venerdì 22 ottobre 2010

Bobbio: gonne vietate, se «mutandali»

Corriere del Mezzogiorno


Lunedì il regolamento approderà in Consiglio comunale
Il sindaco vara il codice (contestato) di polizia urbana



Il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio

Il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio


NAPOLI — Allora, sindaco Bobbio, da lunedì i vigili di Castellammare di Stabia andranno in giro armati di metro per misurare la lunghezza delle minigonne e multare le titolari di quelle più corte?
«Questa voce è infondata, la norma del nuovo regolamento di polizia urbana fa riferimento ad abiti "assai" succinti».

Già. Ma chi stabilisce dove comincia l’«assai»?
«Lo stabiliscono due strumenti. Il buonsenso e la normativa di riferimento circa gli atti contrari alla pubblica decenza».

Ha dimenticato il terzo strumento: il metro.
«Non ci sarà bisogno del metro, poiché l’unica ad essere sanzionata sarà la cosiddetta minigonna inguinale, quella con biancheria intima a vista».

Mi auguro che i vigili preposti a questo genere di controllo siano di sesso femminile.
«E perché, scusi?».

Sa, un uomo, sia pure in divisa, che contesta l’«inguinale» potrebbe non essere l’ideale. Persino in galera, per le carcerate c’è il personale femminile.
«Ma il vigile non ha bisogno di un controllo ravvicinato. Gli basta uno sguardo per giudicare se la minigonna è mutandale».

Mutandale è un aggettivo che non avevo mai sentito prima: l’ha inventato lei?
«Mi rendo conto che è un termine un po’ volgare. Ma rende bene l’idea».


Sorprende che lei, da sempre schierato contro l’integralismo islamico, prenda un provvedimento che farebbe piacere ai Guardiani della rivoluzione, quelli che in Iran bastonano le donne non abbastanza velate.Da un sondaggio lanciato dal nostro sito, risulta che il 67 per cento lo giudica un intervento «talebano».
«Ah sì? Forse la vostra domanda sul sito è mal posta. Io lo ritengo invece un intervento che farà contento chi vuole vivere in una città decorosa e tranquilla».

Davvero lei crede che il decoro e la tranquillità di Castellammare dipendano dai centimetri in più o in meno di epidermide esposta?
«Se nel nostro regolamento ci fosse solo questa misura, avrei le sue stesse perplessità. Ma il regolamento che vareremo lunedì copre tutti gli aspetti problematici della vita cittadina».

Ci faccia qualche esempio.
«A Castellammare c’è la pessima abitudine di portare a sgambare i cavalli da sella o da calesse sulla spiaggia. Con le nuove norme colpiremo anche questo abuso, che tra l’altro viene commesso, tanto per intenderci, da esponenti della parte non certo migliore della società. Ancora: imporremo il divieto di vendere alcol dopo le 22».

E sanzionerete chi bestemmia. Per quanto, se non erro, il reato è già punito dal nostro Codice penale all’articolo 724.
«Un ex reato, una sanzione amministrativa, che quasi mai viene fatta osservare. Ma ci occuperemo anche di godimento di beni comuni, occupazione di suolo pubblico, pubblica incolumità, custodia degli animali, abusivismo, scritte sui muri...»

Ce l’ha anche con i murales?
«Se sono opere d’arte, va bene. Se c’è scritto "Catello ama Concetta", no. Battute a parte, l’insieme di queste regole servirà a dare punti di riferimento a una cittadinanza che non ne ha mai avuti, il che ha portato a cose stravaganti o insopportabili».

Madame Bovary
Madame Bovary

Insopportabili come gli abiti succinti? La sua linea della fermezza mi ricorda quella di Oscar Luigi Scalfaro che, nel ’50, apostrofò in malo modo una signora colpevole di avere le spalle troppo nude per i suoi gusti. Scalfaro chiamò addirittura la polizia, e finì che la donna querelò l’allora notabile dc. Tra l’altro la signora in questione si scoprì essere una militante dell’Msi. Proprio come lei un tempo, sindaco.
«Appunto, un tempo. Se è per questo, nell’800 Madame Bovary andava in giro a seno scoperto».

Ne è sicuro? Ho letto più volte il capolavoro di Flaubert, e questa scena non la ricordo.
«Diciamo molto scollata, allora. E a Creta nel periodo miceneo le donne stavano a seno nudo».

Andiamo in Grecia e le multiamo?
«No, perché a quell’epoca l’esposizione dell’organo mammario femminile era l’abito: non turbava».

«Organo mammario femminile»: in lei si sente il magistrato. A proposito, come uomo di legge non le sembra che questa regola sulla decenza limiti il diritto individuale?
«Mi rifaccio sempre alla vecchia massima: la mia libertà finisce dove comincia quella degli altri. Bisogna contemperare gli interessi. E comunque la regola vale per tutti, anche per gli uomini. Colpiremo quelli che, ai primi caldi, si mettono a torso nudo o in costume esibendo non solo in spiaggia pance piuttosto importanti».

Tornando alle gonne corte: un parroco di Castellammare si congratula, dice che questa norma «contrasta il dilagare delle molestie sessuali». Perché se una donna viene molestata vuol dire che se l’è cercata, no?
«Ringrazio il parroco, ma non vedo un rapporto di causa-effetto tra l’abito succinto e la molestia. Ognuno ha il diritto di vestirsi in modo appariscente senza dover essere molestato».

Però multato sì.
«Solo nei casi in cui vestirsi in maniera indecente genera fastidio e senso di insofferenza».

A Castellammare, insomma, le donne prosperose e gli uomini obesi sono un’emergenza sociale.
«Diciamo che siamo ben forniti su tutti e due i fronti».


Antonio Fiore
22 ottobre 2010




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La showgirl Lubamba accusata di truffa a un onorevole friulano

Il Messaggero

La soubrette ha soggiornato in un hotel a Rapallo spendendo
20mila euro e pagando con la carta di credito del politico




UDINE (21 ottobre) - La showgirl Sylvie Lubamba è accusata di truffa e indebito uso di carte di credito di proprietà di un ex parlamentare friulano. La soubrette 38enne di Firenze divenuta nota, dopo alcuni spot pubblicitari, per aver partecipato accanto a Piero Chiambretti al programma Markette su La7,
avrebbe prenotato il soggiorno in un hotel di lusso a Rapallo usando la carta di credito di un onorevole il quale, però, l'avrebbe bloccata a seguito di un astronomico conto presentato dall'hotel ligure per quasi 20mila euro.

L'ex indossatrice, dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal sostituto procuratore della Repubblica Gabriella Dotto, rischia ora un processo penale. Con lei nei guai sono finite anche la mamma e due sorelle, le quali avevano trascorso la "vacanza" nell'hotel di Rapallo. L'onorevole coinvolto nella vicenda, un 47enne eletto in Friuli e con due candidature alle spalle, a quanto sembra non si costituirà parte civile per l'uso improprio della sua carta di credito fatto dalla soubrette toscana. Il parlamentare ha lasciato la politica nel 2006, pochi mesi dopo che Sylvie Lubamba avrebbe usato la sua carta di credito nell'hotel Excelsior Palace di Rapallo. L'udienza preliminare è stata fissata per il 2 dicembre di fronte al Gup del Tribunale di Chiavari, Fabris.


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Assolda killer per uccidere la sorella ma l'uomo si pente e avverte la vittima

Il Mattino


Verona, la donna era ai ferri corti con la famiglia per l'eredità
Era pronta a pagare l'omicidio 40mila euro. È stata arrestata





VERONA (22 ottobre) - Aveva tentato di assoldare un killer per ammazzare la sorella e punirla per l'avvenuta spartizione dell'eredità del padre che non condivideva. Non ha, però, fatto i conti con gli scrupoli di coscienza dell'uomo, che ha rivelato il piano alla vittima predestinata che, asua volta, ha fatto arrestare la sorella. In manette è finita Giulia Morbini, 46 anni residente a Peschiera del Garda (Verona). A rivelare tutto è stato un disoccupato di 50 anni di Peschiera che dopo aver ricevuto la proposta (il compenso per il "disturbo" sarebbe stato di circa 40 mila euro) si è rivolto alla vittima, una professionista di 43 anni di Castel Goffredo (Mantova) raccontandole tutto. La donna si è rivolta ai carabinieri che ieri mattina all'alba hanno arrestato nella sua abitazione Giulia Morbini, mentre stava ancora dormendo. Il reato ipotizzato è quello di estorsione continuata.

Secondo quanto raccontato dalla vittima predestinata, la sorella da anni perseguitava lei e la madre perché non condivideva l'avvenuta spartizione dell'eredità del padre. Nel marzo scorso la madre era stata malmenata dalla figlia. «È una storia che è la riproduzione di Caino e Abele, dove però questa volta è Abele ad aver avuto la meglio» ha detto il comandante della compagnia carabinieri di Castiglione delle Stiviere durante la conferenza stampa.




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L'omicidio-choc alla Sanità: arrestato proprietario bar. Apice rinviato a giudizio

Il Mattino


NAPOLI (22 ottobre) - È stato arrestato con l'accusa di associazione di tipo mafioso il proprietario del bar davanti al quale fu commesso l'omicidio di Mariano Bacio Terracino.

Il video della sua uccisione, avvenuta nel pomeriggio dell'11 maggio del 2009, fece il giro del mondo e fu reso pubblico dalle forze dell'ordine nel tentativo di ottenere dati utili all'individuazione e alla cattura dell'assassino. Secondo i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli, Antonio Bustelli, 64 anni, residente a Napoli e titolare del bar «Antica Caffetteria dei Vergini» è un affiliato del clan «Misso», operante nel centro storico del capoluogo campano.




L'arresto di Bustelli è avvenuto in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale del riesame di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Nel corso di indagini, coordinate dalla Dda, i militari dell'Arma, grazie anche alle dichiarazioni rese da numerosi collaboratori di giustizia, hanno accertato che nel bar di proprietà di Bustelli, insospettabile perché incensurato, si praticava il lotto clandestino per conto del sodalizio criminale, si raccoglievano e si distribuivano gli utili derivanti dal totocalcio clandestino e dai videopoker fatti installare sul territorio e si custodiva il denaro proveniente dal traffico di droga.

Apice rinviato a giudizio per l'omicidio. È stato rinviato a giudizio Costanzo Apice, il giovane accusato di avere ucciso, lo scorso 11 maggio, il pregiudicato Mariano Bacio Terracino. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Pasqualina Paola Laviano, che ha accolto la richiesta del pm Enrica Parascandalo. Il processo comincerà il 14 dicembre prossimo davanti alla V corte d'assise.




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Choc in Usa, donna guida per mesi con un cadavere sul sedile

Il Mattino


WASHINGTON (22 ottobre) - La polizia ha avviato una inchiesta in California su una donna che ha guidato per mesi la sua vettura col corpo mummificato di una senzatetto sul sedile del passeggero.

La donna ha spiegato alla polizia di Costa Mesa che aveva dato il permesso alla senzatetto di dormire nella sua vettura. Ma una mattina aveva trovato la sventurata morta sul sedile. Non desiderando entrare in contatto con la polizia la donna aveva posto una coperta sul corpo.

Gli agenti, messi sull'avviso da un vicino, hanno trovato nella vettura il cadavere mummificato. La donna aveva guidato almeno tre mesi con la morta nel sedile accanto.




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Sacchetti buttati a Ischia da un signor «Lei non sa chi sono io»

Il Mattino


L'altra sera il redattore capo di un importante quotidiano di Napoli veniva sorpreso dal sottoscritto, fuori dalla propria abitazione, a gettare sul marciapiede antistante diversi sacchetti della spazzatura in spregio alle più elementari regole del vivere civile, dell'emergenza rifiuti che da decenni ammorba e soffoca la nostra regione, e delle ordinanze che oramai da diversi anni regolano lo smaltimento dei rifiuti sull'isola di Ischia con orari e luoghi precisi e ne vietano ovunque l'abbandono per strada. Basti pensare che sono stati ritirati tutti i cassonetti non essendocene più alcun bisogno.

Ebbene quello che è accaduto quando gli ho chiesto di riportarsi via tutte quelle buste, non prima di averli rincorsi, essendo lui e la moglie prontamente ripartiti in motorino, ha veramente dell'incredibile: sono stato offeso, minacciato, insultato e sbeffeggiato, facendo appello anche al sempreverde “Lei non sa chi sono io!”.

Invece di scusarsi e vergognarsi del proprio gesto, sono stato letteralmente aggredito e più volte minacciato. Ma la cosa in assoluto che più mi sconcerta e avvilisce è stata l'arroganza intellettuale di questo signore e di sua moglie (avvocato!). La boria e l'atteggiamento tronfio del classico italiano provinciale fino al parossismo che invece di vergognarsi come avrebbe fatto chiunque ha usato un atteggiamento dei più beceri alternato ad uno sfoggio di maniere e modi che avrebbero fatto la felicità di Dino Risi.

L'epilogo della serata è stato l'arrivo della polizia chiamata da egli stesso non senza dimenticare di presentarsi prima per quello che è “caporedattore...”, che evidentemente è l'unico senso che riesce a dare alla sua persona, e poi per nome e cognome, dichiarando che mi avrebbe querelato (sic ! ), e scoprire che la polizia non poteva neanche annotare una mia dichiarazione per spiegare l'accaduto in quanto non di loro competenza.

Morale: nel paese delle centinaia di migliaia di auto blu, dei raccomandati, della corruzione, delle escort e di tutti i peggiori vizi sociali e culturali il” Ragionier Rossi” ancora guida le fila dei nani e ballerine per il trionfo della mediocrità piccolo borghese che da sempre diverte tutto il mondo e avvilisce quei quattro gatti che ancora si ostinano a guardare le stelle.



Raffaele Arcamone

Ischia

Ovviamente non credo lo pubblicherete così come non l’hanno pubblicati altri giornali…fortunatamente per noi c’è internet…

Quello che conta comunque è che in una terra martoriata e ingiuriata da tutti per il problema della spazzatura, chi dovrebbe informare e dare il buon esempio si comporta invece come il nemico numero uno della sua stessa terra, aggiungendo poi a questo anche un comportamento cafone e bullesco. AUGURI.




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Islam, vescovo libanese: "Il Corano dice di uccidere fede imposta con la spada"

di Redazione


L'arcivescovo di Mardin dei Siri al Sinodo per il Medio Oriente: "Il Corano ordina di imporre la religione con la forza, con la spada. Per questo i musulmani non riconoscono la libertà religiosa, nè per loro nè per gli altri"


Città del Vaticano - "Il Corano dà al musulmano il diritto di giudicare i cristiani e di ucciderli con la Jihad": lo ha detto l’arcivescovo di Mardin dei Siri, mons. Raboula Antoine Beyluni, al Sinodo speciale per il Medio Oriente in corso in Vaticano. Elencando una serie di motivi che ostacolano, a suo giudizio, il dialogo islamo-cristiano, Beyluni ha affermato che il Corano "ordina di imporre la religione con la forza, con la spada. La storia delle invasioni lo testimonia. Per questo i musulmani non riconoscono la libertà religiosa, nè per loro nè per gli altri. Non stupisce vedere tutti i paesi arabi e musulmani rifiutarsi di applicare integralmente i ’diritti umanì sanciti dalle Nazioni Unite". "Di fronte a tutti questi divieti e argomenti - si è chiesto infine Beyluni - dobbiamo eliminare il dialogo? No - afferma - sicuramente no. Ma occorre scegliere i temi da affrontare e gli interlocutori cristiani capaci e ben formati, coraggiosi e pii, saggi e prudenti che dicano la verità con chiarezza e convinzione".



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Frasi contro gli islamici E la radio licenzia il noto giornalista

Corriere della sera


La Npr scarica Juan Williams. «Mi sento nervoso se su un aereo ci sono musulmani» aveva detto

A WASHINGTON

Frasi contro gli islamici
E la radio licenzia il noto giornalista




WASHINGTON – Si è dichiarato «preoccupato e nervoso» se salendo su un aereo vi vede dei musulmani, e per questo è stato licenziato. Protagonista della vicenda Juan Williams, un celebre giornalista delle radio e tv americane. La National public radio di Washington, la radio di stato, un bastione liberal, lo ha licenziato in tronco, pur essendo Williams un suo commentatore di punta. Il motivo del licenziamento: alla tv Fox, un bastione conservatore, di cui è collaboratore, il giornalista ha ammesso di sentirsi «preoccupato» e «nervoso» quando in volo trova degli islamici che «con il loro abbigliamento» proclamano a tutti la loro fede. La dichiarazione di Williams, ha affermato la National public radio «è in contrasto con i nostri principi editoriali e lede la sua credibilità di commentatore». Come a dire che Williams aveva dato del terrorista al mondo islamico. In realtà, nel corso dello show della Fox The O’ Reilly factor, Williams aveva precisato che non si possono considerare terroristi i musulmani in genere. Nel '95, aveva ricordato, «Timothy McVeigh, un americano cristiano, fece 167 vittime in un attentato a Oklahoma City. Non per questo i cristiani sono da considerare dei terroristi». Il giornalista, un afroamericano, aveva anche sottolineato le proprie credenziali anti razziste: «Ho scritto libri a sostegno del movimento dei diritti civili, non sono un bigotto». Bill O’Reilly aveva sfruttato la dichiarazione di Williams per sostenere la tesi che l’Islam rappresenta un pericolo. Lo aveva già fatto pochi giorni prima alla ABC allo show The view, inducendo gli ospiti, l’attrice nera Whoopi Goldberg e la collega Joy Behar, a lasciare lo studio.

POLEMICHE - Il licenziamento di Williams ha scatenato polemiche sui media, nei partiti e tra il pubblico. Al pubblico è parso un eccesso di «political correctness»: in tre giorni, la National Public radio ha ricevuto circa cinquemila e mail in grande maggioranza critiche. I partiti hanno reagito uno al contrario dell’altro: quello democratico ha difeso la radio, sia pure con qualche riserva, quello repubblicano la ha attaccata furiosamente. Quanto ai media, hanno messo in rilievo che il rapporto quasi ventennale tra la National public radio e Williams si era guastato a causa della collaborazione del giornalista con la Fox. La radio, che è fortemente pro Obama, gli aveva chiesto di non farsi più presentare come un suo commentatore agli show della Fox, che è invece ferocemente ostile al presidente. Alla Fox, divenuta il braccio politico del magnate conservatore Rupert Murdoch, la gaffe della National public radio è sembrata una manna. La tv ha offerto a Williams un contratto triennale di 2 milioni di dollari. S’ignora se il giornalista, che sinora ha rifiutato di discutere la sua vicenda, lo accetterà.

Ennio Caretto
22 ottobre 2010



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Bill Clinton perse i codici nucleari

La Stampa


La stringa che consentiva gli attacchi fu smarrita per mesi
La scoperta la mattina dello scandalo Lewinsky





WASHINGTON
Un libro appena uscito sostiene che Bill Clinton smarrì durante la sua presidenza il "biscotto", il cartellino dove sono trascritti i codici segreti che consentono di ordinare un attacco nucleare. Lo rivela il generale Hugh Shelton, ex-capo di stato maggiore delle forze armate Usa, in un libro di memorie appema pubblicato.

Il generale rivela che «ad un certo punto, durante l’amministrazione Clinton, i codici nucleari furono persi per alcuni mesi. Una cosa molto importante, una cosa gigantesca». L’aneddoto era stato raccontato in passato anche dal colonnello Robert Patterson, che era uno dei militari incaricati di seguire sempre il presidente col "football", la valigetta con l’apparato per ordinare un attacco nucleare. Patterson chiese al presidente Clinton la vecchia carta dei codici per aggiornarla con una nuova versione solo per sentirsi rispondere che Clinton «aveva smarrito» quella vecchia. L’episodio si verificò secondo Patterson la mattina dopo che era diventato pubblico lo scandalo della stagista Monica Lewinsky.



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Sarah piangeva mentre la uccidevamo» Ma i misteri restano troppi

Il Mattino di Napoli


I pm: Cosima sapeva e Michele non ha detto tutto


 

AVETRENA (22 ottobre) - La tanto attesa ordinanza del gip mostra un solo ma evidente difetto: è «vecchia». Tanto sono ricche e ben organizzate le motivazioni che hanno confermato il carcere per Sabrina Misseri, tanto sono datate. Perché il gip Martino Rosati, suo malgrado, si è dovuto fermare al 16 ottobre, quasi una settimana fa.


«Sarah piangeva mentre la uccidevano»/ LEGGI IL VERBALE CHOC

In questi stessi giorni, invece, il lavoro della Procura è proseguito a mille, talmente intenso e da disegnare altri scenari. Della serie: da Avetrana bisogna aspettarsi ancora altre sorprese. A cominciare dall’incidente probatorio che il Ris ha fissato per lunedì prossimo a Roma sul telefonino di Sarah, su un tampone ricavato dai suo poveri resti e sulla stessa Marbella rossa che Michele Misseri usò per trasportare il cadavere in aperta campagna e gettarlo in un pozzo.

Ma c’è un altro incidente probatorio che si aspetta con ansia: il prossimo interrogatorio di Michele Misseri, quello che dovrebbe «cristallizzare» una volta per tutte il suo racconto. Sarebbe la sesta versione dei fatti, d’accordo, ma lo zio Michele non ha mai tolto, ha sempre aggiunto, come se in mente sua ci fosse un progressivo avvicinamento alla verità. Di fatto, quello che dirà stavolta costituirà prova processuale. Sono due gli interrogativi che potrebbero far saltare un’altra volta il banco:

1) Michele c’era o non c’era?
Il problema, ovviamente, il gip non se lo è neanche posto, ma una risposta bisognerà pure averla. C’è il racconto del suo amico Cosimino: «Dopo pranzo dormiva sempre». Ma che c’è di strano nel fatto che quel 26 agosto abbia deciso di rinunciarvi? Piuttosto, chi non lo vuole sulla scena del delitto ritiene che il servo di casa non abbia potuto ideare e organizzare da solo tutto quello scempio: potrebbe essere stato incaricato solo di far sparire prove e cadavere. E soprattutto costretto ad addossarsi tutte le colpe.

2) Cosima sapeva non sapeva? La moglie di Michele, la Sfinge di Avetrana, non ha passato dei bei quarti d’ora l’altra giorno alla Procura di Taranto. Si è infilata in una serie di «non ricordo» da far paura. Ma è tornata a casa, senza nemmeno essere indagata. E ovviamente non si fa nessun cenno a lei nell’ordinanza del gip, se non quando bisogna ricostruire esattamente il momento in cui Sabrina si alza dal letto, pochi minuti prima del delitto. E almeno in questo particolare Cosima sembra dire la verità. Non spiega invece dove sia finita per dieci minuti buoni, tra le 15.05 e le 15.15 proprio in compagnia della figlia. Nessuno ancora lo sa.

n. c.




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Clochard «ripuliti» e ben vestiti usati per truffa alle banche, otto arresti

Corriere della sera


La banda faceva loro aprire conti correnti per poi emettere assegni a vuoto: un giro da 7 milioni di euro

Indagate a vario titolo 40 persone

MILANO - Usavano clochard, che provvedevano a rendere presentabili, per truffare istituti di credito. Otto persone sono state arrestate dalla polizia a Milano, in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip Giuseppe Gennari, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Indagate a vario titolo 40 persone. Secondo quanto accertato dagli investigatori, guidati dai pm Maurizio Romanelli, Luisa Baima Bollone e Eugenio Fusco, il gruppo prelevava clochard da dormitori e centri per poveri, e, dopo averli resi presentabili e pagati con pochi spiccioli, li indirizzava nelle banche ad aprire conti correnti. I libretti degli assegni venivano poi utilizzati per emettere assegni a vuoto. Gli agenti hanno sequestrato circa 300 conti correnti. La truffa totale si aggira attorno ai 7 milioni di euro.
GLI ASSEGNI A VUOTO - I clochard, una volta resi presentabili, erano portati in banca dove erano accesi rapporti di conto corrente dai quali attingere carnet di assegni «puliti», cioè non gravati da segnalazione alle banche dati della Polizia. Gli assegni venivano quindi utilizzati dai membri dell'associazione per delinquere o venduti a truffatori. Tra questi anche titolari di alcune società che negoziavano gli assegni per pagare le merci, oppure per garantire dei prestiti. L’indagine, condotta con la collaborazione di Pool Assegni, ha permesso di delineare i connotati dell’associazione: individuare capi, compartecipi e ogni singolo utilizzatore degli assegni. Fino ad oggi sono stati individuati circa 300 conti correnti aperti in agenzie bancarie milanesi e dell’hinterland, con un ammontare di protesti intorno ai 7 milioni di euro negli ultimi due anni. Sotto la direzione dei pubblici ministeri Maurizio Romanelli, Luisa Baima Bollone e Eugenio Fusco, sono state indagate circa 40 persone. Inoltre, il giudice per le indagini preliminari, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di nove membri dell’associazione. Venerdì sono stati eseguiti otto provvedimenti di cattura e 11 decreti di perquisizione domiciliare nei confronti delle persone coinvolte, sia in Lombardia che nelle altre regioni del Nord Italia.
Redazione online
22 ottobre 2010



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Topi d'appartamento "virtuali" svaligiano casa su Facebook: ma la denuncia è reale

Corriere della sera


Un hacker si è introdotto nella dimora costruita da
Paola Letizia, 44enne palermitana, nel gioco Pet society



Una pagina del gioco Pet society su Facebook
Una pagina del gioco Pet society su Facebook


PALERMO - Hanno portato via tutto: il divano di marca, l’idromassaggio e le conchiglie, l’acquario, il tavolo da biliardo, la parete attrezzata, gli specchi. Non c’era più nulla. Solo, nell'appartamento svuotato, è rimasto Blue cat, il gatto della proprietaria. Sembrerebbe un normale episodio di furto in casa, ma la particolarità è che furto, e casa, erano solo virtuali. La denuncia scattata a carico di ignoti, invece, e l'inchiesta avviata dai magistrati, sono assolutamente reali. Il «colpo» è stato subito da Paola Letizia, 44 anni, una palermitana che lavora al Pubblico registro automobilistico: un hacker si è introdotto nella casa costruita dalla donna in uno dei giochi di Facebook più noti: «Pet society».

LA DENUNCIA - La donna l’ha trovata vuota. Niente più quadri sui muri, tappeti e tende acquistate con gusto e ricercatezza. Hanno portato via anche il cordless di ultima generazione.Paola non si è rassegnata e ha presentato una denuncia: la Procura di Palermo ha aperto un’indagine e adesso la polizia postale, dà la caccia al pirata che si è introdotto nell’account di posta elettronica della donna e le ha «svaligiato» la casa virtuale. Sebbene l'abitazione esista solo sul social network, la protagonista la considera un’autentica proprietà. Sette stanze arredate in stile moderno con un gatto, anch’esso virtuale, che lei aveva chiamato Blue Cat, e che è rimasto solo. I ladri l'hanno risparmiato.

L'HACKER NELLA POSTA - Il pm Marco Verzera aveva chiesto l’archiviazione del caso, ma i legali si sono opposti e il gip Fernando Sestito ha imposto la prosecuzione delle indagini per «introduzione abusiva e aggravata» nella corrispondenza elettronica e nelle attività ad essa collegate: un reato punito con l’articolo 615 e che prevede una pena da uno a cinque anni. All’impiegata hanno rubato la password e violato l’account di posta elettronica, passaggio obbligato per andare alla sua casetta di Pet Society. Un vero e proprio furto perchè l’hacker ha lavorato per ore - come i topi d’appartamento. «Per arredare la casa bisogna frequentare negozi virtuali», ha spiegato Paola Letizia, «di arredamento, abbigliamento, per articoli da regalo».
Redazione online
22 ottobre 2010




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Santoro trucca i fatti per poter gridare al regime "Bugie su Antigua". Ora il premier chiede i danni

di Gabriele Villa


Il tribuno parla di censura, ma confronta programmi inconciliabili come il Tg di Minzolini, il suo show o Report. Ma non cita Tg3, Linea Notte e Ballarò. Il premier chiede i danni alla Gabanelli: "Bugie su Antigua". Saviano "censurato" è sempre in onda. Blog "Tv, opacità e falsi martiri". Dì la tua






Nella casa di Annozero si mescolano e si rimescolano le carte, questo lo sapete già da un pezzo. Ma ieri abbiamo preso un’al­tra lezione di correttezza da Santoro e i suoi. Abbiamo imparato che anche i numeri co­me le carte si possono interpretare a piaci­mento. Perché è davvero fantasticamente scorretto paragonare il minutaggio del Tg1 al minutaggio di Annozero o di Report , che vanno in onda una volta settimana. Vogliamo fare i martiri, vogliamo fare le vittime? D’accordo ma almeno rispettia­mo i numeri, facciamo le somme senza ba­­rare e confrontiamo, per esempio, lo spazio occupato dal Tg1 con lo spazio occupato dal Tg3 e allora magari, caro, anzi carissimo Santoro (visto che nella serata si è parlato anche di compensi) la verità (e la parzialità) torneranno ad emergere.

Nella casa dei per­seguitati di Annozero , ieri sera per dramma­tizzare ancor di più è arrivato anche il filo spinato. Come nei campi di concentramen­to. E dentro i campi di concentramento. Lo­ro, i martiri. I soliti martiri di Annozero . Ma sono arri­vate anche le truppe cammellate per dare manforte al conduttore integerrimo e im­parziale. Atleti sempre allenati all’insulto come Luttazzi, Benigni, Travaglio schiera­ti, o meglio recuperati, ad arte, per dare ad­dosso al premier. Ad arte, sì, perché il solito furbacchione di Michele si gioca il prologo di Annozero riproponendo un mix scop­piettante del famoso special Rai per una notte , (realizzata a marzo a Bologna, per contestare la decisione dell’azienda di con­gelare i talk show politici) già passato alla storia come uno dei migliori contenitori di veleno e di fango gettato addosso al Cav.

En­comiabile. Come encomiabile la battutac­cia di Travaglio che rincara la dose: «Il Tg1 è una Pravda ad personam » (dove la perso­nam ovviamente è Silvio Berlusconi) e in­troduce noi tapini ad una nuova interessan­te lezione di libertà: «Noi che facciamo i giornalisti - dice Travaglio - ci occupiamo dei politici quando fanno bene e quando sbagliano, indipendentemente dal colore politico mentre Il Giornale e Libero si occu­pano solo di difendere Berlusconi e di attac­care i suoi nemici». Massì, forse Travaglio è talmente libero e indipendente (come dimostrerà poi nel suo pippone sulla censura) che non si ricor­da nemmeno chi era e che cosa ha scritto in passato.

Glielo ricorda, fortunatamente, Belpietro a proposito delle tangenti Fiat e del libro scritto dal Pinocchietto di Annoze­ro ma lui, il Pinocchietto, storce il naso lun­go lungo e fa finta una volta di più di non ricordarsi di che cosa si sta parlando. E che dire del cattivo gusto sparato già nell’ante­prima per cercare di stendere subito con un uppercut gli spettatori e per prendere per i fondelli, una volta di più Mauro Masi, il di­rettore generale della Rai (massì proprio l’aziendain cui lavora Santoro e che lui per primo dovrebbe rispettare). Per cercare for­ze fresche si va a Berlino, o meglio Ruotolo va Berlino. Per far entrare in campo, nel campo di Annozero , anche Saviano. Che ben figura nella squadra dei martiri quan­do­lamenta la censura che avrebbe già subi­to il suo programma «narrativo»(non politi­co, per carità, come tiene a precisare lo scrit­tore) che dovrebbe fare in tandem con Fa­zio. Colpa di Masi, tanto per cambiare, che ha congelato tutto ovviamente appena ha visto la scaletta. Vedete quanto è facile spa­rare sulla Rai?




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Canada, primo intervento chirurgico effettuato esclusivamente da robot

di Redazione



Al ormai celebre DaVinci, i medici hanno affiancato MacSleepy, il robot anestesista che  assicura il controllo del dolore e monitora il rilassamento dei muscoli durante l’intervento



 
Montreal - Una normale operazione alla prostata al Montreal General Hospital. Ma stavolta, in sala operatoria di umano c'era solo il paziente. Per la prima volta al mondo, infatti, i medici sono stati completamente sostituiti da dei robot: l'ormai famoso DaVinci per l'operazione vera e propria e il nuovo McSleepy, per l'anestesia.
Assistenza al paziente più accurata Una rivoluzione, secondo gli specialisti, che assicurano potrebbe garantire la più accurata e moderna assistenza al paziente. DaVinci, spiegano i medici, permette di operare da una postazione con delicati movimenti delle dita e una precisione che altrimenti sarebbe impossibile. McSleepy, utilizzato nell’ospedale canadese dal 2008, è invece un sistema computerizzato che guida la somministrazione degli anestetici nella vena del paziente, per un tempo stabilito e a una dose controllata, assicura il controllo del dolore e monitora il rilassamento dei muscoli durante l’intervento.




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Venduto il dominio Sex.com Il valore è 13 milioni di dollari

di Redazione



Ad aggiudicarselo all'asta un'oscura società registrata ai Caraibi. Si stima che il sito raccoglierà almeno mezzo milione di dollari dalla vendita di spazi pubblicitari. Il dominio più pagato resta però Insure.com, comprato con 16 milioni di dollari



 
Milano - 13 milioni di dollari. Questo il prezzo pagato per uno dei domini più ambiti del web, sex.com, che porterà nelle casse della Clover Holdings almeno mezzo milioni di dollari per la vendita di spazi pubblicitari. 
Una storia controversa Il dominio è passato di mano più volte, ma l'ultimo proprietario dell'ambito sito, Escom Llc, è finito in bancarotta luglio. A registrare il nome nel 1994, però, era stato Gary Kremen, fondatore anche di Match.com. Nel 1996, però, il truffatore Sthephen Choen era riuscito a rubarglielo e Kremen ha condotto una lunga battaglia legale per dimostrarne la proprietà, finché nel 2006 aveva deciso di vendere il dominio alla Escom Llc. Cohen, invece, era stato condannato a pagare 65 milioni di dollari di multe.
 
All'asta hanno partecipato in 12 In 12 avevano presentato un'offerta per accaparrarsi il dominio, ma è stata proprio la Clover Holdings, oscura società registrata nell'isola caraibica di St. Vincent, a fare quella più alta. Nella storia di internet, però, il dominio più pagato resta finora insure.com, per il quale la società di marketing QuinStreet aveva sporsato ben 16 milioni di dollari nel 1999. 




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