lunedì 18 luglio 2011

Il sindaco Renzi rottama pure i suoi dipendenti: sono peggio di Fantozzi

di Redazione


Il sindaco di Firenze attacca i dipendenti comunali e dice: "Timbrano alle 14 e già un quarto d’ora prima sono in coda col cappotto, pronti per uscire". La risposta del sindacato: "E' ora che cresca". Ma Renzi continua: "Il sindacato è l'organizzazione più lontana dalla mia generazione"



Il rottamatore Renzi adesso prende di mira i suoi dipendenti: quelli comunali. Il sindaco di Firenze infatti, in un'intervista apparsa sabato su Sport Week, non ci ha pensato due volte a paragonare i dipendenti comunali a Fantozzi, anzi "chiamarli Fantozzi sarebbe far loro un complimento". Renzi spiega che il suo modello di lavoro di riferimento sono "Larry Page e Sergey Brin, i fondatori di Google. Ho visitato la sede di Mountain View e sono rimasto folgorato: niente badge, campi da ping pong, la parete per l’arrampicata. Mi piacerebbe che al Comune di Firenze si lavorasse così. Invece mi ritrovo coi dipendenti che timbrano alle 14 e già un quarto d’ora prima sono in coda col cappotto, pronti per uscire". Se fosse per Renzi, li licenzierebbe, ma come precisa il sindaco fiorentino non si può fare perché "ci sono le tutele. Ecco: vuole sapere qual è l'organizzazione più lontana dalla mia generazione? I sindacati", continua Renzi - "Più di un iscritto su due è in pensione mentre noi, se va bene, ci andremo a 70 anni. E hanno giri d'affari miliardari".
Un'accusa pesante che ha trovato subito la risposta di Stefano Cecchi, della Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) del Comune di Firenze. "Fantozzi sarà lui. Ci sono problemi di tagli che mettono a rischio i servizi comunali e lui gioca: è ora che cresca", ha detto Cecchi, che poi ha aggiunto: "Forse Renzi è così avanti che non vede quello che sta accadendo: ma invece di giocare dia risposte serie sui tagli". Non è la prima volta che il sindaco di Firenze assuma posizioni critiche nei confronti dei suoi dipendenti. E' di pochi giorni fa infatti il provvedimento sulla cosiddetta pausa sigaretta chhe prevedeva che in tutte le strutture comunali si potesse andare a fumare solo timbrando il cartellino in entrata e in uscita. E anche in quel caso la Rsu non la prese bene e minacciò lo sciopero.




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«Aggiungimi a Google+», Facebook cancella l'annuncio a pagamento

Corriere della sera


Un informatico censurato perchè pubblicizzava la concorrenza. La rete sommerge di critiche Zuckerberg



MILANO - Lo chiamano «effetto Streisand»: un'informazione che si tenta di censurare o rimuovere su Internet genera al contrario un ampio risalto. E' quel che è successo all'informatico britannico Michael Lee Johnson, che ha voluto inserire un annuncio a pagamento su Facebook: «Se sei abbastanza fortunato da avere un account Google+, aggiungi Micheal Lee Johnson».

PROVOCAZIONE -L'intento di Michael era chiaro: essere il primo a pubblicizzare su Facebook il social network della concorrenza. La provocazione però non è piaciuta a Palo Alto, nella sede di Facebook. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg, vedendosi commercializzare tra le colonne del proprio sito il social network della concorrenza (l'appena nato Google+), ha deciso di eliminare l'annuncio, inviando a Johnson questa scarna spiegazione: «Il suo account è stato disabilitato. Tutte le sue inserzioni sono state interrotte e non potranno essere avviate nuovamente sul sito in nessuna circostanza. Normalmente disattiviamo un account quando le inserzioni non rispettano i termini d'uso o le linee guida. Sfortunatamente non possiamo fornirle la specifica violazione che lo ha reso abusivo. Per ogni eventuale dubbio, la preghiamo di controllare i nostri termini d'uso e linee guida».

CENSURA - Un boomerang: Johnson copia e incolla il messaggio di Facebook sul proprio account griffato Google e grida alla censura. Nel giro di poche ore la notizia fa il giro del mondo online tra la stampa specializzata e i blog più influenti. Intanto oltre 1000 persone condividono il post di Johnson che, senza perdere troppo tempo, ha autonomamente deciso di cancellare il proprio account su Facebook: «Hanno eliminato le mie inserzioni, ma non mi avevano bloccato l'account», spiega Johnson sul nuovo social network. Ora il suo ultimo post parla chiaro: «La migliore cosa che abbia mai fatto è stata cancellarmi da Facebook».
DANNO DI IMMAGINE - Michael ha chiuso i battenti sul primo social network perchè «non si fidava più». Un danno di immagine incredibile per un'azienda, Facebook, che sulla fiducia ha costruito il proprio impero. In casa Google intanto si fregano le mani: a 20 giorni dal lancio del loro ultimo social network, un autogol così clamoroso davvero non se lo aspettavano.


Maddalena Montecucco
18 luglio 2011 18:15



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Ischia, processo a ex sindaco di Barano Una udienza in 10 anni. E' prescrizione

Il Mattino


ISCHIA - Una sola udienza in dieci anni e il processo per falso ideologico a carico dell'ex sindaco di Barano d'Ischia (Napoli), Giuseppe Gaudioso, che riguarda anche ex pubblici amministratori, l'ex dirigente dell'ufficio tecnico e un tecnico esterno, è caduto in prescrizione.
Il processo penale, riguardante alcuni atti amministrativi tesi ad ultimare la cosiddetta «passeggiata dei Maronti» - una struttura in cemento armato realizzata su pali di fondazione di circa 6 metri, conficcati nell'arenile dei Maronti (Barano d'Ischia) e mai ultimata per continue vicissitudini giudiziarie - era stato incardinato dal sostituto procuratore Maria Antonietta Troncone, ed iscritto a ruolo nel 1999 (6925/99 del registro generale notizie di reato).

Nell'autunno 2001 la decisione del gup Giovanna Ceppaluni che dispose il rinvio a giudizio per il reato di falso ideologico. In seno all'udienza preliminare cadde l'accusa di abuso d'ufficio.

Da allora, per dieci anni, presso la sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli, si è concretamente svolta una sola udienza poi è seguita una serie infinita di rinvii, a volte con la sospensione dei termini di prescrizione, altre volte senza.

Un processo questo che ha visto cambiare ben quattro giudici monocratici. Uno dei due testi della pubblica accusa, il consulente Starita, presente per i primi anni ad ogni convocazione, è nel frattempo deceduto. Questa mattina, il pm ha chiesto la prescrizione.

L'avvocato di parte civile, costituitosi all'epoca per l'associazione ambientalista VAS (Verdi Ambiente e Società) ha laconicamente commentato: «la notizia si commenta da sola».

Lunedì 18 Luglio 2011 - 14:52




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I cinesi (preoccupati) comprano l'oro

Corriere della sera


Il classico bene rifugio fa gola alla banca centrale, spaventata dal timore default degli Stati Uniti



L'oro ai massimi a oltre 1.600 dollari l'oncia

MILANO - In tempi di incertezza sui mercati valutari, con l'estrema volatilità dei titoli bancari e con il timore di fallimenti sovrani (le cui obbligazioni emesse dalle banche nazionali rischiano di diventare carta straccia, come certificano le agenzie di rating che le classificano spesso - a torto - con l'appellativo junk) è scoppiata una vera e propria 'febbre dell'orò tra gli investitori cinesi, con un'impennata delle vendite di monete e lingotti di oltre il 120% nel primo trimestre del 2011 su base annua. Una tendenza che ha fatto salire le quotazioni del metallo giallo oltre la soglia dei 1.600 dollari l'oncia. A spingere la domanda del mercato verso il bene rifugio per eccellenza la crisi del debito della zona euro e la situazione tutt'altro che rosea dei conti Usa, dove il Congresso non ha ancora raggiunto un accordo sull'innalzamento del tetto del debito con il rischio di default per il Paese.

LO SCENARIO - Ecco perché la Cina sta puntando sull'oro. Già da tempo è uno dei principali mercati di vendita, oltre che essere un importante produttore. Secondo il World Gold Council (WGC), insieme all'India, è il paese in cui la domanda di oro registra ritmi di crescita più forti a livello globale. «La richiesta in Cina è estremamente forte» afferma Marcus Grubb, direttore per gli investimenti del WGC, additando tra i principali fattori che trainano il mercato i timori di rialzi dell'inflazione.

Dati alla mano, nei primi tre mesi del 2011 la domanda di lingotti e monete d'oro in Cina è stata pari a 90,9 tonnellate, segnando un incremento del 123% rispetto alle 40,7 tonnellate dello stesso periodo dell'anno precedente. In India le vendite si sono attestate a 85,6 tonnellate. A livello mondiale nel 2010 la domanda di lingotti e monete si è attestata sotto le 1.200 tonnellate. Secondo gli analisti la 'febbre dell'orò del mercato cinese è un fenomeno nuovo. «Solo qualche anno fa, i cinesi non si sarebbero preoccupati di acquistare lingotti e monete.

Ma adesso la gente li compra, al posto dei gioielli, in quanto hanno un valore maggiore nel tempo», afferma l'analista del settore Mark Robinson, citato dai media internazionali. Per i cinesi acquistare oro è una sorta di assicurazione, osserva, «sentono di aver fatto un investimento sicuro». Attualmente le riserve auree rappresentano solo l'1,6% del patrimonio totale della Cina, ma secondo gli analisti vista è possibile che la banca popolare cinese cominci ad acquistare più oro. Soprattutto data l'incertezza legata ai rendimenti sui treasury bond emessi dalla Fed, sui quali la Cina per anni ha investito perché riteneva il modo migliore per "parcheggiare" il denaro derivante dall'enorme surplus della propria bilancia commerciale.


Fabio Savelli
18 luglio 2011 15:59



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Dipinto attribuito a Leonardo Cicelyn: una bufala, niente mostra

Corriere del Mezzogiorno

Il direttore del Madre declina l'invito ad allestire un'esposizione ipotizzato da Napolipuntoacapo




«Salvator Mundi», attribuito al genio di Leonardo da Vinci
«Salvator Mundi», attribuito al genio di Leonardo da Vinci

NAPOLI - Niente esposizione per il Salvator Mundi, presunto dipinto di Leonardo ritrovato a Napoli. La richiesta avanzata dall'associazione Napolipuntoacapo di Sergio Fedele è stata cortesemente bocciata dal direttore del museo Madre, Edoardo Cicelyn. L'associazione fa riferimento al quadro spuntato dalle «segrete» della chiesa di San Domenico Maggiore e attribuito al genio toscano. L'idea era di metterlo in mostra e stuzzicare la curiosità di napoletani e turisti, proprio per la mancanza di assolute certezze sull'attribuzione. Ma sul sito napolipuntacapo.it, Cicelyn ha obiettato: «Non ho competenze adeguate per infilarmi nella discussione sull’affidabilità di tale ipotetica attribuzione. A naso mi sembra del tutto campata in aria. Comunque, delle due l’una: se studiosi di rango potessero documentare la possibilità che l’autore sia Leonardo da Vinci, Capodimonte dovrebbe imporsi per ottenerne al più presto l’affidamento e l’esposizione; se invece questa eventualità fosse del tutto scartata, in nome di quale stramba teoria dovremmo legittimare un evento espositivo, che avrebbe senso solo nell’ipotesi alternativa e contraria?».

A CAPODIMONTE? - Incassato il no del Madre, Fedele torna all'attacco e via web gira la proposta al museo di Capodimonte, e quindi alla soprintendente Lorenza Mochi Onori. «Intanto - conclude - aspettiamo l'assessore comunale alla cultura Antonella di Nocera».

Al. Ch.
18 luglio 2011




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Riforme costituzionali: Senato federale, stop a circoscrizioni estere

Corriere della sera

Presentate dal governo, a firma del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli


MILANO - Senato federale su base regionale, abolite le circoscrizioni estere, stipendi dei parlamentari in base alla loro presenza in Aula. Sono alcune delle riforme costituzionali presentate dal governo, a firma del ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. Può essere eletto presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto quaranta anni d'età (oggi 50).

SENATO - Il Senato federale sarà composto da 250 senatori, sessantacinque in meno rispetto agli attuali 315. Sarà «eletto a suffragio universale e diretto su base regionale». Ai suoi lavori, prevede la proposta di legge del governo, potranno partecipare «senza diritto di voto, altri rappresentanti delle Regioni e delle autonomie locali». Si potrà essere eletti senatori al compimento dei 21 anni.

PRESIDENTE CONSIGLIO DIVENTA PRIMO MINISTRO - Il Presidente del Consiglio diventa «primo ministro» e «nomina e revoca i ministri, i viceministri e i sottosegretari che prestano giuramento nelle sue mani».

SFIDUCIA COSTRUTTIVA - Sarà la Camera dei deputati - composta da 250 deputati (ora sono 630) a dover votare la fiducia al governo e potrà avvalersi anche di un meccanismo di «sfiducia costruttiva», prevede la bozza di riforma Calderoli. L'approvazione di una mozione di sfiducia nei confronti dell'esecutivo, «non comporta lo scioglimento necessario della Camera. Infatti, è possibile che il Presidente della Repubblica, sulla base dei risultati delle elezioni, nomini un nuovo Primo ministro oppure che la Camera dei deputati stessa, nell'ambito della medesima maggioranza, individui un nuovo primo ministro».

SCIOGLIMENTO CAMERA - «Il presidente della Repubblica può sciogliere la Camera dei deputati, sentiti il suo presidente e i rappresentanti dei gruppi parlamentari, anche su richiesta del primo ministro». L'attuale articolo 88 invece esclude primo ministro e gruppi parlamentari.

PRESIDENTE CAMERA SUPPLENTE CAPO STATO - Poiché il Senato diventa federale, «le funzioni del presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal presidente della Camera dei deputati», mentre oggi sono esercitate dal presidente del Senato. «In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del presidente della Repubblica - si legge nella bozza di riforma - il presidente della Camera dei deputati indice la elezione del nuovo presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se la Camera è sciolta o manca meno di tre mesi alla sua cessazione».

CIRCOSCRIZIONE ESTERO - Viene «soppressa» la circoscrizione Estero. «All'articolo 48 della Costituzione, il terzo comma è abrogato», si legge nel testo, con riferimento alla norma costituzionale (introdotta nel gennaio 2000) che prevede l'esercizio del diritto di voto per l'elezione dei parlamentari, da parte dei cittadini residenti all'estero.

STIPENDI - I parlamentari «hanno il dovere di partecipare ai lavori dell'Assemblea e delle Commissioni», dice la bozza di riforma dell'articolo 69. «Ricevono un'indennità stabilita dalla legge, in misura corrispondente alla loro effettiva partecipazione ai lavori secondo le norme dei rispettivi regolamenti».

DEPUTATI A VITA - Gli ex presidenti della Repubblica diventano «deputati a vita» e non più senatori a vita e viene abolita la possibilità da parte del capo dello Stato di nominare cinque senatori a vita nel corso del suo mandato.



Redazione online
18 luglio 2011 17:41



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Io sono Spider Truman: oggi ho deciso di svelare la mia vera identità.

I segreti della casta

lunedì 18 luglio 2011


Malgrado dubbi e insinuazioni di illustri opinionisti, politici e commentatori, continuano ad arrivare migliaia di adesioni sul profilo di Spider Truman. Vogliono a tutti i costi sapere chi c'è dietro Spider Truman, poi magari osannarlo per il suo coraggio e poi con le buone o le cattive metterlo a tacere. Dicono che ha manie di protagonismo, ma al tempo stesso pretendono che sveli la sua vera identità.
Editori, giornalisti, televisioni: centinaia di avvoltoi cercano di stanarlo.

Allora dico a questi signori, state attenti, ai politici che siedono sulle poltrone, alle schiere di sgherri sguinzagliati nei corridoi di Montecitorio come nei mondo virtuale del Web.

Spider Truman è lì vicino a voi.
Spider Truman è ovunque.
Spider Truman è ogni disoccupato che non trova lavoro perchè non ha amici in paradiso.
Spider Truman è ogni precario che viene struttato per 900 euro al mese e poi dopo anni e anni buttato in mezzo a una strada.
Spider Truman è ogni cassintegrato che deve sudare per arrivare a fine mese.
Spider Truman è ogni operaio sfruttato e malpagato per 40 anni alla catena di montaggio per un salario e una pensione da fame.
Spider Truman è ogni giovane costretto ad emigrare perchè gli hanno rubato il proprio futuro.
Spider Truman è ogni anziano costretto a sborsare decine di euro di ticket se ha la pretesa di andare in un ospedale.
Spider Truman è ogni uomo e ogni donna che a luglio ed agosto non può permettersi nemmeno una settimana al mare.
Spider Truman è uno, nessuno e centomila.

Se avete paura di lui, significa che avete qualcosa da nascondere.
E allora fate bene ad aver paura, perchè presto ci riprenderemo ciò che ci spetta: la dignità, la giustizia, la democrazia.





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La bacchetta magica dell'immunità "stradale" per amici e parenti.

I segreti della casta

lunedì 18 luglio 2011


Quello che vedete in questa foto è il permesso ZTL della Camera dei Deputati. Sullo sfondo c'è un articolo di ieri sul tema della casta e dei suoi costi.
Pubblico il permesso ZTL qui per due motivi. Descrivere il potere magico che incarna quel cartoncino, ma anche e soprattutto per rispondere alle critiche di chi ritenga che alcune notizie qui riportate sia possibile ritrovarle anche in qualche libro di denuncia sui costi della politica.

Se ciò può anche essere parzialmente vero (non ho letto la sterminata bibliografia in merito, ma credo che le nefandezze sono sempre le stesse e prima o poi escono fuori: tutto sta nella capacità di lor signori di nascondere e insabbiare la verità), tuttavia certamente non danno in omaggio con il libro il permesso ZTL Camera dei Deputati!!
Ma cos'è questo cartoncino magico?

Quello che in apparenza sembra uno dei tanti semplici contrassegni per accedere nelle aree a traffico limitato del centro di Roma, è invece una bacchetta magica
in grado di rivestire non solo il conducente ma anche l'auto di una qualità molto ricercata negli ambienti di Montecitorio: l'impunità.
Tutor e autovelox, vigili e poliziotti, divieti e sanzioni, nulla possono fare contro questo potente sortilegio.

Qui non parliamo delle auto blu, per quelle già era scontato: i tagliandi vanno posti invece su una qualsiasi altra auto a discrezione di ogni deputato.
Che sia il suv del suo bamboccione o l'auto dell'amante, poco importa.

A volte succede che il figlio bamboccione (sembra incredibile ma ho conosciuto diversi figli di deputati, cretini almeno quanto Renzo Bossi: chissà se faranno anche loro carriera politica) venga pizzicato dall'autovelox a 180km/h sull'autostrada o con l'auto parcheggiata nel bel mezzo di una isola pedonale.

Poco importa.

Ci sarà sempre un servo dei servi, come il sottoscritto, a cui consegnare multe e verbali.

Costui sa già quel che bisogna fare: raccomandata A/r a Sua Eccellenza Illustrissimo Gentilissimo Prefetto....si comunica che in data x all'ora x...bla bla bla.... il sottoscritto travolgeva un'anziana sulle strisce (questa è una battuta, per carità)....improrogabili impegni istituzionali (la discoteca del bamboccione, l'appuntamento con l'amante, lo shopping della figlia)...esercizio delle sue funzioni.....cordiali saluti....on.dott.ing.Cettolaqualunque.

In allegato al ricorso, lo schiavo non deve far altro che allegare la fotocopia del permesso ZTL Camera dei Deputati, che reca il numero di targa del veicolo incriminato, e il gioco è fatto!
Veniamo al secondo motivo della foto.

Si tratta di un vecchio permesso scaduto (il nuovo è sempre sul parabrezza dell'auto del figlio, almeno credo) che metto su internet non solo e non tanto per raccontarvi di questi oscuri sortilegi postmoderni, ma anche perchè all'oggi non credo che questo tagliando sia uscito in omaggio con qualche libro.






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Contadino israeliano coltiva angurie colorate

Il Tempo


L'agricoltore ha spiegato: "Questo frutto inganna i sensi. Vedendo la polpa gialla ti sembra di mangiare un'ananas, e invece si tratta di un cocomero".



Un contadino che coltiva frutta a Tzofit, nel centro dell'Israele, si sta divertendo a giocare con i sensi dei suoi clienti. Uri Rabinovitch, questo il suo nome, ha sviluppato alcune nuove varietà di anguria che contano una vastissima gamma di colori diversi. La sua azienda così non produce solo classiche angurie con la polpa interna rossa, ma anche gialla e arancione. Rabinovitch insiste sul fatto che il sapore sia praticamente lo stesso e che cambi solo il livello di dolcezza fra un frutto e un altro. L'agricoltore ha spiegato: «Questo frutto inganna i sensi. Vedendo la polpa gialla ti sembra di mangiare un'ananas, e invece si tratta di un'anguria». La nuova varietà di anguria arriverà a giorni nei mercati israeliani e anche i supermercati si sono detti interessati al prodotto. Ma tutto questo a Rabinovitch non basta, e ha annunciato che presto inizierà gli esperimenti per produrre altri tipi di frutta di colori nuovi.


17/07/2011




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Costi della politica, rivolta sul web mentre le Camere preparano i tagli

Il Messaggero

Fini: tagliare 90 milioni in tre anni. Di Pietro: in piazza a settembre. Polemica su Formigoni: parla di sprechi tra gli yacht



ROMA - La protesta anti-casta esplode sul web. E se c’è qualcuno, come l’Idv, che già vuole trasformarla a settembre in una sorta di marcia su Roma, per ora l’indignazione e la rabbia per il rinvio dei tagli alla politica trovano sfogo con le tipiche modalità della rete: è bastato che uno sconosciuto che si firma SpiderTruman aprisse un profilo su Facebook dedicato ai «Segreti della casta di Montecitorio» per raccogliere la bellezza di 120 mila fan, al ritmo pazzesco di 15/20 mila in più all’ora. Una marcia trionfale, che ricorda un po’ la road map già sperimentata dalle rivolte nord africane dello scorso inverno. D’altra parte l’umore degli italiani deve essere davvero nero se persino una innocua intervistina tv del presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha suscitato ondate di indignazione perché sullo sfondo si vedevano gli yacht ormeggiati in Costa Smeralda.

Già, ma chi è SpiderTruman? Lui (o lei) dice di essere un precario della Camera licenziato dopo 15 anni di lavoro
. Persino in rete i dubbi su questa pseudo identità sono molto diffusi, ma quello che gli amici incavolati vogliono leggere sono le nefandezze della casta raccontate da dentro. E SpiderTruman non delude. Il suo campionario per la verità non è originalissimo. E’ stato già declinato in mille libri e in una quantità incalcolabile di articoli di giornale: si va dalla cover-story classica tipo «costosissima berlina blu con relativo autista usata per andare a comprare il formaggio», a racconti più hot come l’abnorme uso delle scorte armate per amanti fatalmente minacciate di morte.

Non mancano gustosi dettagli sulla strana ondata di denunce di furto di computer usata come escamotage per ottenerne di nuovi e spiccano chicche come i sospetti sulla correttezza delle assunzioni dei barbieri dei deputati. La parte del leone del romanzo di SpiderTruman, però, la fanno le cifre sugli affitti per decine di milioni pagati ogni anno dalla Camera, le spese per la salute dei deputati (psicologo compreso) e dei loro parenti e una voce che non manca mai in questo tipo di letteratura: le consulenze.

Un dossier indubbiamente corposo quello di questo precario speciale che teme per la sua web-vita e, previdentemente, ha creato luoghi di incontro alternativi come il blog fotocopia isegretidellacasta.blogspot.com.

Ma davvero la politica risponderà con qualche attacco informatico a SpiderTruman? In realtà Camera e Senato - come annunciato l’altro ieri da Gianfranco Fini - stanno lavorando ad un piano di tagli che dovrebbe essere varato al massimo entro i primi di agosto. Solo per i deputati si parla di riduzione dei costi medi per 30 milioni all’anno per i prossimi tre anni (con una progressione che passerà dai 15 milioni nel 2012 e 45 nel 2014).

Un obiettivo che dovrebbe essere raggiunto - i deputati questori dovrebbero riunirsi domani per fissare i primi paletti - agendo lungo tre direttrici: i vitalizi degli ex deputati (e degli ex funzionari più alti in grado); gli affitti; e una generale sforbiciata agli acquisti.

L’intervento sulle pensioni è in qualche misura obbligato. La manovra appena varata prevede - a partire da agosto - un taglio del 5% oltre quota 90 mila euro annui e del 10% oltre quota 150 mila. Poiché però la Camera è un organismo costituzionale (e in quanto tale escluso dagli interventi del governo) deve essere essa stessa a fissarne i tagli per renderli effettivi. I risparmi assicurati dalla ricca previdenza di Montecitorio dovrebbero arrivare a 8 milioni di euro. A fine anno poi scadranno alcuni contratti d’affitto che valgono diversi milioni di euro ognuno. Non è ancora chiaro, infine, se scatterà un’ulteriore riduzione degli stipendi dei parlamentari dopo quello di 1.000 euro mensili che passò, con molta fatica, alla fine del luglio 2010.

D.Pir.
Lunedì 18 Luglio 2011 - 12:22    Ultimo aggiornamento: 12:23




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Pregare al mare, ecco le suore da spiaggia Arrivano i «vu' pregà» versione estiva

Il Mattino


CASERTA - Preti e suore da spiaggia. Fanno proseliti i «vu' pregà» versione estiva che anche quest'anno hanno iniziato a riversarsi sulle spiagge per pregare insieme ai fedeli.


 

Attivissime le suore del convento di Mondragone, che, su iniziativa del passionista padre Antonio Rungi, pregano sulla spiaggia insieme ai fedeli. Due cabine sono state trasformate in sagrestia e l'altare è stato allestito sotto due tende. «La formula convento-spiaggia è gradita a villeggianti e suore - spiega padre Rungi - vogliamo continuare in questa positiva esperienza di fede con i residenti e soprattutto con i villeggianti che sono comunque numerosi a Mondragone. A loro non può mancare il sostegno spirituale».

Iniziative anche in altre regioni italiane. A Fano, nelle Marche, parroci in prima linea nella «spiaggia dei talenti». A fare la parte del leone è la chiesa gonfiabile, trenta metri per quindici, nata da un' idea di don Andrea Brugnoli che ha innalzato l'enorme chiesa di gomma sulle sabbie di Bibione, Riccione, Ravenna, Campomarino Lido, Pescara, Marina di Ragusa, Palermo, Cagliari.

Lunedì 18 Luglio 2011 - 10:43    Ultimo aggiornamento: 10:49




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La nuova droga (legale) spaventa medici e autorità americane: gli effetti sono micidiali

Corriere della sera

«Sali da bagno»: nuova, micidiale, eppur legale, droga

MILANO - Gli effetti sono micidiali. Scrive il New York Times: nello stato americano dell'Indiana un uomo è salito su un’asta di bandiera lungo una strada e si è gettato in mezzo al traffico. Un altro ha fatto irruzione in un monastero ed ha accoltellato a morte un prete. In entrambi i casi senza apparente motivo. E poi ancora: nella West Virginia una donna si è ferita gravemente con un coltello perchè convinta che qualcosa di orribile si nascondesse sotto la sua pelle. In Louisiana, invece, un ragazzo di 21 anni si è tagliato la gola e poi si è sparato un colpo di fucile. Sono solo alcune delle recenti vicende di cronaca nera raccontate dai media americani e, con ogni probabilità, tutte riconducibili alle potenti sostanze stupefacenti spacciate per «sali da bagno». Che si stanno diffondendo ad un ritmo velocissimo, soprattutto tra i più giovani. Il loro effetto sta turbando anche i medici più esperti; diversi stati federali ora corrono ai ripari e vietano le sostanze.

NEI SALI DA BAGNO - Pazienti completamente fuori controllo, fenomeni di autolesionismo, atti di violenza sotto l’effetto di stupefacenti: una nuova droga negli Stati Uniti tormenta medici, investigatori e famiglie. Si tratta dei «sali da bagno», cosiddetti catinoni, venduti nella forma di una polvere bianca cristallina, che imitano composti come le metanfetamine. Basta annusarli, fumarli o iniettarli tipo crack e le sostanze nocive entrano in azione con conseguenze molte volte tragiche. Come riferisce il New York Times la droga viene attualmente venduta, per vie del tutto legali, in 22 dei 50 Stati negli Usa, perlopiù in confezioni da 50 milligrammi e al prezzo tra i 25 e i 50 dollari. Si trova in tabaccherie, in stazioni di servizio e in Rete. Sugli effetti dei composti chimici contenuti nei «sali da bagno», quali mefedrone o metilendiossipirovalerone (Mdpv), circolano vere e proprie storie dell’orrore. Il risultato sono ricoveri in ospedale e decessi.

FANNO IMPAZZIRE E UCCIDONO - Oltre ai casi di autolesionismo e di violenza contro innocenti sono gli stessi consumatori dei «sali da bagno» a rimanere vittime dei drammatici effetti, come si evince dai reperti medici. Un medico in Florida ha raccontato di un uomo la cui temperatura del corpo era salita a 42 gradi. «Sulla sua fronte si potevano cuocere le uova al tegamino», ha spiegato il dottore al Nyt. Altri suoi colleghi riferiscono di sintomi quali un forte aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco, di spasmi muscolari gravi. Il mefedrone e il composto chimico chiamato Mdpv sono infatti sostanze sintetiche molto simili al principio attivo del khat vegetale, il cathinon, una droga molto diffusa in Arabia e nell’Africa orientale. Entrambi sono capaci di alterare lo stato di coscienza.

MIX LETALE - Persino i forti tranquillanti somministrati alle vittime non avrebbero avuto l’effetto sperato tanto che alcuni medici sono ricorsi a potenti farmaci psicotropi o addirittura all'anestesia totale per immobilizzare il paziente. «Se si mettono insieme gli effetti peggiori di metanfetamine, cocaina, PCP (fenciclidina), ecstasy e Lsd, allora si ha un'idea di cosa a volte noi vediamo qui», ha sottolineato Mark Ryan, direttore del Louisiana Poison Center. Che aggiunge: «Le conseguenze psichiche possono permanere anche per diversi mesi».

LA DIFFUSIONE - In Europa i «sali da bagno» sono noti da tempo. In Germania si trovano in circolazione da almeno tre anni, in Gran Bretagna sono stati vietati nel 2010. In Italia, un decreto del ministero della Salute, in vigore da inizio giugno, ha ufficializzato la «stretta» contro le nuove droghe, aggiornando il Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, con alcune aggiunte quali il metilendiossipirovalerone, «nascosto» per l’appunto in alcuni sali da bagno. In America la diffusione sembra però inarrestabile. E le conseguenze si fanno notare: da gennaio a giugno le chiamate ai centri antiveleno sono state 3470, tutte collegate ai «sali da bagno», riferisce l’American Association of Poison Control Centers. Un numero dieci volte superiore allo stesso periodo del 2010. «Non ho mai conosciuto una droga che si diffondesse così rapidamente», ha detto David Hayes, capo della polizia di Alton, nello stato dell’Illinois.

«BAD TRIP» - Portano nomi innocenti, quasi idilliaci: «Ondata d’Avorio» (Ivory Wave); «Avorio puro»; «Colomba Rossa»; «Cielo di Vaniglia» (Vanilla Sky) o «Aura». Ad uscire allo scoperto e consigliare i giovani di stare lontano dalle nuove droghe è stato ora Neil Brown. Agli organi d’informazione americani il tossicodipendente ha raccontato di aver provato nella sua vita quasi ogni tipo di droga pesante, dall’eroina al crack, ma di aver vissuto «l’esperienza piú scioccante» con il mefedrone. «E gli effetti si fanno ancora sentire dopo mesi». Brown racconta di un «bad trip» con allucinazioni estremamente spaventose. Una volta cosciente si è accorto di essersi sfregiato il volto e l’addome con un coltello da caccia. Brown è sopravvissuto alla sanguinosa automutilazione, altri no: le autorità inquirenti stanno indagando per accertare se un uomo nel Mississippi in preda a follia omicida avesse ucciso un poliziotto proprio sotto l’influenza dei sali da bagno.

DA ILLEGALI A LEGALI - Nel frattempo il problema dei «sali da bagno» si trova in cima all'agenda politica degli Stati Uniti. Solamente nell’ultima settimana ben tre stati hanno dichiarato fuori legge i «sali»: la Louisiana, il Missouri e lo stato di New York. Sei mesi fa li aveva già preceduti la Florida. Tuttavia, la crociata a livello giuridico, appare assai difficile - negli Stati Uniti e in Europa. Dal momento che questi sali da bagno portano sulle confezioni l’avvertimento «non a uso commestibile», non rientrano infatti nell'ambito del cosidetto «Federal Analog Act», una legge federale che proibisce ogni sostanza «essenzialmente simile» ad una droga vietata. Gli esperti temono quindi che i divieti nei vari stati americani possano essere aggirati facilmente: basta sostituire una sola molecola nei sali illegali per farli diventare nuovamente legali.

Elmar Burchia
18 luglio 2011 13:46




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Segnali stradali firmati dal sindaco, un art attack con gli adesivi li corregge

Corriere del Mezzogiorno


L'azione rivendicata dagli «Attacchini della Legalità»: da «amministrazione Gambino» a «Comunale»


SALERNO - Cartelli stradali firmati? Un art attack notturno di giovani armati di adesivi li corregge. «Attacchini della Legalità» è l’iniziativa dell’associazione Perpartitopreso di Pagani contro l’ex amministrazione Gambino, rea di aver personalizzato la politica firmando con il nome dell’ex sindaco tutte le opere pubbliche e cartelloni stradali.

Pagani, i cartelli stradali tornano «comunali»

LA SCRITTA - Così i giovani sono scesi in strada sostituendo «Gambino» con la scritta «Comunale». «Un gesto simbolico - dicono - per dimostrare che le opere appartengono alla comunità e non al singolo».


Rosa Coppola
06 luglio 2011
(ultima modifica: 08 luglio 2011)



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Compri online e risparmi (in cambio dei tuoi dati)

Corriere della sera

5 Paesi un sistema di pagamento che permette di contrattare sul prezzo in cambio dei dati del cliente





MILANO – La merce più richiesta, online, sono i dati del cliente. Abitudini, gusti, passioni, preferenze sessuali e convinzioni politiche: la lunga lotta per il rispetto della privacy online è costellata di operazioni poco trasparenti da parte di chi fa ricerche di mercato e accompagnata – dalla parte dell’utente - da quella sensazione un po’ fastidiosa di venir violati nella nostra intimità, quando arrivano proposte commerciali troppo personalizzate da parte di sconosciuti. Ma se siamo direttamente noi a fornire indicazioni sui nostri consumi e se per questo motivo veniamo premiati con sconti tangibili e immediati sui beni che stiamo acquistando, le cose potrebbero andare diversamente. Questo devono aver pensato i due ragazzi italiani dalle identità per ora sconosciute, quando hanno sviluppato l’idea alla base della start-up Madai, lanciata ufficialmente lunedì in Italia, Gran Bretagna, Francia, Spagna e Sudafrica.

IL SISTEMA – A differenza dei siti stile Groupon in cui comprare un servizio o un bene a prezzi scontati all’interno di un’offerta a tempo, o delle classiche aste online stile eBay, Madai lavora direttamente con aziende e marchi senza intermediari (e presto anche social network): il suo widget comparirà nella pagina online mentre stiamo prenotando un volo aereo sul sito della compagnia da noi scelta, o mentre stiamo acquistando un telefonino nella sezione e-commerce del produttore stesso. Una volta conosciuto il prezzo ufficiale del bene che stiamo acquistando, Madai ci chiederà quanto siamo disposti a spendere e se per noi è quello il prezzo giusto. Potremo quindi decidere se acquistare subito o andare avanti: in quel caso, in cambio di un piccolo sconto, il sito ci proporrà una ricerca di mercato (un questionario, un parere scritto, la segnalazione di qualcosa che ci piace). Completato il primo questionario, ancora un a volta potremo decidere se acquistare il biglietto aereo o chiedere un ulteriore sconto, ripagando ancora una volta il venditore con un po’ del nostro tempo. Vi sarà ovviamente un limite massimo – deciso di volta in volta dall’azienda in questione – di rilanci e di sconti applicabili. Correndo talvolta anche il rischio, in caso si tratti di offerte appetibili e magari last minute, che l’oggetto in fase di acquisto cambi tariffa o finisca rapidamente.
GLI ESORDI – Nato da un’idea italiana e grazie ai capitali d’impresa raccolti poi in tutto il mondo, fino all’apertura della sede operativa a Londra, Madai parte proprio in questi giorni in cinque Paesi, Italia inclusa. L’esordio italiano è previsto per metà settimana, quando il sistema tecnologico di Madai verrà usato da una grande società di selezione del personale per lanciare una sua indagine sul mondo del lavoro, in concomitanza con la vendita al ribasso delle tavolette iPad di casa Apple. In Sudafrica la prima esperienza sarà invece legata a una catena alberghiera, che offrirà sconti sulle notti nei suoi hotel in cambio di qualche informazione sui suoi clienti.


Eva Perasso
18 luglio 2011 12:33



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I curdi, popolo senza amici

Corriere della sera
L'autodeterminazione appare sempre più lontana
di Antonio Ferrari

Appropiazione indebita: a processo il nipote dell'ex vescovo Gerardo Pierro

Corriere del Mezzogiorno

Avrebbe aggirato un'anziana per ottenere le procure speciali per vendere gli immobili. Al centro delle
indagini due appartamenti in via Posidonia


SALERNO - Il nipote dell’ex arcivescovo di Salerno, Gerardo Pierro, finisce a processo. L’avvocato Antonio Montuori è accusato di appropriazione indebita e circonvenzione di incapaci. Il pubblico ministero Elena Cosentino ha disposto la citazione diretta a giudizio del nipote del prelato, il 15 giugno scorso. La prima udienza dibattimentale è stata fissata il prossimo 10 gennaio. Al centro dell’inchiesta, culminata in processo, ci sono due appartamenti di via Posidonia, nel quartiere Pastena di Salerno.

In uno di questi viveva don Generoso Santoro, il sacerdote morto due anni fa, dopo essere stato condannato per truffa aggravata nell’intricata vicenda di un mutuo di 900 milioni di vecchie lire contratto con una signora di Benevento, a cui però non ha mai restituito l’importo nonostante, nella contrattazione, avesse speso il nome dell’Istituto interdiocesano per il sostentamento del clero che all’epoca presiedeva. L’avvocato Montuori, il 6 febbraio 2009, otteneva due procure speciali dalla sorella di don Generoso, Carmela, per vendere, anche a se stesso, i due appartamenti. Due giorni prima della morte di don Generoso, il nipote dell’arcivescovo emerito di Salerno, davanti al notaio Matteo Fasano, diventò proprietario dei due appartamenti. Per 140mila euro. La Procura di Salerno definisce la cifra «irrisoria» . E non solo.

Nel decreto che dispone la citazione diretta a giudizio, il sostituto procuratore rileva che «non corrispondeva la somma alla signora Carmela» . Da qui, dunque, il primo capo di imputazione relativo all’appropriazione indebita. Ma l’inchiesta ha fatto emergere un’altra ipotesi di reato: la circonvenzione di incapaci. Perché, sostiene la Procura, l’avvocato Montuori «ha abusato dello stato di deficienza psichica di Santoro Carmela inducendola a compiere atti comportanti effetti giuridici dannosi per la stessa e per i suoi congiunti» . Il riferimento è alle due procure speciali rilasciate a Montuori. La donna, infatti, così come hanno accertato le indagini, dopo la denuncia presentata dai familiari, soffrirebbe da tempo di disturbi psicotici cronici.


Angela Cappetta
15 luglio 2011



Pierro, rivolta del clero per la maxistatua


Corriere del Mezzogiorno

Contro la scultura del presule di Salerno distribuiti i richiami di Papa Benedetto XVI alla sobrietà



La statua dell'arcivescovo
La statua dell'arcivescovo

SALERNO — Altro che vanitas ecclesiastica: l’arcivescovo di Salerno, monsignor Gerardo Pierro, non ha avuto problemi ad autorizzare l’installazione, nel giardino del seminario di Pontecagnano, di una statua raffigurante se stesso. Che gli è stata donata da alcuni sacerdoti della diocesi, in occasione del 75esimo compleanno del presule, che per il proprio padre spiriturale più che devozione sembrano avere un culto particolare. La scultura, alta quattro metri ed in puro marmo di Carrara, da martedì scorso troneggia nel giardino seminariale intitolato a Giovanni Paolo II. Sul piedistallo si staglia l’epigrafe che celebra il pastore della curia salernitana: «A monsignor Gerardo Pierro, arcivescovo primate metropolita di Salerno Campagna Acerno al compiersi del suo 75˚ anno di età con viva gratitudine l'arcidiocesi eresse». Mentre sacerdoti e seminaristi applaudivano all’inaugurazione dell’opera d’arte, qualche momento di sbigottimento l’hanno vissuto alcuni presuli non preparati all’evento.


L'arcivescovo «di pietra»


LA SORPRESA - E non solo per la maestosità della statua, ma soprattutto perchè qualche ora prima era stato fatto girare un richiamo di Papa Benedetto XVI pronunciato durante l’omelia della messa in «Cena Domini» del Giovedì Santo: «Preghiamo il Signore — aveva detto Joseph Ratzinger — che le nostre mani servano sempre di più a portare salvezza, a portare la benedizione. Chiediamo al Signore di custodire i nostri occhi, affinchè non accolgano e lascino entrare in noi le vanitates, le vanità, le nullità, ciò che è apparenza». Qualche sorpresa l’autocelebrazione artistica l’ha provocata anche nei due ospiti presenti all’evento. «Eravamo stati invitati per il taglio del nastro degli spogliatoi e dell’arredo di alcune sale» confessa il sindaco di Pontecagnano, ed assessore regionale, Ernesto Sica che con il primo cittadino di Salerno Vincenzo De Luca erano le autorità civili invitate. «Poi però — continua Sica — siamo andati via. Diciamo che nel momento topico non c’eravamo».
DE LUCA, IL PRECEDENTE E LA JELLA - De Luca, forse, un po’ di invidia deve averla provata. E non solo perchè, qualche anno fa, durante una chiacchierata con i giornalisti, scherzosamente rivelò che avrebbe gradito che le sue ceneri fossero seppellite sotto la costruenda «Piazza della Libertà», la piazza più grande d’Europa simbolo della nuova Salerno. «In verità non credo che esista una norma specifica del diritto canonico che vieti l'installazione di statue autocelebrative— rivela il professore Valerio Tozzi, docente universitario di diritto ecclesiastico — in ogni caso non c'è bisogno di un canone per dire che questa decisione è inopportuna. E rappresenta il colmo della mancanza di modestia che non è sicuramente nella linea della chiesa. Oltretutto il vescovo non sembra essere nemmeno superstizioso: dalle nostre parti una scelta come questa porta jella».
PIERRO E I GUAI GIUDIZIARI - Di certo monsignor Pierro, che a breve lascerà l’incarico salernitano per raggiunti limiti d’età, per quel seminario ha rischiato un processo. E quella fu solo la prima indagine, finita con l’archiviazione del caso, che lo vide coinvolto. Ora, però, l’arcivescovo ha una gatta da pelare ben più complicata: il rinvio a giudizio, con l’accusa di truffa ai danni dello Stato, per l’Angellara Home. L’ex colonia per ragazzi poveri trasformata in albergo di lusso che, purtroppo, ancora non ha statue.



Felice Naddeo
27 maggio 2010



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Con un sms si possono salvare i cani abbandonati Vedi Fido da solo in autostrada? Segnalalo ai volontari

Quotidiano.net

L'iniziativa va dal 23 luglio al 4 settembre e si chiama 'Io l'ho visto'. I team si alternano su due turni pattugliando le strade, dalle 7 del mattino alle 22 di sera


Un cane abbandonato sulla strada


Milano, 18 luglio 2011 -  Partirà nei prossimi giorni la campagna ‘Io l’ho visto’, il progetto contro l’abbandono estivo dei cani in autostrada promosso da Prontofido in collaborazione con Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, la webradio Radio Bau & Co e Aidaa (Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente).

Dal 23 luglio al 4 settembre tutti coloro che si troveranno in viaggio su un’autostrada italiana e vedranno un cane abbandonato, potranno fermarsi alla prima area di sosta disponibile e mandare un sms al 334.1051030 con le coordinate piu’ precise possibili del punto d’avvistamento (specificando localita’, ora di avvistamento, razza e direzione di marcia).

L’invio dell’sms attivera’ i team anti-abbandono di ‘Io l’ho visto’, oltre 1000 volontari su tutto il territorio nazionale, che interverranno per il recupero del cane. I team sono formati da 4 volontari facilmente riconoscibili dalla pettorina catarifrangente e dal cappellino giallo personalizzati con il logo di ‘Io l’ho visto’ e si alternano su due turni pattugliando le strade, dalle 7 del mattino alle 22 di sera.





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I tagli visti da Porto Cervo

Corriere della sera

La Rete contro Formigoni

Il reinserimento inizia in cella... e in forno Continua il boom delle carceri-panetterie

di Fausto Biloslavo

Da Milano a Siracusa sono sempre di più i reclusi che producono filoni e dolci per le mense e la Caritas ma anche per il mercato. E non mancano le polemiche. I panificatori di Trieste sono infuriati: "non bastava la concorrenza slovena?"



Si parla sempre di carceri sovraffollate, di reclusi che si impiccano in cella o di star del crimine che fanno notizia in galera. Dietro le sbarre, però, ci sono pure altre realtà, come i detenuti di Opera, nei pressi di Milano e Marassi a Genova che sfornano ogni notte quintali di pane. Non solo per i compagni di celle, ma per il mercato esterno, il mondo libero.
E a Trieste stanno per seguire lo stesso esempio, come è già capitato a Pavia, Bologna e Terni. Non solo: dietro le sbarre ci si ingegna nella produzione di prodotti alimentari per l’esterno, con i nomi più curiosi, dal vino «Il fuggiasco» agli ameretti «Dolci evasioni», alle caramelle «Papillon».

«Ogni notte sforniamo una media di 6 quintali di pane, 365 giorni all’anno, oltre a pizza e focaccia. Fatturiamo un milione e mezzo di euro, ma a fine mese è sempre battaglia per far quadrare i conti» racconta al Giornale, Gianluca Rolla, parlando del panificio dentro il carcere di Opera. Responsabile della cooperativa «Il giorno dopo» fa lavorare 8 detenuti, su due turni, dalle 23 alle 6 del mattino quando viene sfornata l’ultima pagnotta.

Il pezzo classico è il bovolino, un panino di 50 grammi, poi c’è il maggiolino, ma pure quello arabo per gli islamici e il pugliese su richiesta. Il pane del carcere di Opera finisce nella grande distribuzione, grazie a un accordo con Milano ristorazione, nei centri di accoglienza per gli stranieri, oltre che quelli di assistenza agli anziani del capoluogo lombardo. I detenuti panificatori guadagnano fra gli 800 e i 1.200 euro al mese, ma i risultati si vedono a fine pena. «Una volta scarcerato, uno dei ragazzi più bravi ha aperto in Lombardia un panificio assieme alla moglie» racconta Rolla.

Il carcere di Marassi, a Genova, è l’altro istituto pioniere del pane al mondo libero. «Abbiamo cominciato con 10 chili e adesso ne sforniamo ogni giorno 3 quintali e mezzo» spiega Pietro Civello, di Italforno, la società che distribuisce i panini del carcere. I clienti esterni sono la Coop, ma pure ristoranti e la Caritas per il pane ai poveri. Sfornano anche le pagnotte al farro e alla soia, ma fra i detenuti che lavorano ogni notte imbiancandosi di farina ce ne sono due che facevano i panettieri prima di finire dentro.

L’ultimo progetto sul pane dietro le sbarre è stato lanciato a Trieste nel carcere del Coroneo, dove i detenuti hanno già cominciato a servire il resto della popolazione carceraria. Adesso vogliono fare il salto di quantità rivolgendosi ai «commensali liberi». I primi clienti garantiti sono le guardie carcerarie e risultano contatti in corso con i Vigili del fuoco. Il pane in eccedenza verrà distribuito ai poveri. Il direttore del carcere, Enrico Sbriglia, vorrebbe aprire addirittura uno «spaccio» fra il tribunale e il carcere, che sono contigui, «per permettere ai privati di prenotare pane e dolci». L’intraprendenza del carcere non è piaciuta a Edvino Jerian, che a nome dei panificatori triestini ha protestato sulla stampa locale: «Siamo passati da 123 forni a una cinquantina con la concorrenza del pane sloveno, che viene acquistato dai supermercati. È una situazione già pesante e adesso ci si mette pure il Coroneo».

Nel 2008 erano sorti detenuti fornai anche nel carcere Dozza di Bologna e a Terni è nato dietro le sbarre il «Forno solidale», per non parlare dei dolci. Al Due palazzi di Padova i dolci del Santo hanno ricevuto premi e riconoscimenti e sono stati serviti al G8 de L’Aquila. I prodotti «Dolci evasioni» di Siracusa, a base biologica, vengono distribuiti in tutta Italia.
I detenuti si sbizzarriscono nei nomi e nelle etichette dei prodotti che poi vanno sul mercato.

«Il fuggiasco» è un rosso vivo e armonico. Altre bottiglie doc sono state chiamate «Valelapena», «Fresco di galera» e il «Recluso», sia bianco che rosso.

www.faustobiloslavo.eu




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Così Einstein pagò i suoi debiti con l'astronomia

La Stampa

Piero Bianucci


Quando nel 1915 Einstein pubblicò la relatività generale, disse che in tutto il mondo esistevano non più di cinque persone in grado di comprendere la sua teoria, e non sappiamo se in quel numero includesse se stesso. Oggi si stima che siano centomila le persone che padroneggiano la relatività generale. Ma sono milioni quelli che ogni giorno la sperimentano. Succede quando usiamo il navigatore della nostra automobile o un altro tipo di ricevitore dei satelliti GPS, Global Positioning System. E ora anche quando scattiamo una foto o usiamo una telecamera dell’ultima generazione: i satelliti GPS servono a fissare su ogni immagine le coordinate del luogo fotografato.

“Il GPS – scrive Marco Potenza – può essere visto come uno strumento che compie costantemente esperimenti di Relatività, sviluppato e mantenuto interamente al di fuori dell’ambito scientifico e, da questo punto di vista, a costo zero. Un apparato così raffinato per la verifica delle equazioni che descrivono lo spazio-tempo in prossimità della massa terrestre rappresenta una preziosa opportunità per gli scienziati.” .

Non illudiamoci però di compiere in modo diretto una verifica della Relatività ogni volta che battiamo un indirizzo sul nostro navigatore come se fossimo altrettanti scienziati. “Il singolo utente non è realmente sperimentatore come potrebbe sembrare a prima vista – precisa Potenza -. Per motivi di funzionalità il sistema viene costantemente tenuto sotto controllo e corretto in maniera tale da mantenere limitati gli errori. Di conseguenza non può succedere che un’ipotetica correzione alla Relatività venga scoperta sulla base di posizionamenti non corretti da parte degli utenti del GPS”.

Traggo queste interessanti considerazioni dal libro fresco di stampa “Dio non gioca a dadi. L’eredità di Einstein: spazio, tempo e materia” edito da Hoepli (205 pagine, 17,90 euro), una sintesi divulgativa della teoria della Relatività e delle sue implicazioni astronomiche e cosmologiche. Ennesima sintesi divulgativa, si potrebbe dire, ricordando che ne circolano molte e che lo stesso Einstein sentì il bisogno di scrivere un libro per spiegare in modo semplice la propria teoria e allargare un po’ quella cerchia di cinque persone che, forse ottimisticamente, supponeva fossero in grado di capirne a fondo il contenuto.

Marco Potenza è un apprezzato conferenziere del Planetario di Milano (tradizione di famiglia) e ricercatore presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Milano, dove lavora allo sviluppo di nuovi strumenti ottici (uno di essi è in funzione sulla Stazione Spaziale Internazionale). Il titolo “Dio non gioca a dadi” riprende una celebre battuta con la quale Einstein intendeva colpire la meccanica quantistica e la natura intrinsecamente non deterministica di questa nuova fisica, indispensabile per affrontare la comprensione del microcosmo atomico e subatomico. Peraltro Einstein, che considerò sempre la meccanica dei quanti una teoria provvisoria e in sostanza non corretta, aveva contribuito in modo decisivo a fondarla introducendo nel 1905 il concetto di fotone come particella di luce, in grado di produrre l’effetto fotoelettrico, cioè l’emissione di elettroni da parte di metalli esposti a raggi luminosi, e paradossalmente fu per questo lavoro, cardine della meccanica dei quanti, che nel 1921 ricevette il premio Nobel.

E’ interessante riflettere in termini quasi economici sui rapporti tra Einstein e l’astronomia. Il grande scienziato tedesco è debitore verso l’astronomia di due dati fondamentali. Fu il dato astronomico lo spostamento del perielio di Mercurio a mettere in crisi la meccanica celeste classica di Newton e a spingere Einstein a cercare una soluzione, che venne infatti dalla Relatività generale. E fu l’osservazione di una eclisse totale di Sole osservata da Arthur Eddington nel 1919 (non nel 1922, come si legge in “Dio non gioca a dadi”) a fornire la prima prova sperimentale della curvatura dello spazio-tempo da parte delle masse, nel caso specifico la massa del Sole.

Lo spostamento del perielio di Mercurio fu messo in evidenza da Urbain Le Verrier nel 1859. Facendo i calcoli secondo la meccanica di Newton, l’asse maggiore dell’orbita di Mercurio avrebbe dovuto avanzare di 532 secondi d’arco in un secolo per effetto delle perturbazioni indotte dagli altri pianeti. L’avanzamento misurato era invece più grande di 53 secondi d’arco. Le Verrier suppose che ciò fosse dovuto a piccoli pianeti ancora sconosciuti interni all’orbita di Mercurio. Oggi sappiamo che di questi pianetini non c’è traccia, ma la Relatività ha giustificato perfettamente l’avanzamento misurato dagli astronomi.

La curvatura dello spazio-tempo fu invece dimostrata dalla deflessione dei raggi luminosi di alcune stelle dell’ammasso delle Pleiadi, rilevata sulle fotografie dell’eclisse totale di Sole del 29 maggio 1919 riprese da due spedizioni, una all’isola di Principe e una a Sobral, in Brasile.

I due debiti contratti da Einstein con l’astronomia sono stati pagati con gli interessi. In cambio l’astronomia ha avuto una teoria che descrive l’universo in espansione, prevede e descrive i buchi neri e le lenti gravitazionali (poi affettivamente osservati), prevede le onde gravitazionali e ne descrive l’emissione in sistemi doppi stretti di pulsar o di stelle e pulsar. Alle innumerevoli prove sperimentali della Relatività si è inoltre aggiunta l’osservazione dell’effetto Lense-Thirring (i due fisici che lo previdero nel 1920) dimostrato per la prima volta da Ignazio Ciufolini (Università di Lecce) grazie a misure fatte sui satelliti Lageos.1 e 2.

Tornando al GPS, due osservazioni. Questa costellazione di 24 o più satelliti funziona proprio perché ad essa vengono applicate due correzioni comportate dalla Relatività: a causa del moto relativo tra ricevitori e satelliti si ha infatti una dilatazione temporale (in accordo con la relatività ristretta) che corrisponde negli orologi atomici a bordo dei satelliti a 7,2 milionesimi di secondo al giorno, mentre per la diversa intensità del campo gravitazionale(in accordo con la relatività generale) tra gli orologi in orbita e quelli al suolo si ha un anticipo di 4,9 milionesimi di secondo al giorno. L’altra osservazione, richiamata da Marco Potenza nella pagina conclusiva mette in evidenza che tuttavia il GPS non funzionerebbe se ci si limitasse ad applicare la Relatività. Occorre anche la meccanica quantistica per far funzionare gli orologi atomici. Quella meccanica quantistica che Einstein liquidava con la battuta sui dadi, manifestando così tutta la sua nostalgia conservatrice per il determinismo della fisica classica.



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Suicida il braccio destro di Don Verzè

La Stampa

Mario Cal era stato sentito nei giorni scorsi dai magistrati come testimone per il maxi
buco dell'ospedale San Raffaele



MILANO

Mario Cal, l’uomo che per anni è stato il braccio destro di don Verzè nella gestione del San Raffaele, si è suicidato. Il manager era stato sentito nei giorni scorsi come testimone dal pm Luigi Orsi nell’ambito di una procedura (non penale ndr) che era volta a chiarire le condizioni economiche dell’istituto. Stando a quanto si apprende in ambienti giudiziari Cal si è tolto la vita questa mattina nel suo ufficio rivolgendo contro di sè un colpo di arma da fuoco. L'uomo si era chiuso da pochi minuti nel suo ufficio alla Fondazione San Raffaele quando ha impugnato una calibro 38 regolarmente detenuta e si è sparato un colpo alla testa. Ad avvisare i soccorritori è stata la sua segretaria che, dopo aver sentito l’esplosione, è entrata nella stanza trovando l’uomo disteso a terra in una pozza di sangue. Immediato l’intervento del personale sanitario che ha portato Mario Cal al pronto soccorso ancora in vita.

Sul posto si è recato ora il pm Luigi Orsi, il magistrato che si era interessato, ma non a livello penale, dell’indebitamento del San Raffaele, prima dell’ingresso di una cordata per ’salvarè l’istituto. Prima di togliersi la vita Cal ha lasciato uno scritto nel suo ufficio al San Raffaele. Lo ha confermato il suo avvocato e amico Rosario Minniti spiegando che per ora non si conosce il contenuto della lettera. «Per me è un grande dolore perchè Mario Cal era un amico che ho sorretto nei momenti difficili - ha dichiarato Minniti - ma questa volta non ce l’ho fatta».



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Il mestiere più nuovo? Piangere il morto

di Tommy Cappellini

Terry Marotta-Lopriore, 57 anni, ha tre figli e vive nello stato di New York. La signora doveva arrotondare le entrate in famiglia, cosìper 25 dollari porta i fiori sulle tombe dei parenti defunti di chi non può farlo di persona.



Quando le si chiede da chi ha avuto l’idea per la sua nuova, eccentrica e a quanto pare redditizia professione, la signora Terry Marotta-Lopriore di Hastings-on-Hudson, stato di New York, risponde: «Da mio padre. Vedendomi sempre al cimitero, mi ha detto: Terry, perché non cerchi di tirar su qualche soldo da questa abitudine?». Chi si immagina il padre di Terry proferire il consiglio in pragmatico stile yankee, sotto il porticato di casa e con uno scotch e soda in mano, si ricreda: quando ha dato il suggerimento alla figlia, un paio di mesi fa, il padre di Terry era già morto da sei anni e mezzo. Infatti era alla sua tomba che Terry si recava giorno dopo giorno. In crisi, molto in crisi: 57 anni, madre di tre figli, sposata a un agente immobiliare in un momento in cui negli Stati Uniti non si riesce a vendere nemmeno una cuccia di legno per un Jack Russell, Terry aveva necessità di arrotondare le entrate di famiglia.
Ed ecco arrivare l’illuminazione paterna. Oggi la signora Marotta-Lopriore visita tombe a pagamento per tutti coloro che non possono portare un saluto, un fiore, una lacrima ai propri cari. Per adesso lavora a prezzi contenuti: 25 dollari per una visita a cimitero di Westchester e 35 dollari per una a quello di Putnam County, un po’ più a nord. Il suo giro di affari si sta però ingrossando: pagina Facebook, volantini, inserzioni pubblicitarie e articoli a lei dedicati sui quotidiani, New York Times compreso. È stato un giornalista di questa testata a seguire Terry durante una delle sue visite al cimitero di Gate of Heaven («Il cancello del cielo», ma non è qui che Michael Cimino ha girato il suo indimenticabile film) e a raccontare come si svolge questa inedita professione.
Occhiali scuri, mazzo di fiori tra le mani, la signora Marotta-Lopriore individua la tomba giusta, sfiora la lapide con le dita, depone la ghirlanda sul marmo con la giusta dose di sentimento e fa qualche fotografia. Spedirà gli scatti ai parenti del defunto, a testimonianza che il lavoro è stato eseguito. Ma chi sono i clienti di Terry? «A volte - racconta Carmela Akyildiz, madre di Cristy, nata morta al quinto mese di gravidanza e seppellita a Gate of Heaven - sono troppo occupata con il lavoro e gli altri miei due figli. Questo servizio fa proprio al caso mio». Un altro cliente ha scritto a Terry dicendole che ha la madre sepolta nello stesso cimitero, il padre in partenza per l’Italia e nessuno cui affidare la cura dei fiori: «Vuole farlo lei?». Insomma, a rivolgersi a Terry sono persone che ai propri morti ci tengono.




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Gli stadi privati italiani: il primo fu il "Giglio" E fu un fallimento

di Vanni Zagnoli

Franco Dal Cin: "Per la Reggiana realizzai un progetto favoloso osteggiato per oltre 7 anni. Ma a Torino avrà successo"



Reggio Emilia Franco Dal Cin fu il solo a realizzarlo, l’inizio della sua fine. Unico stadio privato d’Italia era il Giglio, dall’azienda di latticini che era orgoglio di Reggio. Passò al gruppo Parmalat finendo nel crac di Tanzi. E il fallimento è toccato anche alla Reggiana, a dieci anni dal varo del gioiello. Primavera del ’95, la società granata al Mirabello aveva ottenuto l’unica salvezza in A, l’impianto costruito in centro negli anni ’20 era insicuro e insufficiente. Con 22 miliardi Dal Cin scavalcò il Comune governato dalla ds Antonella Spaggiari: un terzo dei soldi arrivò dagli abbonamenti per 5-10 anni e dalle aziende che affittarono i 30 palchi-salotto; un’altra fetta da sponsor, il resto lo mise la Reggiana. Arrivò Veltroni per lanciare lo stadio da vivere tutta la settimana, come sarà presto a Torino. «Il progetto era avveniristico – racconta Franco Dal Cin, oggi dirigente della Triestina, all’epoca in Emilia -, la politica locale mi osteggiò».
La «zarina» sindaco era gelosa di quel manager vicino a Forza Italia. «Nell’euforia dell’immediato ritorno in A, nel ’96, con Ancelotti, festeggiato anche da Prodi, mi avevano promesso di approvare subito la variante al piano regolatore per lanciare l’area attorno al Giglio. Dal ’99 la «Regia» finì in Lega Pro e l’attuale sindaco Graziano Delrio, allora Margherita, si oppose al progetto. Nel dicembre ‘02 il ricatto della coalizione: «Vendi la Reggiana o non passa la variante commerciale». La società aveva 20 milioni di debiti, quanto pagò il costruttore bresciano Enzo Danesi per creare «I Petali» del Giglio, ovvero galleria di negozi e ristoranti, multisala cinema, centro fitness affacciato sul campo e mega-piscine. «Un progetto favoloso, osteggiato per oltre sette anni». La Reggiana fallì due anni e mezzo dopo.
«A Torino non ci sono rischi – conclude Dal Cin -, la Juve avrà successo. Sedici anni dopo, era ora che una società mi copiasse. E il Parlamento deve approvare le leggi che lanciano progetti analoghi».




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Intercettazioni, la cronologia delle indagini

Il Tempo

Nel giro di pochi giorni si è arrivati alla chiusura repentina del News of the World, la scorsa domenica, all'arresto di Rebekah Brooks, ex direttore del tabloid e attuale ad di News International, la filiale britannica del gruppo Murdoch, e alle dimissioni del capo di Scotland Yard. 


Il Capo di Scotland Yard Riaperta in sordina lo scorso gennaio, l'inchiesta sulle intercettazioni illegali condotte dal tabloid britannico News of the World ha finito col travolgere il gruppo News Corp del magnate australiano Rupert Murdoch, proprietario del giornale, dopo che il 4 luglio scorso è emerso che ad essere intercettato illegalmente fu anche il telefono cellulare di Milly Dowler, una giovane studentessa rapita e poi uccisa nel 2002. La rivelazione da parte del Guardian ha suscitato un grande scandalo in Gran Bretagna, e nel giro di pochi giorni si è arrivati alla chiusura repentina del News of the World, la scorsa domenica, all'arresto di Rebekah Brooks, ex direttore del tabloid e attuale ad di News International, la filiale britannica del gruppo Murdoch, e alle dimissioni del capo di Scotland Yard.

Segue una breve cronologia dei principali eventi degli ultimi 13 giorni:


4 luglio - Il Guardian rivela che il telefono di Milly Dowler fu spiato illegalmente dai reporter del News of the World nei giorni immediatamente successivi al suo sequestro, nel 2002. La studentessa fu poi uccisa.

6 luglio - Diverse aziende decidono di sospendere la loro pubblicità sul News of the World.

7 luglio - Il presidente di News International, James Murdoch, figlio di Rupert, annuncia la chiusura del New of the World.

Il numero 10 luglio del tabloid, fondato nel 1843, sarà l'ultimo della sua storia.

8 luglio - Andy Coulson, ex portavoce del premier David Cameron ed ex direttore del News of the World tra il 2003 e il 2007, viene arrestato dalla polizia e interrogato per nove ore sui presunti casi di corruzione e le intercettazioni illegali effettuate dal tabloid sotto la sua direzione. Viene rilasciato più tardi su cauzione. Cameron: Su nomina di Coulson a mio portavoce mi assumo "tutta la responsabilità".

10 luglio - In edicola l'ultimo numero del News of the World. In prima pagina il titolo: "Grazie e Addio". Rupert Murdoch arriva a Londra dagli Stati Uniti per occuparsi direttamente della crisi, e ribadisce il suo pieno appoggio a Rebekah Brooks.

11 luglio - Emergono nuovi dettagli dello scandalo. Altri giornali del gruppo Murdoch, in particolare il Sun e il Sunday Times, avrebbero intercettato anche l'ex premier laburista Gordon Brown quando questi era cancelliere dello Scacchiere. Brown e sua moglie Sarah sospettano che il Sun abbia ottenuto in modo illecito informazioni sulla salute di loro figlio Fraser (nel 2006 il Sun rivelò che soffriva di fibrosi cistica).

12 luglio - Gordon Brown condanna "il disgustoso operato" del gruppo di Murdoch. La Commissione Cultura e Media della Camera dei Comuni convoca Rupert Murdoch per il 19 luglio. Il governo britannico annuncia che voterà una mozione dell'opposizione per chiedere a Murdoch di ritirare l'offerta per ottenere il pieno controllo della pay tv BSkyB. News International si difende, e nega di aver usato mezzi illeciti per ottenere informazioni sul conto del figlio di Brown.

13 luglio - Rupert Murdoch ritira l'offerta per acquistare BSkyB, di cui News Corp detiene già il 39,1%. Il premier Cameron dichiara: Quanto è accaduto è "deplorevole".

14 luglio - Neil Wallis, ex vice direttore di News of the World, arrestato a Londra dalla polizia.

15 luglio - Rebekah Brooks si dimette da amministratore delegato di News International. Al suo posto viene nominato l'"italiano" Tom Mockridge, dal 2002 ad di Sky Italia.

16 luglio - Mea culpa di Murdoch sulla stampa britannica.

Il magnate australiano compra una pagina intera su ogni quotidiano per chiedere scusa. "We are sorry", "ci dispiace", scrive Murdoch, che incontra anche i familiari di Milly Dowler.

17 luglio - Il leader laburista Ed Miliband chiede lo smantellamento del gruppo britannico dell'impero di Murdoch.
A Londra viene arrestata Rebekah Brooks. Il suo portavoce dice che si è presentata spontaneamente alla polizia. Si tratta del decimo arresto nell'ambito dell'inchiesta. Brooks è accusata di corruzione e di intercettazioni illecite. Viene poi liberata nella notte. Invece la sera si dimette con annuncio in diretta tv il capo di Scotland Yard, sir Paul Stephenson, che secondo la stampa avrebbe profittato di un soggiorno gratuito di cinque settimane in un centro benessere, offertogli dall'ex vicedirettore di News of the World, Neil Wallis.


18/07/2011




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Il partito degli arresti

Il Tempo

Tutti dentro? Da Verdini a Papa i pm vanno all’assalto dei parlamentari Superlavoro per la Giunta: solo quest’anno le richieste sono raddoppiate.


Il deputato del Pdl Alfonso Papa È un bombardamento. Alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera si rasenta l’ingolfamento. Ormai piovono richieste di arresto, di perquisizione, di uso delle intercettazioni di deputati. Carte, atti. E poi supplementi, altra documentazione che va ad aggiungersi a quella già presentata. In Transatlantico è un impazzimento di voci: altri tre arresti in arrivo; no, saranno dieci. C’è sempre chi ne sa più di tutti: ad essere precisi saranno undici. Da qualche settimana, ogni giorno ha la sua novità.
I numeri parlano chiaro. Sono ben 18 le richieste arrivate in questa legislatura, la metà soltanto nel 2011. L'organismo presieduto dal democratico Pierluigi Castagnetti aveva fatto 21 e 20 sedute nei primi due anni di legislatura, il 2008 e il 2009. Poi l'impennata. Ben 26 nel 2010 e ad oggi, e siamo poco oltre metà anno, siamo già a quota 20. Naturalmente le richieste arrivate dai magistrati sono andate di pari passo con le riunioni: più permessi per procedere contro i deputati, più lavoro da sbrigare, più sedute.

Soltanto due all'anno quando è cominciata la nuova era berlusconiana. Quindi i magistrati si sono scatenati. L'anno scorso cinque, quest'anno - come detto - siamo già a nove, tre soltanto nel mese di luglio. In realtà gli atti arrivati a Montecitorio sono anche di più perché ci sono parlamentari che possono vantare il bis. Per esempio per Silvio Berlusconi è stata chiesta un'autorizzazione all'uso delle sue chiamate dal cellulare e anche una per perquisire i suoi uffici; per Nicola Cosentino richiesta di arresto e uso dei tabulati telefonici.

I deputati del Pdl sono quelli più nel mirino. Ben dieci sono (o sono già stati) alle prese con la Giunta guidata da Castagnetti: Francesco De Luca (tabulati telefonici), Antonio Angelucci (arresti domiciliari), Cosentino, Niccolò Ghedini (accompagnamento coattivo), Mario Landolfi (intercettazioni telefoniche, prima della Camera lo stesso deputate le ha messe su internet), Berlusconi, Gianfranco Rotondi (tabulati telefonici ma è stato lui a sporgere denuncia per un furto), Denis Verdini (intercettazioni telefoniche) Alfonso Papa (arresto), Marco Milanese (arresto e perquisizione).

Gli ultimi tre sono i casi più delicati che a breve finiranno all'esame della Giunta e dell'Aula.
Al Senato la situazione non cambia. In questa legislatura sono state 12 le richieste avanzate a palazzo Madama, nella metà dei casi riguardavano la maggioranza. Sono state tutte bocciate ad eccezione di due casi per lo stesso tipo di richiesta: uso dei tabulati telefonici. Sia per Francesco Rutelli (Terzo Polo) che per Domenico Gramazio (Pdl) il Senato ha dato l'ok ormai un anno fa, il 3 agosto scorso.

In tutti gli altri casi ha detto no anche se va rilevato che due richieste erano state avanzate nei confronti del senatore Nicola Di Girolamo: nel primo caso venne respinta la richiesta di arresto, al secondo giro non si arrivò a decidere perché Di Girolamo si era già dimesso ed era sistemato dietro le sbarre.

Altri due «gentili inviti» per Luigi Grillo sono stati altrettanto gentilmente rispediti al mittente. Rimandata indietro anche un'altra richiesta per il pd Nicola Latorre, negato invece l'arresto per il pdl Vincenzo Nespoli. Ora restano due casi. Uno riguarda Clemente Mastella, all'epoca dei fatti era senatore e dunque anche in questo bisogna chiedere il permesso. L'altro invece è la sollecitazione a far scattare le manette ai polsi dell'esponente democratico Alberto Tedesco.

La sua sorte ormai si intreccia con quella di Papa e Milanese alla Camera. Che c'entrano? C'entrano, c'entrano. Mercoledì in Aula si deciderà sull'ex pm ora deputato Pdl e nello stesso giorno la Giunta inizierà l'esame del caso Milanese. Per Papa è possibile che un gruppo parlamentare (ne basta soltanto uno) chieda il voto segreto. Che consentirebbe alla Lega di agitare il cappio e poi votar contro l'arresto: fece così anche nel '92 quando inneggiava a Mani Pulite e poi gli uomini del Carroccio vennero coinvolti nello scandalo Enimont per aver intascato una mazzetta.

Non sarà un caso se ieri sera Umberto Bossi a Venezia ha detto: «Le manette non vanno messe mai se prima non facciamo il processo. Se Papa ha commesso dei reati paghi, ma non va bene mettergli le manette prima, quando ancora non sappiamo se quello che ha fatto è da galera o no». Più probabile ancora che nel segreto del voto possa arrivare qualche manciata di voti dal Pd in cambio dell'assoluzione di Tedesco. Lo scandalo Enac comincia a far tremare i polsi anche a qualcuno a sinistra...


Fabrizio dell'Orefice
17/07/2011




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