Corriere della sera

PIETRASANTA
Un bambino con la faccia di Hitler, al posto di Gesù, abbracciato da una donna, che rappresenta la Madonna. È l’immagine scelta per il manifesto che pubblicizza la mostra «Zeitgeist» del pittore Giuseppe Veneziano, dal 17 luglio a Pietrasanta (Lucca), in Versilia. L’icona ha suscitato le polemiche del parroco, don Stefano D’Atri, e di alcune associazioni combattentistiche partigiane.
IL SINDACO SI PENTE - Il sindaco, Domenico Lombardi (Pd), ammette: «Mi prendo tutte le responsabilità per aver dato l’ok a quella immagine. Ma non l’avevo vista prima, altrimenti forse ne avrei scelta un’altra». Il quadro scelto per i manifesti dell’esposizione è la «Madonna del Terzo Reich», dove sono raffigurati una donna e un bambino con tratti hitleriani: i baffetti e la fascia rossa con la svastica nera su cerchio bianco al braccio. Un’opera già al centro di polemiche quando fu presentata all’Art Verona 2009. Il primo cittadino chiarisce che la scelta di invitare Veneziano a Pietrasanta non è stata della sua amministrazione ma della precedente giunta, guidata da Massimo Mallegni (Pdl). «Me ne prendo comunque tutte le responsabilità - dichiara spiega Lombardi - e chiedo scusa se questo quadro offende la sensibilità degli esponenti religiosi o dei partigiani. Credo però che Pietrasanta da sempre si contraddistingue nel panorama artistico perchè preferisce il confronto alla censura».
L'AUTORE - L’autore dell’opera, Giuseppe Veneziano, citando Alda Merini, replica così alla polemiche: «La cosa meno scandalosa nella vita è lo scandalo. Sulla provocazione la questione è più complessa. Se l’arte non provoca, allora cosa deve fare?». La mostra, a Palazzo Panichi, rimarrà aperta fino al 22 agosto. Contro la mostra si era scagliato il parroco di Pietrasanta: «La figura di quella Madonna, così rappresentata, offende la nostra sensibilità di credenti ma anche di quelle persone che hanno vissuto momenti tremendi legati al nazismo. E non nascondiamoci dietro l'arte e la questione della censura».
13 luglio 2010

La questione sollevata da don Stefano D'Atri. Il sindaco Lombardi si scusa: «Ho dato l'ok ma non avevo mai visto quell'immagine sennò avrei fatto un'altra scelta»

PIETRASANTA
Un bambino con la faccia di Hitler, al posto di Gesù, abbracciato da una donna, che rappresenta la Madonna. È l’immagine scelta per il manifesto che pubblicizza la mostra «Zeitgeist» del pittore Giuseppe Veneziano, dal 17 luglio a Pietrasanta (Lucca), in Versilia. L’icona ha suscitato le polemiche del parroco, don Stefano D’Atri, e di alcune associazioni combattentistiche partigiane.
IL SINDACO SI PENTE - Il sindaco, Domenico Lombardi (Pd), ammette: «Mi prendo tutte le responsabilità per aver dato l’ok a quella immagine. Ma non l’avevo vista prima, altrimenti forse ne avrei scelta un’altra». Il quadro scelto per i manifesti dell’esposizione è la «Madonna del Terzo Reich», dove sono raffigurati una donna e un bambino con tratti hitleriani: i baffetti e la fascia rossa con la svastica nera su cerchio bianco al braccio. Un’opera già al centro di polemiche quando fu presentata all’Art Verona 2009. Il primo cittadino chiarisce che la scelta di invitare Veneziano a Pietrasanta non è stata della sua amministrazione ma della precedente giunta, guidata da Massimo Mallegni (Pdl). «Me ne prendo comunque tutte le responsabilità - dichiara spiega Lombardi - e chiedo scusa se questo quadro offende la sensibilità degli esponenti religiosi o dei partigiani. Credo però che Pietrasanta da sempre si contraddistingue nel panorama artistico perchè preferisce il confronto alla censura».
L'AUTORE - L’autore dell’opera, Giuseppe Veneziano, citando Alda Merini, replica così alla polemiche: «La cosa meno scandalosa nella vita è lo scandalo. Sulla provocazione la questione è più complessa. Se l’arte non provoca, allora cosa deve fare?». La mostra, a Palazzo Panichi, rimarrà aperta fino al 22 agosto. Contro la mostra si era scagliato il parroco di Pietrasanta: «La figura di quella Madonna, così rappresentata, offende la nostra sensibilità di credenti ma anche di quelle persone che hanno vissuto momenti tremendi legati al nazismo. E non nascondiamoci dietro l'arte e la questione della censura».
13 luglio 2010

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