sabato 17 dicembre 2011

Bancomat clonati, arrestate sei persone

Corriere della sera
Avevano contraffatto sportelli tra piazza Venezia, via del Corso e altre zone del I Muncipio
Rinaldo Frignani - Mario Pro



Salsicce blu: le polpette killer per i cani

Corriere della sera

Chiusa l'area cani al Parco Nemorense, denuncia dei cittadini
 Youreporter

Vanna Marchi potrebbe tornare libera la prossima estate. Lo dice l'avvocato

Corriere della sera

La Cassazione ha ridotto la condanna definitiva della donna. Tra qualche mese potrebbe essere affidata ai servizi sociali



L'ex venditrice ringrazia l'avvocato e i giudici della Cassazione 


Guida e alcol, campagna-choc in Francia per prevenire la mattanza sulle strade

Corriere della sera

Il video racconta gli ultimi istanti di vita di un giovane automobilista che si è messo al volante dopo aver bevuto


MILANO - Uno spot choc contro la guida in stato d'ebbrezza per prevenire gli incidenti automobilistici. A pochi giorni dall’inizio delle feste natalizie il Ministero dell'Interno francese ha lanciato una campagna pubblicitaria che è un vero pugno nello stomaco. La réclame, intitolata «Électrochoc», dura poco più di 50 secondi e racconta gli ultimi istanti di vita di un giovane automobilista che dopo una serata passata in allegria, bevendo qualche bicchiere di troppo, si mette in macchina ubriaco ed è vittima di un incidente stradale mortale
 


AMICIZIA E RESPONSABILITA'- Nel filmato si vede il ragazzo, privo di coscienza, sdraiato a terra, mentre dottori e infermieri tentano inutilmente di rianimarlo. Una voce fuori campo riprende il dialogo tra il giovane e un suo amico avvenuto pochi istanti prima che l'automobilista si mettesse in macchina.

L'amico gli consiglia di smaltire la sbornia e di non mettersi alla guida, ma il ragazzo non lo ascolta e gli promette di chiamarlo appena arriva a casa. Come mostrano le immagini non ci arriverà mai: la sua vettura si schianterà sulla strada e la sua vita sarà tristemente spezzata. Lo spot invita i giovani che si accorgono di avere un amico troppo ubriaco per guidare, di prendersi la responsabilità di impedirgli di mettersi in macchina: «Se tieni a un amico, trattienilo con te» recita la frase finale dello spot.

La réclame, lanciata venerdì scorso, è solo una delle tante iniziative ideate dal Ministero dell'Interno prima delle feste natalizie per prevenire gli incidenti per guida in stato d'ebbrezza. Tra le altre si segnalano diverse pubblicità in radio e un quiz su Facebook «per trovare il vero amico che farà di tutto per portarti sano e salvo a casa»


NUMERI DRAMMATICI - Il ministro dell'Interno Claude Guéant è convinto che questa campagna pubblicitaria renderà meno drammatica la mattanza che ogni anno si registra sulle strade francesi. Solo nel 2010 sono morte alla guida ben 1150 persone a causa dell'eccessivo tasso alcolico.

«L'alcol è la prima causa degli incidenti mortali - spiega in una nota il ministro - Dal 2000 in poi circa il 30% degli incidenti mortali che sono avvenuti sulle strade francesi sono stati causati da guida in stato d'ebbrezza». I numeri diventano ancora più drammatici quando poi ci si sofferma sui giovani.

Gran parte degli automobilisti coinvolti in incidenti mortali a causa dell'alcol hanno tra i 18 e i 24 anni e in media, nel 2010, sono morti circa 6 giovani a settimana sulle strade transalpine. Almeno uno su due aveva un tasso alcolico superiore a 1,5 grammi/litro e spesso superava i 2 gr/l, quando il limite massimo autorizzato in Francia è di 0,5 grammi d'alcol per litro di sangue
 
Francesco Tortora17 dicembre 2011 | 14:08

Imu alla Chiesa, bocciati due ordini del giorno Ma è via libera all'emendamento Pdl-Pd

Corriere della sera

Sotto esame «l'uso commerciale dei beni di enti no-profit». Radicali e Avvenire ai ferri corti, smentite e controrepliche

 


MILANO - Parallela al dibattito complessivo sulla manovra, corre la discussione sull'applicazione dell'Imu (ovvero l'ex Ici) ai beni della Chiesa. Tempo fa alle domande dei giornalisti Monti aveva risposto che l'esecutivo non aveva «ancora» affrontato la questione. Adesso, incalzato da una crescente campagna che dilaga sul web, il governo lascia intravvedere una linea politica sull'argomento.


Nel corso della discussione di venerdì ha infatti dato parere negativo a due ordini del giorno, uno di Idv ed uno della Lega, che chiedevano genericamente di far pagare l'Imu sugli edifici di proprietà della Chiesa, dando poi il suo ok ad un emendamento bipartisan Pd-Pdl di diverso tenore.

IL TESTO APPROVATO - In base a questo testo, l'esecutivo si è impegnato a «valutare l'opportunità di affrontare e definire, considerato il valore sociale delle attività svolte da una pluralità di enti 'no profit' e, tra questi, gli enti ecclesiastici, la questione relativa al pagamento dell'Imu sugli immobili parzialmente utilizzati a fini commerciali». Un documento che è stato poi approvato dall'aula.

LA POLEMICA - Sottotraccia prosegue anche la polemica tra il mondo religioso e quanti invece vorrebbero interventi più stringenti sulla tassazione dei beni ecclesiastici. La scorsa settimana il segretario dei Radicali Italiani Mario Staderini aveva denunciato con una video-inchiesta e tanto di telecamera nascosta che in alcuni istituti religiosi milanesi venivano ospitati anche dei laici dietro pagamento di vere e proprie tariffe d'albergo.

E che questi edifici religiosi erano esentati dall'Ici, contravvenendo alla legge che in caso di attività commerciali impone la tassa anche sugli immobili ecclesiastici. Il giornale dei vescovi Avvenire ha prima respinto le accuse, sottolineando il valore solidaristico di certe attività.
Quindi, nell'edizione di giovedì, ha pubblicato «la prova regina», ovvero copie dei bollettini delle tasse effettivamente pagati su uno degli edifici «visitati» da Staderini, la Casa del Clero di via San Tommaso a Milano.
 
LA PROVA - «La Casa del clero paga e ha sempre pagato: 6.710 euro all’anno fino al 2009, quando ci si accorge che sull’immobile grava un vincolo monumentale e quindi – come tutti gli edifici simili, chiunque ne sia il proprietario – versa una tassa ridotta: 2.435 euro». Il sito del quotidiano cattolico mostra anche le ricevute dei pagamenti effettuati.

«Oggi la Casa ospita 23 preti, 14 dei quali hanno più di 80 anni, e due ne hanno 90». Spiega Avvenire. «L’edificio principale è tutto occupato da anziani sacerdoti. Quello secondario ha una decina di stanze libere per ospiti di passaggio (...). La suora filippina del filmato fa vedere a Staderini una di queste poche, sobrie camerette.

Un albergo? No, una residenza con alcune stanze a disposizione, eccezionalmente, di qualche ospite». Insomma, si tratterebbe di una casa di riposo, soltanto occasionalmente utilizzata per altri scopi. «Verità ristabilita, giustizia fatta?», si chiede il vicedirettore Umberto Folena. «Non esattamente. Il video ormai gira incontrollato sul web. A riprova di come funzioni la disinformazione: tutti evasori a prescindere, per ideologia e pregiudizio».

 
LA CONTROREPLICA - Il consigliere comunale dei radicali a Milano Marco Cappato è quindi tornato a interrogare gli uffici del Comune che hanno risposto confermando i dati precedentemente forniti: «Si conferma che l'Ente Religioso denominato Opera Pia Casa ecclesiastica E. Birago, ora Fondazione opera aiuto fraterno, ha dichiarato esente ICI in via San Tomaso 2 una Unità immobiliare - categoria B/1 - quella relativa a collegi, convitti, orfanotrofi, ospizi, conventi».

L'equivoco è sorto perché in effetti l'Ici viene regolarmente pagato dall'Istituto, ma per altri immobili di sua proprietà: «I bollettini Ici Acconto ( Euro 3.355,00 ) e Saldo ( Euro 3.355,00 ) anno 2009 indicati nel quotidiano Avvenire, riguardano invece l'Ente Religioso Chiesa Rettoria S. Tommaso», ovvero alcuni uffici ospitati in un edficio accatastato come «un fabbricato di categoria A/10-Uffici sito in Via S Tomaso 2».

Replica che consente a Staderini di dichiarare sul sito del partito Radicale: «Il Comune, dunque, non solo conferma che il Convitto di via san Tomaso 2 non paga l’Ici, ma chiarisce anche che i bollettini pubblicati da Avvenire riguardano in realtà degli uffici! Eppure nella mia video inchiesta ci sono camere con letti, non uffici».
 
Antonio Castaldo
acastaldo@corriere.it
twitter @gorazio16 dicembre 2011 | 21:58

Pedofilia, migliaia di vittime dei preti in Olanda

Corriere della sera

Lo ha stabilito una commissione d'inchiesta all'Aja. Durante l'inchiesta individuati «800 autori di abusi»


MILANO- «Migliaia» le vittime di abusi sessuali da parte di circa 800 preti tra il 1945 e il 2000 in Olanda. Lo ha stabilito una commissione d'inchiesta istituita all'Aja. Il rapporto chiude l'indagine sulla Chiesa e la pedofilia e punta il dito proprio contro il Vaticano perché, «pur sapendo non hanno aiutato le vittime». «Sulla base di 1.795 segnalazioni, la Commissione è riuscita ad individuare i nomi di 800 autori di abusi», si legge nel rapporto. «Di questi, 105 sono ancora vivi».
 


 
LE INDAGINI- Sotto la spinta dell'opinione pubblica, la Conferenza episcopale olandese aveva deciso nel 2010 di istituire una Commissione d'inchiesta sugli abusi commessi dai preti pedofili. La Commissione era presieduta dall'ex ministro, Wim Deetman, e includeva sei membri, tra cui un ex giudice, uno psicologo e docenti universitari. Secondo la Commissione, «il problema degli abusi sessuali era ben noto agli ordini e nelle diocesi della Chiesa cattolica olandese ma non furono prese le misure appropriate».
 
Redazione Online16 dicembre 2011 | 16:42