. Il corteo studentesco doveva fermarsi per un presidio davanti al tribunale intorno alle 10,15 e arrivare in piazza alle 11, una volta terminata la manifestazione con le autorità e l'intervento, a nome dei sindacati confederali, della segretaria Cgil Susanna Camusso. Dalla questura hanno spiegato che i manifestanti hanno accelerato cercando di superare gli agenti che li precedevano. In via fratelli Bronzetti, da un cantiere, hanno preso delle reti e hanno iniziato a lanciare mazze e sassi. La polizia ha fatto una carica di alleggerimento e un altro momento di tensione c' è stato poco prima della piazza dove gli studenti hanno cercato di entrare prima del previsto.

Redazione Online28 maggio 2012 | 13:03

Diventa un monumento l'Harley ritrovata in Canada dopo lo tsunami giapponese

Corriere della sera

La custom è stata ritrovata dopo aver navigato nell'oceano per oltre 8.000 km.



MILANO- Diventerà un monumento alle vittime dello tsunami giapponesi, l'Harley Davidson che per un anno ha «navigato» in balia delle correnti raggiungendo dal Sol Levante le spiagge dello British Columbia, in Canada. Più di 8.000 chilometri. Così ha voluto il suo legittimo proprietario, Ikuo Yokoyama, 29 anni che su quella moto non è mai potuto montare in sella a causa della terribile catastrofe naturale che ha colpito il paese.

UNA STORIA DA FILM-Ora la sua Harley FXSTB Softail Night Train sarà esposta nel museo di Milwaukee nelle stesse condizioni in cui è stata ritrovata: abbastanza integra nelle forme, ma pesantemente danneggiata dalla ruggine e dall'impatto con gli scogli. A trovarla a fine aprile su una remota spiaggia nell'isola di Graham è stato un abitante del posto, Peter Mark: dopo aver notato la targa giapponese ancora leggibile, ha capito subito che l'Harley - come tanti altri oggetti spinti sulle stesse coste dalla forza del mare- veniva dall'altra parte del Pacifico. Ma come ha fatto una moto che pesa 300 kg non affondare? A salvarla è stata il container di legno dentro il quale era stipata. Così dal Canada, dopo averla caricata su di un pick-up, sono risaliti a Yokohama, il ragazzo giapponese che l'aveva comprata.

 Che nel sisma ha perso la sua casa ed è stato costretto a trasferirsi nella prefettura di Miyagi. Guai enormi, perciò riavere la sua Harley, peraltro inutilizzabile, non gli interessa. Nonostante le numerose offerte arrivate via web di harleysti da tutto il Giappone che gli offrono aiuto economico per ripararla. Yokohama, invece, esprime un solo desiderio: che la moto venga conservata nel museo della casa di Milwaukee per ricordare quel funesto 11 marzo 2011 in cui persero la vita più di 15 mila persone. «E' sorprendente che la mia Harley sia stata ritrovata in Canada dopo più di un anno», commenta, «voglio ringraziare Peter che l'ha trovata, mi dispiace non potergli far visita per esprimergli di persona la mia gratitudine. Non appena le cose si saranno sistemate volerò in America per farlo e per rivedere la mia Harley».



Daniele Sparisci
28 maggio 2012 | 11:11


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