domenica 27 marzo 2011

Spopola sul web la bella ragazza thailandese che sa cantare come un uomo

Il Mattino


Nuntita Bell è una tipica, bella ragazza thailandese. Dolce e minuta, sa cantare anche come un ragazzo. E il suo video su Internet ha fatto oltre due milioni di contatti.
Nuntita si è iscritta a Thailand’s got talent, l’equivalente di Italia’s got talent nella nazione asiatica, kermesse in corso nel paese con la sua gara tra talenti tailandesi giudicati da tre volti celebri del loro star system.

Mentre in Italia si attende l’inizio della seconda edizione del talent, prevista per Aprile, il canale BiBiBenny posta su Youtube le migliori performance del format thailandese.Tra cui, appunto, quella di Nuntita Bell, che ha già un nutrito fan club su facebook: la sua ultima performance a Thailand’s got talent vanta più di due milioni di visualizzazioni sul celebre contenitore di video, caricati in tutto il mondo. Oltre ad una fantastica voce, rilevata, da giudici e pubblico in studio, alla prima nota, la giovane cantante ha una particolarità: riesce a fare anche la parte dell’uomo nella canzone Unlovable dei Mild, famoso gruppo tailandese.



Domenica 27 Marzo 2011 - 14:21    Ultimo aggiornamento: 14:22



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2008, quando gli americani bandirono dalle loro tavole i prodotti campani

Corriere del Mezzogiorno


La rivelazione nell’inchiesta «Il pane della camorra» dei giornalisti Pappaianni e Postigione



NAPOLI - Nel 2008 i prodotti agroalimentari della Campania furono banditi dalle tavole di militari e civili americani di stanza a Napoli. A rivelarlo è l’inchiesta «Il pane della camorra» dei giornalisti napoletani Claudio Pappaianni e Andrea Postigione, che andrà in onda domenica (ore 10,00 e ore 18,00) su Rai News.

Nei primi mesi del 2008, dopo l’ennesima e più grave emergenza rifiuti, il Console Generale degli Stati Uniti a Napoli, John Patrick Truhn, allarmato scrive a Washington: «L'impatto ambientale del crimine organizzato si estende alle frodi alimentari. E la Campania è la regione leader in Italia in questo settore». Parole rese note nelle scorse settimane da Wikileaks, che ha diffuso migliaia di documenti riservati della diplomazia americana che riguardano l’Italia.

Quel che il sito fondato da Julian Assange non ha raccontato, è ciò che è successo dopo quel dispaccio: “Per un periodo hanno smesso di vendere alla Base cibo cresciuto in Campania” è il racconto che Sandra Jontz, giornalista di Stars and Stripes, la rivista delle truppe a stelle e strisce, ha fatto a Pappaianni e Postiglione. “Invece che mangiare pomodori campani li si faceva arrivare dalla Sicilia, per esempio – ha spiegato - Per qualche tempo non sono state vendute verdure cresciute in Campania”. In quelle settimane, Stars and Stripes aveva scoperto e raccontato le operazioni di monitoraggio di terra, aria e acqua che le autorità militari statunitensi avevano avviato in gran segreto in Campania. Per precauzione, furono distribuite pure centinaia di migliaia di bottiglie di acqua minerali ai marines e ai loro familiari. Nessuno ha mai raccontato, però, del bando sui prodotti tipici campani.

Redazione online
26 marzo 2011




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Studenti intossicati in gita, la guardia medica: "Posso curare solo i veneti"

Il Resto del Carlino


LA GITA SCOLASTICA a Montegrotto, in provincia di Padova, finisce al pronto soccorso. Diciotto ragazzi su ventuno delle quarta liceo dell’Istituto «Zanelli» di Reggio sono stati male a causa di una «presunta intossicazione alimentare», com’è scritto sul referto medico. Quattordici di loro sono finiti all’ospedale di Abano Terme, nel Padovano, mentre la guardia medica, avvisata per prima, ha risposto alle insegnanti di poter visitare solo pazienti veneti, per via di una fantomatica legge regionale. «Ho chiesto al dirigente del pronto soccorso di Abano — spiega la vicepreside Lorella Chiesi, che è stata subito allertata dalle insegnati presenti alla gita — Mi ha detto di non essere a conoscenza di alcuna legge di questo tipo, tanto più che la zona di Padova richiama turisti da tutto il mondo».

LA GITA era cominciata martedì mattina, col treno diretto a Montegrotto, dove era stato prenotato l’hotel. «Era stato scelto quel luogo perché particolarmente funzionale per gli spostamenti in treno per visitare le città vicine», continua la vicepreside. Il programma, infatti, prevedeva visite a Venezia, Padova e Verona, tenendo come punto di riferimento l’hotel di Montgrotto, che si è occupato dell’alimentazione dei ragazzi: dalla colazione, al cestino da viaggio per il pranzo al sacco, fino alla cena all’interno della struttura alberghiera. I primi sintomi di malessere tra i ragazzi sono cominciati già mercoledì. «Si è dato la colpa a un virus influenzale — spiega la Chiesi — Solo due ragazzi, infatti, avevano problemi gastro-intestinali. Tutti gli altri stavano bene».

GIOVEDÌ, invece, non ci sono stati dubbi. Intorno alle 19, diversi ragazzi hanno cominciato a sentirsi male e man mano che il tempo passava, altri giovani hanno avuto seri problemi gastro-intestinali. Le insegnanti hanno avvisato immediatamente la vicepreside e hanno chiamato la guardia medica. «Si sono sentite rispondere che non essendo pazienti veneti, non poteva visitarli per via di una presunta legge regionale — aggiunge la Chiesi — Così le insegnanti si sono viste costrette a chiamare il 118».

ALL’HOTEL di Montegrotto sono arrivati diversi mezzi di soccorso che hanno portato, a più riprese, 14 ragazzi e un insegnante all’ospedale per essere visitati. Ai giovani sono state applicate flebo e, dopo alcune ore, sono stati dimessi. «Ci è dispiaciuto, ma di fatto siamo stati costretti a ‘paralizzare’ il pronto soccorso di Abano — dice la vicepreside — La guardia medica all’hotel sarebbe stata utile per decidere chi aveva bisogno dell’ospedale e chi no. Presenteremo al direttore generale dell’Ausl 16 di Padova una relazione su quanto accaduto, non tanto per fare polemica, quanto perché non si ripeta più un comportamento del genere da parte di un medico».

L’AGENZIA di viaggio che ha organizzato la gita, allertata dalla vicepreside, ha disposto per la mattinata di venerdì un pullman che tornasse a prendere i ragazzi da Montegrotto, per riportarli a casa il più presto possibile con un viaggio più comodo di quello che avrebbero fatto in treno.
«Venerdì alle 14 erano già a casa — spiega la vicepreside — stavano già meglio, ma li ho visti molto stanchi, questa mattina (ieri, ndr) non sono venuti a scuola. Abbiamo già avviato la richiesta all’assicurazione per il risarcimento».

Anche gli accertamenti per capire le cause della presunta intossicazione alimentare sono state avviate. «Ho chiamato il direttore del pronto soccorso subito dopo quello che è successo per accertarmi che fosse stata fatta la segnalazione alle forze dell’ordine — precisa la Chiesi — Poco dopo mi ha contattato il comandante dei carabinieri di Abano. Mi ha detto che avrebbero fatto accertamenti sia a livello alimentare, sia sulla piscina termale. Interverranno anche i Nas».

SECONDO quanto hanno cercato di ricostruire gli studenti e le insegnati, infatti, tra le possibili cause di questa presunta intossicazione ci sarebbero gli alimenti contenuti nei cestini da viaggio oppure l’acqua della piscina.A questa deduzione si è giunti perché l’insegnante che non ha avuto alcun malessere non ha mai mangiato dai cestini e ha fatto il bagno nella piscina solo sporadicamente.
Saranno le indagini avviate dai carabinieri a chiarire la causa della presunta intossicazione, che fortunatamente per i ragazzi si è risolta con problemi gastro-intestinali.



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Finanzieri, vecchia divisa addio

Corriere della sera


Dal marzo di quest'anno c'è l'obbligo di indossare la nuova uniforme color grigio antracite



Finanzieri con la nuova divisa (da Wikipedia)
Finanzieri con la nuova divisa (da Wikipedia)
MILANO - Dal marzo di quest'anno è ufficialmente obbligatoria su tutto il territorio nazionale. Anche se probabilmente qualcuno potrà tenere ancora la vecchia divisa in caso di mancato approvvigionamento. La Guardia di Finanza ha dunque ora ufficialmente una nuova divisa (anche se a dire il vero è dal 2007 che gradualmente sta avvenendo il cambio): color grigio antracite, molto più scura di quella che riprendeva il grigio utilizzato dall'esercito regio dal 1909 al 1946.

CAMBIO DI DIVISA - Il motivo del cambiamento? Come ricorda anche il quotidiano «Libero», una causa persa, con relativa sentenza del Tar. La divisa precedente infatti assomigliava molto a quella del Corpo Forestale dello Stato, tanto che qualche finanziere veniva scambiato per forestale e viceversa. Così, visto che la Forestale non aveva nessuna intenzione di rinunciare alla sua divisa, i vertici della Finanza decidevano di rivolgersi al tribunale amministrativo. Mal gliene incolse. La Forestale riusciva a dimostrare con facilità di essere nata molto prima della Finanza. Per la precisione il Corpo Forestale dello Stato, all'epoca «real corpo delle foreste» è nato il 15 ottobre del 1922, mentre la Guardia di Finanza è nata nel 1881. Non conta il fatto che i finanzieri siano 68mila contro circa 8.500 forestali. Respinto quindi l'assalto delle Fiamme gialle che hanno dovuto scurire la divisa. Ma ci hanno guadagnato in confort potendo contare ora su un più moderno completo fresco lana abbinato ad una cravatta tendente al viola scuro. Un po' meno ci hanno guadagnato le casse dello Stato che hanno dovuto cambiare nel corso degli anni le divise al modico prezzo di 250 euro l'una.

Redazione online
27 marzo 2011



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Quanto ci costano i clandestini? Mezzo miliardo di euro all'anno

di Emanuela Fontana


È quanto ci costa in un anno controllare le frontiere, identificare e respingere gli irregolari. Con l’arrivo di 50mila profughi si devono aggiungere 2,5 milioni ogni 24 ore. Il prezzo degli accordi con il Nordafrica. La proposta di Frattini divide il mondo della politica: "1500 euro per impatriare". Scoppia la polemica, Bossi: "Vadano a casa loro". Favorevoli: "Se restano spendiamo di più". Contrari: "Così verranno tutti da noi"



RomaOgni anno sono almeno 460 milioni di euro: mezzo miliardo del bilancio dello Stato stanziati per gestire i flussi migratori, ovvero controllo delle frontiere, identificazione dei clandestini, espulsione, eventuali politiche di integrazione per coloro che sono in regola. Per fare un paragone, con un impegno economico di poco superiore sono stati costruiti i 4.600 nuovi appartamenti per 18mila sfollati dell’Aquila dopo il terremoto. Anche la gestione dell’immigrazione è un’emergenza: quando si riesce a chiudere una porta d’ingresso, come era stato con la Libia grazie al trattato di amicizia, basta un disordine politico e masse di giovani speranzosi si riversano in mare per raggiungere l’Italia. E allora occorre aprire un altro rubinetto: oltre 20 milioni per gestire l’emergenza profughi. L’Italia è il primo confine, il fronte sud. Paga la sua posizione di uncino nel Mediterraneo proteso verso l’Africa. È l’ultimo pezzo di Europa, la terra delicata del primo approdo, l’orizzonte della libertà, ma i numeri dicono che è il Paese dell’emergenza perenne da gestire quasi in solitudine.

A febbraio, di fronte ai primi segnali dalla Tunisia che indicavano la fuga di migliaia di ragazzi verso Lampedusa, il governo aveva previsto una spesa straordinaria del ministero dell'Interno di circa 6 milioni di euro, più 15.168.216 per il lavoro della Croce Rossa e per l’invio in Sicilia di 200 militari, oltre a un milione di euro affidato alla gestione del commissario straordinario, il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso. Era questo il preventivo della primissima emergenza. Bene, questo stanziamento iniziale è già superiore ai fondi offerti dall’Unione Europea all’Italia per l’intero anno al capitolo rimpatri e profughi, rispettivamente 12 milioni e 3 milioni e 300mila euro. I 460 milioni sono il totale previsto dal Viminale nella «Direttiva generale» del 2010. È chiaro che ogni previsione per il 2011 è destinata a saltare per l’emergenza Nord Africa in corso.

Ogni immigrato clandestino ospitato nei Cie, i centri di identificazione ed espulsione attualmente presenti sul territorio, costa allo Stato italiano circa 45 euro al giorno, comprensivi di vitto, alloggio, assistenza sanitaria. Cinquantamila profughi significano una spesa potenziale di due milioni e mezzo di euro ogni ventiquattr’ore. Un costo insostenibile per il governo italiano per un periodo troppo prolungato. Si capisce quindi perché il ministro dell’Interno Roberto Maroni stia chiedendo con insistenza all’Europa di dividere tra tutti i Paesi dell’Unione profughi che chiedono asilo appena sbarcati. L’Italia non può dare soccorso per sempre.

Basti pensare che sinora ogni clandestino rimane mediamente nei Cie per l’identificazione 150 giorni, e costa dunque all’Italia circa 7mila euro. La gestione completa di un immigrato irregolare, dal fermo fino all’espulsione effettiva, si avvicina dunque ai 10mila euro, tenendo conto delle spese per il volo di rientro e la scorta degli agenti impiegati nei rimpatri. La sola pratica legale si aggira intorno ai 650 euro. Un paragone piuttosto efficace: ogni clandestino costa allo Stato italiano oltre il doppio della spesa per l’istruzione di un bambino della scuola elementare, che non supera di molto i 4mila euro annui.

Gli accordi sinora stipulati con i Paesi africani per il rimpatrio non sono stati poi sempre semplici attestati di amicizia. La recente intesa con la Tunisia prevede una serie di aiuti dal turismo alla formazione, oltre alla proposta di un contributo di 1.500 dollari a clandestino riportato a casa. La cooperazione e l’amicizia della Libia per il rimpatrio immediato dei barconi diretti in Italia era stata ottenuta in cambio di un’ offerta di 177 milioni di euro l’anno, per un totale di 5 miliardi di dollari in 20 anni, per nuove infrastrutture. L’Italia si era poi impegnata a sostenere il 50% dei costi di pattugliamento, con mezzi tecnici e uomini.

C’è poi il comparto sanità. Non è una spesa registrata a bilancio, si tratta di una stima ricavata dai dati delle singole Asl. L’assistenza agli stranieri irregolari costerebbe al sistema sanitario nazionale circa 250 milioni di euro l’anno. «Fino a questo momento - spiega il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano - abbiamo speso 23 milioni di euro solo per emergenza. Se il trend continua a questo ritmo prevediamo una spesa di 230 milioni di euro entro la fine dell’anno». Solo per l’emergenza Nordafrica, senza calcolare l’ordinaria amministrazione e la prossima apertura di nuovi centri. Una cifra che potrebbe salire di molto «se si apre anche la porta libica». Quanto all’accordo con la Tunisia, sarà effettivo «solo se avremo fondi dall’Europa».




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Napoli, inaugurata nuova stazione metrò ma mancano le chiavi e chiude prima

Il Mattino


NAPOLI - Installazioni dell'architetto Karim Rashid, struttura policroma e luminosa. Sono alcune delle caratteristiche della nuova stazione della linea 1 della metropolitana di Napoli «Università», inaugurata oggi dal sindaco, Rosa Iervolino Russo, accompagnato, tra gli altri, dall'assessore regionale ai Trasporti Sergio Vetrella, dal vice sindaco Tino Santangelo e dall'ex presidente della Regione, Antonio Bassolino. Dopo molti anni di lavoro e uno studio lungo sulla progettazione sia della struttura che degli interni, oggi, dunque, è stata consegnata alla città una nuova fermata della metropolitana, quella di Piazza Bovio, fermata che servirà il centro storico e in particolare il polo universitario della Federico II e dell'università Orientale.

All'interno della stazione si trova una scultura ideata dall'architetto di origine turca Karim Rashid chiamata Synopsis, e realizzata a Napoli dall'artigiano Corrado Tamborra. La nuova tratta della linea 1 piazza Dante-Piazza Bovio effettua, per ora, un servizio 'navettà ed attraversa la tratta non ancora terminata delle fermate intermedie Toledo e piazza Municipio. Accanto all'inaugurazione della nuova stazione si consegna ufficialmente alla città anche Piazza Bovio completamente rinnovata. «Questa giornata segna un importante passo per la città - ha spiegato il sindaco Iervolino durante un breve discorso tenutosi nella nuova stazione Università - molte persone hanno lavorato per questo obiettivo, è una delle fermate più belle della città. Questo ennesimo traguardo rappresenta un patrimonio immenso per la città: parliamo di 120mila passeggeri al giorno e quindi facendo pochi calcoli possiamo immaginare anche 60mila auto in meno in strada, meno inquinamento, meno traffico.

La metropolitana di Napoli è una delle più importanti opere pubbliche d'Europa; affido il lavoro di maestranze, ingegneri e tecnici al futuro, chiunque sarà il nuovo sindaco spero che metta lo stesso amore e la stessa tenacia che abbiamo avuto noi per la creazione di questa metropolitana». «Quest'apertura segna un momento importante per la città - ha spiegato l'assessore regionale, Sergio Vetrella - aspettiamo le prossime aperture, alcuend elle quali si intersecheranno anche con la linea 6, ex Ltr, che chiuderà l'anello cittadino. Ovviamente stiamo lavorando anche sulla linea Garibaldi-Capodichino e su questa tratta punteremo ad avere ingenti fondi. Al momento sono a disposizione della linea 1 ancora 400 milioni di euro di cui 190 già utilizzati mentre per la linea 6 abbiamo a disposizione ancora 100 milioni di euro».


Chiusura anticipata di mezz'ora - perchè mancano delle chiavi - e qualche protesta, però, per la nuova stazione. «Problemi tecnici» è la laconica spiegazione fornita dagli addetti di Metronapoli ai napoletani, ma c'era anche qualche turista, intorno alle 17.30, in attesa di visitare la stazione-museo la cui chiusura per oggi, giornata inauguarale, era stata programmata alle 18. Mancano in particolare le chiavi di una decina di locali al cui interno sono custodite apparecchiature tecniche sensibili che non possono essere lasciate alla mercè dei visitatori. «Un problema - spiega uno dei vigilanti - di cui ci siamo accorti solo adesso. E se non ci forniscono le chiavi non possiamo fare entrare più nessuno». «Nessun problema - la posizione di Metronapoli attraverso un portavoce - dinanzi a un grande flusso di visitatori non potevamo permettere che qualcuno si intrufolasse nei locali. Le chiavi ci sono, c'è stato solo un disguido nella consegna che abbiamo già risolto. Domani la stazione sarà aperta regolarmente e lunedì i treni viaggeranno come da programma».

Sabato 26 Marzo 2011 - 18:58    Ultimo aggiornamento: 20:07




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