Da lunedì si pagano 10 euro per le visite 25 sui codici bianchi
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L’emendamento presentato ieri dal relatore di maggioranza alla manovra prevede invece che il ticket di 10 euro entri ora in vigore, riducendo l’incremento del finanziamento del Servizio sanitario nazionale per il 2011 dai 486,5 milioni di euro previsti originariamente dal decreto legge della manovra ai 105 milioni dell’emendamento, con un risparmio di 381,5 milioni. In realtà, secondo l’ultimo monitoraggio effettuato lo scorso aprile dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, la compartecipazione alla spesa per le prestazioni specialistiche è già applicata con proprie disposizioni in tutte le Regioni, con un importo massimo di 36,15 euro che sale a 45 euro in Calabria e a 46 euro in Sardegna e fino a 46,15 euro in Campania. Ogni Regione inoltre prevede specifiche regole sulle esenzioni. Il rischio, adesso, è che questi ticket aumentino ancora.
Il ticket sul Pronto soccorso, invece, veniva in alcune Regioni applicato già da prima della Finanziaria 2007 e oggi esiste ovunque, secondo l’Agenas, tranne che in Basilicata. Si calcola che su 30 milioni di accessi annui al Pronto soccorso circa 7 milioni e mezzo richiedono prestazioni classificate col codice bianco, il più leggero, che non richiede il successivo ricovero. Anche in questo caso ogni Regione segue sue regole sia sulla misura del ticket sia sulle esenzioni. Nel dettaglio alcune Regioni (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Sicilia e Sardegna) hanno previsto solo l’applicazione della quota fissa nazionale, 25 euro per l’appunto, mentre nella Provincia autonoma di Bolzano e in Campania la quota fissa è il doppio: 50 euro.
Con 40 anni di contributi un mese più tardi
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Non cambia nulla per chi matura i 40 anni di contributi entro il 31 dicembre 2011. Questa norma, stima la relazione tecnica all’emendamento, riguarderà 68 mila lavoratori privati e 11 mila dipendenti pubblici e 34.500 lavoratori autonomi. Dal ritardo del pensionamento per chi raggiunge 40 anni di contributi i tecnici stimano risparmi pari a 201 milioni di euro nel 2013, 433 milioni nel 2014 710 milioni nel 2015 e 790 milioni nel 2016.
Arriva inoltre un contributo di solidarietà del 5-10% sulle pensioni d’oro. Da agosto 2011 e fino a tutto il 2014 sugli importi delle pensioni eccedenti i 90 mila euro lordi e fino a 150 mila euro si applicherà un prelievo del 5%, che salirà al 10% per la parte eccedente i 150 mila euro l’anno. È importante sottolineare che, secondo l’emendamento, a formare il trattamento pensionistico complessivo sul quale scatta il contributo di solidarietà concorrono anche i trattamenti erogati da forme pensionistiche integrative.
Rendite, bloccati gli adeguamenti oltre i 2.300 euro
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La stretta, sia pure attenuata rispetto all’impianto iniziale della manovra, comporterà ugualmente risparmi consistenti: 420 milioni di euro nel 2012, 680 nel 2013 e altrettanti nell’anno successivo. La relazione tecnica stima infatti nel 22,3% la quota percentuale del monte pensioni relativo a trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo.
Deposito titoli, prelievo da 34,20 fino a 680 euro
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Diverso il discorso per chi detiene titoli il cui valore nominale è superiore ai 50 mila euro. Il governo ha previsto sette diverse fasce: da 0 a 50.000 euro, da 50.000 a 150.000 euro, da 150.000 a 500.000 euro e oltre i 500.000. Per la prima fascia, come detto, non cambia nulla. Chi ha invece un deposito titoli il cui valore arriva fino a 150.000 euro quest’anno pagherà 70 euro per l’estratto conto annuale, 35 euro se la comunicazione è semestrale, 17,5 se trimestrale e 5,83 euro se è mensile. Dal 2013 l’imposta aumenta. E non di poco: sull’estratto conto titoli annuale si pagherà una tassa di 230 euro o 115 se è mensile e così a scalare a seconda della periodicità.
Quindi il bollo sarà di 57,5 euro se la banca invia l’estratto ogni tre mesi o 19,17 se mensile. Salendo oltre i 150.000 euro e fino a 500.000 l’imposta annuale prevista quest’anno è di 240 euro, o 120 per semestre, 60 per trimestre e 20 se mensile. Dal 2013 si passa a 780 euro di bollo per le comunicazioni con cadenza annuale, 390 quando è semestrale, 195 euro se trimestrale oppure 65 euro se è mensile. Infine la fascia più alta, ovvero oltre i 500.000 euro. Quest’anno pagheranno 680 euro per ogni dossier, secondo la modalità a scalare previste per le altre fasce. E quindi: 390 euro su ogni estratto conto semestrale oppure 195 euro a trimestre o 65 euro al mese. Dal 2013 le aliquote cambiano così: 1.100.000 l’anno per singola posizione, oppure 550 euro per le comunicazioni semestrali, 275 se trimestrali e 91,67 euro se mensile.
14 luglio 2011 08:03
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