giovedì 22 dicembre 2011

La sfera d'acciaio caduta dal cielo

Corriere della sera

Misterioso oggetto trovato nel deserto
 


Francia, primo sì a legge su genocidio armeno Turchia furiosa, ritirato l'ambasciatore

Corriere della sera

PARIGI – L’Assembla nazionale francese vota una legge che punisce la negazione del genocidio del 1915 a danno degli armeni e la Turchia reagisce con durezza: il premier Erdogan ha accusato Parigi di «una politica fondata sul razzismo, la discriminazione e la xenofobia», richiamando in patria l’ambasciatore e ammonendo che «simili ferite si rimargineranno molto difficilmente».



ALZATA DI MANO - Nonostante gli avvertimenti e le pressioni turche dei giorni scorsi, la grande maggioranza della cinquantina di deputati presenti in Aula ha approvato per alzata di mano il testo che prevede un anno di carcere e 45 mila euro di ammenda per chi neghi pubblicamente il genocidio commesso dai turchi nel 1915.

La Francia riconosce ufficialmente due genocidi: quello a danno degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale e quello degli Armeni, ma finora era punita solo la negazione del primo. Manca ancora l’approvazione del testo da parte del Senato, e non è certo che vi si arrivi prima della fine della legislatura, in primavera, ma la volontà politica della Francia è evidente: hanno votato a favore della legge il partito di maggioranza di centrodestra Ump, il Nuovo Centro, i socialisti e i comunisti.


PRO E CONTRO - Tra le figure di spicco contrario solo il centrista François Bayrou, che ha parlato di un testo «irragionevole e pericoloso». Viene mantenuta così la promessa fatta dal presidente Nicolas Sarkozy il 7 ottobre scorso quando, in visita nella capitale armena Erevan accompagnato dal cantante-istituzione nazionale Charles Aznavour (all’anagrafe Chahnourh Varinag Aznavourian), garantì al presidente Serge Sarkissian di proseguire sulla strada della «legge sulla memoria».


Una mossa opportunistica per accaparrarsi la simpatia dei 400 mila francesi di origine armena, dicono gli osservatori che imputano qualsiasi azione del presidente Sarkozy a cinici calcoli pre-elettorali. Ma i francesi di origine turca sono più o meno altrettanti, e non meno influenti.
 
LE REAZIONI - Il voto dell’Assemblea nazionale sembra invece rispondere a due linee di fondo della politica francese; l’approvazione di leggi che indirizzano e imbrigliano il lavoro degli storici (contro le quali si batte da anni in prima linea Pierre Nora), e un atteggiamento anti-turco chiarito la sera stessa del suo ingresso all’Eliseo da Nicolas Sarkozy, quasi quattro anni fa: la Francia è contraria all’ingresso della Turchia nell’Unione europea.

Le relazioni franco-turche, da sempre non facili, erano migliorate poche settimane fa con la visita ad Ankara del ministro degli Esteri Alain Juppé, al termine della quale Francia e Turchia avevano trovato una posizione comune contro il regime siriano. Dopo quel passo avanti, tre indietro: Erdogan annuncia ora di avere annullato tutti gli incontri politici, economici, militari e culturali con la Francia.

La questione non riguarda solo Parigi e Ankara ma tutta l’Europa e l’Occidente: la lite Sarkozy-Erdogan non fa che allontanare ancora di più la Turchia dall’Ue, rafforzando indirettamente il ruolo di Ankara come potenza regionale portata ad agire in modo autonomo, sganciata dall’Occidente, in tutto il Medio Oriente.
 
Stefano Montefiori
Twitter:@Stef_Montefiori

Leoncini bianchi dello zoo di Belgrado

Corriere della sera

La cucciolata



Ubriaca cade sotto treno

Corriere della sera

Gb, spot contro alcol




Figli di mignatta», dopo l'albero con le sanguisughe c'è lo spot anti-usura

Corriere del Mezzogiorno

A Portici la battaglia di don Giorgio Pisano continua con la pubblicità per lo sportello del centro Puglisi


NAPOLI - «L'usuraio si nutre del tuo sangue». È questo il pay-off o (fuori dal gergo pubblicitario) slogan dello spot del centro anti-usura don Puglisi di Portici contro i «figli di mignatta».
Mignatta come sanguisuga, quelle contro cui un mese fa don Giorgio Pisano, parroco della chiesa del Sacro cuore e responsabile del centro porticese, aveva già lanciato i suoi strali annunciando in parrocchia l'allestimento di un albero di Natale particolare. Il giorno dell'esposizione al posto delle tradizionali palline, don Giorgio vi aveva fatto sistemare «mignatte» sintetiche, simboliche, a denunciare la pratica dello strozzinaggio.




L'«AMICO DI FAMIGLIA» - A ribadire il concetto, arriva ora il video di un minuto e mezzo realizzato dallo studio Daìdalos per far conoscere lo sportello anti-usura intitolato al parroco ucciso dalla mafia nel '93. Le immagini seguono lo strozzino per le vie della città, riverito dal giovane che vuole comprare la macchina, dalla signora che deve pagare l'affitto e non ce la fa più, e dal negoziante stretto d'assedio dalle fatture dei fornitori.

«L'amico di famiglia» saluta e conforta fino a scoppiare una fragorosa risata davanti alle porte della credenza spalancate sulle ampolle con il sangue delle sue vittime messe in fila per nome e cognome. «Figlio di mignatta».
 
Sandro Di Domenico
22 dicembre 2011

Scoperti due pianeti “gemelli” della Terra. Adatti alla vita

Il Messaggero

ROMA - Ci sono due piccoli gemelli della Terra in un altro sistema solare, ma sono troppo caldi e difficilmente possono ospitare la vita: si chiamano Kepler-20e e Kepler 20f 4 e hanno preso il nome dal telescopio spaziale Kepler della Nasa che li ha individuati.


 Come la Terra. I due pianeti simili alla Terra sono i più piccoli pianesti esterni al Sistema Solare finora scoperti. Il loro raggio è rispettivamente 0,87 e 1,03 volte quello della Terra e sono probabilmente rocciosi. I pianeti fanno parte dello stesso sistema solare e orbitano intorno alla stella Kepler-20: un astro un po' più freddo del Sole che si trova a 950 anni luce dalla noi.

Orbita. Entrambi i pianeti hanno un'orbita molto vicina alla loro stella, in una fascia considerata dagli esperti non abitabile, e sottolineano che «è difficile a fantasticare su oceani caldi che possano ospitare forme di vita».


 Inabitabili. Il più piccolo dei due pianeti, chiamato Kepler-20e, impiega 6 giorni per completare un'orbita e ha una temperatura di superficie di circa 760 gradi, abbastanza rovente da vaporizzare ogni atmosfera. Il più grande, Kepler-20f impiega 20 giorni per orbitare intorno alla stella. È un pò meno rovente, con temperature di circa 430 gradi. A quella temperatura, osserva Fressin, l'idrogeno e l'elio non sopravvivrebbero nell'atmosfera, ma potrebbe resistere un velo di vapore d'acqua.



 Vita? Entrambi i pianeti rivolgono sempre la stessa faccia alla loro stella, in modo che un lato è costantemente al buio e l'altro costantemente illuminato. Questo significa che alcune zone sono in perpetuo crepuscolo e, secondo Fressin, «è possibile che queste aree possano avere temperature più adatte alla vita».


 Mercoledì 21 Dicembre 2011 - 14:03    Ultimo aggiornamento: 17:41

Incurabili, tour tra i tesori ritrovati

Corriere del Mezzogiorno

Visite su prenotazione nella storica farmacia. In una sala arnesi e documenti appartenuti a San Giuseppe Moscati


NAPOLI — «Professore, ho portato un'altra ricetta del dottor Giuseppe Moscati...». E da una busta azzurra vien fuori la «santa» prescrizione. La scena all'ospedale degli Incurabili è di quelle senza tempo: forse nessuno si stupirebbe se da un angolo apparisse, occhialini e baffi, il profilo del medico o se il cortile di basolato e piperno fosse attraversato dal fantasma di Eleonora Pimentel Fonseca che - come gli altri martiri della Rivoluzione partenopea del 1799 - uscì per l'ultima volta da qui, dalla Cappella dei Bianchi della Giustizia, per andare al patibolo.

In questo luogo specialissimo, in cui s'addensano memorie da sindrome di Stendhal, la macchina del tempo viaggia indifferentemente dal Cinquecento a oggi. Anzi a ieri quando i tesori d'arte conservati all'interno di quello che è stato il primo nosocomio d'Europa sono stati mostrati dopo trent'anni a gruppetti di trenta visitatori alla volta.
 


 
LA SALA MOSCATI - La ricetta è arrivata nella sala dedicata a Moscati e inaugurata, sempre ieri, nel Museo delle arti sanitarie, un piccolo locale che espone, per ora in fotocopia, alcune prescrizioni del medico. Lo stile delle ricette, come spiega Gennaro Rispoli, primario del Reparto di Chirurgia dell'ospedale Ascalesi di Napoli e principale curatore di questa riapertura, rivela molto della personalità umana e scientifica dell'estensore.

Ce n'è una che, in generosi caratteri, dice semplicemente: «Lei sta bene!». Non così ovviamente i referti delle autopsie, stesi con grandissima cura, disegni degli organi e note, tutto di pugno di Moscati. Quella esposta è di un giovane di 29 anni, deceduto nel settembre del 1921.
I documenti sono in due grossi volumi reperiti di recente dal dottor Antonio Salvio e donati ai Gesuiti che, com'è noto, conservano nella chiesa del Gesù Nuovo lo studio, la camera da letto e tutto il patrimonio di Moscati. Il direttore dell'ospedale Luigi De Paola è rammaricato: «Mancano le cartelle cliniche però. Nel 1960 un decreto stabilì che tutti i documenti fossero donati alla Croce Rossa e quindi sono andati dispersi».

Con lui ci sono tanti medici che hanno collaborato all'impresa, da Francesco Argano a Salvatore Svelto (al team di moscatiani si aggiunto anche Raffaele Calabrò). Tra cervelli in formalina - ce ne sono due in una teca di vetro a inquietante portata di mano - e strumenti medici del reparto di Anatomia-patologica guidato da Raffaele Rossiello - c'è anche una Madonna del '500, quella ai piedi della quale si raccoglieva in preghiera l'infaticabile dottor Moscati.

Ma questa è solo l'ultima tappa della visita guidata organizzata dall'Asl Na1, ovvero dal suo commissario straordinario Maurizio Scoppa che, senza aspettare i tempi biblici dei restauri pur necessari, ha deciso di rendere fruibile lo scrigno segreto degli Incurabili.
 
I tesori degli Incurabili
 
GLI «UTERI» DELLA FARMACIA - In fila per visitare le meraviglie della Farmacia ci sono una sessantina di persone che per anni si sono trovati di fronte alle sontuose porte chiuse oltre il doppio scalone di piperno. Questa volta si entra (gli ultimi a farlo erano stati i fortunati turisti di Maggio Porte aperte, come ha ricordato Mirella Barracco sul Corriere del Mezzogiorno di ieri).

Una guida di moquette verde evita che i visitatori calpestino le preziose maioliche. E fa un certo effetto trovarsi tra due grandi sculture dorate che si fronteggiano da teche opposte, soprattutto quando lo storico dell'arte Sara Oliviero spiega che si tratta dell'Utero vergine e dell'Utero operato, circondati da ampolle alchemiche e oltre quattrocento vasi istoriati, realizzati da Lorenzo Salandra e Donato Massa (questo è lo stesso artista che ha lavorato a Santa Chiara).

La farmacia di Palazzo Reale a Madrid, ottimamente conservata ovvio, non è però così sontuosa, non ha il fascino misterioso di questa simbologia che qui pervade ogni angolo. La Sala Grande, settecentesca, è come un barattolo aperto col coperchio lasciato sul tavolo. Tale appare la tela di Pietro Bardellino (Macaone che cura Menelao, 1750) che staccata dal soffitto in condizioni assolutamente precarie, è poggiata sul pavimento.

Certo si vede meglio, ma qui, è il caso di dire, il malato è grave, e necessita di cure. Così come le chiedono le meravigliose opere esposte con orgoglio e passione, e illustrate dai volontari dell'associazione «Il faro di Ippocrate». Una su tutte, Il torchio mistico, di autore ancora anonimo della fine del Cinquecento.

Gesù è torchiato come uva e dal suo corpo il sangue esce a fiotti e viene raccolto da una folla in piccoli recipienti. Enorme e di pregiato marmo è invece il contenitore di Teriaca, il preparato farmaceutico per tutti i mali, ritenuto miracoloso e sul quale i Borbone esercitavano il monopolio. «Grazie» spiega lo studioso Massimo Marra che all'antidoto ha dedicato un saggio, «conteneva oppio».
 
Natascia Festa
21 dicembre 2011

A bordo casse con «fuochi di artificio» Ma dentro c'erano missili Patriot, made in Usa

Corriere della sera

Il mistero della nave «Thor Liberty» fermata dai finlandesi


WASHINGTON – Un caso intricato in Finlandia. Una spedizione di armi non autorizzata. Le autorità locali hanno perquisito, nel porto di Kotka (sud del paese), il mercantile «Thor Liberty» e hanno trovato nelle stive 160 tonnellate di esplosivo. Quindi in appositi contenitori un’altra sorpresa: ben 69 missili anti-aerei Patriot, di produzione americana. Secondo il manifesto di carico la merce trasportata era rappresentata da «fuochi d’artificio».

La Thor Liberty era arrivata il 13 dicembre dallo scalo tedesco di Eden e sarebbe dovuta ripartire alla volta di Shangai in Cina dopo aver preso a bordo altro materiale. Per le autorità doganali non è chiara l’origine dei missili così come la destinazione finale, anche se alcune fonti hanno ipotizzato che la meta potrebbe essere la Corea del Sud. I finlandesi, però, non hanno escluso che i missili dovessero essere scaricati durante il viaggio verso la Cina.
 



SPY STORY - Interessante la ricostruzione degli agenti che sono intervenuti sul mercantile. L’allarme è stato dato dagli scaricatori che hanno visto nelle stive l’esplosivo stoccato non in modo appropriato. Una successiva perquisizione ha portato alla scoperta dei contenitori con la scritta «fuochi d’artificio». All’interno c’erano invece i Patriot. Sembrerebbe dunque un ritrovamento casuale ma non sarebbe strano se gli agenti avessero agito in base ad una soffiata. Le caratteristiche delle armi e i trucchi per il trasporto aprono scenari da spy story.

I Patriot (anche se ne esistono di molte versioni) sono armi che gli Usa hanno ceduto solo a paesi alleati. Possibile che qualcuno ne abbia acquistati quasi 70 per poi piazzarli in qualche stato «proibito»? O si tratta di un accordo tra due «amici» degli Stati Uniti che volevano però mantenere il segreto? C’è un legame con la crisi coreana? Forse Seul voleva rinforzare il proprio arsenale con una fornitura «coperta»? Risposte che potranno venire solo dagli investigatori. Sempre che abbiano intenzione di farlo.
 
Guido Olimpio 21 dicembre 2011 (modifica il 22 dicembre 2011)

Sepulveda: «Vi racconto la Patagonia che non esiste più»

Corriere della sera

Doveva essere un diario fotografico di viaggio, invece «Ultime notizie dal sud» è diventato la cronaca di una scomparsa

«Cileno errante»: la definizione fu un omaggio di Pino Cacucci e Luis Sepúlveda la sente sua. «Sono nato in un albergo del nord del Cile che si chiamava Hotel Cile, curioso no?». Oggi vive con la famiglia in Spagna, dopo varie peregrinazioni («Mi piace poter scendere a comprare giornale e caffè e poter parlare la mia lingua»), in Cile ci torna tutti gli anni per periodi mai troppo lunghi. «La mia famiglia ormai è in Europa, anche se non so se resterò in Spagna. In Cile dopo gli anni della dittatura non sono tornato: mi ha sempre lasciato freddo questo strano ritorno alla democrazia, non è stato recuperato nulla della normalità democratica».
 
Una foto di Daniel Mordzinski
VIAGGIO - Sepúlveda ha appena pubblicato con l'amico Daniel Mordzinski Ultime notizie dal sud (Guanda). «Doveva essere un diario fotografico di viaggio, Daniel è un fotografo straordinario. È diventato il romanzo di una regione, la patagonia, la Terra del fuoco, uan regione che negli ultimi 30 anni ha vissuto un cambiamento radicale e violento». Quella terra che lui ha raccontato e fatto conoscere al mondo, dice lo scrittore, non esiste più.

 
ULTIMI GIORNI - «Ho avuto la fortuna di essere il testimone degli ultimi giorni di questa regione, un'immensità geografica - steppa nella parte argentina, foresta in quella cilena - dove c'è sempre stato un continuo movimento di persone e anche animali che oggi è bloccato dal filo spinato, in una regione che non conosceva altri limiti se non il cielo e il suolo». Un luogo a lui carissimo, che lo scrittore descrive ai lettori di Corriere.it come «uno spazio di libertà assoluto. Un sogno, un sogno utopico, dove si respira un grande senso di realtà».
 
Stefania Ulivi21 dicembre 2011 | 17:47

Omicidio Raciti, Speziale condannato anche in appello con pena ridotta: 8 anni

Corriere della sera

Nel 2010 il giovane, all'epoca dei fatti 17enne, era stato condannato a 14 anni per aver ucciso l'ispettore




CATANIA - Condanna d'appello più lieve per Antonino Speziale: otto anni per il 22enne giudicato responsabile dell'omicidio dell'ispettore capo Raciti negli scontri del derby Catania-Palermo del 2007. Il giovane, all'epoca dei fatti 17enne, era stato condannato nel 2010 a 14 anni di reclusione per l'omicidio preterintenzionale dell'agente.


I TAFFERUGLI - L'agente Filippo Raciti morì per le ferite riportate nei tafferugli all'esterno dello stadio «Angelo Massimino» il 2 febbraio 2007. Aveva 40 anni ed era stato chiamato a intervenire per sedare i disordini scoppiati alla fine della partita vinta dal Palermo per 2-1. L'uccisione dell'agente provocò l'indignazione dell'opinione pubblica e dei tifosi di tutta Italia costringendo la Lega calcio alla sospensione delle partite di tutti i campionati per una settimana.