Il Mattino

ROMA
"Fumata nera" in Consiglio dei ministri a Roma sul dramma dei rifiuti a Napoli. Infatti il provvedimento sui rifiuti di Napoli e della Campania non è stato proprio discusso.
Secondo quanto si apprende da fonti di governo informate sull'argomento, alla base dello slittamento ci sarebbe la necessità di apporre «ulteriori approfondimento».
La questione riguarda la possibilità che i rifiuti prodotti in Campania possano essere trasportati in altre regioni, cosa che invece viene vietata a causa del codice europeo identificativo per quella tipologia di lavorazione di rifiuti.
Il fatto è che la Lega non vuole dare il via libera al trasferimento dei rifiuti, e la Regione, nella figura del presidente Caldoro, non ha poteri operativi senza poteri speciali che dovrebbero arrivare sempre dal Governo.
Così la situazione ritorna ai livelli di massima emergenza con il doppio paradosso che Regione e Comune non solo non possono operare di concerto per cercare lo smaltimento, ma in più continuano a scontrarsi sulle strategie da adottare per il futuro. Con la Regione che insiste per il termoivalorizzatore. E la nuova giunta De magistris che punta invece al riciclaggio integrale attraverso la differenziata.
Quele che è certo, è che nei prossimi giorni i cumuli di spazzatura tornaranno a salire verso i primi e secondi piani dei palazzi di Napoli.
Allarmante infatti il commento del governatore Caldoro che non esclude, sulla scorta delle istanze che gli stanno pervenendo da enti locali ormai allo stremo, di chiedere lo stato di emergenza. «La situazione è drammatica - dice Caldoro a margine della conferenza dell'Ipalmo su 'La primavera araba e l'Europà in corso a Napoli - ci auguriamo il governo intervenga in tempi rapidi. Non posso che registrare allo stato una situazione drammatica - ribadisce - così come ci viene trasferita da Comuni e Province che hanno esclusiva competenza sui rifiuti e che registrano problemi di criticità.
Abbiamo fatto sentire la nostra voce al governo per garantire un provvedimento che possa dare una mano ai flussi regionali per arrivare poi alle decisioni strutturali che sono le discariche, la differenziata e gli impianti intermedi. Ma ci vorrà del tempo - ricorda - perchè si realizzino gli impianti dopo venti anni di fermo assoluto. E infine gli impianti finali, con il termovalorizzatore, la cui realizzazione stamattina, ricordo, ci è stata chiesta dall'Europa. L'Europa, infatti, - ha precisato il governatore - tra le procedure di infrazione sottolinea che non ci sono impianti sufficienti in Campania e tra gli impianti ritiene centrali i termovalorizzatori».
Dinanzi a una situazione così difficile si delinea all'orizzonte la possibilità per la Regione di chiedere al governo lo stato di emergenza: «Se devo
prendere atto delle richieste che vengono dai comuni di Napoli e Salerno e dalle province di Napoli, Salerno e Benevento, dove c'è una situazione di
criticità - sottolinea il governatore - non escludo la possibilità che siano le stesse Province e i Comuni a chiedere alla Regione di comunicare al governo la richiesta di stato di emergenza. Aspettiamo i prossimi giorni e le prossime ore - conclude delineando la tempistica - sentiremo i sindaci e i presidenti delle Province e poi prenderemo una decisione».

Caldoro: Comuni e Province sotto pressione. Sono pronto a chiedere lo stato di emergenza al Governo

ROMA
"Fumata nera" in Consiglio dei ministri a Roma sul dramma dei rifiuti a Napoli. Infatti il provvedimento sui rifiuti di Napoli e della Campania non è stato proprio discusso.
Secondo quanto si apprende da fonti di governo informate sull'argomento, alla base dello slittamento ci sarebbe la necessità di apporre «ulteriori approfondimento».
La questione riguarda la possibilità che i rifiuti prodotti in Campania possano essere trasportati in altre regioni, cosa che invece viene vietata a causa del codice europeo identificativo per quella tipologia di lavorazione di rifiuti.
Il fatto è che la Lega non vuole dare il via libera al trasferimento dei rifiuti, e la Regione, nella figura del presidente Caldoro, non ha poteri operativi senza poteri speciali che dovrebbero arrivare sempre dal Governo.
Così la situazione ritorna ai livelli di massima emergenza con il doppio paradosso che Regione e Comune non solo non possono operare di concerto per cercare lo smaltimento, ma in più continuano a scontrarsi sulle strategie da adottare per il futuro. Con la Regione che insiste per il termoivalorizzatore. E la nuova giunta De magistris che punta invece al riciclaggio integrale attraverso la differenziata.
Quele che è certo, è che nei prossimi giorni i cumuli di spazzatura tornaranno a salire verso i primi e secondi piani dei palazzi di Napoli.
Allarmante infatti il commento del governatore Caldoro che non esclude, sulla scorta delle istanze che gli stanno pervenendo da enti locali ormai allo stremo, di chiedere lo stato di emergenza. «La situazione è drammatica - dice Caldoro a margine della conferenza dell'Ipalmo su 'La primavera araba e l'Europà in corso a Napoli - ci auguriamo il governo intervenga in tempi rapidi. Non posso che registrare allo stato una situazione drammatica - ribadisce - così come ci viene trasferita da Comuni e Province che hanno esclusiva competenza sui rifiuti e che registrano problemi di criticità.
Abbiamo fatto sentire la nostra voce al governo per garantire un provvedimento che possa dare una mano ai flussi regionali per arrivare poi alle decisioni strutturali che sono le discariche, la differenziata e gli impianti intermedi. Ma ci vorrà del tempo - ricorda - perchè si realizzino gli impianti dopo venti anni di fermo assoluto. E infine gli impianti finali, con il termovalorizzatore, la cui realizzazione stamattina, ricordo, ci è stata chiesta dall'Europa. L'Europa, infatti, - ha precisato il governatore - tra le procedure di infrazione sottolinea che non ci sono impianti sufficienti in Campania e tra gli impianti ritiene centrali i termovalorizzatori».
Dinanzi a una situazione così difficile si delinea all'orizzonte la possibilità per la Regione di chiedere al governo lo stato di emergenza: «Se devo
prendere atto delle richieste che vengono dai comuni di Napoli e Salerno e dalle province di Napoli, Salerno e Benevento, dove c'è una situazione di
criticità - sottolinea il governatore - non escludo la possibilità che siano le stesse Province e i Comuni a chiedere alla Regione di comunicare al governo la richiesta di stato di emergenza. Aspettiamo i prossimi giorni e le prossime ore - conclude delineando la tempistica - sentiremo i sindaci e i presidenti delle Province e poi prenderemo una decisione».

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