giovedì 30 luglio 2009

Milano, cena per due: 945 euro!

Il titolare spiega: "Tutto regolare"

 

Il "Malmaison" è già stato controllato dalla polizia annonaria, ma è sempre stato trovato tutto in regola. "I prezzi sono alti, però si può mangiare anche con 100 euro; dipende da quello che si ordina", dicono. Il proprietario è il compagno di Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi

IL LOCALE E' DEL FIDANZATO DELLA FIGLIA DI WANNA MARCHI

Quasi mille euro per una cena per due persone, per l’esattezza 954 euro, e senza bere vino. E’ quanto ha pagato una coppia di Milano a 'La Malmaison', ristorante di Davide Lacerenza, il compagno di Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi.

E’ quanto scrive 'Panorama' che,  venerdì 31luglio, ha condotto una inchiesta in cinque città italiane sui conti gonfiati a tavola e le truffe per i turisti.

Aperto tre anni fa, il locale si trova in via Comune Antico, zona Greco Bicocca, tra case di ringhiera della vecchia Milano, nei pressi di un attraversamento pedonale sui binari della ferrovia. Solo quattro tavoli, un giardino di 350 metri quadri, 300 candele accese ogni sera, tendaggi, un pianoforte a mezza coda bianco, piatti placcati d’oro e posate d’argento, ovunque oggetti provenienti da tutte le parti del mondo. Occorre prenotare con diversi giorni di anticipo ma ogni sera c’è l’esaurito.

Il settimanale pubblica anchela ricevuta rilasciata dal ristorante. Due coperti: 20 euro. 4 bottiglie di acqua minerale: 24 euro. 6 scampi: 300 euro. 6 gamberoni: 90 euro. Un plateaux (4 ostriche, 2 fasolari): 70 euro. Due bourguignonne: 380 euro. Una fonduta di frutta: 30 euro. Un Zacapa (bicchierino di rum): 40 euro. Totale 954 euro.

"Dopo che avevamo ordinato il cameriere ha ritirato i menu e ci ha chiesto se nell’attesa gradivamo degli antipasti - racconta la donna di 37 anni che ha invitato a cena il suo fidanzato, riporta sempre Panorama, per festeggiare il compleanno di lui - abbiamo risposto di si. Mai avremmo immaginato fossero così costosi’’.

 Il proprietario del ristorante, contattato dal settimanale, risponde: ‘’Tutto regolare. Hanno mangiato scampi di Mazara che arrivano ancora vivi, aragoste della Sardegna, astice, tonno, spada, branzino. Dai tre ai quattro chili di roba. Gli antipasti li hanno chiesti loro, io stesso ero sorpreso sulla quantità di cose ordinate’’.

"’Ho già avuto diversi controlli della polizia annonaria ma hanno sempre trovato tutto in regola, prezzi compresi - ha detto Lacerenza-. Del resto qui il menu è unico, ricercato, i prodotti freschissimi, il caviale della migliore qualità, gli scampi li pago 100 euro al chilo’’.

Il ristorante, racconta il titolare, vanta una clientela tra personaggi del mondo della politica, dello spettacolo, anche internazionale. ‘’I prezzi sono alti ma si puo' mangiare anche con 100 euro - ha spiegato - Dipende da quello che si ordina, soprattutto per i vini: se uno vuole un vino da 1800 euro è chiaro che il conto sale’’.



Iran, commemorazione di Neda

La polizia carica i manifestanti al cimitero


Scontri alla cerimonia di ricordo della ragazza uccisa il 20 giugno. Gas e lacrimogeni in centro Teheran


MILANO - Doveva essere il giorno del ricordo e della preghiera. La commemorazione delle vittime degli scontri del 20 giugno scorso è però stata l'occasione per nuovi scontri fra la polizia e i sostenitori dell'opposizione, che contestano la regolarità delle recenti elezioni presidenziali e che in più di un'occasione hanno manifestato per le strade. I raduni erano stati vietati dal regime, ma gli organizzatori avevano ritenuto di procedere comunque.

LE CARICHE AL CIMITERO - I primi scontri sono arrivati con la carica sui manifestanti che si erano radunati nel cimitero di Behesht-e Zahra, nel sud di Teheran, dove sono sepolti Neda Agha-Soltan e altri giovani uccisi nella manifestazioni del 20 giugno. Gli agenti hanno picchiato con bastoni, manganelli e cinture le persone che si erano raccolte nel camposanto. Secondo alcuni testimoni citati dalle agenzie internazionali di stampa, la polizia avrebbe anche compiuto diversi arresti. Tra le persone arrestate ci sarebbero anche i registi Mahnaz Mohammadi e Jaafar Panahi. La notizia è stata diramata attraverso il web, in particolare dal sito per i diritti delle donne Women's Field. Mohammadi è una giovane regista di documentari, mentre Panahi vinse il Leone d'Oro a Venezia nel 2000 con il film Il cerchio e l'Orso d'argento al Festival di Berlino del 2006, oltre che di premi minori a Cannes e Locarno.

MOUSSAVI CACCIATO - Nel cimitero erano attesi i leader dell'opposizione Mir Hossein Moussavi e Mehdi Karrubi i quali, aggirando il divieto delle autorità iraniane , avevano deciso di raccogliersi in preghiera sulle tombe. Si è poi saputo che gli agenti hanno costretto Moussavi a lasciare il cimitero praticamente subito dopo esservi giunto: il leader politico era riuscito a scendere dall'auto, accolto dagli slogan festosi dei manifestanti («Ya Hossein! Mir Hossein!»), e a camminare fino alla tomba di Neda, la giovane di cui oggi ricorre il quarantesimo giorno dalla morte. «A Moussavi però - hanno rivelato alcuni testimoni - non è stato permesso di recitare i versi del Corano: è stato immediatamente circondato da agenti in assetto anti-sommossa che lo hanno ricondotto alla sua auto». Non sono mancati i tafferugli: «Altre persone che si erano raccolte al cimitero hanno circondato la sua auto, tentando di non farlo andar via. Ma la polizia ha cominciato a spingere gli attivisti dopodiché Moussavi è ripartito».

SCONTRI ALLA MOSCHEA - Migliaia di persone si sono poi radunate nelle strade che circondano la grande moschea «Mosallah» di Teheran. Le notizie sono state diffuse tramite Twitter e attraverso i siti di alcuni blogger presenti. Per le 16 (ora italiana) erano previsti 90 minuti di raccoglimento in onore dei manifestanti morti a giugno, a 40 giorni di distanza, come vuole la tradizione sciita. Ma anche in questo caso la polizia ha proceduto con modi alquanto spicci: gli agenti hanno caricato circa 3 mila sostenitori dell'opposizione che si erano già radunati al Grande Mossala di Teheran.

Gli agenti, in particolare, avrebbero picchiato alcuni manifestanti e fatto uso di gas lacrimogeni per cercare di disperdere il gruppo. «I manifestanti alzano le braccia, fanno il segno della vittoria, mentre la polizia cerca di disperderli», ha dichiarato un testimone all'Afp. «Alcuni dimostranti hanno incendiato dei cassonetti, mentre dei poliziotti in tenuta anti-sommossa attraversano la folla in moto per tentare di disperderli», ha detto la stessa fonte.

«La polizia ha rotto i finestrini di numerose auto», ha aggiunto. Centinaia di automobilisti suonano il clacson, come è ormai abitudine tra i sostenitori del capo dell'opposizione Mir Hossein Mousavi da quando è nato il movimento di contestazione contro la rielezione il 12 giugno del presidente Mahmud Ahmadinejad.




30 luglio 2009

Bari, carabinieri in quattro sedi di partiti

L e acquisizioni nelle sedi regionali di Pd, Socialisti, Prc e Lista EmilianoNel mirino i bilanci del centrosinistra della Regione Puglia. Quindici indagati, tra cui l'ex assessore Tedesco


BARI- I carabinieri si sono presentati giovedì mattina in quattro sedi di partiti del centrosinistra a Bari. I militari hanno acquisito i bilanci dei partiti della Regione Puglia nell'ambito dell'indagine del pm Desirè Digeronimo sul presunto intreccio tra mafia, politica e affari nella gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario. Indagate 15 persone tra cui l'ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco, ora senatore del Pd.


LE ACQUISIZIONI- I militari si sarebbero presentati nelle sedi regionali di Pd, Socialisti, Prc e Lista Emiliano. Gli accertamenti disposti dal magistrato, che ha firmato decreti di esibizione di documentazione, riguardano l'ipotesi di illecito finanziamento pubblico ai partiti in riferimento al periodo compreso dal 2005 ad oggi, comprese le ultime elezioni al Comune di Bari. In un primo momento si era parlato anche di una perquisizione nella sede di Sinistra e Libertà, particolare poi smentito dai responsabili di partito. «Presso la sede regionale di Sinistra e Libertà a Bari non è stata effettuata alcuna acquisizione di documenti, né alcuna perquisizione da parte della Polizia Giudiziaria» ha precisato Nicola Fratoianni, esponente regionale del gruppo guidato da Vendola.


L'INCHIESTA- Sono una quindicina le persone indagate tra cui l'ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco, ora senatore. Le ipotesi di reato sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla concussione, al falso, alla truffa; per alcuni reati si ipotizza l'aggravante di aver favorito un'associazione mafiosa.




30 luglio 2009

Gb, 13 figli ai servizi sociali Mamma seriale ancora incinta

di Redazione

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Londra - "Non c'è niente che lo stato possa fare per fermarla". Ann Widdecombe, ex ministro ombra britannico dell'Interno, lo dice con grande amarezza al tabloid The Sun. Oggetto dell'affermazione è una donna di 36 anni, Theresa Winters, madre di 13 figli e ora incinta del quattordicesimo, che nascerà a novembre. Un caso che sconvolge l'Inghilterra, perché sebbene tutti i suoi figli siano stati affidati agli assistenti sociali, lei e il suo compagno trentaseienne, Toney Housden, insistono: "Non ci fermeremo. E per ogni bambino che mi porteranno via - ribadiscono - ci prepareremo ad averne un altro".

Desiderio smodato di famiglia Sembra solo desiderio di famiglia, di una vita normale. Ma la coppia, che vive a Luton, nel Bedfordshire, viene mantenuta dallo Stato. L'uomo non ha un lavoro, vivono di assistenza. La Taxpayers' Alliance ha parlato di "estrema iresponsabilità" perchè il costo del loro mantenimento negli anni ammonta a milioni di sterline, tutte pagate dalla cassa pubblica. Theresa e Toney vivono infatti in un monolocale del Comune, alla periferia di Luton: 1,100 sterline di spesa al mese. Sono inoltre accusati di atti di violenza.

Mamma seriale, un figlio all'anno La mamma seriale ha aspettato un figlio in ogni anno della sua vita adulta eccetto il 2004. Ha avuto il primo filgio all'età di 19 anni, nel 1992.Il secondo ha oggi 15 anni e hanno come padre non Toney ma il primo marito della donna, Frederick, dalla quale Theresa ha poi divorziato. sono seguiti tre maschi, adesso di 14, 13 e 12 anni, figlio dell'attuale compagno, due ragazze di dieci a nove anni, un altro maschio di otto e una ragazza di sette. Tutti i bambini sono stati legalmente adottati, eccetto un ragazzo quattordicenne affetto da paresi cerebrale, che è rimasto in affidamento. Al costo, in dieci anni, di circa 2,3 milioni.

Neanche la malattia ha fermato la coppia Non sono stati fermati neanche dai problemi di salute. Il successivo figlio della coppia è morto a 18 mesi dopo esser nato con una grave malattia, la Pheo Syndrome, una patologia rara che ferma lo sviluppo del cervello prematuramente. Ma nonostante ciò, i due coniugi hano continuato ad avere ancora due ragazze adesso di tre e due anni. Il loro ultimo bambino, è nato nel marzo del 2008.

I primi quattro figlio sono stati portati via dai servizi sociali dopo il loro secondo anno di vita. Poi sononstati presi gli altri, poche ore dopo la loro nascita, incluso il piccolo poi deceduto. "Siamo degli estranei per i nostri figli, ma speriamo che loro un giorno loro ci vengano a cercare", dice Toney guardando le loro foto. "Voglio che ci diano una chance: penso che questa volta ce la possiamo fare ad avere un vera famiglia"

Accusati di violenza e irresponsabilità Ma sia Theresa che Tony sono stai accusati di essere stati violenti con i figli, anche se non sono ami stati arrestati. Theresa dice: "Quando avevo 19 anni ero molto agressiva, ma mai con i ragazzi. Dicevo loro ciò che avrebbe detto qualsiasi persona: li sgridavo, sì, ma non ho mai alzato le mani". Tony ammette invece di essere stato violento qualche volta. Ma una lettera del Comune non dà speranza: Theresa and Toney non possono badare ai loro bambini perché privi di capacità genitoriale, trascurati, con rischi per la salute e la cura dei piccoli.



Benvenuti nel Paese degli «spennaturisti»

Beppe Severgnini


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Una coppia giapponese, in vacanza a Roma ha cenato dietro piazza Navona e s'è vista presentare un conto da 695 euro (compresa mancia di 115 euro, prelevata senza autorizzazione). Geniale. Vediamo in quale altro modo possiamo spennare i nostri ospiti. Chiuderli nel Colosseo e rilasciarli solo dietro pagamento di un riscatto? Portarli da Malpensa 2 a Malpensa 1 passando da Linate? Buttarli nei canali di Venezia, intimandogli di gridare "Mose!" per aprire le acque? Iscriverli alle ronde notturne di Massa? Invitarli al Palio di Siena e convincerli a fare i cavalli? A pagamento, s'intende.

Noi italiani crediamo d'essere aquile, invece spesso siamo talpe: non vediamo oltre il nostro naso. La notizia dei due giapponesi a Roma ha fatto il giro dell'Asia: il ristorante "Passetto" non se ne rende conto, ma ha compiuto un passo da gigante verso la demolizione della reputazione turistica italiana, oggi affidata ai loghi funerari (Magic Italy! in inglese!) di Michela Brambilla. Ci vuol altro. Chi viaggia lo sa: l'offerta è molta, la concorrenza feroce. Oggi nessuno vuol buttare i soldi. O farsi fregare.

Scrive Luigi Finocchiaro (ruiji@hotmail.com): "La notizia dell'«Italia spennaturisti» sta avendo ampio risalto nel Sol Levante: viviamo in un'epoca dove l'informazione corre veloce. Il Giappone non è l'Italia. Non basta mandare una delegazione a Tokyo e fare «bella figura». Non basta che le nostre rappresentanze istituzionali siano professionali. Non basta una paginetta pubblicitaria del ministero/ente preposto. 



Il turismo di Giappone, Corea, Taiwan e Singapore è qualificato, e gli asiatici sono per natura informatissimi (ho trovato un sito che traduce in giapponese i nostri commenti su 'Italians'!). Oggi i Paesi dove il turista viene spennato non sono quelli del gruppo cui l'Italia si pregia di far parte. In parole povere: succede solo nei Paesi del Terzo mondo".

Domanda: le associazioni di categoria o l'Enit hanno cercato di riparare il danno? Confcommercio, Confesercenti? Il Comune di Roma, al di là dell'indignazione di un assessore? Forse mi è sfuggito, ma non mi sembra. E' possibile riguadagnare terreno, ma occorre un'iniziativa generosa e clamorosa. 



L'interesse dell'Asia per l'Italia è noto (dobbiamo presentarci compatti, però: le differenze regionali sfuggono, a Seul e a Taipei). La tolleranza dei turisti giapponesi è proverbiale. Ma guai ad approfittare della generosità altrui. Tradire chi si fida è una colpa odiosa. Non per niente Dante - turista estremo e fantasioso - riservava a questi peccatori le punizioni più sadiche.

Forza, quindi. Mostriamo all'Asia la nostra gentilezza, e un po' di doveroso pentimento. Del resto, si sa: non siamo santi. A proposito. Non l'ho già sentita, questa?