domenica 18 dicembre 2011

La ragazza picchiata a Tahrir

Corriere della sera

Il video choc



Rifiuti, raccolta pneumatica Così alle Varesine si imita Stoccolma

Corriere della sera

Nuovo sistema per lo smaltimento della spazzatura nelle tre torri dove, entro l'anno, risiederanno 400 famiglie


MILANO - Hanno pensato a tutto, anche alla «raccolta dell’umido» che nella metropoli per ora non si fa ma che è uno degli obiettivi strategici di Amsa per il 2012. Il nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, in fase di realizzazione al quartiere Varesine-Porta Nuova, ha guardato lontano.

Le tre torri da 14, 17 e 34 piani, dove entro un anno risiederanno 400 famiglie, adotteranno, primo esempio in Italia, la raccolta pneumatica, che prevede di sparare i rifiuti a 70 chilometri l’ora nel sottosuolo, fino a raggiungere una piattaforma centralizzata. Gli oltre 600 chili di rifiuti prodotti ogni giorno dagli abitanti del nuovo quartiere, introdotti in pozzi di caduta «intelligenti», dotati di sensori in grado di tenere separati i sacchetti per contenuto, arriveranno alla centrale di raccolta già suddivisi: plastica, carta, metallo, umido appunto. E qui raccolti dai mezzi Amsa.
 
SISTEMA SVEDESE - Il sistema della società svedese Envac è da quarant’anni in uso in alcuni quartieri modello, come Hammarby Siostad, paradiso degli ambientalisti svedesi. L’introduzione del modello svedese, possibile in un quartiere come le Varesine-Porta Nuova, nato ex novo, dove gli impianti di canalizzazione vengono realizzati sfruttando gli scavi destinati agli altri impianti tecnologici, segnerà la fine della raccolta con cassonetti e porta a porta con risparmi di uomini, mezzi e vantaggi indiscutibili per l’ambiente.

E dopo il Villaggio olimpico di Barcellona nel 1992, la prima sfida internazionale della società, e dopo le torri di Milano, ora si pensa di studiare un sistema di raccolta pneumatica dei rifiuti anche per Roma, in occasione della candidatura della capitale per le Olimpiadi del 2020.
 
Paola D'Amico17 dicembre 2011 (modifica il 18 dicembre 2011)

Digiti 'Let it snow' e nevica su Google

Corriere della sera

Ecco la divertente trovata del motore di ricerca




Mitra, armi da guerra e uniformi: scoperto arsenale in un garage

Corriere della sera

Arrestati due uomini, 48 e 31 anni: nel box i carabinieri hanno trovato anche fucili, ricetrasmittenti, parrucche, scooter e moto. Capaldo (Dda): forse preparavano esecuzione




ROMA - Pistole di medio e grosso calibro (c’è anche una 40), kalashnikov vecchi ma perfettamente funzionanti, un mitra Mp5 usato dalle forze speciali e una mitraglietta leggera che può sparare raffiche micidiali di 15 colpi in pochi secondi. Non è frequente trovare arsenali come questi in giro per la Capitale. E lo è ancora di meno in un periodo in cui si spara in strada più che nel recente passato.

 
NEL BOX - A trovarlo, in un garage di via della Bella Villa, all’Alessandrino, sono stati venerdì pomeriggio i carabinieri della compagnia Casilina che hanno arrestato un pregiudicato di 48 anni e un suo amico incensurato, di 31.

Le armi erano nascoste su un’auto rubata parcheggiata nel box del palazzo. C’erano anche un fucile a pompa, taglierini, migliaia di proiettili conservati sotto riso per non essere danneggiati dall’umidità, fratini e divise della polizia e dei carabinieri, giubbotti antiproiettili delle guardie giurate (frutto forse di rapine in banca e ai furgoni blindati, come gran parte delle pistole del resto), una paletta della Protezione civile e radio ricetrasmittenti. E poi due scooter e una moto da enduro, anch’essi rubati, con caschi, passamontagna, guanti, parrucche e occhiali da sole.

 
ASSALTI E RAPINE - Tutto il necessario per essere pronti ad assaltare istituti di credito e trasporti corazzati, tendere imboscate a pregiudicati rivali, ingannare detenuti ai domiciliari facendo credere loro di essere oggetto di un controllo di routine. «Non si può escludere che con quelle armi si stesse preparando un’esecuzione», spiega senza mezzi termini il capo della Direzione distrettuale antimafia Giancarlo Capaldo che ha coordinato il lavoro dei carabinieri del Comando provinciale della Capitale.

L’arsenale è saltato fuori durante un controllo nella periferia est della città in vista del Natale. Nel corso della perquisizione sono state trovate anche dosi di droga. Ma non era quella l’attività principale dei due arrestati. I militari dell’Arma non escludono che la Santa Barbara potesse essere noleggiata a banditi in cerca dei “ferri del mestiere”. D’altra parte c’era di tutto, sia per rapinare banche e negozi, sia per bloccare furgoni blindati e aggredire gli equipaggi, o per fare anche di peggio. Ed è su quest’ultimo particolare che ora si stanno concentrando le indagini.
 
Rinaldo Frignani18 dicembre 2011 | 17:53

Gattini coraggiosi sfidano i cani

Corriere della sera

Felini «giocano» con bulldog e rottweiler




Corsa alla terra

Corriere della sera

Il filo che lega il fallimento di Lehman Brothers con la sorte di qualche centinaio di contadini di un villaggio sperduto del Mali e quello che lega la direttiva europea sui biocarburanti con la crescente perdita di terreni agricoli nei paesi ricchi, appaiono sempre più intrecciati. In un viaggio che va dagli uffici di Washington della Banca Mondiale fino a una rivolta contadina nel cuore dell'Africa



Occidentale, Report cerca di smontare quel meccanismo dove finanza, politica e modelli di sviluppo economico si mischiano a paure di crisi alimentari ed energetiche alimentando una vera e propria corsa globale all'accaparramento di terra. Il termine inglese è “land grabbing” e i principali “accaparratori” sono europei, cinesi, indiani, americani. Il terreno di conquista più "facile" è l'Africa dove governi compiacenti aprono le porte a investitori intenzionati a fare profitto nel più breve tempo possibile, magari per produrre i lucrosi biocarburanti, con buona pace per l'Africa che soffre la fame.

Piero Riccardi
17 dicembre 2011(ultima modifica: 18 dicembre 2011 | 12:26)