lunedì 23 aprile 2012

Troppe molestie telefoniche, arriva «Zitto»

Corriere della sera

Un'imprenditrice italiana inventa un sistema che blocca le telefonate sgradite che finiscono nella «black list»



Nessuno è immune. Tutti coloro che ancora possiedono un telefono fisso (e sono ancora 22 milioni di privati) ricevono decine di telefonate indesiderate sia a casa sia in ufficio e anche l'invio indiscriminato di fax (con consumo incontrollato di toner). Adesso forse un modo per difendersi c'è. L'ha inventato un'imprenditrice veneta, Stefania Martinelli ed è un dispositivo semplice, unico in Italia, che promette di risolvere definitivamente il problema.

IL SISTEMA - La piccola scatolina anti molestie telefoniche si chiama Zitto è un sistema intelligente in grado di terminare tutte le chiamate con «numero sconosciuto e quelle provenienti da numeri «in chiaro» che ogni utente decide di inserire nella black list. Infatti l'arrivo di telefonate e di fax indesiderati è un fenomeno diffuso e in costante crescita: call center, sondaggisti, venditori che chiamano spesso senza rispettare le norme vigenti in materia di telemarketing. E sono in crescita anche le truffe telefoniche ai danni quasi sempre di anziani o di persone indifese che vivono sole.

COME FUNZIONA - Zitto termina automaticamente tutte le chiamate che arrivano sul telefono fisso analogico, residenziale o aziendale, senza identificativo del chiamante. Inoltre, per i numeri conosciuti dai quali però non si vogliono ricevere più telefonate, Zitto richiede la semplice pressione del tasto presente sul dispositivo: da quel momento, il numero inserito nella black list non potrà più disturbare. Zitto è un sistema semplice che funziona con un normale telefono analogico, con o senza display, oppure con un cordless. Zitto costa 69 euro e si può acquistare online. «Zitto – spiega Stefania Martinelli – non è un’invenzione contro, anzi. Esso è un mezzo per difendersi da coloro che lavorano in modo scorretto, entrando nelle nostre case e aziende senza rispettare la legge. Per quanto riguarda l’attività dei call center, la situazione è in effetti peggiorata con le chiamate automatizzate».

PERSEGUITATI - Sono oltre mille ogni anno le denunce contro le intrusioni dei call center e tante anche le molestie via fax. è possibile per gli utenti iscriversi al «Registro delle opposizioni» per non ricevere telefonate indesiderate, ma non sempre basta per difendersi. Proprio qualche giorno fa l'Authority ha disposto il blocco del trattamento dei dati nei confronti di tre società che forniscono servizi di call center. L'accusa: aver effettuato telefonate ad utenti iscritti al Registro delle Opposizioni


Redazione Online23 aprile 2012 | 16:13


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Ordina l'espresso dal tuo computer» La macchinetta a che cancella la pausa caffè

Corriere della sera

Un'invenzione svizzera in cerca di clienti: consente ordinazioni da pc o con un'app su dispositivi mobili


MILANO - Una macchinetta del caffè con indirizzo IP? Esiste. Dice l’impiegato seduto davanti allo schermo del pc alla collega: «Ora avrei voglia di un caffè». Cosa fa? Non si alza per scendere al bar o andare alle macchinette automatiche in corridoio. Ordina due espressi tramite un’app sul suo dispositivo. La macchinetta completamente automatica sbriga l’ordinazione attraverso una rete locale. Chi l'ha inventata? Gli svizzeri.


IL CAFFÈ DALLA RETE - Si chiama «NetKafy» ed è un sistema sviluppato da un’azienda del Canton Zurigo. Impiegati che non vogliono lasciare nulla al caso, possono d’ora in poi ordinare il loro caffè direttamente al computer o per mezzo di un’app sul dispositivo mobile. La macchina prepara sia il caffè espresso che quello «normale», sceglie la giusta tazzina ed è pure capace di gestire ordinazioni multiple. Dispone persino di un nastro trasportatore per portare la tazza sotto l'erogatore e poi allontanarla. Insomma, anche la pausa caffè diventa un processo tecnologico e il video di presentazione del prototipo è già un successo in Svizzera. In tanti, però, non vedono l’utilità di questa «invenzione». Certo, si risparmiano secondi di tempo preziosi che sarebbero tolti all’orario lavoro. Per gli inventori si tratta in ogni caso della «macchinetta del caffè più cool del mondo». «Il potenziale di mercato è rilevante», ha spiegato al sito 20 Minuten, Urs Weber, della società DBS AG. Che sottolinea: «All’inizio ci hanno preso in giro, ora la situazione è cambiata». Un prezzo per questo prodotto non c’è ancora.

Elmar Burchia
23 aprile 2012 | 15:21

Oman, liberata la nave italiana Ievoli

Corriere della sera

La petroliera era stata sequestrata a dicembre il comandante Musumeci: «Stiamo molto bene»


MILANO - La petroliera Enrico Ievoli sequestrata da pirati al largo dell'Oman il 27 dicembre scorso è stata liberata. Lo ha annunciato il ministro Giulio Terzi di Sant'Agata da Giacarta, dove si trova in missione per un tour in Estremo Oriente.

SEI ITALIANI A BORDO - Erano diciotto i componenti dell'equipaggio: sei gli italiani, cinque gli ucraini e sette gli indiani. Agostino Musumeci, comandante della Ievoli, ha subito commentato: «Stiamo molto bene, è tutto sotto controllo. L'equipaggio sta benissimo. La nave è già partita dalle coste della Somalia e a bordo ci sono i militari italiani».




NESSUN RISCATTO - «Non è stato pagato alcun riscatto, né ci sono stati blitz o operazioni militari. Abbiamo lavorato rispettando la legge e portando avanti il percorso giusto che va seguito in questi casi. ora la Enrico Ievoli naviga scortata da un'imbarcazione della Marina Militare». Così Domenico Ievoli, presidente e amministratore delegato della Marnavi, la società cui la Enrico Ievoli appartiene, alla notizia della liberazione del naviglio. «Tutti i membri dell'equipaggio stanno bene, ora stanno dirigendosi verso un porto sicuro, anche per verificare le condizioni della petroliera. Lì ci sarà un cambio di equipaggio, poi la Enrico Ievoli si dirigerà verso il Mediterraneo com'era inizialmente previsto».

LA DIPLOMAZIA - La vicenda della Enrico Ievoli, ha sottolineato Terzi, «è stata in questi mesi al centro di un'ampia azione diplomatica svolta anche nei confronti delle Autorità somale, alle quali è stato da parte italiana richiesto il massimo impegno affinchè i nostri connazionali potessero tornare sani e salvi a casa». «Questo caso- ha aggiunto il ministro - conferma ulteriormente la gravità della minaccia alla sicurezza rappresentata dal fenomeno della pirateria su cui l'Italia è impegnata per favorire la massima attenzione ed un sempre maggiore coordinamento nell'azione di contrasto da parte della comunità internazionale, sia sul piano bilaterale che attraverso i principali fori multilaterali, come avvenuto più di recente anche in ambito G8 e nel Consiglio Nato-Russia dove proprio l'Italia ha posto con enfasi la questione nell'agenda delle consultazioni tra gli alleati»

Redazione Online23 aprile 2012 | 17:04

La Rinascente e il mito delle commesse La strategia della seduzione

Corriere della sera

Dagli anni Cinquanta alla spilla con il «doppio senso» Quando gli industriali facevano la fila per conoscerle



Le commesse oggiLe commesse oggi

Le commesse della Rinascente? «Belle ragazze in abiti vivaci che suscitavano pensieri amorosi», ricordava il giornalista-scrittore Gaetano Afeltra in un evocante elzeviro («Memorie d'un emigrato») sulla sua calata a Milano negli anni Trenta. Commesse che a lui, giovanotto amalfitano, avevano suscitato immediato entusiasmo come altre gustose milanesità, tipo «il risotto con i funghi, gli ossibuchi mantecati e i nodini». Ovvero la seduzione dei sensi, nei suoi diversi livelli, raccontata con letteraria delicatezza.

Nel presente invece, alle commesse della Rinascente di Firenze non è affatto apparso delicato che per pubblicizzare Rinascentecard (ultima carta d'acquisto) abbiano dovuto ostentare sul petto una spilla con l'ambiguo slogan «Averla è facile. Chiedimi come».

La card che ha scatenato le polemiche
Pare che il proverbiale, caustico umorismo fiorentino (maschile) sia andato a nozze con il possibile doppio senso: da lì le pretestuose richieste di dettagli legati soprattutto a quel «come». Evidente l'imbarazzo delle commesse per cui già in particolari giornate è previsto un look in tacchi alti, minigonna e altra spilla al petto con sigla T.V.T.B. Che gioca sul tormentone adolescenziale «Ti Voglio Tanto Bene» ma richiama invece un promozionale «Tutti Vorranno Trattarti Bene», rivolto a clienti bisognosi di consigli, dal trucco al nodo della cravatta.

Tutto è cominciato così, come uno sfogo quasi estemporaneo. E ora ecco il fiorire di indici puntati («No al corpo mercificato»), da blog postfemministi ma anche da politici e segretari nazionali confederali. Né sono servite granché le puntualizzazioni della direzione generale di Milano. Che ha letto della bagarre sui media ma che dalle commesse fiorentine (uniche nelle varie sedi a obbiettare) non ha mai ricevuto lagnanze dirette. E che a proposito dell'ambigua spilla, indossata (senza disagi) pure dai commessi, ricorda sia vecchia di oltre tre anni. Ma a questo punto sarà più facile avere la tessera o la pacificazione? Resta il fatto di come le commesse della Rinascente abbiano sempre costituito, come confermano le parole scritte da Afeltra, uno storico, ambito modello di seduzione pure se in un'Italia largamente più ingenua.


Le commesse ieriLe commesse ieri

Soprattutto negli Anni 50, quelli della ricostruzione, un giro nei grandi magazzini a fianco del Duomo non rappresentava soltanto il sogno d'un nuovo standard di vita, d'una eleganza prima negata dalla guerra poi finalmente vagheggiata in quella ricchezza di colori, stoffe, creazioni. Per i giovani (uomini) del tempo era anche una specie di tappeto rosso su cui, lontano il tempo del self-service, ammirare centinaia di splendide vendeuse ben truccate, eleganti, profumate.

Massima zona di turbamento olfattivo appunto il reparto essenze (storicamente al piano terreno) dove fra sentori di mughetto, lavanda, vaniglia, apparivano e svanivano ragazze con allure da attrici e pazienza se stabilmente in atteggiamento fatalmente sussiegoso. Data la celebrata avvenenza, di loro si scriveva come fossero categoria a parte. «Sono assunte preferibilmente sui 16 anni - si legge in una maxi-inchiesta del Corriere d'Informazione , anno 1958 - devono avere presenza, attitudine ai rapporti col pubblico e accento dialettale non troppo marcato».

Ci fosse stata la Lega, chissà come avrebbe preso l'indiscriminato richiamo al dialetto. E l'attitudine ai rapporti col pubblico? Prefigurava già spille e slogan sulla facilità di averla, quella preziosa tessera-shopping? Da escludere: stiamo pur sempre parlando di potenziali nonne delle attuali commesse. Era risaputo che dietro l'ingresso del grande magazzino (lontana anche l'epoca delle zone pedonali), ci fosse stabilmente una parata di «macchinoni» e di «fuoriserie» in attesa di quelle belle uscite. E quando in qualche agiato salotto, dell'avvenente moglie d'un industriale si diceva fosse «ex commessa alla Rinascente», non valeva come sminuente ma più o meno alla pari di «ex indossatrice». Nel suo piccolo anche l'affascinante Lucia Bosè era stata commessa, seppure in una vicina boutique di canditi.

In ogni caso proprio all'ombra del marchio inventato da Gabriele d'Annunzio nel 1917, qualcuna di quelle ragazze ha costruito le basi per percorsi in technicolor. Come Agostina Belli, uno dei volti più affascinanti e popolari del cinema italiano negli Anni 70, notata proprio dietro un banco dal regista Carlo Lizzani e fatta esordire in Banditi a Milano. O come la grande Mariangela Melato che alla Rinascente ha fatto la vetrinista, come Giorgio Armani.


Gian Luigi Paracchini
23 aprile 2012 | 12:17



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Matrimoni a rate», la città dove ci si indebita di più è Napoli

Il Mattino


NAPOLI - Arriva la primavera e come da tradizione inizia la stagione dei fiori d'arancio: per molti sposi sarà il "giorno più bello" della vita, ma per i loro portafogli saranno dolori. Secondo un'indagine del portale PrestitiSupermarket.it, sempre più italiani e italiane si indebitano pur di sposarsi.


I numeri parlano chiaro: dall'indagine condotta su 15.000 richieste di prestito raccolte nei primi 4 mesi dell'anno, emerge come i futuri coniugi chiedano mediamente in prestito un importo leggermente superiore ai 10.000 euro. «A conti fatti - riferisce il portale di prestiti - si tratta di un rito normale e di una spesa ancora minima: non si parla di arrivi in pompa magna su carrozze e macchine d'epoca, o in elicottero con lancio di petali di rosa. Anzi, il trend che traspare è quello del matrimonio a basso costo e alternativo, a base di aperitivo rinforzato, inviti solidali e cadeaux simbolici». Secondo PrestitiSupermarket.it, «è inevitabile che l'aumento del costo della vita stia trasformando il giorno del "sì"» in un evento fuori dai canoni tradizionali per contenere il salasso di fedi nuziali, bouquet, sfarzosi ricevimenti, fotografo, abiti, partecipazioni e classiche bomboniere.

Per non parlare dei costi stellari della luna di miele. Ma a che età ci si indebita per fare il grande passo? Tra i 20-25 anni, secondo il portale, si pensa soprattutto a feste e cene con gli amici. Anche se in questa fascia d'età PrestitiSupermarket.it rileva comunque un discreto 20% di richiedenti. L'ansia da matrimonio si fa strada verso i 26-30 anni, con un 28% di giovani che accendono un prestito per sposarsi. A 35 anni scoppia, infine, il complesso da single e cercare un partner è quasi un dovere: si ritorna a quota 20% di richiedenti, mentre gli over 40 si assottigliano e sono solo il 6%. Il dato più rilevante è tuttavia un altro: ben il 18% di ultra cinquantenni che chiedono un prestito lo fanno per finanziare il matrimonio dei figli. Non è, invece, così incredibile che ben l'80% delle richieste provengano da dipendenti a tempo indeterminato.

Molto lontani pensionati e lavoratori autonomi, che pesano complessivamente per un 17%. La durata dei prestiti, inoltre, si attesta attorno ai 5 anni, per diluire nel tempo la restituzione e ottenere l'impatto minore possibile sul bilancio familiare, specie nel caso di una famiglia neonata. A livello regionale, la Campania è in cima alla lista per numero di aspiranti alle "nozze a rate" (circa il 20% del campione), seguita da Lombardia (13%), Sicilia (12%) e Toscana (12%). Marche e Veneto sono le regioni che ci tengono di più a "fare bella figura", con importi medi intorno ai 15.000 euro, seguite da Sicilia (13.200 euro) e Campania (11.200 euro).

Una delle città dove ci si indebita di più per sposarsi è Napoli, dove si compie il fatidico passo mediamente a 32 anni, con centinaia di invitati, cantante di grido e location da sogno: è, infatti, questa la provincia con cifre da record per numero di richieste di prestito. Qui, riferisce PrestitiSupermarket.it, non si bada a spese, si punta al meglio e costoso è sinonimo di lussuoso: si parte mediamente da un importo di 15.300 euro, a salire fino a toccare somme da capogiro.

Lunedì 23 Aprile 2012 - 14:22    Ultimo aggiornamento: 14:23



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Meteorite si schianta al suolo, esplosione tra California e Nevada

Il Mattino


Ci sarebbe una meteora all'origine di una forte esplosione udita in mattinata tra California e Nevada, secondo quanto hanno affermato degli astronomi. La forte esplosione è stata udita verso le 08:00 (locali) e ha provocato un'ondata di telefonate allarmate alle polizia e ai vigili del fuoco dei due stati, sui due lati della Sierra Nevada. Il boato è stato udito distintamente da Reno a Winnemucca in Nevada, e da Sacramento a Bakersfield areas in California e secondo quanto scrive l'Huffington Post, in entrambi gli Stati alcune persone hanno raccontato di aver visto un palla di fuoco attraversare il cielo. 



Dan Ruby del Fleischmann Planetarium ll'università del Nevada, citato dalla stessa fonte, ha affermato che secondo le indicazioni e le testimonianze raccolte, si è trattato di una meteora che ha raggiunto il nostro pianeta nella regione sulla Sierra Nevada.

Lunedì 23 Aprile 2012 - 13:53    Ultimo aggiornamento: 14:23



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