martedì 20 dicembre 2011

Il dietrofront del neomelodico : «Mai detto di no alla mafia»

Corriere del Mezzogiorno

Dall'inchiesta saltò fuori un suo rifiuto ai boss che chiedevano un saluto ai picciotti dal palco. Ora smentisce



NAPOLI – «Canto a Palermo da 8 anni e non sono mai stato messo al bando dalla Sicilia». Vittorio Ricciardi, cantante neomelodico napoletano smentisce dai microfoni di Live Sicilia di essere mai stato cacciato dall’Isola dai mafiosi.

Lo scorso 14 dicembre tra i particolari dell’operazione antimafia denominata «Pedro» che portò all’ arresto 28 persone, emerse che il cantante in seguito ad suo rifiuto opposto ai «padrini» del mandamento mafioso di Porta Nuova, (che gli chiedevano di salutare dal palco durante una festa patronale i loro parenti carcerati), si sarebbe visto annullare il concerto con l’ intimazione di sparire dalla Sicilia.


«HO SEMPRE PORTATO RISPETTO» - «Io non ho mai detto no alla mafia, ho sempre portato saluti e rispetto a tutti quanti», precisa il neomelodico, «magari qualche volta per colpa dei miei impresari che non mi danno i biglietti - con le persone da salutare, ndr – c’è stata qualche dimenticanza ma io», prosegue, «ho sempre fatto il mio dovere».

«Saluto sempre tutti quanti: dai bambini, ai sofferenti, ai non vedenti, ai bambini dell’Unicef, e a tutti quelli che soffrono, inclusi gli ospiti dello Stato che la magistratura ritiene mafiosi». «Per me non è un problema, perché alla fine tutti i bigliettini che mi danno nei concerti io non so chi sono le persone che vado a salutare». E conclude: «E’ giusto che anche un pensiero vada rivolto agli ospiti dello Stato».
 
Fr. Par.
20 dicembre 2011

Gli scienziati che cercano la «particella di Dio»

Corriere della sera

Il «bosone di Higgs», se trovato, spiegherebbe l'origine della massa. L'annuncio forse entro luglio 2012




MILANO - Danno la caccia al «bosone di Higgs», la particella che, se trovata, spiegherebbe l'origine della massa, cercano l'antimateria, la materia primordiale, le particelle esotiche. Per la prima volta gli scienziati italiani che dirigono gli esperimenti del Cern di Ginevra hanno incontrato il pubblico. Nella sede più idonea a un seminario del genere, il Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia, su iniziativa dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare.

Auditorium pieno, teleschermi in Sala della Colonne altrettanto gremita. I fisici hanno raccontato la storia e la vita di LHC, il più grande acceleratore di particelle del mondo, esempio unico di collaborazione internazionale, installato in un anello sotterraneo lungo 27 chilometri in territorio svizzero, una macchina che mira a svelare i tanti misteri che ancora rimangono.


L'annuncio tanto atteso sull'esistenza del bosone di Higgs arriverà probabilmente entro luglio: questa la previsione di Guido Tonelli, fisico dell'istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), a capo dell'esperimento Cms del Cern di Ginevra. A una settimana dall'annuncio della scoperta dell'impronta del bosone di Higgs fatta a Ginevra, Tonelli indica già quelle che saranno le prossime mosse per mettere alle strette la particella più ricercata dai fisici del mondo.

«Entro l'inizio di febbraio saremo pronti a pubblicare i risultati finali dei due esperimenti Atlas e Cms», ha affermato il fisico.

«Se gli indizi che abbiamo trovato finora si rafforzeranno, tra marzo e aprile combineremo i dati dei due esperimenti, raggiungendo una enorme potenza e sensibilità». L'obiettivo, infatti, è quello di ridurre il margine di errore fino a uno su un milione. «I nostri esperimenti continueranno ad andare avanti anche nei prossimi mesi» ha precisato Tonelli. «Nei primi mesi del 2012 raccoglieremo una quantità di dati pari a quella del 2011, e forse entro i primi di luglio saremo in grado di dare la risposta che tutti attendiamo».
 
Gli scienziati hanno anche spiegato che la ricerca sulle origini dell'universo porta sempre più spesso a risultati preziosi per la soluzione di problemi quotidiani. Alla fine, foto di gruppo con SVT, il rilevatore di particelle costruito dall'italiano Francesco Forti (con il maglione arancione) e usato tra il 1998 e il 2008 in California per l'esperimento di BaBar: dal prossimo gennaio SVT sarà esposto al Museo, che tornerà a chiamarsi «della Scienza e della Tecnica» anziché «della Tecnologia» («perché Tecnica - nota il direttore Fiorenzo Galli - è un contenitore più ampio, che dà spazio anche all'aspetto artigianale»).
 
Sandro Rizzi20 dicembre 2011 | 17:11

Tasse e sprechi secondo la Gabanelli

Corriere della sera

Il faccia a faccia con i lettori.
In studio Daniele Manca



Gabanelli: In Italia tasse e sprechi

 

La chat con il vicedirettore Daniela Manca

 

CorriereTv



La tracciabilità del denaro

La proposta della giornalista per evitare l'evasione


Dalle nostre inchieste un'Italia che deve ripartire

I servizi di Report che fanno discutere l'Italia e la politica

Quando Calderoli era soddisfatto dell’IMU per il 2012

Corriere della sera

Le posizioni della Lega quando era al governo

 

Bernardo Iovene


A ottobre scorso Attilio Fontana presidente dell’Anci Lombardia e sindaco leghista di Varese, aveva criticato l’abolizione dell’ICI e aveva chiesto al governo Berlusconi che l’IMU, prevista dal federalismo fiscale per il 2014, fosse anticipata al 2012. La soddisfazione di Calderoli. Per saperne di più: la puntata integrale Vedo Pago Voto
 



Bernardo Iovene
20 dicembre 2011 | 14:54

Pubblicità da cronaca nera Polemica sullo spot di un pub

Corriere del Mezzogiorno

Nei cinema di Napoli va in scena una finta rapina Giovani armi in pugno ordinano hamburger e patatine



 
NAPOLI - Musica incalzante, da film d’azione. Ragazzi in un pub che golosi addentano pizzette e messaggiano allegramente sul cell, ignari di quanto sta per accadere. In montaggio alternato, due brutti ceffi in auto che si calano il passamontagna sul volto. La musica impazza. «Si’ pronto?», «So’ pronto».
«Vai, scinn’». I due scendono di corsa, fanno irruzione nel pub pistole in pugno, si avventano sul bancone e strappano dalle mani di un incredulo avventore l’ordinazione urlando «Zingara e patatà!», un panino e uno spiedino di patatine fritte, e scompaiono nella notte.

L’avventore ora sorride, la musica da incalzante si fa spiritosa, e sullo schermo compare lo slogan: «Le nostre specialità vanno a ruba». Trenta secondi di adrenalina e grassi saturi offerti agli spettatori in una sala cinematografica del centro cittadino da A’ Zingara (mannaggia a quell’apostrofo sempre nel punto sbagliato), pub-birreria della Riviera di Chiaia.


PUBBLICITA' REGRESSO - Lo spot (visibile da tempo anche su internet) è cronologicamente solo l’ultimo esempio dell’uso a scopo pubblicitario di modalità criminali: in televisione passa di continuo il filmato in cui un passante, incantato dalla bellezza di un’auto, comincia a fotografarla (targa compresa) provocando l’ira del conducente, in realtà il «palo» di una banda appena entrata in gioielleria per un colpo.

Sempre in tv, abbiamo seguito le gesta di quella gang di rapinatori penetrati in un negozio pronti a tutto: ma pronti anche a deporre le armi in cambio di una visita oculistica con supersconto. E qualche stagione fa fece scalpore lo spot dell’Ikea in cui un gruppo di «bravi ragazzi» dall’accento italoamericano sembravano intenti a ripulire la scena di un efferrato delitto,

e invece stavano solo sistemando l’appartamento e differenziando accuratamente i rifiuti dopo un’amabile cena fra amici (in realtà l’abbinamento delitto-prodotto pubblicizzato è frequentissimo: gli unici a non farvi mai ricorso sono i creativi degli spot degli istituti bancari, forse memori del brechtiano «è più criminale fondare una banca che rapinarla»).
 
FURTI E RAPINE - Le vie della pubblicità sono comunque infinite, e non fa niente se talvolta incrociano quelle della delinquenza più o meno organizzata: solo che a Napoli l’esperienza dell’illegalità è talmente diffusa che il solo vederla riprodotta sul grande o sul piccolo schermo provoca indignazione e addirittura rabbia nello spettatore benpensante, come è infatti accaduto domenica scorsa in sala dopo la proiezione dello spot.

Che si tratti di fiction surreale non fa molta differenza, su certe cose è meglio non scherzare. O forse la reazione del pubblico è quella di chi si scandalizza davanti all’«osceno» che «nella definizione di Baudrillard, è il troppo visibile», sostiene l’avvocato Francesco Barra Caracciolo, che ha assistito a quello spot ma che è anche esperto di comunicazione: «Però contesto che in quel filmato si vede troppo.

Direi piuttosto che si vede tutto quello che oggi è visibile a Napoli. Sì, oggi a Napoli può persino accadere che si rapinino le patatine». Del resto, i furti con destrezza e/o con violenza ai danni persino dei più amati assi calcistici o delle loro compagne sembrano dire che niente e nessuno è più considerato intoccabile: Rolex o patatine, è solo questione di gusti, e di opportunità.
 
LO SPREAD DIVENTA BOTTO ILLEGALE - Però c’è un terreno, nello sterminato campo della creatività confinante con la delinquenza, in cui la fantasia dei creativi del crimine sembra molto più avanti di quella dei copywriter di professione: dalla mente raffinata di quale studio pubblicitario clandestino escono infatti, puntuali ogni (fine d’) anno i nomi con cui vengono battezzati i fuochi artificiali (e ovviamente illegali) distribuiti sulle bancarelle?

Il primo di cui si ha memoria fu, ovviamente negli anni Ottanta, «il pallone di Maradona», del quale si diceva fosse in grado di far crollare interi palazzi (un’attrattiva in più per i dinamitardi del Capodanno); dopo l’11 settembre arrivò il «razzo Bin Laden» dalle ovvie capacità distruttive, poi all’epoca del Mondiale di Germania la «capata di Zidane», e ancora «la bomba Lavezzi» e quella «Cavani», mentre quest’anno l’anonimo creativo ha abbandonato l’immaginario calcistico o politico per concentrarsi sulla angosciosa situazione economica: il nuovo botto catastroficamente illegale (ogni anno ce n’è uno speciale, come il pastore sui presepi di San Gregorio Armeno, una sorta di copertina del Time alle vongole per celebrare il personaggio dell’anno) si chiama infatti «’O Spread», come il famoso differenziale che più sale su, più ci tira giù. I più dotati di fantasia dicono che «’O Spread» illumini il cielo notturno con un andamento a zig zag sempre più ascendente, prima di esplodere nel più fragoroso dei botti. Speriamo di non doverlo mai ascoltare, né in senso reale né in quello figurato.
 
Antonio Fiore
20 dicembre 2011

Due uova fresche ogni mattina Nel vicolo razzola la gallina anticrisi

Corriere del Mezzogiorno

Centro storico, la trovata della signora Dora



 
NAPOLI – In vico del Fico al Purgatorio, pieno centro storico, una simpatica vecchietta accudisce Dora la sua gallina personale. Riposta in un cartone fuori al suo basso, la gallinella le garantisce uova fresche ogni mattina. Un’antica pratica ricorda la vecchietta quella di allevare animali da cortile nel vicolo che a quanto pare, in tempo di crisi, sembra essere ritornata.

E la protesta ricorre alla voce registrata

Corriere del Mezzogiorno

Al presidio dei disoccupati davanti a Palazzo Santa Lucia un escamotage adottato per la pausa pranzo




NAPOLI - Dopo i distributori di sigarette, le voci elettroniche a cui ci hanno abituato i pedaggi autostradali ed i gentilissimi ATM che ringraziano sempre anche quando sono fuori uso, ecco che la tecnologia nel nuovo millenio non risparmia neppure le proteste. Sono da poco passate le 12 nei pressi della Regione Campania in via Santa Lucia ed un presidio di disoccupati sceglie, giustamente, di andare in pausa pranzo.

Ma come abbandonare la protesta? La soluzione la si trova in poco e nulla: un megafono collegato ad un registratore corredato di striscioni continua la sua protesta "per conto terzi" ad intervalli di due minuti in una piazza pressoché deserta «Caldoro vergogna, sette mesi senza stipendio». Il dubbio nasce spontaneo: se protestano così vuoi vedere che erano anche abituati a lavorare cosi?

Tangenti a Belluno, primario in cella Soldi per la procreazione assistita

Corriere della sera

Fino a 2.500 euro alle coppie per far saltare le liste d'attesa


BELLUNO - È stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Belluno Carlo Cetera, il primario 62enne di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Pieve di Cadore (Belluno): il medico chiedeva tangenti ai pazienti per far saltare le liste d'attesa della procreazione assistita.
Facendo leva sulla paura degli aspiranti genitori di perdere l'ultima occasione per coronare il sogno di avere un figlio, il primario induceva le coppie a pagare sino a 2.500 euro per ogni tentativo di p.m.a. (procreazione medicalmente assistita), riducendo a pochi mesi, in cambio, una lista d'attesa pubblica normalmente pari a 2 anni. Lo specialista è accusato di concussione aggravata e continuata oltre a interruzione di pubblico servizio.
 


LA RICOSTRUZIONE - Secondo la ricostruzione degli investigatori, sulla base delle indagini svolte negli ultimi mesi, il professionista avrebbe chiesto del denaro alle coppie prospettando loro una difficoltà nella procreazione in crescita esponenziale oltre i quaranta anni della madre, al punto da rendere decisivo anche il ritardo di una sola settimana. Le famiglie coinvolte dalle richieste, secondo il quadro accusatorio, sono sei ma il sospetto è che in realtà le parti lese siano molte di più.
Il medico, hanno spiegato i vertici delle Fiamme Gialle che hanno condotto le indagini, avrebbe sistematicamente dapprima sondato le disponibilità economiche dei suoi «clienti» per poi proporre un sensibile accorciamento dei tempi di attesa - mediamente compresi fra i 18 ed i 24 mesi - a fronte del versamento in contanti di un compenso fino a 2.500 euro.

 
IL FILMATO CHE INCASTRA IL MEDICO - L'episodio di consegna di denaro che ha determinato l'arresto è stato documentato con una videocamera nascosta all'interno del bar della stazione di San Donà di Piave (Venezia). Ad innescare l'inchiesta, coordinata dal pm della Procura della Repubblica di Belluno Antonio Bianco, sarebbe stata la denuncia di una coppia le cui aspettative di fertilità sarebbero state deluse e risultata anche per questo, oltre che per un percorso clinico particolarmente duro, particolarmente provata. L'interrogatorio di garanzia di Cetera, il quale per ora non ha fornito alcuna spiegazione in merito al suo operato, sarà condotto probabilmente entro mercoledì.
 
Redazione Online 20 dicembre 2011 | 11:41