giovedì 8 dicembre 2011

Ritrovata la salma di Mike Bongiorno Il figlio: «Adesso stiamo meglio»

Corriere della sera


La bara ritrovata in campagna vicino a Milano
Corrisponde al feretro trafugato in Piemonte 11 mesi fa


MILANO - La bara e la salma di Mike Bongiorno, trafugate nei mesi scorsi in Piemonte, sarebbero state ritrovate a Vittuone, un paese della provincia di Milano: la certezza che il corpo sia proprio il suo, si avrà dopo gli accertamenti scientifici.  A Vittuone stanno arrivando i Carabinieri del Comando provinciale di Novara che in questi mesi hanno condotto le indagini sul furto del corpo e della bara di Mike Bongiorno.


IL FURTO - Il furto era avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 gennaio scorso dal cimitero di Dagnente di Arona e da quel momento non era stata trovata alcuna traccia della bara. Nei mesi scorsi erano giunte varie segnalazioni e due persone, poi risultate del tutto estranee al furto, erano state arrestate per aver tentato di contattare la famiglia di Mike Bongiorno per ottenere denaro.

IL RITROVAMENTO - La bara, che presentava una targhetta con il nome, le date di nascita e di morte del presentatore, è stata ritrovata vicino a una chiesa, la chiesa di Santa Maria del Lazzaretto, nei pressi di una roggia dietro a una ditta di ceramiche all'inizio delle campagne del Parco Sud.
Sarebbe stato un passante ad avvertire i carabinieri.

Da Parma stanno arrivando anche i carabinieri del Ris, il Reparto investigazioni scientifiche dell'Arma, per l'identificazione scientifica della salma.

Il feretro, secondo quanto è stato possibile apprendere, è ancora sigillato e coincide con quello trafugato a Dagnente (Novara), distante una settantina di chilometri dal luogo del ritrovamento. Nella zona dove è stata trovata la bara è stato chiamato un carro delle pompe funebri.

«Mi hanno chiamato i carabinieri - ha detto il titolare - ma non posso assolutamente dire nulla,». La zona è stata completamente transennata dai carabinieri che non fanno avvicinare nessuno.
Sul posto si è formato un gruppo di curiosi e tra loro è arrivato anche il sindaco Enzo Tenti: «Sono qui ma non fanno passere neppure me». Posta sotto sequestro dal pm di turno, Tiziana Siciliano, la bara è stata spostata nel tardo pomeriggio e traslata all'Istituto di medicina legale di Milano.

REAZIONI - Uno dei figli di Mike Bongiorno, Nicolò, ha commentato: «Spero sia vero, credo di sì». L'altro figlio Michele ha aggiunto: «Adesso stiamo decisamente meglio, siamo felicissimi che sia stato ritrovato il corpo».«Allegria! Mike è stato trovato.

L'ho appena saputo. Bellissimo regalo di Natale alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene! Felice!». Questo il commento su Twitter di Fiorello alla notizia del ritrovamento della salma. Anche Lorenzo Jovanotti dal suo account twitter si è unito al sollievo per il ritrovamento della salma di Mike Bongiorno, “ritwittando” un messaggio dell'amico Fiorello, che aveva virtualmente mandato «Un fortissimo abbraccio a Daniela Nicolò, Michele, Leolino!».

In centinaia, sul social network, stanno commentando con soddisfazione quella che appare come la fine di una brutta vicenda. «Una bellissima notizia per tutta la cittá e per la famiglia di Mike Bongiorno». Così il sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli, commenta la notizia del ritrovamento della bara, che era stata trafugata proprio dal cimitero di Dagnente, piccola frazione della cittadina del Novarese.

«Eravamo tutti in ansia per loro e credo lo sia stata tutta Italia perché Mike Bongiorno era una figura molto amata dalla gente», sottolinea Gusmeroli. Dopo tutti gli accertamenti degli investigatori e della magistratura, Arona spera di poter accogliere di nuovo la bara di Mike nel cimitero di Dagnente: «Ora mi auguro - conclude Gusmeroli - che finalmente possa riposare in pace».
 
Redazione Milano online8 dicembre 2011 | 20:13

Diventare come Iron Man, con il Flyboard è possibile

Il Mattino


ROMA - Si chiama Flyboard, ed è la straordinaria invenzione del campione di jet ski Frank Zapata. Con questa specie di jetpack ad acqua si può saltare tra le onde, fare acrobazie, ci si può immergere per poi risalire fino a dieci metri di altezza.



Tutte queste evoluzioni sono rese possibili da un motore della potenza di 100 cavalli che genera quattro getti d'acqua: due partono dai polsi e due sotto i piedi. Il prezzo dell'invenzione si aggira attorno ai 4.000 euro. Il divertimento è assicurato.


Giovedì 08 Dicembre 2011 - 10:49    Ultimo aggiornamento: 12:26



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Vent'anni fa tramontava l'Urss

Corriere della sera

Eltsin firmò lo scioglimento



Davide, nato in Italia ma straniero

Corriere della sera

La storia di uno dei tanti ragazzi che per la legge non sono cittadini italiani, ma qui hanno costruito una vita


MILANO- Davide è nato in Italia e da italiano è cresciuto: l’orsacchiotto per dormire, la bici, il primo bacio, la festa per la vittoria della nazionale. Compiuti diciotto anni, però, ha un anno di tempo per dimostrare di aver sempre risieduto nel nostro paese. Altrimenti torna alla casella di partenza e diventa un immigrato appena arrivato. Sembra facile, in realtà è una procedura burocratica che può essere complicata e che soprattutto crea una categoria di italiani di serie B. I numeri impongono di pensarci: un milione di minori «stranieri», 700 mila vanno a scuola, 570 mila sono nati qui.

 
LA PROPOSTA- L’Arci (che ha prodotto il video) con una serie di sigle - dalle Acli alla Caritas, dalla Cgil alla Rete G2- Seconde generazioni - ha lanciato una campagna per raccogliere 50 mila firme e presentare in Parlamento una proposta di legge (già depositata in Cassazione) per introdurre nel nostro ordinamento accanto allo ius sanguinis in vigore (italiano chi è figlio di italiani) lo ius soli: è italiano chi è nato in Italia. L’ha detto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l’ultima volta il 22 novembre: «E’ un’assurdità, una follia che dei bambini nati in Italia non diventino italiani. Non viene riconosciuto loro un diritto fondamentale…»
 
Alessandra Coppola 8 dicembre 2011 | 11:18

Champions: sospetti su Dinamo Zagabria-Lione 1-7

Corriere della sera

La stampa spagnola getta ombre sul risultato. Le autorità francesi e belghe delle scommesse aprono un'indagine


MILANO - Sei gol in mezz'ora e uno strano occhiolino di complicità: due indizi non fanno una prova, ma bastano per destare sospetti sulla goleada del Lione sul campo della Dinamo Zagabria, sconfitto per 7-1 nell'ultimo match della fase a gironi della Champions League.
 
LA PARTITA - Un risultato a dir poco rocambolesco: la Dinamo, in dieci per l'espulsione di Leko già al 26' del primo tempo, ha segnato al 40' andando in vantaggio 1-0. Poi la vendemmiata francese: pari di Gomis al 45', quindi sei gol nella ripresa, di cui tre in cinque minuti (dal 2' al 7'). Al Lione serviva la goleada perché anche battendo i croati e raggiungendo in classifica l'Ajax in caso di sconfitta degli olandesi in casa con il Real Madrid, i francesi partivano da una differenza reti di -4, mentre l'Ajax era a +2.

Negli stessi istanti in cui a Zagabria avveniva la pioggia di reti, ad Amsterdam l'arbitro annullava all'Ajax due gol per fuorigioco inesistenti. Nelle precedenti cinque partite di Champions, il Lione aveva realizzato soltanto due gol (all'andata contro la Dinamo), però i croati sono una nota banda del buco: due settimane fa aveva preso sei reti a Madrid e altre quattro quando avevano giocato in Olanda.
  
SOSPETTI - La stampa spagnola è stata la prima a gettare ombre sulla regolarità del match giocato al Maksimir Stadium pubblicando la foto di Vida, difensore della Dinamo, che dopo il quinto gol dei francesi strizza l'occhio a Gomis, attaccante del Lione, accompagnando il suo gesto con un pollice alzato prima di consegnare il pallone all'avversario per la ripresa del gioco. Il quotidiano spagnolo As ha parlato di «strana goleada».

L'Authority francese dei giochi online (Arjel) e quella belga hanno reso noto che sulla partita di Zagabria sono in corso «verifiche» il cui risultato dovrebbe essere reso noto già oggi. La pesante sconfitta, tra l'altro, è costata il posto al tecnico della Dinamo, Kruno Jurcic.
 
SORPRESA - Intanto l'allenatore dell'Ajax Frank de Boer ha definito «sorprendente» la vittoria per 7-1 del Lione che ha comportato l'eliminazione della sua squadra dalla Champions a favore dei francesi. «Non voglio parlare troppo del risultato del Lione, posso solo dire che è sorprendente. Ma se ci sono cose strane bisognerà provarlo. Per questa ragione, preferisco non pensarci e concentrarmi sulla nostra prossima partita», ha detto De Boer.
 
IL LIONE RIBATTE - Il Lione appoggia l'apertura di un'inchiesta sulle scommesse ma ribadisce la correttezza della sua vittoria. Inoltre il presidente della squadra, Jean-Michel Aulas, ribatte le accuse provenienti dalla Spagna: «È una ritorsione contro i sospetti di doping nello sport spagnolo lanciati pochi giorni fa da Yannick Noah».
 
Redazione Online8 dicembre 2011 | 15:18

Sofitel, ecco come andò

Corriere della sera

Strauss Kahn, video esclusivo



«Sofitel, Strauss-Khan affossato in due ore»


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Il Financial Times e la teoria del complotto: il cellulare scomparso e gli strani balletti del personale dell'albergo


MILANO - «Le due ore che hanno affossato Strauss-Kahn». Si intitola così l'indagine condotta dal giornalista Edward Epstein e pubblicata in parte dal Financial Times, che dedica ampio spazio nel fascicolo Weekend ai fatti del 14 maggio scorso relativi all'ex numero uno del Fondo monetario internazionale e all'arresto per stupro.

L'inchiesta rispolvera la tesi del complotto contro l'ex candidato all'Eliseo, ricostruendo gli spostamenti della cameriera del Sofitel Nafissatou Diallo che poi ha accusato Strauss-Kahn di violenza sessuale. E alla luce di quanto scritto dal giornalista Epstein, William Taylor, uno dei legali statunitensi dell'ex numero uno dell'Fmi, sostiene ora che il suo assistito potrebbe essere stato vittima di un «attacco deliberato per distruggerlo politicamente».
 
IL TELEFONO PIRATATO - Tante zone d'ombra. Più di un interrogativo cui non è ancora stata data una risposta. L'articolo pubblicato dal New York Review of Books , ripreso in parte dal Financial Times, rilancia, come si diceva, la tesi del complotto contro Strauss-Kahn, arrestato a New York per lo stupro di una cameriera dell'hotel Sofitel e poi assolto da ogni accusa penale.

Tre i punti oscuri della vicenda. Il primo riguarda il cellulare scomparso e piratato di DSK. Fu il banchiere a rivelare alla moglie che un messaggio a lei indirizzato dal marito era stato letto da personaggi del Ump, il partito di Nicolas Sarkozy. Alle 10.03 Strauss-Kahn avvertì la moglie dal Blackberry fornito dal Fmi che l'altro telefonino era sotto controllo e che, una volta rientrato a Parigi, lo avrebbe fatto controllare, insieme con un iPad.

Quel Blackberry, l'ex capo del Fondo non lo ha mai riavuto, nonostante quella stessa mattina gli fosse stato assicurato che lo avevano trovato e glielo avrebbero portato sull'aereo. Non solo il telefonino e i messaggi che conteneva sono scomparsi, ma tre quarti d'ora dopo la denuncia dello stupro fu disabilitato il dispositivo per il posizionamento Gps, operazione non semplice e non da tutti.
 
STRANI BALLETTI - L'altro punto oscuro della vicenda riguarda il curioso balletto celebrativo (ripreso dalle telecamere dell'albergo) inscenato dal direttore dei servizi tecnici del Sofitel, arrivato per ascoltare la testimonianza di Nafissatou Diallo che accusava Dsk, e un altro uomo non identificato.
Quest'ultimo aveva in precedenza accompagnato la cameriera presso i servizi di sicurezza dell'albergo. I due uomini, alcuni istanti dopo aver chiamato la polizia un'ora dopo i fatti, ricorda Epstein, si diedero il cinque e si congratularono per tre minuti, prima di andare «apparentemente» ad attendere l'arrivo della polizia all'ingresso di servizio dell'hotel, scrive Epstein.
 
CHI ALLOGGIA NELLA CAMERA 2820?- L'ultimo punto oscuro riguarda infine gli spostamenti della cameriera Diallo, entrata varie volte nella camera 2820, situata sullo stesso piano della camera di Strauss-Kahn, prima e dopo il rapporto sessuale con il direttore generale dell'Fmi.

Diallo inizialmente tenne nascosta agli inquirenti la sua presenza in questa camera. «Altre persone oltre a Diallo si trovavano nella camera 2820 durante e dopo l'incontro con Dsk?», si interroga Edward Epstein. «Se così fosse, chi erano queste persone e che facevano? E perché Diallo ha smentito di essere entrata in questa camera?».
 
Redazione Online 26 novembre 2011 | 12:27

Aumenta l'IPT? E io trasferisco l'azienda a Trento

Corriere della sera

L’imposta provinciale di trascrizione è aumentata fino a 600 euro, ma non nelle regioni autonome. E così la Arval, azienda di noleggio auto, si sposta a Trento e risparmia milioni di euro.

 

Bernardo Iovene



Paolo Ghinolfi, amministratore delegato di Arval - società del gruppo francese BNP PARIBAS leader nel noleggio auto a lungo termine e dell’outlet dell’usato - annuncia che l’azienda si trasferisce da Firenze a Trento.

Il decreto sul federalismo fiscale N.68/2011, prevede l’aumento dell’IPT, Imposta Provinciale di Trascrizione. Dal 17 settembre, così come già avveniva per l’usato, la tassa sull’acquisto di auto nuove si pagherà in base ai kW, l’IPT passa da un massimo di 196 euro a 600 euro.
La stangata oltre che per i singoli cittadini penalizza le ditte di noleggio che pagano l’IPT su circa 500 mila autovetture. Se prima pagavano alle province 176 milioni di imposta oggi devono sborsare 315 milioni, un aumento dell’80%.

La norma però non si applica alle regioni autonome e allora basta spostare la sede legale a Trento per continuare a pagare la vecchia tariffa. Il danno non si limita all’IPT, Arval oltre all’Imposta di Trascrizione versava alla provincia di Firenze il 12,5% sull’ RCA e alla regione Toscana il Bollo auto, per un totale di circa 50 milioni di euro l’anno che oggi andranno ad ingrassare le casse della provincia di Trento
 
6 dicembre 2011(ultima modifica: 8 dicembre 2011 | 9:42)