mercoledì 28 dicembre 2011

Calci in faccia al gioielliere: il video della violenta rapina

Corriere della sera

Sgominata la banda dei 'giostrai', 13 in manette tra Veneto e Toscana


Presa la banda dei giostrai. Tredici arresti in tutto il Veneto


Assalti a gioiellerie e banche del centro-nord Italia. Un anno di indagini, il bottino (solo per questo periodo) ammonterebbe a un milione di euro


VENEZIA - Tredici arresti tra le province di Venezia, Padova, Verona, Vicenza e in Toscana. È il bilancio della vasta operazione della Squadra Mobile della Questura di Venezia contro una banda di pericolosi rapinatori, formata dai cosiddetti «giostrai», responsabile di assalti a gioiellerie e banche del centro-nord Italia.
 
L'indagine è iniziata l'11 agosto 2010, dopo che due malviventi nel primo pomeriggio sono entrati nella gioielleria «Pendini» di Jesolo (Venezia) rapinando orologi Rolex e gioielli per un valore di circa mezzo milione di euro dopo aver pestato violentemente il titolare, riducendolo in gravi condizioni. Vista l'efferatezza, le modalità ed il tipo di obiettivo colpito, le indagini sono state indirizzate ai «giostrai veneti» noti per la loro violenza negli assalti a esercizi commerciali ed istituti di credito.
 
Dagli accertamenti svolti sulle due moto di grossa cilindrata usate per la fuga dai banditi, la polizia ha accentrato l'attenzione su due giovani giostrai in contatto con una famiglia storica di rapinatori residenti nella provincia di Venezia. È così emersa l'esistenza di una vasta e articolata associazione per delinquere operante nel Nord Italia che, facendo affidamento su basisti, anch'essi giostrai, andavano a segno a colpo sicuro.
 
Importante il ruolo ricoperto dalle donne del gruppo criminale, le quali avevano il compito di portaordini tra gli uomini, consentendo così agli indagati di comunicare senza che venissero usati apparati telefonici. Le donne inoltre provvedevano a versare su conti correnti bancari e postali parte del bottino degli assalti il cui valore ammonterebbe a circa un milione di euro, solo nel periodo del quale si è occupata l'indagine.
 
I riscontri della squadra mobile veneziana hanno portato la Procura della Repubblica a richiedere ed ottenere dal gip del Tribunale lagunare l'emissione di 13 provvedimenti restrittivi con l'accusa di associazione per delinquere, rapina aggravata, furto, ricettazione, porto abusivo d'arma a carico di altrettanti «giostrai» dimoranti nelle province di Venezia, Padova, Verona, Vicenza, ed in Toscana.
 
«È un risultato importante e brillante quello stabilito dalla squadra mobile. Quello che premia è l'efficacia che ha così portato a togliere dalla circolazione personaggi molto pericolosi». È il commento all'Ansa del questore di Venezia, Fulvio Della Rocca. «Siamo partiti - ha ricordato il questore - da una brutta rapina nell'estate 2010 ad una gioielleria di Jesolo. Un fatto che ci ha molto sollecitato anche per la particolare violenza con cui hanno agito i malviventi. Proprio da questo episodio si è arrivati a svelare e debellare una struttura criminale fatta di persone ben organizzate, decise e cruenti nell'agire».
 
(Ansa)
28 dicembre 2011

Inguscezia, il ministro del Lavoro: «Abbiamo catturato uno Yeti»

Corriere della sera

Il misterioso animale sarebbe stato portato in uno zoo locale. Ma non ci sono ancora prove definitive



MILANO - Prima le impronte. Trovate in diversi Paesi, dalla Russia agli Stati Uniti. Poi gli avvistamenti, a decine, tra cui alcuni celebri (ve lo ricordate quello dell'alpinista Reinhold Messner sull'Himalaya?). Poi ancora le foto e i filmati a dire il vero non molto chiari e spesso poco credibili. Adesso c'è chi però dice di avere la prova risolutiva. Il ministro del lavoro dell'Inguscezia, repubblica autonoma della Federazione russa, avrebbe rivelato all'agenzia Interfax, che nel suo Paese sarebbe stato catturato uno yeti che ora si troverebbe in uno zoo locale.
 
TESTIMONIANZE - Non ci sarebbero testimonianze filmate del misterioso animale dietro le sbarre, un essere la cui intelligenza lo vedrebbe, secondo alcuni, come una sorta di anello di congiunzione vivente tra la scimmia e l'uomo. In compenso la tv inguscia aveva pubblicato martedì un filmato in cui si vede un cacciatore allontanare un sedicente Yeti che era stato sorpreso a divorare una pecora.
 
Diciamolo: il filmato non è molto convincente soprattutto quando vediamo lo Yeti allontanarsi con un passo che è un po' una via di mezzo tra Alberto Sordi che fa lo sbruffone sulla spiaggia e il Peter Sellers, che nei panni dell'ispettore Clouseau replica agli agguati del servitore Kato. Ma, chissà, il filmato potrebbe essere anche di un vero Yeti e non di un uomo in costume. Del resto, che ne sappiamo noi come cammina uno Yeti?
 
Marco Letizia28 dicembre 2011 | 21:25

Funerali di Kim Jong-il, va in scena il dolore

Corriere della sera

Addio al Caro leader. Disperazione della folla al corteo funebre



MILANO - Scene di disperazione collettiva ai funerali del leader nordcoreano Kim Jong-Il. Sono state trasmesse dalla tv di Stato, e riprese dalla Cnn. Mentre la bara veniva trasportata sul tetto di una limousine nera su un cuscino di fiori bianchi e coperta da una bandiera rossa, ai bordi della strada urla e invocazioni provenivano la folla. Un'altra limousine nera ha portato invece un grande ritratto del «Caro leader» sorridente. Al fianco del feretro il figlio ed erede Kim Jong-Un.

LA NEVE - In una Pyongyang ricoperta di neve, tutto è sembrato seguire un copione prestabilito. Le strade deserte, tranne quelle per le quali è transitato il corteo funebre. Le numerose persone che hanno assistito alle esequie erano vestite in modo formale, giacca e cravatta gli uomini, tailleur le donne, tutti però avvolti in giacconi imbottiti per difendersi dal freddo.
 
IL RITO - Dopo aver sfilato nella capitale, il convoglio funebre è stato scortato al Kumsusan Memorial Palace, il mausoleo dove il Caro Leader sarà messo a riposo per sempre. Nella piazza antistante si è radunata una moltitudine di sostenitori del regime, mentre all'interno si svolgeva il rito funebre. Vi hanno preso parte le massime autorità del regime.

C'era Jang Song-Thaek, vera e propria eminenza grigia del regime e sottile mediatore tra le varie correnti sotterranee del potere nord-coreano. Il capo di stato maggiore, generale Ri Yong-Ho. Il ministro delle Forze Armate, Kim Yong-Chun, e il responsabile del relativo apparato amministrativo e organizzativo, Kim Jong-Gak. Più due altissimi dirigenti del partito, Kim Ki-Nam e Choe Thae-Bok.
 
28 dicembre 2011 | 11:40

Latitante in Spagna, catturato «U Picu»

Corriere della sera

Azione delle polizie spagnola e italiana: l'arresto del boss Carmelo Gallico



Usa, le 25 canzoni (banali) che hanno cambiato il mondo

Corriere della sera

Tanti di questi pezzi sono riusciti a rafforzare la gloria degli Stati Uniti nel mondo nell'ultimo quarto di secolo




MILANO - Non hanno né un testo profondo né una melodia ricercata. Anzi spesso le loro parole sono banali e la melodia è scontata. Tuttavia, ognuna, a modo suo, è riuscita a segnare la storia dell'umanità. Il blog mentalfloss.com presenta la classifica delle 25 canzoni che hanno cambiato la storia del mondo nell'ultimo quarto di secolo e sottolinea come tanti di questi pezzi, alcuni molto vecchi, altri recentissimi, non solo hanno salvato la vita a tante persone, ma sono riusciti a rafforzare la gloria degli Stati Uniti nel mondo.



Barney il dinosauroBarney il dinosauro

IL PODIO - Al primo posto nella top 25 c'è «I love you» la canzone del cartone animato americano «Barney il dinosauro». Sebbene il testo sia davvero surreale, la melodia è la più usata nella «discoteca», una zona del carcere di Guantanamo dove sono portati i terroristi per confessare le loro colpe e soprattutto per svelare i segreti di Al Qaeda. Etichettata come «musica della futilità», la canzone riesce a trasmettere al prigioniero il messaggio che è inutile mantenere il silenzio e resistere.
 
Un po' pomposamente il blog afferma che gli Usa non hanno perso la guerra contro il terrorismo anche grazie alla canzone del dinosauro Barney. Al secondo posto si piazza «Believe» di Cher, prima canzone nella quale è stato usato l'auto-tune, un software che manipolando l'audio permette di correggere l'intonazione o mascherare piccoli errori o imperfezioni della voce. La melodia di Cher che nel 1998 fu un autentico successo con oltre 10 milioni di copie vendute, grazie al software ha cambiato la storia della musica (oggi è usato da tantissimi cantanti) ed è unica secondo il blog perché ha reso «l'importanza della voce del cantante obsoleta e superflua».
 
Sul gradino più basso del podio c'è la storica «Everybody hurts» dei Rem. Il suo testo non è un inno alla felicità, ma sembra che ascoltato dalle mucche le stimoli a produrre più latte. L’hanno rivelato due ricercatori dell'università inglese di Leicester che hanno dimostrato come questa «ode all'empatia» del gruppo americano riduca lo stress mentale dei bovini e li spinga a produrre almeno mezzo litro di latte in più ogni giorno.
 
LE ALTRE - Al quarto posto si piazza «Jigsaw Falling into Place», singolo di «In Rainbows» settimo album in studio dei Radiohead. Registrato nel 2007, il pezzo secondo il blog «ha ucciso le case discografiche». In un'epoca in cui il download illegale è diventato un costume comune e la musica in generale soffre una grande crisi, la band britannica è stata la prima a chiedere ai propri fan di scaricare il pezzo direttamente dal proprio sito web e di offrire un compenso a scelta libera.
 
Almeno un terzo degli utenti ha scaricato gratuitamente l'intero album, ma in media gli acquirenti hanno versato circa otto dollari. L'affare per i Radiohead è stato enorme (sono stati venduti almeno 3 milioni di copie virtuali): essi non solo hanno diminuito considerevolmente il potere delle case discografiche, ma hanno creato un modo di operare (successivamente la tecnica è stata imitata da molteplici band) che è riuscito a salvare la musica dalla crisi del download illegale.
 
Segue in classifica la celebre «Across the Universe» dei Beatles. Il 4 febbraio del 2008 la melodia è stata diffusa verso l'Universo dalla Nasa e potrebbe essere il primo messaggio musicale ascoltato da eventuali alieni che vivono nel cosmo. Al sesto posto la canzone «Gin and Juice» di Snoop Dogg. Il 19 marzo del 1994, il rapper che vestiva una maglia bianca rossa e blu oversize di Tommy Hilfiger presentò la melodia al Saturday Night Live e l'indomani i fan del cantante assaltarono i megastore di Manhattan per comprare lo stesso indumento indossato dal loro idolo.
 
Il marchio che fino allora era considerato «da figli di papà» divenne il più amato dalle gang di strada e dai ragazzi comuni. Da allora è nata una collaborazione tra lo stilista statunitense e il rapper americano che più tardi sarebbe stata imitata da altri artisti e stilisti. Nella restante top 25 sono da segnalare al nono posto la canzone «The Drugs don't work» dei Verve che secondo studi scientifici è talmente triste da rallentare il battito cardiaco e quindi è sconsigliata a chi è molto giù, l'assordante «Panama» dei Van Halen, usata nel gennaio del 1990 dai marines americani per stanare il dittatore
 
Noriega che aveva ottenuto asilo nella sede dell'ambasciata del Vaticano nello stato centroamericano (dopo 10 giorni di tortura musicale a tutto volume il signore della droga uscì dal suo rifugio preferendo il carcere) e infine al ventunesimo posto Gran Vals, canzone composta nel 1902 dal chitarrista Francisco Tárrega e divenuta dal 1993 la suoneria ufficiale dei telefoni Nokia: si stima che ogni giorno sia ascoltata circa 1,8 miliardi di volte ed è secondo il blog la musica che ha definitivamente segnato la fine del silenzio.
 
Francesco Tortora28 dicembre 2011 | 17:30

E morto Cita, aveva 80 anni

Corriere della sera

Lo scimpanzé recitò in una serie di film su Tarzan


Lo scimpanzè Cita con Johnny WeissmullerLo scimpanzè Cita con Johnny Weissmuller
 
MILANO - È stato un protagonista del cinema anni 30. Era una scimmia, ma era anche il migliore amico di Tarzan. Cita, lo scimpanzè che compare in una serie di film dedicata al signore della giungla, è morto in Florida lo scorso 24 dicembre. Aveva 80 anni. Lo ha reso noto il Suncoast Primate Sanctuary di Palm Harbor, dove Cita viveva, precisando che è morto per un problema ai reni. «Non era uno scimpanzè che dava problemi» dice la direttrice del centro, Debbie Cobb, ricordando che Cita era socievole, amava dipingere con le mani e vedere la gente ridere.


I FILM - Il suo nome nella vita reale era Jiggs, ma per tutti resta uno dei più famosi Cita del grande schermo. Recitò dal 1932 al 1934 nella serie di Tarzan, in cui il protagonista era interpretato dal nuotatore campione olimpico Johnny Weissmuller e la scimmia ricopriva perlopiù un ruolo comico. Era arrivato nella riserva in Florida intorno al 1960 dopo aver vissuto nella tenuta di Weissmuller. Cita è stato uno scimpanzé molto longevo; in media, infatti, questi animali in natura vivono fino a un'età compresa fra i 25 e i 35 anni e negli zoo fra i 35 e i 45.
 
Redazione Online28 dicembre 2011 | 11:18

Colosseo, nuovo piccolo crollo Cadono frammenti da un'arcata

Corriere della sera

Il giorno di Natale cedimento da prospetto esterno. La direzione: «No alla psicosi. Sono le briciole del 25 dicembre»




ROMA - Nuovo cedimento al Colosseo. Si è staccato un altro piccolo pezzo di tufo dalla seconda arcata di fronte all'Arco di Costantino. Ad avvisare della caduta dei frammenti di tufo è stato il personale, ma la direttrice, Rossella Rea, ha smentito il crollo. Due giorni fa, il giorno di Natale, era caduto un pezzo di tufo e una transenna della terrazza del terzo livello si era allentata costringendo alla chiusura della zona. A rimuovere il materiale e a transennare l'area interessata dal piccolo crollo di martedì sono stati i vigili del fuoco e sono intervenuti anche alcuni addetti della soprintendenza ai beni archeologici.

 
LA DIREZIONE: «NON E' UN NUOVO CROLLO» - La direttrice Rossella Rea smentisce che si tratti di un nuovo crollo. «Non c'è nessuna novità. Le briciole di tufo sono quelle del 25 dicembre». La direttrice ha dichiarato di essere stata al Colosseo nella mattina. « Sono in contatto con i vigili urbani e il gabinetto del sindaco e nessuno mi ha detto nulla.

Non vorrei che fossimo di fronte alla solita psicosi. La parte in questione è quella transennata e la caduta delle briciole di tufo è stata causata dai piccioni il 25 dicembre scorso. Domani, in ogni caso -fa sapere Rea- verrà fatta una verifica con il braccio dall'esterno. Andranno su i restauratori e un operaio specializzato e vedremo, nel dettaglio, cosa è successo».
 
«DANNO SIMBOLICO» - Sulla vicenda del crollo di Natale, che non aveva provocato alcun ferito era intervenuto il quotidiano spagnolo El Paìs. «Nessun danno alle persone, certo, però un danno simbolo alla capacità compromessa dell'Italia di proteggere il proprio patrimonio artistico».
 
UIL: «EMERGENZA» - Il nuovo scricchiolio del simbolo di Roma fa rumore. «Sono abbastanza preoccupato - dice il presidente della Commissione italiana per l'Unesco, Giovanni Puglisi -: è indispensabile e urgente intervenire per impedire che il Colosseo diventi come una grande groviera italiana, ricca di buchi, ma sempre in piedi e speriamo che ci resti sempre». «Quello che può fare l'Unesco, ma spero che non lo faccia mai, è di mettere il sito nella lista dei siti in pericolo - dice il rappresentante dell'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di arte e cultura -: non è mai capitato in Italia e spero non capiterà mai». La Uil Beni culturali parla di «situazione di emergenza». Il sindacato accusa la Soprintendenza e la direzione del Colosseo. La prima, secondo la Uil, in attesa del restauro finanziato dai Della Valle avrebbe potuto usare i propri fondi per interventi tampone.
 
GIRO: «PUZZA DI BRUCIATO» - «Sento puzza di bruciato lontano un miglio. E’ strano che in tre giorni, quelli di Natale, fra casi reali e presunti siano accaduti cosi tanti episodi tutti concentrati al Colosseo, quasi a voler sollevare anche qui a Roma un caso Pompei quando da tre anni nella capitale abbiamo voltato pagina dopo decenni di incuria, degrado e anche di profondo disinteresse politico per l’area archeologia di Roma», così commenta Francesco Giro, deputato Pdl.

«L’impegno della soprintendenza sempre di alto profilo, il lavoro del Commissario straordinario Cecchi per un metodo condiviso e coordinato degli interventi di restauro e consolidamento e soprattutto l’intesa amministrativa - prima mai raggiunta - con il comune di Roma hanno determinato un rilancio in grande stile dell’archeologia romana e spiace ascoltare ancora le critiche e gli attacchi di politici e associazioni che evidentemente vogliono bloccare il cambiamento».
 
Redazione online27 dicembre 2011 | 20:31

Samoa: l'isola si sposta a ovest di Greenwich

Corriere della sera

E perde il venerdì 30 dicembre



Il coraggio di denunciare la ndrangheta per non morire

Corriere della sera

Macchine bruciate, spari e intimidazioni nella provincia di Milano

 

di Ruben H.Oliva





Macchine bruciate, spari e intimidazioni. La testimonianza del leghista Modesto Verderio, consigliere comunale a Lonate Pozzolo che in solitudine ha denunciato le connivenze che diedero il via all’inchiesta Bad Boys e portò alle sbarre tra gli altri il boss Vincenzo Rispoli e altre decine di ndranghetisti. «Ho paura? Se succede qualcosa a me o ai miei figli sapranno chi è stato a uccidermi»
 
27 dicembre 2011 | 19:00