giovedì 5 gennaio 2012

Kodak vicina al fallimento Nel 1888 portò la fotografia anche ai non professionisti

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Addio a pellicole e macchine fotografiche? Il colosso americano sta pensando alla bancarotta protetta

 


 Macchine fotografiche digitali, archivi sempre più grandi che permettono di conservare una quantità strabiliante di foto, cellulari con fotocamere ad alta risoluzione.

E così anche Kodak, l'azienda che più di tutte ha fatto sì che tutti diventassero fotografi, è sull'orlo della bancarotta. Almeno stando alle indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal secondo cui il colosso il gruppo americano starebbe pensando di chiedere la bancarotta protetta garantita dal "Chapter 11".

Che sia un addio alle pellicole che hanno scalzato le Polaroid dal mercato? A spot che hanno fatto la storia della televisione italiana, come quello che aveva come protagonista un simpatico alieno che ripeteva la frase "Ciribiribi Kodak"? Secondo il quotidiano finanziario, Kodak starebbe pensando di vendere alcuni asset e la notizia sarebbe confermata dal Financial Times secondo cui l'azienda starebbe negoziando con le banche una nuova linea di credito da utilizzare per un’eventuale ristrutturazione.





Lo storico colosso statunitense potrebbe, come riporta il WSJ, raccogliere tra i 2 e i 3 miliardi di dollari vendendo 1.100 brevetti, ma nessun acquirente si sarebbe fatto avanti. Il risultato è una perdita di 222 milioni di dollari nel periodo luglio-settembre in perdita di 222 milioni di dollari, il nono calo trimestrale in tre anni.

Fondata 131 anni fa da George Eastman, l’azienda è stata la prima nel 1888 a produrre una fotocamera adatta anche ai non professionisti e nel 1975 ha dato il via a una nuova era inventando la prima macchina digitale. Il declino di Kodak è però iniziato a fine anni '90, quando il gruppo ha perso il 95% di capitalizzazione di mercato, affondato dalla concorrenza straniera e dalla rivoluzione digitale. Dal 2005 si è quindi lanciata nella produzione di stampanti a getto d'inchiostro.

Cortina, in vacanza con l'auto di lusso 42 dichiarano meno di 30mila euro

Corriere della sera

I dati dell'Agenzia delle Entrate dopo il blitz del Fisco il 30 dicembre. Incassi di alberghi, bar e negozi: più 400 per cento rispetto all'anno prima




VENEZIA- Controllate a Cortina le dichiarazioni dei proprietari di 251 auto di lusso di grossa cilindrata: su 133 intestate a persone fisiche, «42 appartengono a cittadini che hanno dichiarato 30.000 euro lordi di reddito». Lo comunica l'Agenzia delle Entrate del Veneto che il 30 dicembre ha inviato 80 ispettori ed effettuato controlli in 35 esercizi commerciali.
 
Gli incassi di alberghi, bar, ristoranti, gioiellerie, boutique, farmacie, saloni di bellezza, nel giorno dei controlli, sono lievitati rispetto sia al giorno precedente sia allo stesso periodo del 2010. In particolare, i ristoranti hanno registrato incrementi negli incassi fino al 300% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+ 110% rispetto al giorno prima), i commercianti di beni di lusso fino al 400% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+106% rispetto al giorno prima), i bar fino al 40% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+104% rispetto al giorno prima).
 
BENI E AUTO DI LUSSO - Non sono mancati singoli episodi particolarmente significativi: un commerciante deteneva beni di lusso in conto vendita per più di 1,6 milioni di euro, senza alcun documento fiscale. I dati più interessanti sono emersi dai controlli sui possessori di 251 auto di lusso di grossa cilindrata.
 
Su 133 auto intestate a persone fisiche, 42 appartengono a cittadini che hanno dichiarato meno di 30 mila euro lordi di reddito sia nel 2009 sia nel 2010, mentre 16 auto sono intestate a contribuenti che hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi. Gli altri 118 superbolidi sono intestati a società che sia nel 2009 sia nel 2010 hanno dichiarato in 19 casi di essere in perdita, mentre in 37 casi hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi.

 
LE POLEMICHE - L'operazione aveva sollevato un mare di polemiche. In primis tra gli albergatori, impegnati, il 30 dicembre, nei preparativi del veglione di San Silvestro. «Sono arrivati alle 8 del mattino e se ne sono andati dieci minuti dopo la mezzanotte, ho firmato il verbale che ero già in camicia da notte - aveva detto a Massimo Spampani un'albergatrice di un noto hotel del centro - un blitz del genere in queste date è un attentato per chi lavora. Da mesi aspettiamo queste giornate, visto che la stagione è cominciata in ritardo e abbiamo incassato poco, i miei clienti hanno detto che se ne vanno a Sankt Moritz, questo stato poliziesco nessuno lo vuole accettare».

 
VIP E POLITICI - Il sindaco Andrea Franceschi aveva parlato di «operazione mediatica», aggiungendo che «non c'è rispetto del lavoro se si va a controllare carte e registri nei giorni in cui alberghi e bar sono sotto pressione». Aveva rincarato la dose Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera: «Controlli a tappeto sull’intera area perché presumibilmente popolata in queste vacanze da ricchi, sono del tutto inaccettabili e chiaramente ispirate a una concezione ideologica del controllo fiscale». Dello stesso parere era l’ex sottosegretario Daniela Santanchè, abituale ospite della Regina delle Dolomiti: «Non trovo giusto colpire Cortina che è un simbolo del nostro turismo per fare controlli fiscali».
 
Anche se, di fronte ai risultati, ha detto che la «lievitazione degli scontrini durante i controlli del Fisco a Cortina è un fenomeno sul quale è giusto andare a fondo», ma condanna il metodo: «adesso, cosa dobbiamo aspettarci, che qualcuno metta i cartelli con il commerciante disonesto e la scritta Wanted?». Mentre il capitano Leonardo Landi, comandante della Compagnia di Cortina d'Ampezzo (Belluno) della Guardia di Finanza, smentisce, in una nota, di aver rilasciato dichiarazioni critiche riguardo alle attività svolte dall'Agenzia delle Entrate nella località turistica veneta.
 
IL PARROCO: POVERI ANCHE A CORTINA - Don Davide Fiocco, parroco del capoluogo ampezzano, parlando di Cortina, ha detto all'agenzia Ansa che «c'è un paese che fa i conti come tutti con le ristrettezze economiche nel quale, ogni tanto, arrivano i vip». Don Davide in un'omelia ai parrocchiani del novembre scorso - che, ricorda il sacerdote, «suscitò molte polemiche» - aveva sollevato il problema delle nuove povertà, raccontando di aver aiutato con i fondi della Caritas tre famiglie in difficoltà
 
04 gennaio 2012(ultima modifica: 05 gennaio 2012)

I deputati non sanno quanto guadagnano

Corriere della sera

È stata costituita una commissione apposta per sapere quanto prende un parlamentare italiano in rapporto ai colleghi europei. Report lo aveva fatto nel 2003, scandagliando buste paghe, rimborsi e privilegi. Cosa è cambiato in 8 anni? I nomi e poco altro. Rivedremo Mastella e Baccini, Buontempo, Cutrufo, Paolo Cento e molti parlamentari di allora. Irene Pivetti, pur facendo da anni un altro mestiere continua a godere di un uffcio, di una segretaria e linea telefonica. Questa sera alle 23.30 su Rai Tre "Uno stipendio onorevole"

B. Iovene



Dal viceregno all'Unità d'Italia, la storia di Napoli in un film 3D

Il Mattino


NAPOLI - «Napoli, la storia», film documentario in 3D prodotto dalla Pixel 06 e voluto da Luciano De Fraia, regista ed autore prematuramente scomparso, giunge alla sua fase finale con l’uscita del secondo volume : «Un Nuovo Regno: dal Viceregno all'Unità d'Italia», che sarà presentato in anteprima nazionale domani alle 16.30 nel Teatrino di Corte di Palazzo Reale. Il progetto, nato da una perfetta miscela tra ricostruzioni virtuali tridimensionali basate su cartografie storiche e rilievi attuali si avvale di riprese di beni archeologici, architettonici ed artistici del passato e del presente.



L’ interrogativo su quale sia la vera storia di Napoli trova una risposta nel lavoro del team di cui fanno parte anche Nicola Spinosa, Paolo Frascani, Paolo Mascilli Migliorini, Leonardo Di Mauro, Buccaro, Peppe Barra e nelle note del musicista austriaco Christof Unterberger. Raccontata come un giallo, la storia di Napoli restituisce gli scenari delle sue diverse epoche, rivelando particolari inediti per tentare di rispondere ai tanti problemi di una città ricca, affascinante e complessa.


L’anteprima sarà accompagnata da un dibattito che vedrà la presenza di alcuni dei docenti che hanno preso parte al documentario tra cui Spinosa, Buccaro, Mascilli Migliorini, il giornalista Francesco Bellofatto , l’esperto di grafica 3D Giuseppe Giannattasio, ed il presidente dell’associazione «Pixel'06» Michela Maiello.

A seguire la Libreria Treves accoglierà relatori e spettatori per un brindisi benaugurale alla nuova opera che copre la storia di Napoli dalle origini al 1637, nel tentativo di mettere a confronto due storie: quella ufficiale, menzognera ed una segreta in cui si trovano le vere cause degli avvenimenti.

L'auto diventa un hovercraft: l'idea di un cinese

Corriere della sera

Si chiama «Aqua» ma può muoversi su tutti i terreni:
il progetto è di una designer di Pechino


MILANO- d. A guardarla nel video con quelle forme arrotondate e i galleggianti laterali, sembra una gigantesca rana cromata, a metà fra la mitica DeLorean di «Ritorno al Futuro» e l’hovercraft del Colonnello Moon in «007 Die Another Day».
 

 
UN VEICOLO PER TUTTE LE STAGIONI-In realtà, la Aqua Concept Hovercraft è davvero un’auto per tutte le stagioni. E per tutti i terreni, visto che può muoversi senza problemi tanto nell’acqua quanto sulla terra ferma: basta infatti azionare il motore che gonfia l’airbag integrato e posizionato sotto alla vettura per staccarla da terra come (appunto) un hovercraft e spingerla in avanti.
 
In pratica, è come se il veicolo - ideato dalla 21enne designer cinese Yuhan Zhang (laureata con lode in Design Industriale alla Xihua University) in occasione del «CDN Car Design Award» - si trasformasse in un maxi cuscino gonfiabile, per spostarsi agevolmente ovunque. «Non esiste una forma migliore di trasporto di un veicolo con un cuscino d’aria – ha spiegato la promettente studentessa – perché viaggia allo stesso modo sulla terra, sull’acqua, sulla sabbia e sul ghiaccio. E spero che un giorno Aqua possa diventare una supercar accessibile a tutti».

 
TROVATA COSTOSA-Anche se magari non sarà così, quel che è certo è che questa «all terrain» di progettazione cinese offre uno spaccato di quello che ci aspetta da qui a qualche anno in tema di trasporto a zero emissioni. Dotata di quattro ventole posteriori ad alta potenza e alimentate da motori elettrici singoli, parabrezza full-screen e due motori ad idrogeno, l’Aqua è caratterizzata da un design pulito e linee estremamente semplici, ad eccezione forse della parte posteriore, dominata dalle quattro ventole.
 
Uno stile minimalista che si ritrova anche negli interni, coi due sedili ergonomici e il volante modello cloche che ricordano le vetture di Formula Uno (ma la velocità massima è di appena 100 km/ora). Unico neo – prezzo a parte, comunque non ancora reso noto – sembra essere l’accesso alla vettura, perchè si può entrare solo da una parte, ovvero attraverso il piccolo portellone posizionato dove di solito c’è il lunotto posteriore: non proprio comodissimo.
 
Simona Marchetti5 gennaio 2012 | 11:42

Scuola militare cinese, il corso di lanciagranate finisce male

Corriere della sera

La papera di un soldato fa il giro del web


MILANO - Alle prime armi: il filmato di un’esercitazione militare in Cina fa il giro del web. Mostra un soldato che si appresta a lanciare una bomba a mano sotto l'occhio vigile del suo sergente-istruttore. Ma qualcosa va storto.
 



PAPERA - Ad oggi l’Esercito Popolare di Liberazione, ossia le forze armate della Repubblica Popolare Cinese, conta oltre 2,2 milioni di soldati, in assoluto la forza militare più numerosa al mondo. Capita dunque che ci possa essere «un anello debole» tra le sue fila: la recluta nel video pubblicato recentemente su YouTube fallisce infatti miseramente la sua prova e getta la granata contro un muro di sacchi di sabbia.
 
L’ordigno rimbalza e finisce proprio nello spazio di sicurezza dove si trovano i due militari, ben lontano dalla zona dell'esplosione prevista. La bomba deflagra e solo grazie alla pronta reazione dell’ufficiale l’episodio - a tratti assai comico - non si trasforma in una tragedia. La sequenza ha trovato spazio su numerose stazioni televisive del Paese. Non pochi sono i commenti a corredo del video sulla Rete, perlopiù di derisione.
 
Elmar Burchia5 gennaio 2012 | 11:06